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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2018

Per il momento buon anno...

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...Questo è ciò che scrissi all'inizio del 2017. Effettivamente è successo di tutto, non sempre positivo. Nonostante questo, però, non ci siamo mai fermati. O meglio, siamo rimasti fermi ma siamo riusciti a ripartire spesso. Il 2017 è stato il vero anno di Roma, della tanto vituperata "Suburra", di quell'affascinante città eterna che, tra gennaio e maggio ha monopolizzato la mia vita professionale. Poi l'estate "vichinga" ci ha regalato uno straordinario viaggio fino al nord dell'Islanda, forse il luogo migliore per festeggiare i 10 anni di questo blog ancora così vivace. Dopodiché ancora Norvegia, Svezia e...Lombardia! Quest'anno, forse come mai nella vita di chi scrive, la Lombardia si è rivelata tanto affascinante quanto nascosta: da Como a Bergamo, passando attraverso i percorsi leonardeschi sull'Adda sino alle sponde dell'ormai immancabile Lario, senza mai dimenticare la "mia" Milano. Non è mancato nemmeno un breve giro a ridosso dei confini, a spasso per il "mondo che fu", dalla Valtellina alla Mitteleuropa, tra gli echi lontani dei cori alpini. Ma tutto ciò è stato possibile solo perché non è mancata la pazienza di aspettare. Ma, soprattutto, è maturata la consapevolezza che le storie, anche quelle più belle, si devono raccontare sempre alla fine.

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia
11 .   Umbria
12 .   Abruzzo

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Vacanze italiane (1° capitolo) - Umbria e Toscana

postato da blog.ilcaffeorientale.com [08/08/2018 14:46]
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Vacanze italiane (1° capitolo) - Umbria e Toscana

Eccolo, finalmente, il nostro itinerario di viaggio estivo! Frutto di una lunga serie di telefonate tra Italia e Norvegia (a cavallo fra una pausa e l'altra di lavoro), complice una distanza che, normalmente, se non distrugge le coppie, certamente le preserva dalla demenza come un vaccino.

Eppure ci siamo riusciti: grazie a Booking e ad una buona dose di intraprendenza, questo itinerario, nato attraverso il web e grazie alla scomparsa del roaming europeo, ha finalmente preso forma. Siamo certi che le prime destinazioni delle nostre vacanze italiane saranno un misto tra luoghi già noti e altri ancora inesplorati.

Dall'Umbria al Trentino (non aggiungo l'Alto Adige perché ci siamo fermati a Trento), passando per la Toscana, trascorrono solo sei giorni. I ritmi sono già alti e, soprattutto, in "salita". Abbiamo tanta voglia di fare strada...

 

5 luglio 2018, Milano-Perugia

Com'è dura l'avventura! Per raggiungere Perugia a prezzi economici scegliamo di viaggiare con Flixbus, partenza alle 11.20 dalla "rigogliosa" stazione di Rogoredo. Certo, sembra impossibile rimpiangere quella di Lampugnano, eppure è proprio così! Ma dopo il cambio a Firenze, il viaggio scorre via veloce. Costeggiamo il lago Trasimeno per poi raggiungere la prima tappa del nostro lungo viaggio attraverso l'Italia: Perugia.

Alloggiamo in un appartamento al piano terra in via degli Orti, un luogo nel quale sembra che il tempo si sia quasi fermato. Anzi, sarebbe troppo retorico affermarlo, è sufficiente ammettere che qui il tempo ha deciso di scorrere più lentamente rispetto al resto del mondo. In un miscuglio di medioevo e vecchia Italia del secondo dopoguerra, riemergono subito quegli odori e quelle sensazioni che posso ritrovare soltanto scavando nei miei ricordi familiari.

 

Il vicolo dove si trova il nostro appartamento, situato a pochi passi dal centro storico
 

Quell'odore di umidità che emanava la casa di mio nonno è tipico di questi luoghi, soprattutto in estate: le case qui "respirano" e "sudano" per combattere l'afa. Il caldo qui è ancora sopportabile e tra le prime necessità, ovviamente, emerge quella di cibarsi in modo adeguato. Scegliamo un ristorante nel centro della città.

Temiamo di essere spennati vivi, invece la Locanda del Bartoccio si rivela un'ottima scelta. Il loro pezzo forte è l'antipasto, un ottimo tagliere di salumi e formaggi. Dopodichè, se si scelgono piatti tipici come il torello alla perugina, accompagnato da una bottiglia di Oscano del Trasimeno, il conto è assolutamente accettabile. Perugia è una città ospitale ed affascinante, di una bellezza non certo sontuosa ma assolutamente inattesa.

È una città nella quale si riassumono parecchi caratteri di ciò che molti stranieri definirebbero "pittoresco" riferendosi all'Italia in generale. Rappresenta, insomma, un chiaro esempio dell'eterogeneo e variegato patrimonio artistico, culturale e paesaggistico italiano.

Le vie, di notte, si colorano di giallo e arancione, come a Roma. Le case, spesso rivestite di tinte che vanno dal color crema all'ocra, assomigliano a biscotti e le strade, delimitate dai pini marittimi, si stringono intorno ad una cintura di colline azzurre e fortificazioni in pietra inerpicandosi verso le prime alture appenniniche.

 

Il ricordo di una meravigliosa serata a Perugia

 

Stasera, come forse tante altre sere estive, la città è molto vivace: c'è musica ovunque e sembra quasi che, complice l'imminente Umbria Jazz Festival, Perugia sia diventata una specie di "Lipsia" italiana. Qui i vicoli e le strade diventano un'estensione delle case e dei locali: le persone si muovono da un ambiente all'altro come se si spostassero da una stanza all'altra o, meglio ancora, dal soggiorno al terrazzo. L'estate, qui, è così: è vita nelle strade, nelle piazze, nei balconi...Non sempre e solo nel web e nei social forum. Anzi...

Prima di tornare a casa, ci imbattiamo casualmente in un piccolo bar alla ricerca di un'acqua tonica per dissetarci. Un musicista intrattiene gli ultimi clienti. Un tizio, probabilmente sotto l'effetto di qualche droga abbastanza pesante, biascica e si dimena come un polpo di fianco al cortile. Tollerato sia dal proprietario, sia dal cantante, dona "colore" alla situazione.

Quando il musicista termina l'esibizione, cominciamo a chiacchierare abbastanza fortuitamente. Bastano poche parole per scoprire con quale orribile "mostro" egli abbia a che fare. Quando scopre che conosco gli Squallors, dai più grandi successi di "Berta", fino ai peggiori capricci di Pierpaolo, impazzisce. Ci si ritrova così, venti minuti dopo, ad improvvisare pezzi dei Motörhead e degli Iron Maiden con la chitarra acustica. Ma come...Non aveva finito lo show con Pino Daniele e Bob Marley?

 

6 luglio 2018 - Perugia

Trascorriamo la mattina visitando la città e pranziamo a casa ascoltando Robert Miles, con quell'inconfondibile "sound" progressive anni '90. La porta dell'uscio è aperta, tenuta ferma da una sedia per evitare che la corrente la faccia sbattere. Come a casa di mio nonno nelle Marche, quando ero piccolo.

All'epoca ricordo che usavamo sedie e reti per evitare che le galline entrassero dalle scale all'ora di pranzo. Eccola, ancora una volta, quell'Italia che "fu". Mi manca quell'Italia, "centrale" in tutti i sensi, quel paese che era protagonista senza sbraitare, cordiale perché mosso dalla paura di isolarsi e dalla voglia di condividere. Oggi sembra che la tendenza sia completamente inversa. Purtroppo.

Un uomo di origini magrebine tiene la porta di casa aperta, come noi. E ascolta musica, come noi. Non comunichiamo direttamente, ma è come se lo facessimo. Nel pomeriggio, una partita a carte, mentre il sole "arrostisce" le foglie più deboli e la canicola rallenta il ritmo della città.

 

Quando un'immagine descrive meglio di mille parole...
 

Un temporale scampato ed un breve ma simpatico incontro di lavoro, mi conducono ad una fresca serata perugina. Stasera il Brasile perde 1 a 2 contro il Belgio e noi guardiamo la partita con una frittatona di maccheroni. A fine serata, una birra artigianale all'Elfo...belga, ovviamente!

 

7 luglio 2018 - Assisi

Oggi scegliamo una meta "pia": Assisi. Vi risparmio tutte le possibili informazioni a carattere storico-religioso che ruotano intorno al luogo, anche perché noi ci dedichiamo prevalentemente ai "peccati di gola". Per il pranzo, infatti, scegliamo le Terrazze di Properzio. Balcone con vista panoramica, cielo azzurro, cinghiale, maiale e birra artigianale. Il prezzo è abbastanza alto ma giusto.

Alla fine siamo così pieni da essere costretti a camminare più per digerire che per esplorare il grazioso centro storico arroccato sulla collina. Mentre riposiamo all'ombra di un parco, vittime della canicola pomeridiana, però, una famiglia di Caserta (due coppie sulla sessantina con nipote adolescente), ci offrono la pizza e la caprese (ossia il dolce). Fatichiamo a trovare spazio nello stomaco, ma una simile cordialità, unita ad un'ottima qualità del cibo offerto, ci convincono ad accettare.

 

Il complesso della Basilica di San Francesco. I lavori di costruzione cominciarono nel remoto 1228

 

Dopodichè, ancora più appesantiti, ci rechiamo verso il Parco Regina Margherita. Se non fosse apparentemente abbandonato, sarebbe un parco molto bello, ma i giochi senza bambini e il chiosco cadente non sembrano incoraggianti. A questo punto, dopo aver trascorso almeno metà del pomeriggio a digerire, pensiamo che sia giunto il momento di fare ritorno a Perugia.

Intanto mi assale uno dei miei soliti (terribili) attacchi di cefalea. Per di più sono costretto ad ascoltare le invettive di quattro ubriaconi populisti sulla cinquantina svaccati sulla panchina della stazione: esperti come sono di geopolitica, storia e relazioni internazionali, sembrano avere una soluzione a tutto. L'alcol? Penserete voi...Assolutamente no, sembra che la solita "panacea" ai problemi del mondo siano il "reducismo", il "revisionismo" e il "qualunquismo".

Insomma, quel solito frappè di nostalgia malcelata della Prima Repubblica mista a più remoti ricordi (peraltro anagraficamente mai vissuti) di "treni in orario" e patetiche rievocazioni di oscuri complotti internazionali orditi da chissà quale malvagia confraternita. Poi il tutto si conclude più o meno così: con un rutto, un paio di bestemmie e la solita bottiglia rotta sul marciapiede. Dopo essere ritornati a Perugia, cala ancora la sera e, con essa, svanisce il sogno "mondiale" della Russia per mano della Croazia. La nazionale di Modric, infatti, giocherà la finale.

 

8 luglio 2018 - Perugia-Firenze-Milano

Prima di rientrare (momentaneamente) a Milano per un breve impegno di lavoro, ci fermiamo a metà strada, per la precisione a Firenze. Pranziamo a Perugia, con prosciutto fresco e melone, dopodichè saliamo a bordo dell'Interregionale che ci condurrà a Santa Maria Novella.

Fa molto caldo, non c'è neanche un fiorentino (come previsto) e la città è popolata soltanto da turisti stranieri. Non sembra neanche di essere in Italia. Lungo Ponte Vecchio ci imbattiamo in Ibrahim. Ha meno di trent'anni, sta cercando un lavoro ma non lo trova. È senegalese e, come tanti altri suoi connazionali, tenta di vendere braccialetti colorati ai passanti.

 

Palazzo Vecchio, in Piazza della Signoria
 

Ci fermiamo a chiacchierare per qualche minuto, così insiste e ci regala due braccialetti. Per noi diventano un "ricordo", non di Firenze, non del viaggio in Italia, bensì di una "persona" che porteremo lungo il nostro percorso. Il rapido tour fiorentino prosegue come una guida turistica da sfogliare: Duomo, Santa Croce, Piazza della Repubblica, Uffizi.

Abbiamo soltanto il tempo di rifugiarci al Red garter pub per una birra, prima di ripartire alla volta di Milano. Il nostro primo capitolo di viaggio in Italia si conclude così: al bar della stazione Centrale di Milano, in attesa del regionale per Seregno.

Mentre beviamo un'acqua tonica, il cameriere più anziano grida e bestemmia verso il più giovane colpevole di non aver ancora avviato la lavastoviglie. Il bar sta per chiudere e in quelle secche parolacce in accento meridionale si sfoga la frustrazione di chi, almeno per un attimo, avrebbe forse voluto scegliere un'altra vita e un altro luogo dove trascorrerla.

Fabio  

 

I migliori hashtag del primo capitolo

#domenico

#casabetta&colombo

#l'ominobufo

#sieteunafamigliadiritardati

#hotelbrufani

#persianeverdi

 

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Giugno 2018 - L'estate dei fenomeni

 

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