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Name: Il Caffè Orientale
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PERCHé "ORIENTALE"?

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, in occasione del decennale di questo sito, ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio...

Chi sono

Due parole per presentarmi...

I Diari di Viaggio

I "Diari di viaggio" sono forse il vero motivo per il quale il Caffè Orientale nacque nel 2007. Intorno ad esso, tuttavia, si raccolsero diversi intenti, dapprima divulgativi finalizzati alla conoscenza in rete dell'Europa centro-orientale e, successivamente, operativi. Il Caffè divenne, infatti, un partner digitale per l'organizzazione di eventi culturali. Oggi tutto è cambiato: la sua nuova natura di blog è un importante ritorno alle origini, ai viaggi che hanno ispirato tutto questo. Il Caffè è finalmente cresciuto, assumendo la forma che avrei sempre voluto dargli: un diario itinerante, attraverso i luoghi e la storia, per ricordare e capire come sono cambiato io così come il mondo intorno a me. Spero che le mie non saranno soltanto cronache personali ma anche un utile spaccato del tempo in cui vivo. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000.

RICERCA

2018

Per il momento buon anno...

2017

Il Caffè Orientale compie 10 anni (2007-2017). Aspettatevi di tutto...Questo è ciò che scrissi all'inizio del 2017. Effettivamente è successo di tutto, non sempre positivo. Nonostante questo, però, non ci siamo mai fermati. O meglio, siamo rimasti fermi ma siamo riusciti a ripartire spesso. Il 2017 è stato il vero anno di Roma, della tanto vituperata "Suburra", di quell'affascinante città eterna che, tra gennaio e maggio ha monopolizzato la mia vita professionale. Poi l'estate "vichinga" ci ha regalato uno straordinario viaggio fino al nord dell'Islanda, forse il luogo migliore per festeggiare i 10 anni di questo blog ancora così vivace. Dopodiché ancora Norvegia, Svezia e...Lombardia! Quest'anno, forse come mai nella vita di chi scrive, la Lombardia si è rivelata tanto affascinante quanto nascosta: da Como a Bergamo, passando attraverso i percorsi leonardeschi sull'Adda sino alle sponde dell'ormai immancabile Lario, senza mai dimenticare la "mia" Milano. Non è mancato nemmeno un breve giro a ridosso dei confini, a spasso per il "mondo che fu", dalla Valtellina alla Mitteleuropa, tra gli echi lontani dei cori alpini. Ma tutto ciò è stato possibile solo perché non è mancata la pazienza di aspettare. Ma, soprattutto, è maturata la consapevolezza che le storie, anche quelle più belle, si devono raccontare sempre alla fine.

2016

Dieci anni di viaggi e non sentirli...L'anno comincia in Norvegia e prosegue per qualche settimana in Italia. Poi si parte per una trasferta incredibile: Oslo-Cambridge-Oslo in 30 ore. A Pasqua si torna nelle Marche, poi Roma e Firenze per lavoro. La vita non si ferma, così tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, trascorro una settimana tra la Baviera ed il Brandeburgo. L'estate è lunga ma straordinaria: in giugno si raggiunge il picco della bellezza pura e genuina dei luoghi in Südtirol. Poi un'altra lunga vacanza alla conquista del "grande Nord": Bergen, Amburgo, Lubecca, Schwerin, ancora Berlino per poi tornare ad Oslo e proseguire verso Stoccolma dopo pochi giorni. Non mancano nemmeno piccole gite intorno al fiordo di Oslo nel mese di settembre, con un toccante ritorno a Macerata verso l'inizio dell'autunno. Poi la vita mi "tradisce": nuove drammatiche sfide mi costringono a rimanere fermo: ma imparo ad apprezzare ancora di più il luogo in cui vivo. Milano, la Brianza e la Lombardia (oltre ad una piccola "toccata e fuga piemontese") si delineano come luoghi da riscoprire: Stresa, il Lago Maggiore, il Lario, Como e i suoi dintorni ridanno la speranza di tornare a viaggiare con il cuore oltre l'ostacolo alpino: in volo su quei cieli che tante volte mi hanno portato in Germania e poi oltre, verso l'amata Scandinavia. Così finisce anche il 2016, in Brianza, con tutti i miei cari: il modo migliore per tornare a viaggiare, sognare e, soprattutto, vivere.

2015

Cominciamo con calma...I miei soggiorni norvegesi diventarono così lunghi e frequenti che, alla fine dell'anno, il conto era semplice: avevo trascorso più giorni in Norvegia che in Italia. A Pasqua, poi ancora a maggio e giugno. Ma, soprattutto, navigai attraverso i fiordi meridionali prendendo parte al mitico "Skandinavia Rundt". Non contento, riuscii finalmente a visitare Copenhagen alla fine di agosto. L'autunno norvegese fu straordinario, ricco di idee e nuove energie per il mio futuro umano e professionale. Ma sapevo, in un certo senso sentivo, che il 2016 sarebbe stato un anno intenso, pieno di viaggi e sfide importanti da cogliere.

2014

Non solo Scandinavia...Proprio mentre, inconsapevolmente, stavo per lasciare Berlino e la Germania, la mia "riscoperta" dell'Italia si accompagnava ad un crescente interesse per la Norvegia. Dopo un piccolo giro estivo nel mio amato nord-est, da Venezia a Trieste passando per Verona ed il lago di Garda, trascorsi quasi due mesi in Norvegia. Un ultimo autunno berlinese mi separava da quello che sarebbe stato il mio definitivo (inatteso ma risolutivo) ritorno in Brianza. Non mancò nemmeno un nuovo capitolo natalizio norvegese, il terzo. Da quel momento in avanti, la Norvegia non sarebbe più stata un semplice "diversivo".

2013

La rincorsa: un anno all'inseguimento...Il 2013 fu davvero incredibile: intenso ma ricco di soddisfazioni e speranze. La mia vita tra Berlino e la Norvegia era ormai una piacevole routine, ma ero riuscito a trovare il tempo per un fantastico ritorno a Trieste e, soprattutto, a Roma. Dopo quindici anni, infatti, grazie al lavoro, colsi l'occasione giusta per visitare nuovamente la "città eterna". Non fu facile capire che quel pomeriggio al Gianicolo sarebbe stato soltanto l'inizio di un'altra grande avventura. Ma era bello fermarsi, per un attimo, a pensare che quel tramonto capitolino sarebbe stato un dolce aperitivo...Durante l'estate feci persino in tempo a tornare nelle Marche, dopo due anni dalla scomparsa di mio nonno: poi mi "tuffai" ancora nelle acque dei fiordi, con destinazione Norvegia.

2012

Visioni scandinave: forse non lo sapevo...La bussola impazzì nuovamente, così dovetti seguirla fino a Nord. "Sbarcai" per la prima volta in Norvegia, conoscendo luoghi che, fino a quel momento, avevo solo immaginato: Oslo, Bergen, la regione di Hardanger, Stavanger e i fiordi della costa occidentale. Diventai un pendolare dell'aria, tra Berlino ed Oslo con qualche trasferta milanese ma senza dimenticare mai le mie terre d'origine...

2011

E quindi? Fu l'anno della svolta: decisi di trasferirmi a Berlino per seguire il mio destino. I miei viaggi diventarono semplice "pendolarismo" tra Berlino e Milano, finché, alla fine del 2011, non capii che la destinazione era ormai certa. Avevo lasciato l'Italia, forse per poco, forse per molto, forse per sempre. Non lo sapevo, non volevo nemmeno scoprirlo per non rovinarmi il gusto dell'avventura: fu così che, mese per mese, vissi uno degli anni più entusiasmanti della mia vita. Era la la "mia" storia, era il 2011, era un anno "mitico"...

2010

Verso una nuova vita...Così si rinasce a primavera, dopo un letargo invernale abbastanza pesante. Ad aprile ripartii alla volta di Berlino passando attraverso Verona e Norimberga. Riuscii persino a trascorrere una notte a Monaco prima di tornare a Milano. Ma l'estate non tardò ad arrivare così, dopo un antipasto in terra giuliana, ero pronto per una nuova avventura berlinese. Ma stavolta con uno straordinario intermezzo olandese: Utrecht! Trascorsi il mio primo (meraviglioso) autunno a Berlino per scrivere la tesi. Anche questo Natale fu "berlinese" e si rivelò come l'ultima tregua prima di una grande e faticosa battaglia.

2009

Oltre ogni limite...L'anno dei viaggio "ricominciò" in primavera: Pasqua in Friuli, a Gemona sui luoghi del terremoto del 1976 e due giorni meravigliosi a Pula (Pola) nell'Istria croata. In estate, nonostante una caviglia in pessime condizioni, tornai a Zagabria prima di lanciarmi alla scoperta di Sarajevo e Belgrado. Dopo una breve sosta a Budapest, tornai a Berlino. Da qui una nuova "rotta" baltica: Stettino - Danzica ed ancora Berlino. Ma la corsa non era ancora finita: Zurigo e, soprattutto, un matrimonio in Salento mi stavano aspettando alle porte dell'autunno e poi...il secondo "Natale a Berlino". Nonostante avessi avuto recenti problemi di salute, la voglia di rimettermi in marcia, verso una nuova vita, non era scomparsa: aggiunsi all'itinerario Lipsia, Rostock e Francoforte sul Meno...Effettivamente avevo superato ogni limite!

2008

Un anno senza freni...Iniziai a viaggiare in primavera, trascorrendo la Pasqua a Zagabria dopo aver risalito la Slovenia lungo la rotta ferroviaria della Transalpina. In maggio visitai Rijeka (Fiume) prima di lanciarmi nel viaggio estivo più lungo ed avvincente sino a questo momento: dal Baltico all'Adriatico. Partii da Milano alla volta di Vilnius per poi proseguire verso Riga, Tallinn, Helsinki e fare nuovamente ritorno a Riga prima di raggiungere, per la seconda volta, Berlino. Dopo qualche giorno di sosta (ed una rapida visita a Leer e Brema) ripartii verso le Dolomiti, tenendo il Trentino come "rampa di lancio" per l'ultimo acuto adriatico: ancora Slovenia, stavolta l'Istria e la magnifica Pirano. Poi venne dicembre...fu un mese straordinario. Dapprima "In viaggio con papà!" a Monaco di Baviera per il concerto dei Motörhead" e poi il primo "Natale a Berlino". Durante il soggiorno berlinese non mancarono nemmeno le gite: Amburgo e Dresda. Un mare di chilometri...

2007

L'anno che non ti aspetti: parti per visitare le Highlands scozzesi e ti ritrovi in Baviera passando per la prima volta attraverso la Polonia ed il Brandeburgo! Restano i ricordi di una Berlino molto diversa, all'epoca davvero economica ed ancora poco appesantita dalla "gentrification". Fu un itinerario insolito ma, in fondo, suggestivo: Glasgow, Inverness, Aberdeen, Edimburgo e poi via verso Varsavia, Berlino, Monaco di Baviera e...Monfalcone!

2006

Tutto cominciò così, con un viaggio in solitario senza una meta precisa. Solo un proposito: perdermi nella Mitteleuropa. Avevo fissato soltanto alcune coordinate: Praga, Budapest, una bozza di itinerario ed un periodo di percorrenza. Non servì molto altro per riempire due settimane con lo zaino in spalla, viaggiando a bordo di bus e treni. Solo alla fine del viaggio, guardando indietro, riuscii a ripercorrere la mia rotta: Lubiana, Salisburgo, Vienna, Praga, Brno, Budapest, Trieste e Monfalcone. Da quel momento in avanti, non smisi più di viaggiare e di scrivere i miei diari sul Caffè Orientale...

Luoghi visitati...

Sin dalla sua nascita, nel 2007, il Caffè Orientale è un "circo" culturale itinerante: si è spostato attraverso diverse regioni d'Italia e, soprattutto, numerosi paesi europei. Ma non importa quanti e quali siano i luoghi visitati durante questa ormai lunga esperienza: ciò che conta, nel viaggio come nella vita, è il movimento...

Regioni d'Italia

1 .   Lombardia
2 .   Friuli - Venezia Giulia
3 .   Trentino - Alto Adige
4 .   Veneto
5 .   Piemonte
6 .   Emilia - Romagna
7 .   Toscana
8 .   Marche
9 .   Lazio
10 .   Puglia
11 .   Umbria

Europa

1 .   Slovenia
2 .   Austria
3 .   Repubblica Ceca
4 .   Ungheria
5 .   Polonia
6 .   Scozia
7 .   Germania
8 .   Croazia
9 .   Lituania
10 .   Lettonia
11 .   Estonia
12 .   Finlandia
13 .   Bosnia-Erzegovina
14 .   Serbia
15 .   Svizzera
16 .   Olanda
17 .   Norvegia
18 .   Danimarca
19 .   Svezia
20 .   Inghilterra
21 .   Islanda

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Vacanze italiane (4° capitolo) - Friuli-Venezia Giulia: dal Collio a Trieste

postato da blog.ilcaffeorientale.com [08/08/2018 14:50]
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Vacanze italiane (4° capitolo) - Friuli-Venezia Giulia: dal Collio a Trieste

Questi giorni saranno un "mix" di gioia e nostalgia, come sempre quando torno nella mia vera "Heimat". Cadranno lacrime di tristezza, ma anche di felicità. Scenderanno per chi non c'è più, per chi forse non ci sarà più, ma anche per chi continua ad esserci.

La vita e il mondo corrono, ma noi siamo costretti a procedere "un passo alla volta" ("pian e ben"). Solo la memoria e le nuove emozioni ci separano tra il nostro "anno zero" e il nostro "punto di non-ritorno". 

 

15 luglio 2018, Venezia-Gorizia

Stamattina la ciurma riparte. Grazie a Marta, scopro con immenso piacere come si dice "merda" in giapponese, così ne approfitto per muovermi da una parte all'altra del soggiorno come un manga ripetendo la parola con tono solenne alla stregua di "Tora, tora, tora". Ma la baldanza si spegne presto, anzi, si scioglie dopo un'altra ora di marcia sotto al sole veneziano per raggiungere la stazione. Ancora afa, turisti e puzze, prima che il nostro treno prenda la via di Gorizia.

Abbiamo appena il tempo di lasciare i bagagli in hotel, dopodichè ripartiamo in auto diretti in Slovenia: con circa 10 euro divoriamo un hamburger gigantesco, una quantità industriale di patatine fritte e due birre chiare. La nostra glicemia, probabilmente, si è alzata come la tensione dei calciatori croati che, per la prima volta nella loro storia, giocheranno una finale di coppa del mondo. Noi ci troviamo sulle sponde dell'Isonzo sloveno, a due passi da quel confine invisibile che ancora fa dire ad alcune generazioni "noi" e "loro" quando si parla di italiani e sloveni.

Effettivamente qui i giovani parlano e capiscono anche l'italiano, ma in Italia quasi nessuno parla (o vuole parlare) sloveno. Eppure molti hanno deciso, loro malgrado, di spendere tutti i loro risparmi (cassa integrazione, pensioni di invalidità, ecc.) nei casinò (e nei bordelli) di Nova Gorica. C'è anche chi, avendo trasferito la propria azienda in Slovenia, paga tasse molto basse ma continua a vivere in Italia. Già..."noi" e "loro", ma quando si parla di soldi e, spesso, di speculazione, ci si assomiglia di più, vero? Il nostro tour, però, prosegue verso la mitica stazione della Transalpina.

 

Il confine "invisibile" tra Italia e Slovenia
 

Ho già parlato molte altre volte di quel luogo magico, dunque non ripeterò nulla. Anche perché, il pezzo forte del pomeriggio è la visita presso l'azienda vinicola di Sara, a Gradiscutta (Azienda Komic). Assaggiare un calice di bianco direttamente dalla botte imitando un fantomatico "ispettore ministeriale" venuto da Roma con gobba, borsello e finta pignoleria non ha prezzo. "Contrattando" casse di vino per cognati, zie, zii, nipoti, e discendenti in genere sino al sesto grado, entro così tanto nella "parte" da sentirmi così "corruttibilmente vero". Sarà colpa del vino?

Con noi c'è Tito, ma non la reincarnazione del defunto leader jugoslavo, bensì il cane di Sara. A cena, invece, ci spostiamo presso l'Agriturismo Orzan a Capriva. Inutile dirvi che è vivamente consigliato, sia per la qualità del cibo che per il prezzo! Inoltre, abbastanza sorprendentemente, stasera il caldo ci sta dando tregua. Così, prima di concludere questa lunga giornata, ci fermiamo a casa di Biz. Un altro dei nostri tormentoni prende vita: il "mostro di Duino". Lo immaginiamo così: laido, "vecio", ubriaco, con quell'accento triestino che biascica tra uno sputo e una bestemmia. Insomma, tra la gente c'è già "tanta paura".

 

Collio, Località Gradiscutta

 

16 luglio 2018, Gorizia-Monfalcone-Trieste

Partiamo da Gorizia diretti a Monfalcone. Saliamo a bordo di quello che ormai amo definire il mio "autobus dei ricordi". Qui ho trascorso gli anni più belli della mia gioventù, dunque è giusto continuare a rinnovare ancora oggi il piacere di quelle emozioni. A Monfalcone ci attendono mia nonna, mio zio e un pranzo "infinito".

Ci serviranno due giorni per digerire. Ma, prima di partire alla volta di Trieste, non possiamo fare a meno di trascorrere qualche minuto nella cantina di mio zio. Quel luogo è ormai una sorta di "tempio abbandonato" del "Nord-est" che fu: anni '90, un'economia ancora inspiegabilmente solida, un futuro che, soprattutto per chi aveva voglia di studiare e lavorare, si prospettava ragionevolmente sereno. Oggi nulla è più come prima, forse anche più nero delle peggiori previsioni. Eppure siamo ancora lì.

Dove un tempo battevano i cuori del tifo tra un gol di Baggio e una parata di Pagliuca, dove ogni anno si sfornava una "compilation estiva", dove quando ci dicevano che il pianeta sarebbe diventato sempre più caldo, alzavamo gli occhi al cielo increduli e, tutto sommato, scettici. Sono passati oltre vent'anni. La nazionale italiana non ha più talenti, il paese sta vivendo una crisi economica, sociale ed occupazionale quasi da secondo dopoguerra e ogni anno fa sempre più caldo.

Il ghiaccio al polo nord si sta davvero sciogliendo ed il clima è diventato tropicale anche qui. Ma noi andiamo avanti, senza futuro ma con un grande passato. Così guardiamo a quello, al passato, per sentirci meglio e trovare la forza di migliorare un presente difficile.Ecco come raggiungiamo Trieste in un afoso ma nuvoloso pomeriggio di metà luglio. Alloggiamo a Cavana, un quartiere un tempo "dimenticato" dalla "Trieste bene", che oggi, invece, rappresenta alla perfezione la "gentrification" dell'Italia nord-orientale. I soldi non vengono sprecati da chi ne ha tanti, bensì da chi ne ha troppi: dunque specula e altera il mercato. Il nostro appartamento, tuttavia, è un gioiello incastonato in una vecchia (ristrutturata) palazzina liberty.

 

Quasi un'immagine d'altri tempi...
 

Così, in serata, un altro incontro con una di quelle amiche che vanno sempre "oltre" il semplice significato di amicizia. Con "la Vale" permane la condivisione di un mondo, di un'idea, di una forza che persino la Weltanschauung del tedesco più romantico ed intraprendente ci invidierebbe. Il nostro cuore non va "oltre l'ostacolo". Il nostro cuore quell'ostacolo lo "sfonda" prima di superarlo. Nora può aggiungere un altro piccolo ma significativo tassello del mio lungo passato a cavallo tra fretta di crescere e paura di invecchiare.

Perciò, siccome a Trieste "non ci si può mai abbandonare come cani", si beve sempre la celebre "ultima". Ma ormai la febbre da concerto sta per spaccare il termometro: domani sera, in Piazza dell'Unità, suoneranno gli Iron Maiden. Molto più di un sogno, un miracolo.

 

17 luglio 2018, Trieste

Sveglia serena, cappuccino al bar sfogliando "il Piccolo". Mi mancavano questi piccoli momenti di relax triestino. In attesa di Luigi e Davide che ci raggiungeranno nel pomeriggio per il concerto, andiamo a pranzo presso l'Antico Spazzacamino. Conosciuto grazie ad una trasmissione televisiva, si rivela un'ottima scoperta gatronomica. Sgombro nostrano alla griglia, branzino al forno, patate in tecia, baccalà mantecato, 30 euro a testa.

Ho sentito davvero il sapore del mare, lo stesso sapore di Trieste, la stessa accoglienza di "casa mia". Quel sapore, insomma, che solo da San Giusto al Molo Audace si può gustare. Ma quando si aprono i cancelli, noi ci addentriamo nel nostro "miracolo". A quindici anni di distanza dal mio ultimo ed unico concerto degli Iron Maiden (nel 2003 a Imola), noi della "vecia muleria" ci ritroviamo in Piazza dell'Unità. A vent'anni, alla fine delle nostre lunghe serate, immaginavamo un concerto degli Iron Maiden in piazza a Trieste.

Per me, che vivevo a Milano, era normale. Ma per il mio cuore e i miei amici che vivevano vicino a Trieste, era un sogno per ubriaconi. Invece, almeno per alcuni aspetti, anche quel "movimento", ha ottenuto un piccolo riscatto. Cantavamo "Fear of the Dark" con la voce di Bruno Pizzul ed ora eccoci lì: con quindici anni in più sulle spalle (e sul fegato), davanti ad una delle band metal più famose ed amate del mondo.

Così, quando a metà del concerto parte "The Evil that men do", anche la mia T-shirt vola in aria: come ai concerti dei Motörhead, quando il basso di Lemmy "gracchiava" le prime note di "Killed by Death". Sappiamo benissimo che un giorno moriremo, ma fino a quel momento ci piace credere che noi, almeno noi, riusciremo a vivere un giorno in più solo perché abbiamo avuto il coraggio di crederci. Grazie Luigi, grazie Davide, grazie Nora, grazie Trieste. Vi voglio bene.

 

 

 Due ore di concerto e l'inizio con "Aces High" nel tramonto triestino

 

18 luglio 2018, Trieste

Nonostante la serata di ieri, ci svegliamo come due "pupi". Abbiamo un'intera giornata da trascorrere, così decidiamo di percorrere il mitico "sentiero Rilke". La meta è il castello di Duino, sede dell United World College. Poiché Nora fu allieva di una delle sedi in Galles, è curiosa di conoscere anche quella triestina. Ma, soprattutto, siamo davvero ansiosi di avvistare il "mostro di Duino"! Che paura, che angoscia! Proviamo a scacciare il terrore in serata. A cena, su consiglio della Vale, scegliamo un nuovo ristorante: il Salvagente.

Ancora una volta, un trionfo! Spaghetti al nero di seppia, triglie fritte, sardoni, cicoria in tecia, moscardini in umido. Non aggiungo altro...Anche perché stasera suona Steven Tyler, ex cantante degli Aerosmith. Stavolta, però, non paghiamo il biglietto e preferiamo ascoltare il concerto dal molo Audace. Sul molo sale il calore del giorno, la brezza fresca ci fa quasi tremare, ma basta sdraiarsi sul molo per scaldare la schiena. Scorre sotto di noi quella sottile linea che separa la terra dall'acqua.

 

Uno scorcio lungo Il "sentiero Rilke" che collega Sistiana a Duino
 

Nel frattempo, vorremmo bere qualcosa: i locali sono stracolmi, così ci imbattiamo in un ristorante greco. Chiediamo un ouzo: una cameriera è dominicana, un altro kosovaro. Ci sarà un greco? Il proprietario? Il cuoco? Non si sa, ma almeno c'è un tarantino! Sono tutti di ottimo umore, al punto tale che per farci sentire davvero a nostro agio, bestemmiano litigando tra loro mentre il kosovaro continua a riempirci il bicchiere di ouzo e ad offrirci olive con feta. Dopo questo pieno di "buon umore", torniamo sul molo Audace. Scambio un granchio per un grosso ragno, così commento stupito in inglese.

Mi risponde un tizio che, invece, aveva riconosciuto il granchio. Cominciamo a chiacchierare: è l'inizio della fine. Se non ci fosse stato quel granchio saremmo andati a dormire. Invece, conosciamo Edy. È brasiliano e si fermerà per qualche notte in un B&B di Trieste. Ci offriamo di accompagnarlo, dal momento che non è distante. Peccato, però, che quando arriva, l'alloggio sembra non esistere! Una truffa? Non si sa, non si capisce. La serata è diventata "berlinese".

Chiediamo ulteriori informazioni ma all'indirizzo non risulta nessun B&B. In un bar di via XX settembre, tre persone sorseggiano un drink. Spieghiamo loro la situazione e scopriamo che hanno appena finito di lavorare per il concerto! Ovviamente ci propongono di unirci a loro, offrendo aiuto al povero Edy. Così lo sventurato viaggiatore brasiliano alloggerà nell'hotel dove hanno prenotato loro. Domattina, forse, riuscirà a ricostruire quanto accaduto.

Probabilmente Steven Tyler dorme già da due ore, ma noi tra cinque ore dobbiamo partire per Pesaro! Insomma, avete presente quel "battito" d'ali (che, molto più prosaicamente, mio padre definisce come un "peto") delle farfalle che fa cambiare tutti gli equilibri dall'altra parte del mondo? Ecco, credo che stasera, per colpa del granchio, sia successo qualcosa di simile. Ma noi non abbiamo tempo per pensare alle farfalle, dobbiamo proseguire.

Alpini, redentori, metallari, mostri, amici...Sulla nostra strada stiamo incontrando di tutto...Grazie a tutti coloro che ci hanno tenuto compagnia, da Venezia a Trieste, passando per il Collio. Domani si parte per le Marche, poi si prosegue verso la Puglia, l'Abruzzo, il Lazio e...

Fabio

 

I migliori hashtag del quarto capitolo

#il"volentieri"triestino

#ilmastrobirraio

#amarodelcapo

#lubianska

#bora

#unacoperta

#ildiodelletransenne

#ilbiglietto(delconcerto)obliteratoinstazione

#viapaduina2

 

Il diario precedente...

Vacanze italiane (3° capitolo) - Bassano del Grappa e Venezia

 

Il diario successivo...

Vacanze italiane (5° capitolo) - Pesaro e le Marche: "una storia nella Storia"