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il caffè orientale

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, dopo il decennale di questo sito (nel 2007), ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000...

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Vacanze di Natale 2008 - Berlino, Amburgo, Dresda

postato da blog.ilcaffeorientale.com [31/03/2014 18:50]
foto Vacanze di Natale 2008 - Berlino, Amburgo, Dresda

24 dicembre 2008 - Sesto San Giovanni, ore 6,15 - Scandalo! Chi sta leggendo probabilmente sospetta già un'aberrante verità. Il protagonista di questo "resoconto" non trascorrerà le feste natalizie in famiglia!
Ma non è accettabile, anche i vips e i politici dichiarano in televisione e sui rotocalchi che trascorreranno il Natale con i propri familiari!

C'è voglia di "casa" (con quei mutui...), di valori (c'è la crisi), di amore (le guerre sono come gli esami e non finiscono mai...). Perché a Natale "siamo tutti più buoni", ma nel corso di tutto l'anno non conosciamo limiti all'odio, ai dissapori ed alle ipocrisie.

Esiste un giorno particolare per rispettarci solo quando lo impone la religione? Abbiamo a disposizione soltanto una giornata per "sciacquare" le "sozzure" della nostra coscienza? Beh, una famiglia unita come quella del sottoscritto (tre persone che insieme valgono una dinastia), non hanno bisogno del Natale per stare insieme.

Perché noi (io, mio padre e mia madre) sappiamo che quando ci sono stima e fiducia reciproca, le distanze sono concetti superflui che si perdono nelle inutili facezie del tradizionalismo. Ma torniamo al viaggio...perché esso non è la meta, bensì il movimento.

Non esiste persona che stimo la quale non abbia un posto d'onore nel mio cuore. Io non viaggio mai veramente da solo. Con me, accanto a me, marciano i vivi che mi seguono con il pensiero e i "non più vivi fisicamente" che diventano spiritualmente parte di me dopo aver abbandonato questo mondo bizzarro.

I miei occhi sono anche quelli di chi non può condividere con me la bellezza del mondo, l'emozione della scoperta, il brivido dell'avventura. Le mie gambe corrono anche per chi non le ha, per chi le vorrebbe, perché so che molte persone rinuncerebbero a qualsiasi cosa pur di essere totalmente autonomi e liberi di muoversi senza impaccio.

Per anni avevo sentito parlare splendidamente di Amburgo per bocca di mio nonno e così, fin dall'adolescenza, immaginavo che magari, un giorno, l'avrei visitata anche io. E così sono partito anche sulle tracce di mio nonno per raggiungere Amburgo. Mi piace pensare che ciascuno di noi, dopo aver abbandonato quella che chiamiamo "vita" possa tornare nei luoghi che più ha apprezzato nel corso della propria esistenza.

Forse è il mio modo personale per esorcizzare la freddezza di una lapide ed incontrare chi è scomparso in luoghi più ameni, dove certamente la "corrispondenza d'amorosi sensi" gode di sfondi sereni.

Ore 6,40 - Saluto mia nonna la quale, a causa dell'insonnia, non fatica a prepararmi la colazione ed affondo nella nebbia fitta della periferia milanese.

Ore 7,25 - Il treno diretto a Basilea parte in orario. Davanti a me siede una madre con due bambini...il peggio che mi possa capitare. La bambina non sembra scalmanata ma il fratello minore è un "nanetto piagnucoloso". La madre spende un capitale di cellulare perché ogni cinque minuti parla con il marito. Magari hanno qualche offerta natalizia? Tipo il "Parla e godi"? Ah, no...mi sa che quello è per un altro genere di conversazioni!

Il lago Maggiore è avvolto nella nebbia e mi sembra di essere a Loch Ness. Pare anche che abbiano avvistato da poco un "mostro abusivo" che terrorizza i cittadini di Stresa, Arona e Pallanza. Tra queste nebbie dovrebbe nascondersi il famelico mostro...

Ore 9,00 - Di fianco a me, oltre ai temibilissimi pargoli, si accomoda il nonno di un bimbo con il rispettivo papà. Il fanciullo, il futuro generazionale della stirpe, è un petulante "frignone" che ha paura di qualsiasi cosa succeda sul treno: il rumore delle porte che si chiudono, lo sciacquone, il dondolio sulle rotaie. Nel frattempo il bimbo davanti a me si trasforma in una "creatura infernale".

Ore 10,00 - Il "piccolo satanasso" inizia a vomitare copiosamente e la madre raccoglie il vomito con le mani. Mosso a compassione e convinto che tra poco la testa del pargolo comincerà a ruotare di trecentosessanta gradi insultando la madre in aramaico, le porgo un "sacchetto igienico per signora". Non ridete...tutto ha una spiegazione!

Siccome durante i miei viaggi incorro spesso in temporali improvvisi, è sempre opportuno conservare i biglietti di viaggio all'interno di un sacchetto plastificato. Ora, avendo dimenticato sulla scrivania il "sacchetto per alimenti", ho constatato con piacere che i "sacchetti igienici per signora" reperibili nei bagni dei treni e degli alberghi, sono adatti a tale scopo. Lascio a voi la "gioia scientifica" di comparare le dimensioni di un assorbente con quelle dei biglietti ferroviari.

Ore 10,30 - I pargoli scendono a Berna (dite quello che vi pare ma il nome ambiguo di questa città mi ha sempre fatto ridere). Al loro posto si accomoda un giapponese socievole come un bonsai sradicato a Hiroshima ed un allegro "trio balcanico". A proposito, la Svizzera è piena di slavi, soprattutto balcanici!

Oltre a loro un ragazzo ed una ragazza che credo siano fratello e sorella data la somiglianza. La giovane bosniaca assomiglia ad una mia amica mentre i tre "omoni serbi" sono, come al solito, paonazzi. Come se non bastasse c'è anche una coppia di anziani che sembrano usciti dalle "Cronache di Travnik". Ma ormai siamo a Basilea...

Ore 11,30 - Ho a disposizione tre ore (!) per un "blitz" nel centro di Basilea. In realtà non mi spingo molto lontano dalla stazione dato che il viaggio è ancora lungo. Mi diverto "facendo le pulci" alla nettezza urbana di Basilea. Ma è incredibile! Anche a Basilea ci sono cartacce per terra! Io pensavo che in Svizzera, appena si butta qualcosa per strada, escono pattuglie di blindati dal sottosuolo che ti crivellano come uno scolapasta! Mi sento come il Gabibbo...non è che forse sono più pignolo di uno svizzero?

Ore 13,30 - Mangio una baguette lunga come un TGV mentre sono seduto al confine francese. Avete capito benissimo. Alla stazione di Basel SBB c'è la dogana francese, così per un amante delle terre di confine, quella sala d'aspetto va a pennello! Peccato che sia lercia...

Dietro a me "pascola" l'ennesimo gruppetto di balcanici sbronzi i quali confrontano i gradi delle birre che si scolano.

Ore 14,30 - Finalmente parto per Berlino...

Ore 15,00 - Una buona lettura ed una serie indefinita di pensieri mi accompagnano attraverso la Germania. Onestamente alla fine di ogni tragitto mi domando come abbia fatto a sopportare così tante ore di viaggio.

Tuttavia tali riflessioni si spengono sempre sul nascere, poiché mi abituo subito all'ambiente ed il percorso effettuato si trasforma in un ricordo talvolta noioso di scarsa importanza. Come a dire che, tolto il peso, si torna a correre leggeri.

Ore 20,00 - Ho finito di leggere il libro. Con il Reiseplan della DB in mano, inizio a consultare le distanze ed i tempi di percorrenza tra una fermata e l'altra.

Ore 21,20 - Ormai siamo nei pressi di Spandau...sento l'odore della S-Bahn!

Ore 21,30 - Berlin Hauptbahnhof...il sogno ricomincia!

Ore 21,35 - Convinto di poter trovare immediatamente l'ostello che ho prenotato, decido di percorrere il breve tratto tra Friedrichstraße e Oranienburg Tor a piedi. Peccato che non mi ricordi il nome della via...anche perché nell'estate del 2007 ero stato in quell'ostello, ma mi avevano dirottato a Ebertswalder (che ormai è ufficiosamente il "mio quartiere"). Al buio e con un gelo pungente, trovarlo "a occhio" diventa impossibile.

Con la modica cifra di 1 euro presso la cabina telefonica (se volete evitare di dissanguarvi è il modo migliore), chiamo a casa e mio padre mi riferisce l'indirizzo preciso. Stavolta ho capito e raggiungo l'Helter Skelter. Capirò solo il giorno seguente, alla luce del sole, che ho fatto almeno due volte il giro dell'isolato senza accorgermi dell'ostello. Quando arrivo non c'è un party in corso, ma certamente lo staff sta gozzovigliando.

Sottofondo black metal. In camera con me ci sono tre cinesi che studiano in Germania e con i quali scambio le solite informazioni di rito. Ma la fame, oltre che la stanchezza, colpisce duro.

Ore 23,15 - Nonostante il fatto che a Berlino conosca degli ottimi ristoranti e che è possibile mangiare presso le principali stazioni della U-bahn a qualsiasi ora, mi imbatto in un negozio di alimentari: "Fresh ‘n' Friends".

Non voglio salumi né patatine, abbandono in fretta la tentazione del gelato. Vedo una torta di noci dietro al bancone e ne chiedo una fetta enorme. I commessi, un ragazzo berlinese ed una ragazza di Toronto che vive qui, sono molto simpatici, così mentre consumo la mia "cena natalizia" o "cenone" dialogo beatamente con loro.

Questa torta ha un sapore speciale: quello della libertà. Ma per ottenerlo, purtroppo, non esistono ricette infallibili. A mezzanotte, mentre i bambini di tutto il mondo aspettano che il "panzone sulla slitta" porti loro le strenne, mi godo il piacere del riposo...e mi domando: ma Babbo Natale saprà dell'Ecopass a Milano? E se lo sa, le sue renne sono almeno Euro 4? Ed infine: quanti Sostamilano (o "grattini") deve comprare per consegnare tutti i regali senza multe?

25 dicembre 2008, ora non precisata nel cuore della notte - Dal momento che fa molto freddo (e per dirlo io significa che si gela), approfitto del piumone che giace sul letto sopra al mio. Si tratta di un posto vuoto, dunque in via molto "democratica", decido che io (e solo io) potrò dormire con due piumoni.

25 dicembre 2008, ore 9,00 - Mi sembra di entrare lentamente nella "dimensione ferie". Si tratta di un processo di disintossicazione da stress simile allo smaltimento delle scorie radioattive. Oggi potrei "riprendermi" Berlino anche se temo già, vista la desolazione intorno a me, che non sarà una giornata molto mondana.

La colazione è soddisfacente ed assaporo il gusto di rituffarmi nella "mia Berlino" con l'entusiasmo di chi si sente a casa propria. Tra gli obiettivi di oggi: preparare la trasferta ad Amburgo, visitare qualcosa (se aperto) e gustare un pranzo degno dell'occasione natalizia.

 

Quando due treni della S-Bahn si "incontrano"...
 

Ore 11,00 - Ho i biglietti per Amburgo: ICE espresso diretto, Berlino - Amburgo in un'ora e mezza. Domani aggiungerò un'altra città alla collezione.

Ore 12,30 - Sono seduto ad un tavolo del mio ristorante tedesco berlinese preferito. In omaggio alla tradizione, non solo meneghina, ma anche austro - ungarica, mi godo una meravigliosa cotoletta, una zuppa di gulash ed un contorno di patate arrosto ed insalata di verdure varie che completano il sostanzioso pasto natalizio.

Quando sono quasi alla fine del pranzo, si accomoda una coppia. Non c'è posto a sedere, tranne che presso il mio tavolo. Siccome apprezzo molto la consuetudine tedesca di condividere la tavola con altri, qualora non vi siano altri posti disponibili, accetto volentieri. Lui, un uomo corpulento sulla sessantina con la barba bianca e l'abbigliamento sportivo, nota la mia felpa...è quella dei Tool.

Li conosce e gli piacciono parecchio, così mentre la sua compagna (moglie?) legge un giornale in attesa delle pietanze, chiacchiero di musica con il simpatico teutonico. Mi dice persino che loro, pur essendo berlinesi, non conoscono un ristorante tipico migliore di quello!

Nel frattempo, in preparazione della meravigliosa vacanza che voglio organizzare per i miei genitori (che mi raggiungeranno il 30 dicembre), prenoto per il pranzo del 31 dicembre. Dopo un espresso neanche da buttare, è ormai ora di spostarsi. Fuori sembra nevischiare, certamente la temperatura è bassa. Saluto i simpatici commensali e mi rituffo nella gelida atmosfera berlinese.

Ore 13,30 - Passo attraverso i mercatini di Alexanderplatz, i bambini giocano sulle giostre, pattinano, i genitori spingono le carrozzine (qualcuno è anche svogliato): "Garage Inc." dei Metallica in cuffia al massimo...molto familiare e natalizio!

Ore 14,00 - Dannazione! È tutto chiuso...Anche la mostra temporanea dedicata all'arte della DDR è chiusa per ferie. D'altra parte era facile aspettarselo. Non importa, ne approfitto per esplorare tratti di città sconosciuti (perchè so che Berlino non finisce mai, nemmeno sottoterra!).

Ore 17,30 - Lo confesso: giornata totalmente anonima, che viene, tuttavia, illuminata da una scoperta sensazionale. Capisco come realizzare meravigliose fotografie al buio con la mia inseparabile digitale (che confidenzialmente chiamo Gigitale). Ne volete un esempio? Godetevi questa sinagoga...che per la cronaca è sorvegliata giorno e notte.

 

La sinagoga nel quartiere "Mitte" è la più grande di tutta la Germania


Ore 19,30 - Cena. Oggi potrebbe essere un problema...Non credo di avere ancora digerito il pranzo, eppure sarebbe opportuno pensare a come arrangiarsi per stasera. Considerato che non ho la minima intenzione di cucinare (dal momento che sono in ferie), le opportunità che si presentano non sono molte. Opto per uno "spuntino" in uno dei tanti fast - food che popolano la U-Bahn.

Ore 20,30 - La camera è totalmente a mia disposizione. Dal momento che sono stanco e domani mi attende la trasferta ad Amburgo, decido di infilarmi sotto le coperte. L'ostello è popolato da curiosi individui di imprecisata nazionalità che si rintanano nelle loro camerate come scoiattoli.

Sotto all'ostello c'è un locale. I bassi dell'impianto (quanto invidio il DJ) fanno tremare gli armadietti in acciaio della camera. Tunz, tunz, tunz...ma il mio sonno non conosce decibels...alle nove crollo come un palazzo in demolizione!

E anche per quest'anno Natale è andato..."Mo viene Natale, pappà, non tengo na lira, pappà, me leggo o' giurnale, pappà e me ne vado a curcà!"

26 dicembre 2008, ore 9,00 - Mi alzo "fresco come una rosa" per andare ad Amburgo. La mia puntualità prussiana viene ignobilmente sbeffeggiata dalle Ferrovie tedesche. Sebbene alle dieci sia già in Hauptbahnhof in attesa del diretto che mi porterà ad Amburgo, alle 10,30 il treno non è ancora arrivato.

Inizia una simpatica altalena di ritardi e nutro un presentimento. Dieci minuti ora, dieci minuti tra poco...altri dieci minuti subito dopo. Per nulla ridendo e nient'affatto scherzando, il treno arriva con cinquanta (sì, avete capito benissimo, cinquanta) minuti di ritardo. Direte voi..."aaaah, ecco! Gli sta bene al germanista! Al berlinese! Ma come, anche in Germania i treni arrivano in ritardo?" Capita, è vero...ma non per questo sono contento di essere un pendolare italiano, non mi consolo affatto!

Ore 13,00 - Mio nonno aveva ragione: Amburgo è splendida. Mi bastano solo pochi passi in direzione del centro per capire cosa mi attende. Dalla Hauptbahnhof mi dirigo verso il (in tedesco è neutro) Rathaus (che in Brianza è meglio noto come "Ca' de Ratt").

In preda alla solita smania fotografica nipponica, non perdo nemmeno uno scorcio di queste meravigliose palazzine che si ergono sull'acqua. Fa molto freddo, ma la città è accogliente. Mi viene in mente Riga, quello straordinario crocevia tra il Nord e l'Est, dove si respira l'atmosfera tipicamente nordica ma contemporaneamente risente dell'influenza orientale.

La prima volta che sono venuto in Germania, nel 2003 insieme a mio padre per il Wacken Open Air (il miglior festival rock - metal europeo), mi trovavo a soli cinquanta chilometri dalla città anseatica. Eppure non eravamo riusciti a trovare un attimo per visitarla. Nel 2007, quando sono andato per la prima volta a Berlino, le mie finanze e la scarsa disponibilità di tempo, non mi avevano consentito di arrivare sin qui.

Ora, finalmente, ho raggiunto l'obiettivo. Visito il quartiere dell'università, il vento gelido sferza il viso, fatico a tenere la macchina fotografica in mano, ma sono sicuro che, al calare della notte, la città sarà ancora più affascinante. Purtroppo anche oggi molti musei sono chiusi e devo accontentarmi di uno dei miei tipici "blitz panoramici".

Camminare, a passo svelto, infilandosi anche tra le vie meno battute, a caccia di scorci ed angoli particolari. Dai mercatini sprigionano i profumi dei dolciumi, dalle bancarelle alimentari si diffondono l'odore di wurstel, salsicce e torte di cioccolato. Sembra il "Paese dei balocchi". Mentre mi aggiro nella zona moderna, trovo una "graziosa" calzatura abbandonata a terra. La fotografo ed immaginano quale orrendo, fetido piedino possa infilarsi all'interno di quella porcheria...Il principe troverà la "principessa" in grado di calzarla?

 

Uno scorcio romantico e suggestivo del centro di Amburgo
 

 

Ore 17,00 - Finalmente cala il buio. Quei palazzi eleganti, le luci, l'acqua del canale che scorre sotto ai ponti ed il vento gelido, mi riportano a Trieste. Mi torna in mente quella canzoncina che ama ripetere la mia bisnonna: "Trieste mia, che nostalgia, lontan de ti...girago, il mondo, son vagabondo, ma penso sempre a ti..."

Ed è vero! Ovunque io vada, porto sempre con me il fascino delle zone dove sono nato e mi piace sentirmi come un "mezzo di comunicazione" che mette in contatto luoghi così meravigliosi anche a distanze notevoli.

Ore 18,00 - La gita ad Amburgo potrebbe considerarsi finita, anche perché non avrei a disposizione il tempo sufficiente per visitare accuratamente una città così grande. Sono sicuro che meriterebbe lunghe escursioni, ma Berlino mi attende. Mi piace fingere che debba tornare a Berlino come se stessi tornando a casa.

Devo attendere alla stazione per circa un'ora, dal momento che cambiare biglietto per partire prima mi costerebbe troppo. Faccio merenda e, mentre passeggio lungo l'ampio corridoio del piano terra, mi cade davanti un bicchiere di cartone vuoto. Alzo lo sguardo e vedo che un paio di "bulletti" bofonchiano qualcosa.

La loro faccia non ricorda affatto i tratti somatici tipici tedeschi, ma si sa che la "strafottenza" non conosce colore. Poco distante da me ci sono due poliziotti. Ora, in una situazione così ridicola, la tentazione di salire le scale e infilargli quel bicchiere dove "non batte il sole" è fortissima. Poi conto fino a tre e così decido di aspettarli sotto per una decina di minuti...tanto il mio treno parte fra un'ora. Credo che avrei potuto aspettare per secoli...ma dei bulli, neanche l'ombra.

Ore 19,00 - Il treno corre come una scheggia verso Berlino, l'unica fermata è Spandau. Stasera cena "Ai Due Forni" dove mangio la pizza migliore che io conosca (Italia compresa) e poi vedremo cosa combinare in serata.

Ore 21,00 - Inutile dire che la cena è straordinaria. Trascorro una breve serata all'Oscar Wilde pub, dove una cameriera molto simpatica (e carina) serve Guinnes, baked potatoes e tutto ciò che possa offrire l'accogliente atmosfera irlandese.

Un posto pulito, ben arredato e ben frequentato che non mi dispiacerebbe trovare nei pressi di casa mia. Si trova a pochi minuti dal mio ostello, quasi di fronte alla fermata di Oranienburg Tor. Quando ritorno in ostello, scambio qualche chiacchiera con gli "ancora pochi" ospiti, dal momento che l'invasione ci sarà in occasione di capodanno. Stavolta condivido la camera con un olandese, una persona cordiale ed assolutamente riservata. Meglio così...

27 dicembre 2008, ore 1,00 - "Schizzata" l'ultima birra, credo che per oggi possa bastare...

Ore 10,00 - Adoro questo gelo berlinese. Oggi, finalmente, le feste si sono esaurite e posso approfittare delle attrattive cittadine. Al numero 2 di Spandauer straße è in corso la mostra temporanea "DDR - kunst, Volkseigentum" ed è proprio quello che sto cercando. La mostra ripercorre quarant'anni di storia artistica della DDR (Repubblica Democratica Tedesca).

La vita nelle campagne, l'attività operaia nelle fabbriche, lo svago familiare nella Germania socialista. Opere surreali, ritratti del "quotidiano" volti, macchine ed edifici che trasmettono le emozioni di un tempo ormai lontano, avvolto dalle polveri che hanno seguito la caduta del Muro.

Esiste una ripresa chiara e netta, un "filone" che collega la Berlino descritta da Grosz nei primi anni del Novecento, con quella che gli artisti della DDR propongono nella seconda metà dello stesso secolo. Generalmente si tratta di artisti "impegnati", in un ambiente dove l'arte contemporanea (pur considerando le ovvie "accortezze" politiche) ha conosciuto uno sviluppo notevole. Certamente molte di queste opere non sarebbero nate se considerate, come negli Anni Trenta "arte degenerata".

Idea pranzo. Ricordo di un ristorante elegante nel quartiere di Spandau. Due anni fa, durante il mio primo soggiorno berlinese, avevo fatto tappa lì per una semplice birra, ma ripromettendomi che sarei tornato in quell'accattivante ristorante dalmata. Ricordo perfettamente la posizione del ristorante, che non è molto distante dalla fermata S-Bahn.

Ore 13,00 - La memoria non mi tradisce. Il cameriere non parla inglese, solo tedesco e, ovviamente, croato. Effettivamente mi bastano quelle "quattro paroline slave" che conosco per accattivarmi la sua simpatia (ricordatevi che la Croazia è uno dei miei paesi preferiti...).

È un tripudio di gusto! Cavapcici, insalata ben condita e patate arrosto, caffè e slivovica alla pera offerta dalla casa...ed in sottofondo calde musiche balcaniche. Prenoto immediatamente per la cena del primo gennaio cosicché possa festeggiare degnamente il nuovo anno in compagnia dei "miei".

Ore 13,45 -
Dannazione: azz, pork, vaff! Si è rotta ancora la cuffia del walk-man. Consumo più auricolari che gomme da masticare! Urge un rapido blitz al centro commerciale di Spandau...Un ennesimo verosimigliante spaccato di Brianza: famigliole, bimbi, ragazzi annoiati ed un bel negozio ricco di qualsivoglia libidine tecnologica.

Trovo un paio di auricolari economici ma di ottima marca. L'unico difetto: si tratta di quel modello che lateralmente a la forma "a tappo" tipo le orecchie di Frankenstein...mi auguro non si vedano troppo e sarebbe un peccato perché la qualità sonora è ottima!

Ore 15,00 - Rinfrancato dal meraviglioso "dopopranzo musicale" attraverso tutta la città di Berlino a bordo della U-Bahn, da ovest a est con destinazione Treptower Park. Qui esiste un grande parco, all'interno del quale è stato costruito un monumento dedicato all'Unione Sovietica. Il quartiere è abbastanza dissestato, da qualche parte spiccano i murales, gli alberi non sembrano troppo entusiasti di essere stati piantati qui.

Non arrivo fino al monumento, mi accontento solo di scattare qualche foto lungo il corso della Sprea. La tappa, tuttavia, diventa un'ottima rampa di lancio per visitare a dovere la zona Est, dove la luce del sole riflessa sul marrone e sul grigio delle vecchie strutture post - socialiste riecheggiano ancora l'atmosfera industriale degli anni Settanta e Ottanta. Strutture possenti ma grezze, funzionali ma talvolta macchinose: questo è il paesaggio che può regalare la zona est del Ring, quel fascio di linee che corrono intorno al cuore pulsante di Berlino.

Ore 16,30 - Il muro, per la seconda volta qui, poco distante dalla Ostbahnohf. Ma oggi, a differenza di due anni fa, sono sufficientemente attrezzato per realizzare un vero e proprio "servizio" lungo ciò che rimane del "Mauer". Graffiti, firme, messaggi...tutto questo potrebbe sparire tra breve, poiché molte voci si sono alzate in favore dell'abbattimento di questo "rudere contemporaneo".

Ognuno è libero di pensare come vuole anche se tutto ciò che viene cancellato, non può più essere "toccato con mano", non può più coinvolgere tutti i sensi e può essere "sperimentato" solo tramite l'immaginazione.
Provate a chiedere ad un archeologo la differenza fra "toccare" un reperto autentico oppure vederlo semplicemente "disegnato" su un libro o su un notebook...

Ore 17,00 -
Cala il buio, stasera "serata Depeche Mode" al K17. Probabilmente andrò lì...Nel frattempo mi intrattengo amichevolmente in ostello chiacchierando con qualche ospite, ma tra una birra e l'altra arriva l'ora del "pasto serale".

Ore 20,00 - Memore dell'esperienza scozzese, mi accomodo all'Oscar Wilde pub. Sebbene il locale sia irlandese, la cucina assomiglia abbastanza a quella scozzese, soprattutto per quanto riguarda il mio "piatto britannico" preferito: la baked potato!

Si tratta di un "tubero" enorme, ripieno di carne, tonno o verdure che viene cotto "al cartoccio". Ad impreziosire il tutto vi si scioglie sopra una salsa cremosa. Accompagnata da una Guinness (ma anche da una semplicissima Coca Cola) è davvero ottima...e sazia!

Ore 21,45

Potreste anche immaginare la quantità industriale di pubblico femminile che una serata dedicata ai Depeche Mode sia in grado di ottenere. Non avendo alcun tipo di impegno e/o diversivo, verso le dieci sono già al K17. L'ingresso per quello che chiamano "concerto" mi costa già la bellezza di dieci (10,00) euro...Mah!

28 dicembre 2008, ore 10,00 - Pimpante, ma tutt'altro che rinfrancato dalla serata trascorsa (poca gente e band noiose), inizio a soffrire di una delle mie numerose "patologie itineranti". Come si direbbe nelle Marche "Me manca sempre la tera sotto i pia" così alla domanda: "- Cosa farò oggi?"

Si accende la lampadina, anzi il lampione! Vado a Dresda! L'estate scorsa avevo messo in preventivo di visitarla, ma dopo aver conosciuto due riminesi (Bella Canth e Cece!) ed aver fatto "cricca" con loro, avevo rinunciato al proposito.

Ora posso recuperare l'occasione persa. Dopo la colazione "volo" alla Hauptbahnhof e compro i biglietti. È importante far notare che, avendo già in mente di trascorrere la notte a Dresda, ho portato via solo il tascapane nero (ossia quella borsa nera nota agli amici come il mitico "cane Rasmus"!), ovviamente corredato di tutto l'occorrente per una trasferta dignitosa.

Il cane Rasmus è un incrocio tra un esemplare maschile di Zaino tattico bellunese ed un'affascinante Borsetta griffata trevigiana. Dalla loro unione "galeotta" in un outlet di Padova è nato questo delizioso cucciolo di cane Rasmus (scientificamente Rasmus Euganeus)

Si partirà alle due e mezza del pomeriggio...nel frattempo in cuffia vanno i Sex Pistols con tutto "Flogging a dead horse", perchè Dresda è molto, molto Rrrock!!!

Ore 13,00 - Noiaaaaaa!! Cantava Califano...

Ore 14,30 - Nel mio scompartimento c'è un ceco (lo capisco dal giornale) che puzza di umido. Avete presente quell'odore che assumono le manopole da doccia, gli accappatoi e la biancheria quando non vengono stesi all'aria durante il periodo invernale? Esatto, proprio quello!

Di fianco a me una studentessa secca, che normalmente in Brianza si definisce "spitinfia" ed una signora anziana con un bel cappello peloso che assomiglia ad un pechinese con la forfora.

Ma il sottoscritto ha acquistato un bel libro fotografico dedicato al Muro di Berlino, un interessante percorso comparatistico che mostra Berlino tra il passato ed il presente, andando alla ricerca dei luoghi simbolo della divisione imposta dal Muro (HARRY HAMPEL - THOMAS FRIEDRICH, Wo die Mauer war - Where the Wall stood, Nicolai).

Le circa due ore che mi separano da Dresda scorrono serenamente. Talvolta mi incanto ad osservare il paesaggio agreste della ex-DDR, per un attimo catturo con lo sguardo le "stazioncine" dei paesi ed immagino quante storie sono passate attraverso questi binari. Emozioni crepuscolari!

Ore 17,00 - Mi è bastato soltanto vedere la città dal finestrino del treno per capire che mi attende davvero un "tonfo al cuore". Le luci che si specchiano sull'Elba hanno già catturato la mia vena romantica. Non ridete, anche io (talvolta e con estrema parsimonia) provo frivoli sentimenti!

Ore 17,05 - Si gela e, romanticismo a parte, devo pensare ad un alloggio per stanotte. Inizia una delle mie solite "marce" solitarie in cerca di un albergo, perché usando un termine che ama molto un mio amico (ciao Paolo), stasera mi sento "patrizio" e mi concedo il lusso di un hotel.

Non resisto alla tentazione di scattare già qualche foto notturna, ma trascorsa la prima ora, l'unica soluzione che si prospetta è un cinque stelle nel cuore del centro storico. "Patrizio va bene, ma pollo no!"

Ore 18,30 - Come accade spesso, ho già visitato l'intero centro storico ma non sono ancora riuscito a trovare un albergo o una pensione. Non ho la minima intenzione di chiedere informazioni, è impossibile che il mio istinto non riesca a trovare una soluzione!

Ore 18,45 - Sono quasi rassegnato, per un attimo mi balza alla mente l'insano proposito di fare ritorno a Berlino (dovrei cambiare il biglietto e non è detto che ci riesca in così poco tempo). All'improvviso vengo "folgorato da una visione". La Madonna di Fatima? L'Arcangelo Gabriele?...una punizione di Maradona? Nossignore, un hotel! Alto, luminoso, panoramico.

Ore 19,00 - Patrizio!! Per la cifra di soli 77 euro sono al decimo piano di una camera molto spaziosa con vista panoramica, quattro stelle, colazione inclusa e le caramelle in omaggio sul letto! Le "gommose" Haribo: coccodrilli, orsetti, pecorine (anzi no, quelle non c'erano...). "Haribo è la bontà, che si gusta ad ogni età!". Sotto la doccia ripeto questa filastrocca pubblicitaria mentre divoro qualche orsetto di gomma. Insomma, tutto perfetto!

Ore 20,00 - La trasferta a Dresda è una "escalation" di successi. Sfodero ancora una volta il meraviglioso "Cercacibo" brevettato ovunque in territorio europeo, che finora si è dimostrato uno dei prodotti di sostentamento alimentare più efficace al mondo!

Generalmente il criterio "prezzo - profumo - stile" è un ottimo punto di partenza. Mi accomodo all'osteria della Augustiner, nel cuore del centro storico. L'ennesimo, grande trionfo.

Ore 21,00 - Rifocillato, posso finalmente godermi questa meravigliosa città notturna. Il picco della trasferta natalizia è certamente questo. Un gelo terribile, sembra di essere a Canazei, ma sono ben coperto. In cuffia va "Use your Illusion II" dei Guns, un'emozione dietro l'altra, un susseguirsi di soddisfazioni alla luce di quei lampioni mitteleuropei.

Dresda è un "crocicchio" tipicamente mitteleuropeo, ricorda le atmosfere praghesi, le magie di Budapest, l'eleganza viennese. Dresda, interamente ricostruita dopo essere stata distrutta durante la seconda guerra mondiale, è una città che "brilla di luce propria".

Città dell'arte e della cultura, di pittori (qui lavorò e soggiornò anche il Canaletto) e viaggiatori. Su quei ponti che sovrastano l'Elba mi sembra di intravedere l'ombra, l'ombra praghese di quel Golem che scappa verso la "Stare Mesto". Ritrovo quel "filo rosso" che collega la mia Mitteleuropa da Venezia, Trieste e Vienna, fino alle propaggini settentrionali della Polonia. Forse mi mancavano quelle luci gialle, viola e verdi, le cupole delle chiese e delle accademie, i lampioni che richiamano alla mente i trascorsi ottocenteschi.

Sono quei momenti in cui vorresti correre dalla gioia (e dal freddo) e uno di quegli attimi della vita in cui diresti "Beh, se potessi decidere di morire, forse lo farei ora, così non potrei più scendere dall'apice della felicità...". La bellezza è come la fortuna: bisogna saperla cercare...

Ore 22,30 - Prima di rientrare in albergo sono curioso di esplorare la vita notturna di Dresda, così raggiungo a piedi la "città nuova". Il freddo e la necessità ormai insostenibile di una toilette, mi convincono ad entrare nel primo pub (anzi il secondo perché il primo era vuoto) che trovo. È stracolmo, mezzo litro di birra costa solo due euro e l'ambiente è accogliente. C'è persino una libreria di cinque o sei ripiani vicino al bancone.

Mi accomodo presso un tavolino molto piccolo (persino uno gnomo si sentirebbe "sacrificato") e sorseggio la mia birra. Di fianco a me due amiche sghignazzano tra loro. Dopo circa una decina di minuti si alzano. Ora, il primo pensiero di un uomo in simili circostanze è: "Puzzo?" Quindi si annusa le ascelle e controlla sotto le scarpe se ha calpestato la cacca del gatto. Il secondo pensiero è "- Oddio, non avranno mica pensato che mi sia seduto qui per rimorchiarle?". Ma noooo, Fantocci! "Stii tranquillo!" Si sono spostate semplicemente verso il centro del locale perché viene proiettato un film sul maxischermo! Che film? Non lo so...

Ammetto di avere un gran sonno, domattina voglio alzarmi ad un orario decente e, benché domani sia lunedì e quindi quasi tutti i musei saranno chiusi, devo comunque tentare di visitare qualche luogo artistico...sono venuto appositamente!

Ore 00,00 - Le ultime foto mentre risalgo di buona lena il corso del fiume, a pochi centimetri dalle sue sponde: Salisburgo, Budapest, Praga, Zagabria...ora Dresda. Centinaia di chilometri racchiusi in un attimo, un attimo che vorresti prolungare in eterno e nel quale ti senti veramente immortale.

 

Esistono poche atmosfere come quella che crea Dresda illuminata...
 

29 dicembre 2008, ore 8,30 - Sveglia mattutina indolore, con il proposito fermo di visitare qualche museo.
Dopo una colazione perfetta, lascio l'albergo di buon'ora per recarmi verso il Castello. Scelgo una mostra accattivante dal titolo: "Goldener Drache, Weisser Adler" ossia il Dragone d'oro e l'Aquila bianca, simboli rispettivamente dell'Impero cinese e della Corte Sassonico - polacca.

L'attesa e la coda all'ingresso dimostrano che evidentemente l'evento ha suscitato parecchio interesse anche perché non è l'unica mostra allestita all'interno del castello. Davanti a me una coppia, una "coppia brutta" come direbbe Lucarelli.

Lei è una "nasona" secca e pallida, con un paio di stivali da cavallerizza che farebbero invidia al fantino di Varenne. Lui è un giovanotto grasso, con la pelle altrettanto grassa ed un bel paio di occhiali da diverse diottrie. Ora, ci tengo a precisare di non avere nulla contro le coppie, né tantomeno contro quelle brutte, ma vi domando. È possibile che nell'arco di un minuto (cronometrato) i due amanti si scambino circa venticinque (25!) effusioni?

All'inizio stento a crederci...non è possibile, così conto i baci...una media di due baci al secondo, una sorta di riflesso incondizionato...ma che fervore! Neanche Giulietta e Romeo! Nemmeno Lancillotto e Ginevra, Paolo e Francesca...Fantozzi e la Silvani! Ma torniamo all'arte.

Si tratta di una comparazione artistico - sociale fra le due corti nel periodo compreso tra il XVII° e il XVIII° secolo. Purtroppo, a causa del valore che le opere custodite vantano, non è possibile scattare foto all'interno. All'ingresso l'impatto è subito affascinante. Ci si incammina verso una galleria semibuia, suggestiva e coinvolgente, che conduce alle ampie e numerose sale espositive.

Vi si trova di tutto: oggetti d'arredamento, abiti, gioielli, armi e tutto quanto caratterizzava la vita economica, politica e sociale di quel periodo. Da amante della cultura appartenente all'estremo oriente, non posso nemmeno descrivere a parole l'emozione di visionare i meravigliosi disegni orizzontali cinesi.

Si tratta di tessuti della lunghezza di almeno un metro, sui quali vengono raffigurate scene di vita quotidiana, ma salvaguardando il dono della "contemporaneità dell'azione". Ciascuno dei protagonisti si concentra su differenti attività ed in tal modo è possibile immaginare l'opera come se fosse una successione di fotogrammi cinematografici, una cronaca in "tempo reale" degli avvenimenti.

Ne apprezzo, soprattutto, il coraggio dell'idea, ossia la volontà di dimostrare che culture apparentemente molto diverse possono scambiarsi pacificamente arte e tradizione senza avvelenare i rapporti a causa di guerre e conflitti politici. Trascorro circa un'ora all'interno dell'esposizione, non ho fretta, dal momento che il mio treno partirà nel pomeriggio.

Ore 12,30 - Una volta tanto "ho voglia di schifezze". Mi è venuta una gran voglia di mangiare al fast - food: hamburger, patatine e Coca cola.

Ore 13,00 - Per due euro, acquisto un'ora di navigazione su internet e ne approfitto per scrivere qualche e-mail e chiacchierare allegramente con gli amici di Facebook. Non so ancora cosa mi attende...

Ore 15,00 - Il treno proveniente da Budapest (che peraltro ferma a Praga) e prosegue per Berlino è in ritardo di quaranta minuti! Alla faccia dell'Eurocity! Non mi resta che attendere e Vi chiedo, nel frattempo, di riconoscere la mia onestà intellettuale e la mia imparzialità nel denunciare anche i disservizi tedeschi

Ore 15,50 - Il treno è stracolmo, ma io ho prenotato! Risulta tuttavia arduo raggiungere il mio posto a sedere. Dopo circa cinque minuti riesco ad attraversare il corridoio che mi separa dall'agognato sedile.

Di fianco a me una biondina che all'inizio penso sia ceca. Dietro una coppia di "tedesconi" obesi. A fianco, dall'altra parte del corridoio, una simpatica "vecchina" identica a Nonna Papera. Mentre inizio a chiacchierare con la "biondina", sopraggiunge con tono perentorio una bella signora bionda sulla quarantina che ricorda tremendamente uno dei ministri dell'ultimo governo Prodi.

Per semplicità, la ribattezzo quindi, la "ministra". La ministra, con risoluta determinazione, invita la "tedescona" obesa ad abbandonare il posto, dal momento che è prenotato. A questo punto è costretto a spostarsi anche il marito...non tanto per amore ma perché credo che la merenda sia nella borsa della moglie. La "ministra" è inflessibile, ma il pezzo forte deve ancora arrivare...

Ore 16,00 - Dopo aver viaggiato quest'estate su un treno regionale tedesco da Leer ad Hannover, durante un addio al celibato, credevo che il "treno più pazzo del mondo" fosse solo quello. Mi sbagliavo...
Una donna paffuta e paonazza, sulla quarantina, si alza dal proprio sedile ed inizia a cantare l'Ave Maria di Schubert. Molti di voi, soprattutto quelli nati negli Anni Ottanta e residenti in Lombardia, ricorderanno una pubblicità che circolava sulle reti televisive locali: i deumidificatori "il Coccio" dove una casalinga corpulenta si divertiva ad improvvisarsi soprano tra le faccende domestiche. Ecco, la nostra amica paffuta è identica!

Seccata dalla performance, Nonna Papera si alza dal proprio posto e la invita severamente a smettere di cantare. Il pericolo sembra finito.

Ore 16,10 - Miss "deumidificatore" ricomincia a cantare, si alza e rivolge beatamente lo sguardo verso un pargolo. Molti estraggono le fotocamere digitali e riprendono la scena. Io ancora no...Nonna Papera ferma un controllore e gli intima di porre fine a quello strazio. L'emergenza rientra ancora.

Ore 16,20 - Allarme Alfa, allarme Bravo, allarme Charlie. Siamo al terzo grado di allarme! Stavolta Miss "deumidificatore" si alza e si reca verso la fine del corridoio, a poca distanza dal mio posto, da quello di Nonna Papera e della Ministra.

Ricomincia a cantare, ma stavolta alle vibranti proteste di Nonna Papera (la quale ricorda che il treno non è una sala da ballo o da orchestra), si unisce l'intervento "istituzionale" della Ministra. Si accende la polemica con un reciproco scambio di accuse e, ancora una volta, il soprano torna al proprio posto in silenzio. Io non ho ancora ripreso la scena, ma forse perché il mio istinto confida nella "Quarta".

Ore 16,30 - "Schizzata" l'ultima lattina di birra da mezzo litro, la nostra "soprano" da "deumidificatore" si esibisce ancora: ma stavolta la riprendo con la fotocamera digitale. Ma l'intervento congiunto di Nonna Papera, della Ministra e della minaccia di sanzioni "in caso di inottemperanza" spengono la "miccia musicale". Ma io, a furia di ridere, non ho più lacrime e gli addominali quasi sussultano! Ora ho anche la "prova tecnica" per documentare l'accaduto!

Ore 18,00 - Dopo aver chiacchierato con la ragazza seduta di fianco a me, finalmente raggiungiamo Berlino. Stavolta, mi sembra davvero di "essere tornato a casa", quel famoso "giochino" che vi ho descritto al ritorno da Amburgo si sta rivelando sempre più affascinante (e "pericoloso"!)

Ore 19,30 - Il ristorante italiano "I due forni" è quasi tutto esaurito. Avanza solo un posto al tavolo, in compagnia di una famiglia tedesca (padre, madre e giovane figlia) ed una piccola compagnia di amici tedeschi (due ragazze ed un ragazzo). La famiglia è berlinese, mentre la "combriccola" è formata da una bavarese, una berlinese ed un ragazzo di Dresda che è ospite dall'amica berlinese.

La figlia della "famigliola" ordina un "Cincerino" (Gingerino)...con la pizza! Sarebbe come bere il Martini con la brioches! Ma nonostante il "primo timido impatto", chiacchieriamo allegramente, brindiamo e nel frattempo mi gusto un bel piatto di tagliatelle al ragù.

Ore 21,00 - Decido di fare "un saltino" in un locale metal che conosco, nelle vicinanze a metà strada tra Senefelderplatz e Alexanderplatz. C'è poca gente, ma in sottofondo passano "Thunderstruck". La ragazza che lavora al bancone mi sembra "nuova", perché è abbastanza impacciata. Ma la serata non decolla, qui sono tutti concentrati sull'imminente Capodanno (Silvester)...

Ore 23,00 - Quando torno in camera trovo una ragazza taiwanese (e mi raccomando, non confondeteli MAI con i cinesi) che studia in Svezia e si trova a Berlino in vacanza. Beviamo qualche birra insieme, dal momento che al nostro "bivacco" si aggiunge l'olandese.

Da pochi giorni, conosco anche un gruppo di giovanissimi studenti palermitani ai quali sono felice di offrire consigli su come muoversi, divertirsi (e soprattutto mangiare) qui a Berlino. Oltre che la passione per la birra, con loro condivido anche l'amore per il biliardo, in particolare la "carambola": il gioco più "ignorante" tra chi si fregia di saper maneggiare decentemente una stecca da biliardo.

30 dicembre 2008, ore 9,30 - Saremmo arrivati al 30! Stasera verrà portato a compimento il cosiddetto "ricongiungimento familiare". Aaaah, gioco perverso! Fingo che i "miei" vengano a farmi visita presso Berlino! Mi sembra di vivere a Berlino e, in occasione delle feste natalizie, vengono a trovarmi!

Stamattina non mi sento "alla grande". Temo di avere uno dei miei consueti "attacchi" di sinusite, fortunatamente in forma lieve...Patisco un certo nervosismo, quasi come se fossi veramente un berlinese...l'orda turistica è sbarcata sul "Pianeta Berlino" in massa.

Neanche un tentativo di colonizzazione del territorio avrebbe spostato un tale flusso di persone. Nel frattempo sale anche la "febbre di Capodanno" (Silvester). Esiste, tuttavia, una differenza sostanziale tra Berlino e il nostro "Paese del Sole". Qui ogni venerdì e sabato sera è "capodanno", dal momento che si fa festa, ci si diverte e ci si muove con i mezzi pubblici che funzionano tutta la notte.

I locali sono sempre vivi, pieni di viaggiatori ed "autoctoni" che nel corso dell'intero anno popolano la metropoli. Mi dà fastidio tutto quel "caos raccogliticcio", di persone già mezze ubriache con il naso all'insù, disorientati, in preda alle solite crisi di panico quando hanno il terrore di non salire sulla metropolitana giusta.

Cappelli, sciarpe, cappotti, ma anche tanta superficialità di chi, con la pancia quasi scoperta, si lamenta che a Berlino fa freddo. Ma dai? Strano...credevo che i berlinesi, durante l'inverno andassero a spasso come alle Baleari in piena estate! Costume e infradito per i giovani, camicia e sandali con calzettone bianco per gli anziani!

Sta a vedere che quella roba bianca che si vedeva sulle vecchie foto del Muro era una misteriosa "forfora aliena" caduta nella notte? Ma se gli extraterrestri esistono, soffrono anche di alopecia? Lo saprete nella prossima puntata di Voyager...

Ore 13,30 - Pranzo: un semplicissimo Laugenbrezel con un panino alla cotoletta ed una Coca cola...sembra che il mal di testa mi abbia dato tregua! Ne approfitto per raggiungere l'hotel dove alloggeranno i "miei", in modo tale da identificare il mezzo più comodo per andarli a prendere in aeroporto e condurli in albergo.

Esiste un ottimo servizio di autobus che, in meno di quindici minuti, collega l'aeroporto di Tegel con la zona dello Zoo di Berlino, non lontano da Wittemberg Platz.

Ore 17,00 - Vagheggio senza una meta precisa...sono cogitabondo e militabondo..."temporeggio bevendo spuma, chiedo Fonzi e mi danno avanzi..." (cit.). Oggi non ho in programma nessuna "gita" particolare, ma nel frattempo ne approfitto per scoprire dove si trova il locale nel quale "potremmo" trascorrere almeno parte del Capodanno.

Si tratta di un pub interamente dedicato a Rob Halford ed ovviamente per "Silvester" è prevista la performance di una cover band dei Judas Priest. Intorno alle 18,00 sono ancora in ostello, scambio due chiacchiere con i cari amici palermitani ed attendo...

Ore 18,30 - Ho raggiunto il pub...bello! All'ingresso vengo accolto da un enorme "pupazzone di plastica". Di chi si tratta? A) Rob Halford, B) Topo Gigio, C) il Mago Zurlì. Avete indovinato? La risposta corretta è la A!

 

Ore 18,31 - Oooh, cari amici...dopo lo "scherzo del trabocchetto" prosegue la narrazione! Beh, anche l'interno del locale è accogliente, maxischermi negli angoli "strategici" ed un bancone ben guarnito. Il padrone mi sembra un tipo simpatico...ma c'è un tizio (che credo faccia parte dello staff) che non sopporto proprio.

Si presenta come un "esperto", al punto che gli chiedo se è possibile prenotare un tavolo. La sua risposta è approssimativa: non so, il concerto inizia alle nove e mezza...quindi non è detto che si trovi posto. Appunto, bel bambino! Infatti ti ho chiesto se venendo un'ora prima sono sicuro di trovare un posto a sedere...La replica mi fa quasi trasalire: "Non lo so...non si può mai sapere...".

Allora, premesso che ho lavorato per anni nel settore, non posso credere che un locale si riempia all'istante un'ora prima del "live", perché su quel palco non salirà il "vero" Rob Halford. Inoltre "Brianza docet": se vuoi fare bene il tuo mestiere, è meglio andare incontro all'interesse di un possibile cliente!

Dal momento che il padrone è indaffarato e io devo andare a Tegel, finisco la mia birra e mi dirigo verso l'aeroporto. Qui ci tornerò, ma non credo proprio a Capodanno...

Ore 21,00 - Aeroporto di Tegel...Attendo che i "miei" sbarchino...Già immagino: mio padre che uscirà per primo con la "foga" di godersi il primo "impatto" berlinese (e di fumare una sigaretta) e mia madre la quale, per ovvie differenze di statura si attarda "leggermente" trascinando il trolley.

Alle 21,45 circa il "ricongiungimento familiare" è avvenuto, nemmeno il Tribunale dei Minori sarebbe stato più tempestivo!

Ore 22,30 - Occorre placare la fame: nella zona in cui alloggiano i "miei" è quasi tutto chiuso. E' un "covo" di turisti italiani, tanto da avere quasi l'impressione che, anche in ambito turistico, la città sia divisa in "zone d'influenza".
L'unico locale aperto è uno di quegli "specchi per allodole" che esibiscono le solite scritte: "cucina italiana", "pizza" etc...Nonostante conosca ristoranti eccezionali qui a Berlino, a causa dell'ora tarda e delle distanze da percorrere, è meglio "accontentarsi". Per stasera basta mangiare...

All'interno si "librano" nell'aria le "tipiche" canzoni italiane, dei "tipici" cantautori italiani: Mino Reitano, Little Tony, Toni Dallara...non vi bastano? Jimmy Fontana, Fred Bongusto...state già vomitando? Va bene, mi fermo!
Sebbene il personale sia molto cordiale (occorre ammetterlo), uno dei camerieri esordisce con un pessimo: "Io siciliano, mafia!"

Che schifo! Non ne posso più di sentire questi luoghi comuni, dal momento che non fanno ridere (ma anzi mi inalbero come un caimano del Gange quando lo dicono) e, soprattutto, dimostrano che all'estero c'è un'immagine distorta dei tanti italiani che scelgono di vivere onestamente ogni giorno: sui treni affollati, nelle tangenziali inquinate, negli uffici e nelle fabbriche...Chi non condivide può anche interrompere la lettura! Grazie.

Ore 23,00 - La pizza (surgelata) è dignitosa. Direi che, nonostante avessimo messo in preventivo di rischiare tutto alla "Lascia o raddoppia" siamo riusciti a procurarci un pasto ampiamente commestibile. Il cameriere ci spiega in seguito che suo nonno era siciliano e via dicendo...Noooo, ha intrapreso un campo minato! Mia madre è un'appassionata sfegatata di origini familiari, cognomi, araldica. Per fortuna stasera è stanca...

Ore 00,00 - In camera c'è il simpatico gruppo di svizzeri francesi...persone "a modo". Qualcuno, nel corso della notte, si abbandona alla "lascivia" di peti innocenti. Un altro, invece, è un dormitore da "competizione": uno di quelli che quando russano sembrano una fabbrica di turbine della AEG!

31 dicembre 2008, ore 9,00 - L'ultimo giorno dell'anno...da stamattina inizia "ufficialmente" il mio compito di "guida berlinese". Una specie di Virgilio con chiodo e anfibi che si diverte a scarrozzare i propri genitori da una parte all'altra della metropoli berlinese.

Rapide istruzioni per l'uso. A Berlino, qualsiasi cosa possa risultare "anormale" o "strana" nel resto del mondo, qui è assolutamente "normale" in quanto "berlinese". L'atteggiamento ideale per aggirarsi nella metropoli (e la regola vale anche per il resto del mondo) è dare l'impressione di essere la persona meno raccomandabile possibile finché non si viene interpellati da qualcuno: a tal punto dimostrate la massima cortesia, anche se non vi fidate...

Nella U-Bahn vi capiterà spesso di incontrare cani enormi e meravigliosi: generalmente sono innocui come i padroni, ma non consiglio di allungare la mano per accarezzarli. A Berlino esiste una sorta di "patto di non - aggressione" non scritto, che tutela la libertà di ognuno senza eccedere nel rispetto del prossimo.

Regna una "tolleranza emotiva" che assicura il miglioramento di una convivenza pacifica all'interno di una città che, fino a venti anni, fa era divisa in ogni suo aspetto, non solo geopolitico. Ovviamente occorre "tatto" per capire che l'unione non si spezza e non si ricostruisce nello spazio di un secondo.

Superato lo choc iniziale, l'ilarità della festa o la tragicità dei momenti "bui" occorre rimboccare le maniche e raccogliere quanto "di buono" è rimasto per integrarlo con quanto "di meglio" potrà nascere. Credo che lo spirito berlinese, a prescindere dai risultati, gioverebbe a qualsiasi società civile.

Ore 11,30 - Alexanderplatz. Mia madre deve cercare un paio di stivali comodi ma eleganti, alti, ma non troppo, non molto costosi ma con un limite di spesa abbastanza elevato, caldi ma che non facciano sudare. Semplice no? La prima ora berlinese trascorre all'interno del grande Kaufhof di Alexanderplatz.

La ricerca fallisce miseramente ma a questo punto è tardi...ho prenotato presso il mio ristorante tedesco prediletto che, guarda caso, si trova nel "mio" quartiere preferito. La solita gustosa meraviglia!

Ore 14,00 - Urge un programma, un itinerario! Nema problema...Lo sparuto "gruppo familiare" si divide: mia madre torna nella zona dell'albergo dove fa visita alla famosa chiesa diroccata che campeggia su infinite cartoline berlinesi, mentre io e mio padre affrontiamo il gelo berlinese per avventurarci nella periferia sud, negli ex-quartieri della DDR dove correva il muro.

Ore 17,00 - Ci lasciamo per ritrovarci all'ora di cena.

Ore 19,00 - Cena squisita, l'idea migliore dal momento che stasera (a mio giudizio giustamente) molti ristoranti sono chiusi per festeggiare degnamente il nuovo anno. Sono aperti, ovviamente, i locali di intrattenimento. Tra questi compare l'amato Oscar Wilde.

Mio padre gusta un filetto che ancora si ricorda. Io ordino una "baked" con il salmone e mia madre una "baked" con il chili. Spettacolari accoppiate alla simpatica "girandola di Guinness".

Capodanno - Dunque, ci sparpagliamo. I miei rimangono all'Oscar Wilde dove si festeggia al ritmo di danze irlandesi, io mi tuffo nella folle nottata berlinese di "Silvester". Il conto alla rovescia non lo seguo neanche, dal momento che nel frattempo sto ballando EBM al K17.

Sono entrato con la drink card da 10 euro, tirate le somme sono cinque Beck's (che non è una "birra") da 33 cl. Esaurita la tessera mi concedo il lusso di "cambiare aria". È l'una e mezza circa, nella altre sale non trovo nulla che mi interessi così decido di prendere la S-Bahn sul "Ring" e recarmi al Lost Cathedral non lontano da Alexanderplatz.

Scendo non lontano dal "mio" quartiere preferito "Ebertswalderstraße". Ovunque scoppi e "detonazioni". Sembra che sia in corso una manifestazione di anarchici...ricorda un G8! Lo ammetto, stasera più che un "forestiero festante" sembro un "fotoreporter d'assalto"!

Prima di raggiungere la meta prefissata mi infilo in un disco - bar. Ordino una Coca cola e approfitto dei bagni. Al piano di sotto, gira musica electro - folk slava e balcanica ma la pista da ballo è completamente vuota. Nel locale ci sono davvero poche persone ma la "canzoncina" turbo - folk "Moskau, Moskau" allieta questo surreale quadretto di singolare desolazione. I pochi presenti sono allegri, ma a giudicare dalla quantità di vodka trangugiata non c'è da meravigliarsi.

Tappa al Lost Cathedral (è deserto). A questo punto, consumata l'ennesima Coca, preferisco vedere cosa succede ad Alexanderplatz. Sembra che siano passati gli Unni! Talvolta i mortaretti piovono anche dalle scale della U - Bahn e della S - Bahn. Vola persino qualche molotov mentre il concerto di sirene (Ambulanze e Polizia) non accenna a placarsi...anzi!

Divertitevi a contare il numero di micce esplose e moltiplicatelo per un milione! Alle tre sono ancora "a zonzo", finché non decido di tornare in ostello dove certamente ci sarà qualche festino in corso. Tra le linee della metropolitana potete solo immaginare che livelli abbia raggiunto il tasso alcolico...c'è una "nebbia ubriacante".

In ostello, come volevasi dimostrare, è in corso l'ennesimo brindisi...ne approfitto e buon anno a tutti! A seguire, l'impietoso "bollettino di guerra". Le bocche di fuoco teutoniche spalancano le loro fauci distruttive. Sopra il cielo di Berlino si ergono, lungo gittate imperiose, siluri e missili che fanno tremare il perfido nemico.

La possente e pachidermica armata germanica avanza con indefesso incedere verso la conquista della "Vetta di San Silvestro", per ricondurre a sé le terre irredente ignominiosamente occupate dal generale americano Santa Claus e dall'Armata sovietica della Baba - Yaga (Befana).

Un contingente italico, di fiera provenienza partenopea, supporta il "fuoco tedesco" con l'ausilio di armi rivoluzionarie e portentose: tric - trac, Cipolle di Maradona e Bengala. Le massacranti operazioni belliche si concludono all'alba, quando fiumi di birra, vino e spumante bagnano i cannoni dei belligeranti.

I reduci, i feriti (i quali subiscono irreversibili danni al fegato) tornano presso le amate mura domestiche, riversandosi in letti caldi dove le loro fedeli compagne sapranno ripagare i loro sforzi eroici con rutti e loffe a causa dei loro altrettanto faticosi bagordi bellici notturni.

Le grida di madri disperate che piangono la sciagura di figli votati alla nobile causa dell'alcolismo e della "battaglia notturna" lamentano che le proprie abitazioni non sono alberghi. I padri, invece, dopo aver servito per anni la causa in difesa dell'onore familiare, assecondano rassegnati e con un velo di solidale invidia il comportamento "romantico" dei loro virgulti prediletti.

La discussione del Trattato di pace è rimandata al 2 gennaio 2009, quando le parti saranno in grado di concordare una resa dignitosa intorno ad un tavolo e non davanti alla tazza di un gabinetto.

1 gennaio 2009, ore 12,00 - Dopo una folle notte berlinese (non tanto per il sottoscritto quanto per coloro che sono rimasti per strada fino all'alba) ed in via eccezionale, posso fare colazione anche a mezzogiorno. Verso le 14,00 raggiungo i "miei" e si riparte per l'esplorazione berlinese. Stavolta ho scoperto un posto meraviglioso che non conoscevo affatto. Ancora una volta Berlino dimostra di nascondere tesori inaspettati.

Ore 15,00 - Siamo nel meraviglioso quartiere Nikolaiviertel, il centro medievale di Berlino. Risalente al XIII° secolo (in realtà è un discutibile "falso storico" ad esclusione della chiesa), è ad un passo da Alexanderplatz, ma è il classico "luogo che non ti aspetti" che giace nel cuore di una zona "ultramoderna".

 

La Nikolaikirche risale al 1230 ma la sua struttura attuale è databile al 1300
 

Facciamo merenda in una meravigliosa Stube: era da due anni (dal viaggio in Repubblica ceca) che non bevevo una Dunkel ambrata così. Una gioia per il palato! Le numerose portate sono abbondanti, il personale cordiale, i bagni puliti ed i prezzi accessibili.

Nel gelido pomeriggio berlinese, dopo un'appassionante assaggio di Medioevo (non a caso le torri della chiesa di Nikolai mi ricordano le torri nordiche di Tallinn), ci imbattiamo casualmente in un luogo meraviglioso presso la fermata Tiergarten. Il Museo all'aperto dei lampioni.

Qui sono raccolti molti esemplari di lampioni ottocenteschi provenienti da alcune capitali europee e dalle principali città tedesche. L'ingresso è gratuito. Ma, dal momento che il tempo stringe e Spandau ci aspetta, ci ripromettiamo domani per raccogliere un'adeguata documentazione.

Ore 18,00 - Torniamo sulla S - Bahn in direzione Spandau...Dopo aver visitato la "desolata" città vecchia di Spandau, dal momento che probabilmente sono tutti rintanati al caldo delle proprie abitazioni, torniamo nei pressi del Rathaus (che anche mio padre ribattezza brianzolamente la Ca' de Ratt). Ormai abbiamo un solo scopo: il ristorante dalmata dove ci attende un'abbuffata di cevapcici per festeggiare degnamente il primo giorno dell'anno.

Mentre stiamo attraversando la strada, mia madre rischia l'incidente diplomatico. Mio padre è già dall'altra parte della strada, mentre io sono a fianco della "Mamocka" fermo davanti al semaforo rosso. Dal momento che non passa nessuno, "Mamocka" si lascia prendere da quella che a Roma si definisce "prescia" ossia "fretta". Così attraversiamo nonostante il semaforo rosso. Nel frattempo intravedo in direzione opposta, una camionetta della polizia in arrivo, ma ormai è troppo tardi per fermarsi.

"Mamocka" non riconosce l'autovettura delle Polizia e quasi si indigna nel vedere il veicolo che si avvicina verso di noi. Quando capisce che si tratta della "Polizei" impallidisce. Il "mastino" abbassa il finestrino e mi fa minacciosamente notare che abbiamo appena infranto la legge.

Mi mostro pentito e supplico "perdono" (con le forze dell'ordine teutoniche è il modo migliore per non incorrere in pericolose diatribe). Altro atteggiamento sarebbe stato necessario in un paese slavo...se sentono l' "odore della paura" vi divorano! Fortunatamente il "gendarme" chiude un occhio ed entrambi evitiamo possibili guai. Dopo pochi minuti mi diverto a sfottere mia madre che ancora teme ripercussioni (impossibili).

Ore 20,00 - Siamo seduti al caldo dell'elegante ristorante croato. Davanti al nostro tavolo un quadro raffigurante Spalato (Split). Al termine della cena la "Casa" offre il secondo giro di "slivovica"... I miss Balkans!!!!

Ore 21,30 - Immersi nel gelo berlinese, ridiamo e ci divertiamo (perché ne abbiamo motivo e necessità di farlo, talvolta!) mentre facciamo ritorno verso il "cuore pulsante" della metropoli. Qua e là persiste ancora qualche segno dei bagordi di capodanno: macchie, aloni e chiazze di vomito che, nonostante siano state ripulite, non cessano di emettere olezzi "deliziosi" e cariche esplose di micce, mortaretti e bengala.

Ore 22.30 - Chiacchierata in ostello mentre gli svizzeri sono "agghindati" con curiosi cappelli festaioli. Domani sarà l'ultimo giorno di permanenza, ma l'esplorazione non è ancora finita.

2 gennaio 2009, ore 10,30

Soddisfatto, esaltato (e velatamente già nostalgico) dalla Berlino che amo, raggiungo i "miei" al ritmo conturbante dei Gogol Bordello.

Oggi li porterò laddove sopravvivono alcuni degli ultimi ruderi del celeberrimo "Muro". Prima di raggiungere la Ostbahnhof, concedo loro un rapidissimo "blitz" presso le Porte di Brandeburgo: dribblando la terribile fiumana di turisti e l'abominevole sfoggio di vecchie divise americane e sovietiche per rievocare (superficialmente) il "tempo che fu".

Insomma, per non sentirsi "provincialmente" dire "E, come! Sei stato a Berlino e non hai visto le Porte di Brandeburgo?". Sarebbe come andare a Milano e non vedere il traffico...dove accidenti vi hanno portato?

Ore 12,30 - Mio padre, classe '58, rimane impressionato dalla "sostanzialità" del Muro. Mi spiega che è incredibile poter "toccare" ciò che finora ha potuto solo ricollegare alle trasmissioni televisive, alle fotografie ed alla musica...quella dei Pink Floyd, per esempio.

Ore 13,00 - Pranzo? Da Manolo! Manolo è un locale accogliente (una catena) che offe servizio di bar - pasticceria per ottime colazioni, spuntini oppure semplice degustazione di caffè ed altre bevande. Ovviamente si trova nel "mio" quartiere preferito, o meglio in quello che vorrei fosse "sempre il mio quartiere preferito" (quando mi metto in testa qualcosa...).

Ore 14,30 - Ci dirigiamo con comodo verso l'ultima tappa berlinese: il Museo dei Lampioni. Visitiamo il Museo all'aperto dei lampioni nella splendida cornice del Tiergarten innevato: le ochette fanno "qua, qua" e gli uccelli "cip, cip". Chissà se anche in Germania il tacchino fa "Puli, puli, pù"? E l'uselin della comare dove si andrà a posare?

Ore 16,00 - Ci concediamo una lunga pausa prima di cena. Mia madre ne approfitterà per acquistare i consueti souvenirs ed io per sistemare il mio bagaglio. Domani si parte...Sic, Sob, Azz, Pork, Vaff!!!

Ore 18,45 - Siccome i "miei" devono partire alle tre di questa notte per tornare in Italia con l'aereo, ceniamo molto presto, alle sette...nel tipico stile brianzolo (quando il treno dei pendolari non ritarda).

Ore 20,00 - Saluto i "miei"...ci rivedremo domani sera in Italia. Trascorro la serata in compagnia dei palermitani prima di ritirarmi: discutiamo di quanto potrebbe (e dovrebbe) migliorare il nostro Paese, ci rammarichiamo capendo che abbiamo ottime potenzialità ma per un'infinita serie di "malanni cronici" non riusciamo ad esprimerle.
Sarebbe bello risolvere tutto così, tra un "tiro di stecca", una birra ed un abbraccio, ma purtroppo il mondo, quello vero, è "altro affare".

3 gennaio 2008, ore 9,45 - Non conta la noia del viaggio di ritorno, non importa la sua lunghezza, non penso nemmeno che sto tornando a casa. Berlino si allontana rapidamente ed il treno sfreccia verso Hannover dopo aver superato Spandau. Ma questa, lo sento, non sarà la fine...deve essere solo l'inizio di un sogno ad occhi aperti che corre dal Baltico all'Adriatico, dal Mar Nero al Mar Caspio, dagli Urali al Mare del Giappone.

Ho sempre fame di chilometri e di conoscenza. La vita è un romanzo ma non abbiamo il tempo per scrivere "la bozza", correggerla e ricopiarla...dobbiamo scriverla subito "in bella" e rileggerla in un attimo prima di chiudere il libro. Dedicato a tutti voi.

Fabio

 

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