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Name: Il Caffè Orientale
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il caffè orientale

Talvolta le domande più semplici richiedono le risposte più complicate. In questo caso, tenterò di rendere semplice una risposta molto difficile. Il Caffè Orientale nacque nel 2007 come sito internet culturale dedicato alla Mitteleuropa e, ancor più precisamente, all'intera Europa centro-orientale. Ma a questo punto il rigore scientifico delle convenzioni mi avrebbe imposto di essere ancora più preciso e, dunque, avrei dovuto distinguere tra Europa danubiano-balcanica, Paesi baltici, Russia e Caucaso, oppure chissà quale altra cervellotica definizione così poco adatta a chi i confini preferisce superarli anziché tracciarli. D'altra parte, lo ammetto, la parola "orientale" suscita sempre grande curiosità. Qualche bizzarra ipotesi, ben lontana da ragionevoli riferimenti storico-geografici, ha chiamato in causa persino la Massoneria! Ma nulla di tutto ciò ha mai avuto a che fare con questo blog! Ebbene, dopo dieci anni di storia, il Caffè Orientale è, contemporaneamente, sia il risultato di un progetto incompleto (e forse irrealizzabile), sia l'inizio nonché la continuazione di un nuovo percorso. Un itinerario, insomma, dove la rotta, da ormai cinque anni, segue anche la via del Nord: Scandinavia, Gran Bretagna e tutta l'Europa settentrionale. Il futuro guarda in tutte le direzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente. Il motivo è semplice: un blog dedicato ai viaggi non deve fermarsi mai. Non può smettere di raccontare storie, visitare luoghi, conoscere persone e culture. Forse avrei dovuto pensarci subito. Magari il "Caffè", che tanto faceva pensare ai fratelli Verri, non avrebbe avuto bisogno di aggettivi, soprattutto di tipo geografico. Eppure la vita è così: nulla è per sempre. Così, dopo il decennale di questo sito (nel 2007), ho pensato che fosse bello ripartire proprio dalle origini, ossia dai diari di viaggio. A futura memoria, nel caso in cui qualcuno volesse riscoprire come eravamo e come era il mondo all'inizio del 2000...

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"Natale a Berlino" 2009: Berlino - Rostock - Lipsia - Francoforte sul Meno

postato da blog.ilcaffeorientale.com [08/04/2014 17:10]
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"Natale a Berlino" 2009: Berlino - Rostock - Lipsia - Francoforte sul Meno

Stavolta io sono arrivato prima dei fratelli Vanzina! Già, perché nell'ormai incalcolabile numero di "cinepanettoni" natalizi itineranti, non compare (ma in futuro potrà anche accadere, chissà...) un "filmazzo" dal titolo "Natale a Berlino". Anche l'anno scorso ho passato le vacanze natalizie nella capitale tedesca, concedendomi il lusso di due gite (Amburgo e Lipsia) e raccogliendo tutte le esperienze di viaggio in uno dei tanti resoconti scritti finora. Il grande successo riscosso nella precedente edizione, unito alla mia cronica intossicazione berlinese, mi hanno spinto a ripetere l'esperienza.

Qualora abbiate la pazienza e la voglia di proseguire nella lettura, scoprirete che credere nei sogni non è "affare per stolti" e che le apparenze ingannano meno delle certezze, le stesse certezze che rincorriamo per una vita identificandole sotto le mentite spoglie del "lavoro", della "famiglia" e del "successo", ovviamente intesi come stereotipi della società mediatica e consumistica.

Dopo quasi tre anni di lavoro impiegatizio, credo sia giunto il momento di cambiare "modus vivendi", abbandonando per qualche mese il "pendolarismo d'assalto", a bordo di treni lerci e lavoratori ormai rassegnati alla mediocrità di una routine che li consuma ancora prima che la fatica di un'intera giornata ne riduca all'osso le energie. Posso dedicarmi per qualche tempo ai tanto agognati studi storici e devo inderogabilmente pensare alle mie mutate condizioni di salute. Ma nulla è impossibile se abbiamo almeno il "coraggio" di credere nelle nostre qualità. Così, il treno "Sniper, numero 1983 diretto a Berlino", è pronto in partenza al binario 1, il primo, dal quale ricomincia una nuova vita...inseguendo il mio "nirvana".

23 dicembre 2009 - Sesto San Giovanni, ore 19,00 - Sarà perché l'atmosfera industriale della periferia milanese mi ricorda tanto Berlino, ma qui a Sesto San Giovanni, dal settimo piano del palazzo in cui abita mia nonna, mi sembra già di pregustare i grigi sfondi berlinesi. Anche se oggi gli ex stabilimenti della Falck, della Breda e della Pirelli sono diventati pesanti monumenti di architettura industriale, che ancora tracimano l'odore di metalli e ciminiere, provo un fascino particolare ad utilizzare uesto luogo come "testa di ponte" per le mie spedizioni verso luoghi lontani. Dopo la cena, non perdo l'occasione per parlare di storia e letteratura (ma non solo) con mia nonna, dopodiché credo che la "levataccia" da affrontare domattina richieda qualche ora di sonno.

24 dicembre 2009 - Sesto San Giovanni, ore 5,00 - Pensavo peggio. Anche se non mi sento al "cento per cento", credo di aver recuperato energie sufficienti per partire senza troppi patimenti. Alle 7,25 parte il Cisalpino (che odio) diretto a Basilea, dopodiché cambierò in direzione di Berlino.

Ore 6,30 - Piove e la città ancora dorme, ma non tutta, tanto che qualcuno va persino a lavorare. Ma che sonno...

Ore 7,25 - Non domandatevi mai perché nei portabagagli del Cisalpino non entrano le valigie e gli zaini. Dovreste scomodare esimi ingegneri e progettisti di tutto il mondo per ottenere una risposta soddisfacente che non si limiti ad una imbarazzante "alzata di spalle". Così mi addormento, in attesa che trascorrano quelle quattro noiosissime ore attraverso la Svizzera.

Ore 9,30 - Non soffro il mal d'auto, nemmeno il mal di treno, neanche le curve e i saliscendi. Persino sul mare non ho mai avuto problemi allo stomaco. Ma quando inizia a farmi male la testa, in particolare sopra le orbite degli occhi, la nausea non tarda a manifestarsi. Così mi trasformo in un "cencio" pallido e smunto che inizia a vomitare come se fosse sul set di "Trainspotting". Il mio stomaco diventa un mortaio e finché non si libera lancia fiotti che bombardano le tazze dei gabinetti come se fossero nemici da sterminare. Ma stavolta resisto. Mi trattengo...

Ore 10,30 - Di fianco a me ci sono due signori molto simpatici. Per tentare di combattere il mal di stomaco bevo una Coca Cola, magari è sufficiente digerire...Per non pensare al malessere, chiacchiero con i signori di fianco a me e cosa scopro? Che uno di loro vive a Sesto San Giovanni, nella stessa via dove vive mia nonna e che ha i parenti a Seregno (dove vivo)!

Come se non bastasse, l'altro signore vive a Norimberga da moltissimo tempo ed è di origine veronese...un nordestino! Parliamo di storia, di viaggi e di Milano, così come se le coincidenze non fossero abbastanza, scopro anche che hanno un egozio di design scandinavo proprio vicino ad un rivenditore di articoli militari ai navigli dove sono solito servirmi! Ma guarda un po'!

Ore 11,00 - Siamo quasi a Basilea, ma il mal di testa permane e lo stomaco perfino peggiora...sto male, è ufficiale!
Mauro e Alfredo mi lasciano il loro indirizzo e mi salutano cordialmente invitandomi a visitare il loro negozio quando sarò di ritorno a Milano.

La loro presenza mi ha aiutato a resistere, ma ora che mancano tre quarti d'ora prima che parta il treno per Berlino, non mi resta che tentare di mangiare qualcosa per arrestare i conati, o almeno per valutare
l'ipotesi di prendere un analgesico. Mi fermo al primo boccone, poi vengo assalito dalla "perversione" di vomitare nel bidone della spazzatura. Ma rinsavisco e penso che se mi trovano a fare una cosa del genere in Svizzera, come minimo pensano che sono un tossicodipendente. Cammino, avanti e indietro, finché non arriva il mio adorato ICE
diretto a Berlino.

Ore 12,00 - Sbleurk! (vomito come nei fumetti!)

Ore 12,15 - Via con la seconda ondata...invoco il "dio Aulin" affinché mi salvi dalla sofferenza!

Ore 13,00 - Un bicchiere d'acqua e via di analgesico...poi sprofondo in un sonno leggero ma rilassante.
Dopo circa un'ora il mal di testa e la nausea sono spariti! Posso riempire nuovamente lo stomaco e lo faccio in grande stile: "paninazzo" tedesco con prosciutto, formaggio, insalata, pomodoro e maionese. Ora ricomincio a carburare...Berlino sto arrivando!

Ore 16,00 - Ho due compagni di viaggio: il primo è un libro, "Piccolo viaggio nell'anima tedesca" di Vanna Vannuccini e Francesca Predazzi (vivamente consigliato). Il secondo è l'uomo che siede di fronte a me: circa trent'anni, biondo, con i capelli a spazzola, il laptop e così socievole che al confronto uno scarafaggio morto è persino logorroico.

Estrae dallo zaino una scatola enorme di gustosi alsaziani ma non ne offre nemmeno uno. Antipatico e irchio. In compenso tra le pagine del libro che sto leggendo scopro di aver sperimentato ciò che i tedeschi chiamano "Denkanstoss", ossia un incitamento a riflettere che suona come un pugno in faccia. Appropriatamente indica l'idea che sblocca una situazione di stallo e questo mi riporta indietro a qualche mese fa.

Si crolla veramente solo quando si cade a terra senza senso, fino a quel momento non esistono limiti di stanchezza, di scoramento e di rassegnazione. Come un pugile, si resta in piedi fino al gong e anche se non lo senti, anche se i pugni dell'avversario ti aprono gli zigomi come faglie vulcaniche, non vorresti mai che qualcuno gettasse l'asciugamano sul ring per interrompere l'incontro.

Poi cadi a terra, inerme, esausto, senza sensi e quando ti risvegli capisci che per tornare a combattere devi prima curarti, tornare ad allenarti e, se è il caso, cambiare persino la tua strategia di combattimento, imparando a difendere meglio i tuoi punti deboli, ma senza mai smettere di lottare. Perché? Perché se sei nato per combattere, devi vivere per vincere, anche quando la sconfitta sembra il tuo peggiore incubo ricorrente. Intanto le stazioni sfilano come ricordi di una vita ancora breve ma già molto intensa...

Ore 19,00 - Ormai sono ansioso di scendere. Non attendo nemmeno di raggiungere la stazione di Berlin Hauptbahnhof, preferisco fermarmi a Spandau e poi raggiungere i miei genitori in Friedrichstrasse. Ah, scusate la dimenticanza: anche loro fanno parte del "cast" di quest'anno, ma stavolta non solo per le "scene di capodanno"!

Ore 20,15 - Non so se mi sono fatto capire male io o se il personale del ristorante cinese che prediligo a Berlino capisca ancora meno l'inglese del tedesco. Tuttavia, sebbene la cena soddisfi pienamente solo il sottoscritto, siamo perfino riusciti a "trascinare" mio padre al ristorante cinese! Va sottolineato che i due enormi pesci che ci vengono serviti, che credo siano branzini, sono davvero gustosi, cotti alla perfezione e sostanziosi. Beh, come cena della vigilia direi che il pesce è comunque appropriato.

Ore 22,30 - Esausto ma solo in una camera da sei persone: la situazione ideale per riposare. Forse solo domani mi renderò consapevole di essere tornato a Berlino. E' già la quinta volta, eppure non mi basta mai...

 

La moquette sul pavimento della camera dove alloggio...
 

25 dicembre 2009, ore 9,00 - La mattina di Natale all'ostello Helter Skelter non può essere una mattina qualsiasi.
Soprattutto in un luogo dove la musica è protagonista indiscussa e le sorprese non mancano mai. Sono appena le nove ed un australiano magro, biondiccio e con un cappello di lana "muccato" in testa corre allegramente su e giù per l'ostello. Sul suo tavolo ci sono già quattro bottiglie di birra vuote e due mini - bottiglie di Jagermeister. Si comporta come una "dragqueen" e mi nota subito.

Decido di "familiarizzare" con il soggetto, in modo da assecondare la sua follia, che potrebbe essere solo temporanea a causa delle "sostanze" ingurgitate. Gli sto simpatico e mi "morde" persino affettuosamente la spalla. "Va bene, la simpatia, ciccio! Ma sempre a una spanna da me!" Il giovanotto sembra un temibilissimo incrocio fra Iggy Pop e Flea dei Red Hot Chili Peppers...e chi ha una minima preparazione in ambito rock ha già inquadrato la conformazione fisica ed il possibile "abbigliamento".

Nel frattempo faccio colazione e l'australiano mattiniero continua imperterrito a tracannare. Tutto ciò si svolge sotto le note suadenti delle canzoni natalizie, più o meno pop, più o meno rock, più o meno kitsch. Ma che importa? E' festa!

Ore 11,00 - Trascorro la mattinata con i miei, ma nel pomeriggio dovrei recarmi a Spandau per conoscere una persona che mi ha suggerito un caro amico pittore della Galleria Eustachi. Il pranzo, inutile dirlo, è al solito straordinario ristorante tedesco di Lychener Strasse, in Prenzlauerberg.

Ore 16,00 - E' meglio trascorrere il Natale in famiglia, al caldo di un bar in Alexanderplatz!

Ore 17,30 - In ostello l'australiano è impazzito definitivamente! Al bancone della reception un irlandese ed un brasiliano bevono allegramente, ma qualcosa non quadra. L'australiano mattiniero ha continui sbalzi di umore, crisi nervose, ma che sta succedendo? Iniziano a volare parole grosse tra l'irlandese e l'australiano, mentre il brasiliano che ho conosciuto ieri, Lucas (che per la cronaca indossa la maglia della Selecao di Kakà), tenta di fare da paciere. Macché, l'australiano non desiste e provoca l'irlandese.

Ora, messi a confronto i loro fisici, è come far combattere un toro contro un pavone, l'irlandese (Johnny), sta perdendo la pazienza. L'australiano si toglie la maglia, così come l'irlandese: "Ok, so you wanna fight! Fight! Come on!" Lucas le tenta tutte per fermarli, ma i due si avvicinano pericolosamente.

L'australiano riesce ad affondare uno schiaffo sul corpo di Johnny, a questo punto intervengo anche io, ma la situazione peggiora. Prima l'australiano getta maglietta e giacca fuori dalla finestra (non chiedetemi il motivo), poi solleva una poltrona e la tira contro all'irlandese. Qui ci vuole tutta la pazienza di un italiano (il sottoscritto) e di un brasiliano, per evitare che la situazione diventi irrecuperabile. Dopo qualche minuto, in preda ad una crisi isterica, l'australiano si rintana in un angolo.

Finalmente posso chiacchierare in pace con Johnny e Lucas, ma ad un tratto non può mancare il "colpo di teatro". L'australiano prende la rincorsa, si scaglia contro il bancone gridando come Conan il barbaro e rompe un bicchiere. Credo si sia leggermente tagliato, ma forse è meglio così...almeno si calma! Una Red Bull e via a cena...

Ore 19,30 - Cena al Georg Bräu nel Nikolaiviertel con i miei, poi torno in ostello per una delle tante serate berlinesi, ai ritmi pressanti dell'EBM...Stasera è venerdì, qui si "aprono" veramente le "gabbie" come piace a me. Quando la settimana appena trascorsa deve essere ripulita dalle scorie lavorative ed il divertimento non conosce esitazione. Si scaldano i motori...

Ore 22,30 - Sono arrivato al K17 troppo presto. In genere comincia a riempirsi intorno a mezzanotte e mezza, l'una. Anche perché i berlinesi non hanno alcun problema di mobilità notturna.

26 dicembre 2009, ore 00,15 - Dopo aver finalmente ballato sui bassi indiavolati degli Agonoize e degli Hocico (tra i tanti), mi concedo il "jolly" della seconda birra. Tanzen!!! Il tormentone è "Koprolalie" degli Agonoize, mi trascinerà per tutta la settimana!

Ore 0,30 - Potrei cambiare locale...mi balena nella mente l'idea di fare un salto al Last Cathedral, vicino ad Alexanderplatz. Ma prima di uscire dalla sala, incontro per puro caso Gordon, uno dei due ragazzi con i quali ho passato una serata divertentissima la scorsa estate! (Info: Dai Balcani al Baltico, fino a...estate 2009). A questo punto non mi sposto, rimango al K17...si chiacchiera, si balla, insomma, ci si diverte con poco nel rispetto della "magia berlinese" con la quale tutto può accadere!

Ore 3,00 - Sonno, è arrivato il momento di tornare in ostello. Saluto Gordon, che purtroppo per motivi lavorativi non potrà godersi la festa di Silvester (Capodanno). Quanto a me, continuo ad usufruire dell'intera stanza, come se fossi in albergo!

Ore 11,00 - Acquistati i biglietti con cui domani andremo a Rostock, raggiungo i miei in Alexanderplatz: la tappa al Saturn, reparto musica, è obbligatoria. Al punto tale che persino mia madre si perde letteralmente in quel "paese dei balocchi sonoro" dove è possibile acquistare o ascoltare albums provenienti da qualsiasi tipo di genere musicale.

Onestamente i postumi della sera precedente incidono abbastanza sulla mia vivacità, ma siccome le mie giornate berlinesi iniziano rigorosamente tardi, con colazione abbondante alle undici ed eventualmente una merenda pomeridiana, mi limito a gustare un cappuccino mentre i miei pranzano con patate e salsicce di Norimberga.

Ore 16,00 - Dopo aver acquistato una sciarpa presso un negozio all'aperto di Alexanderplatz gestito da peruviani, sono pronto per dedicarmi ad un'altra delle mie numerose passioni: l'arte. Io alloggio in Friedrichstrasse, neanche cinque minuti a piedi dall'hotel Melia in cui alloggiano i miei.

Pertanto percorriamo insieme la strada del ritorno, dopodiché raggiungo il meraviglioso Art Center Berlin, dove vengono allestite mostre d'arte internazionali finanziate da privati. Lo spazio espositivo è straordinario, ben illuminato, pulito, arioso ed in armonia con le opere esposte. Tra le tante proposte, opto per la mostra relativa ai dipinti della Città proibita, dell'artista Jiang Guo Fang.

La mia passione per l'oriente sfocia spesso nell'estremo oriente, come se esso non finisse mai, vittima consenziente dell' "eterno ritorno". Purtroppo all'interno della mostra è vietato scattare fotografie, così mi
devo accontentare dei pamphlets illustrativi gentilmente offerti all'ingresso.

Ore 17,00 - Dunque, l'australiano è sparito, credo che per tutto il giorno abbia fatto la staffetta tra il bagno ed il letto per smaltire la "48 ore" etilica di ieri. In compenso ci sono Johnny e Lucas che chiacchierano allegramente davanti ad una birra. Mi unisco a loro e mi domandano se conosco un buon posto dove cenare. Ma c'è da chiederlo? Gioco la "carta Oscar Wilde", ottimo pub irlandese che propone gustosi menù di carne. La scelta si rivela particolarmente azzeccata, non solo perché Johnny è irlandese, ma anche perché della cucina dell'Oscar ci si può sempre fidare...

Ore 20,00 - E adesso dove andiamo a trascorrere il sabato sera? Intanto ci incamminiamo verso la S-Bahn, poi si vedrà.

Ore 20,10 - Lucas ha una pessima idea, inserisce una banconota da 20 euro nella macchinetta automatica, per acquistare due biglietti. L'apparecchio si trasforma, ovviamente, in una slot - machine, che continua a gettare monete fuori dallo sportello.

I passanti osservano divertiti ma composti, io e Johnny, invece (bastardi), ridiamo sfottendolo ad alta voce.
Come se non bastasse decide di riporre tutta quella moneta nel marsupio che per almeno mezz'ora tintinnerà come un salvadanaio.

Ore 20,30 - Vin brulè al Luna Park di Alexanderplatz.

Ore 21,00 - Ma che bello! Generalmente a me non piacciono i Luna parks, ma questo è davvero figo! Mentre chiacchiero con Johnny, Lucas sparisce per qualche minuto alla ricerca di un WC, un'altra occasione per scaricare un po' di moneta, dal momento che, quasi ovunque in Germania, la toilette si paga.

Ore 21,30 - Domattina Lucas deve alzarsi presto per andare a Praga, ma vale la pena di proseguire ancora per un paio d'ore la nostra serata. Non abbiamo una meta precisa, potremmo accontentarci di un altro pub, poi ad un tratto sentiamo della musica "pop - folk" provenire da una sorta di "balera" al chiuso, "Bergmann".

A passo danzante e burlesco, propongo di entrare e i miei nuovi amici condividono con entusiasmo l'iniziativa. All'ingresso ci chiedono i documenti perché non possono entrare le persone sotto i ventiquattro anni...Ma perché? E comunque...chi se ne frega, noi siamo tutti sopra i ventiquattro! Intanto Lucas viene avvicinato da un tipo che sembra uscito dai peggiori sobborghi di Harlem: occhiali neri (ma è notte...sembra Ray Charles!), tripla catena d'oro al collo, coppola, camicia bianca e cappotto nero.

Lo noto con la coda dell'occhio ma aspetto di entrare per chiedere conferma a Lucas. Secondo me è un pusher...E' il "personaggione" della serata, talvolta si insinua nella folla danzante, a passo blues, un misto orribile tra i la "famiglia Robinson" e "Otto sotto un tetto". Nel frattempo ci sediamo (giuro, senza un secondo fine), davanti a due ragazze sole. Inizia il primo giro e mentre i tedeschi si divertono a ballare come forsennati, scopriamo che le ragazze sono italiane, di Roma.

Iniziamo a conversare e quella balera frequentata prevalentemente da turisti tedeschi in visita a Berlino, si trasforma in una enorme "vasca di pesci". Balliamo tutti insieme, ci lasciamo trascinare persino nei trenini e nei coretti tedeschi che imperversano da un tavolo all'altro. Molti ci offrono da bere, Johnny si esibisce in un rock ‘n' roll d'altri tempi e Lucas si dimentica che domani dovrà alzarsi all'alba! Riesco, come al solito, a corrompere il dj ed ottengo...udite, udite (e non me ne vergogno affatto): "gimme gimme gimme a man after midnight" degli Abba...Ma quanto siamo tamarri!

27 dicembre 2009, ore 00,30 - Nonostante alcuni berlinesi ci invitino a rimanere (persone che peraltro neanche conosciamo), per noi si è fatto abbastanza tardi. Anche perché domani devo andare a Rostock! Lucas e Johnny sono "allegrotti", anche se tengono molto bene l'alcol.

Salutiamo le romane e ci rechiamo verso la S-Bahn Noooooooo!!!!! Lucas rimette ancora 20 euro nella macchinetta e sta arrivando il nostro treno! A questo punto Johnny sale sul treno, mentre io tento di aiutare Lucas...Niente, io
faccio in tempo a salire mentre Lucas rimane davanti alle porte che gli si chiudono inesorabilmente davanti alla faccia. Persino un gruppetto di ragazze lo sfotte da dietro il vetro. Ah, ah, ah!

Arriviamo a Friedrichstrasse, il prossimo treno è fra quindici minuti, ma Johnny ha fame...io, invece, decido di aspettare Lucas. Johnny ci dà appuntamento direttamente all'ostello: "- It's the quickest way!" mi dice...

Ore 1,00 - Arriva anche Lucas e camminiamo insieme verso l'ostello. Gli restano solo quattro ore di sonno. Ci salutiamo abbracciandoci, ma prima di andare a dormire noto che ha perso il cappello in bagno. Glielo riporto così ci salutiamo ancora...

Ore 9,30 - Sveglia completamente indolore (anche perché senza nemmeno bere le uniche noie che possono infastidire il sonno consistono in persone che russano o nella puzza di piedi).
Alle 11 circa si parte per Rostock, una nuova meta sul Baltico che da tempo desideravo raggiungere. Stavolta la soddisfazione è doppia poiché mia madre non è mai stata così a nord e mio padre aveva visto uno scorcio del Baltico soltanto passando ad Amburgo diretti a Wacken nel 2003.

Alle 13,30 arriviamo puntuali nella città di Rostock, ma prima di lanciarci in qualsiasi tipo di esplorazione, attiviamo il Cercacibo Ferrarini, l'ormai celebre "navigatore alimentare" che riscuote grande successo in tutta Europa.
Dopo neanche venti minuti abbiamo le gambe sotto al tavolo. Ci troviamo alla Block's House, una catena di ristoranti (credo americana) che propone ottimi piatti di carne.

La conosco perché mi è capitato di andarci a Riga, se non ricordo male...quindi vale la pena di provare anche in Germania! Risultato? Ottimo il cibo, prezzo contenuto, personale molto cordiale e locale pulitissimo. Promosso a pieni voti! Ora possiamo scoprire qualcosa in più della città.

 

La Kröpelinerstraße, nel centro di Rostock

 

Ore 15,30 - Qualche folata gelida non intralcia la nostra camminata verso il canale che collega la città interna al Mar Baltico. I gabbiani che ricordano tanto Trieste volano sopra le nostre teste, nella speranza che anche loro non abbiano appena mangiato alla Block's House.

Case alte e strette, con finestre a doppia imposta e mattoncini a vista: adoro queste atmosfere baltiche così simili a Danzica, Stettino, Amburgo e Riga. Ma Rostock è diversa, decadente quanto basta, lontana dallo sfarzo occidentale di Amburgo, ma altrettanto carica di storia e, soprattutto, di "storie" come tutti i luoghi di transito, in particolare quelli che si affacciano sul mare. Raggiungiamo il molo dove è attraccata una "rompighiaccio", che purtroppo oggi non è visitabile perché è domenica. Dovremo accontentarci della foto!

Ore 16,30 - All'imbrunire le città nordiche esprimono il massimo del loro fascino romantico. Esistono infinite città che al tramonto trasmettono emozioni uniche, ma sul Baltico il sole sembra risplendere di una bellezza unica: fuoco nel gelo!

Ore 17,30 - Mio padre approfitta di uno degli avveniristici WC a pagamento. Sono simili alle capsule spaziali che i sovietici lanciavano negli Anni Sessanta, credo che se la vedesse Gagarin la vorrebbe almeno collaudare...

Ore 18,30 - Tra poco parte il treno che ci riporta direttamente a Berlino. Di fianco a noi una coppia con un figlio di sei o sette anni. La madre "scarica" letteralmente il pargolo alle cure (e alla pazienza) del padre, mentre ella si dedica alla lettura e si dimostra seccata ogniqualvolta il pargolo le rivolge la parola. Ce ne fossero di mariti così!
Ceniamo con panini e bibite sul treno, senza sussulti e con la serenità che mancava da tanto, troppo tempo.

Ore 21,00 - Serata molto tranquilla (e piacevole) in ostello. Converso allegramente con i ragazzi che dormono nella mia stessa stanza: un ragazzo argentino, una ragazza ed un ragazzo entrambi di Singapore.
Ma stanotte non dormo bene...anche perché un'americana alle quattro di mattina pensa bene di telefonare a casa chiacchierando ad alta voce nel corridoio. "- Yeah, here everythin' is so beatiful, everyone is so funny!!!"... "- Sì, ciccia...qui tutto è così bello, tutti sono così divertenti...ma dopo un quarto d'ora hai così rotto le balle!!"

28 dicembre 2009, ore 11,30 - Ma quanto sono rintronato? Sebbene abbia dormito abbastanza (nonostante la beccaccia americana che sbraitava nel corridoio), sono poco reattivo. Fortunatamente oggi non ho in programma escursioni faticose, anche se domani dovrebbe scattare l' "operazione Lipsia".
A tale proposito, l'unica commissione da svolgere stamattina è l'acquisto dei biglietti regionali: Berlino - Falkenberg, cambio e Falkenberg - Lipsia. Semplice no?

Ore 13,00 - Faccio compagnia ai miei mentre pranzano, io non ho ancora fame...anzi. mi serve un cappuccino per riprendere un minimo di energia (mentale e fisica). Forse è il caso di ritornare in ostello e riposare.

Ore 16,00 - Esco per fare merenda.

Ore 17,00 - La coincidenza che non ti aspetti...

Ore 17,01 - Salgo le scale dell'ostello ed in prossimità della reception noto alcune borse sportive provenienti dal Friuli - Venezia Giulia. Compaesani! Entro e vedo che ci sono parecchie persone in fila per fare il check - in. Io ho solo bisogno della chiave, ma non resisto alla tentazione e domando in bisiacco se sono tutti della zona di Gorizia. Bingo! Vengono tutti da Gorizia e dintorni.

Ore 18,30 - Sarebbe inutile, noioso e ripetitivo ricordare per l'ennesima volta i motivi (non solo anagrafici e familiari) che mi legano a doppio filo al Friuli - Venezia Giulia, è sufficiente ammettere che non avrei potuto chiedere di meglio: parlare bisiacco anche a Berlino! Qui ho frequentato compagnie di ogni tipo e nazionalità, anche italiani, ma non mi era mai capitato di trovare gruppi nordestini. "- Muli, qui non xè semplice festa...Qui se farà
proprio fraja!!!"

Ore 19,30 - Probabilmente qualcuno di loro (sono in undici) non si fida molto della mia disponibilità e della precisione con la quale conosco Berlino. Li capisco, effettivamente Berlino, come molte altre grandi città del mondo, soprattutto se frequentate da parecchi turisti e viaggiatori, sono popolate da cosiddetti "trafficoni", "praticoni" e pseudo - affaristi che sbarcano il lunario arrangiandosi con le attività più disparate.

Anche io, in passato, ho conosciuto soggetti simili a spasso per l'Europa (come a Praga) e li ho sempre evitati con estrema rapidità. Insomma, ci tengo a dimostrare da subito la mia buona fede, in particolare mostrando gli aspetti migliori e più vantaggiosi della metropoli tedesca.
D'altra parte è la mia quinta volta in due anni a Berlino e chissà quante altre ne seguiranno...

Ore 20,00 - Consiglio loro di cenare all'Oscar Wilde, mentre io mangio in un locale poco distante insieme ai miei.

Ore 21,00 - Dopo una brevissima tappa di fianco al Cafè Zapata, passeggiamo fino ad Hackescher Markt in direzione Alexanderplatz. Conosco un ottimo Irish pub sotto al ponte della sopraelevata di Hackescher Markt, ma noi siamo in dodici e il locale è pieno. Preferiamo cambiare destinazione. Fuori si esibisce un geniale artista di strada che "suona" uno strumento creato autonomamente con tubi di plastica e valvole idrauliche...geniale!

Raggiunta Alexanderplatz non abbiamo molte attrattive alle quali concederci, poiché oggi è lunedì sera e domattina molti berlinesi lavorano. Resta solo Bergmann, quella sorta di balera dove mi sono ritrovato sabato sera con Lucas e Johnny. Prima di entrare la solita storia dei ventiquattro anni. Effettivamente io sarei l'unico che può entrare, ma siccome il locale non è pieno e forse perché almeno il sottoscritto può entrare il buttafuori mi fa cenno che possiamo entrare tutti. Mah...che strano! Sembra il Friuli Doc...con molta meno gente rispetto a sabato ma con alcune "facce note"...probabilmente sono rimaste qui da sabato notte? Chissà!

Ore 23,30 circa - Rientriamo in ostello dopo aver percorso la lunga passeggiata di Unter den Linden. I miei nuovi amici sono ragionevolmente stanchi e il sottoscritto domattina deve alzarsi abbastanza presto per andare a Lipsia.

29 dicembre 2009, ore 10,00 - Finalmente ho trovato l'occasione per visitare la città di Lipsia. Da parecchio tempo, infatti, desideravo arricchire la conoscenza della Germania orientale e di tutti quei centri focali che hanno fatto parte in passato della DDR. Lipsia, così come Dresda, spicca tra queste. Senza, ovviamente, tralasciare il carico "dark" per la quale è celebre in ambito musicale. Lipsia, dunque, come indiscussa capitale della musica, non soltanto contemporanea ma anche classica. Quale posto migliore per la gita di un DJ? Alziamo il volume!

Ore 13,00 - Il "Regio" sfila attraverso campagne e pianure ghiacciate, protagonisti di uno sfondo tanto algido quanto romantico nell'infinita carica espressiva che le condizioni climatiche estreme conferiscono agli animi più avventurosi. Ripenso a Goethe, allo Sturm and Drang di fine Settecento, viaggiando con la mente fino agli anni Venti del secolo scorso, l'epoca dell'espressionismo, della Dietrich e della Repubblica di Weimar.

Ore 14,00 - Sono già arrivato a Lipsia e non ho affatto voglia di camminare come al solito alla ricerca di un alloggio. Se il prezzo non è proibitivo, posso accomodarmi al Motel One, in pieno centro, proprio davanti alla chiesa di Nikolai. Il prezzo è di 59 euro (esclusa la colazione), ma credo proprio che per una sola notte mi concederò il "lusso". La struttura è moderna negli interni e molto confortevole. Accetto!

Ore 14,10 - Figata! Inserisco la tessera magnetica, si accendono le luci e persino la musica con tanto di schermo piatto che proietta un focolare! Molto accogliente! Il calore del focolare...tecnologico!

Ore 15,00 - Mi lancio subito alla scoperta della città, scatto un'infinità di foto, mi imbatto in una scena del "Faust" ricostruita tramite una scultura e mi incammino verso la zona periferica della città. Quella dove i palazzi sono scrostati e la gente vive ogni giorno lavorando e sperando in un futuro migliore. Freddo pungente, EBM a volumi esasperati nell'I - pod ed una curiosità che non si ferma mai.

Passo di fianco alla casa di Mahler (il musicista) e verso le 16,30 trovo un internet point gestito di un magrebino. Le apparecchiature sono in ottimo stato e per meno di un euro posso navigare senza fastidi. Ne approfitto anche per iscrivermi al mio prossimo esame universitario (Storia dell'Europa orientale).

Inoltre vado alla ricerca di un indirizzo: il Lagerhof club, un locale dark, rock wave, ebm dove potrei trascorrere la serata. Perché non posso e ripeto, non posso, venire a Lipsia senza godermi una serata davvero dark!
Si trova a circa quindici minuti a piedi dal mio hotel, effettivamente non è molto vicino ed il freddo che si prospetta per stanotte non incoraggia le passeggiate notturne...valuterò! Nel frattempo mi sento abbastanza stanco, sto girando da due ore, forse è meglio tornare in albergo e riposare un paio d'ore.

 

La statua dedicata a Goethe di fronte alla vecchia Borsa di Lipsia
 

Ore 17,00 - Mi godo il letto matrimoniale mentre la televisione trasmette un "interessantissimo" programma socialmente impegnato dove attraverso la partecipazione di attori professionisti viene ricostruita una complicata storia di crisi matrimoniale. Anziché una qualsiasi "litigata" fra due anonimi "Ciro e Luisa" (ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale), la coppia teutonica sprofonda in un pesante conflitto di fine rapporto.

Un marito violento mai avaro di "piazzate" a casa della cognata e presso l'officina del cognato, due figlie adolescenti ed una madre disperata che si affida all'aiuto della sorella: come non addormentarsi? Detto, fatto! Mi risveglio mentre il canale che ho cambiato prima di addormentarmi trasmette un documentario dettagliato (in tedesco) su Pompei ed Ercolano. Ma sono le 19,00...doccia e cena!

Ore 19,30 - Il Cercacibo individua subito un ristorante bavarese (va bene, siamo in Sassonia, ma perché essere così pignoli?). Memorizzo l'insegna e il nome della via (più o meno), ma ritengo che sia troppo presto per cenare, dal momento che ho riempito lo stomaco alle tre del pomeriggio. Decido di passeggiare per un'altra mezz'ora e realizzare alcune foto
notturne.

Ore 20,00 - Bene, ora ho fame. Con il passo lesto di una giovane marmotta sono convinto di poter ritrovare la Gasthaus in pochi minuti...

Ore 20,30 - Non la trovo...

Ore 20,45 - Azz, prok, vaff...Cazz, sgrunt...Snort!!!!!

Ore 21,00 - Devo forse rassegnarmi? Andare alla ricerca di un altro locale? Assolutamente no! Stavolta è un imperativo categorico! Lampo di genio: ricostruisco il percorso andando a ritroso attraverso le foto scattate con la digitale...una specie di Pollicino del terzo millennio!

Ore 21,10 - Sono comodamente seduto a gustare la mia cotoletta nel ristorante bavarese! Voto: otto!

Ore 21,50 - Nevica, dovrei raggiungere il Lagerhof Club ma le condizioni meteorologiche sembrano proibitive. Ma non voglio (e non posso a Lipsia) accontentarmi di un pub! Mi imbatto casualmente in un club, con un ingresso talmente stretto da essere notato a malapena...è il Dark Flower! Il posto ideale al momento ideale!
Apre tra dieci minuti, non posso mancare!

Ore 22,00 - Puntuale come un adolescente al primo appuntamento amoroso della sua vita, entro nel locale. Bello! Stasera sono aperte due sale: una EBM, l'altra "disco/pop/rock anni ‘90".

Non c'è ancora nessuno, tranne i due DJ della sala EBM. Uno è un individuo molto normale, camicia bianca, cravattino e pantalone nero con anfibio...abbigliamento EBM classico ed austero. Ma l'altro! E' un armadio a sei ante, palestrato, con due pettorali che sembrano il locomotore di un autotreno Iveco, e capelli rasta con trecce colorate. L'abbigliamento: pantalone in acrilico azzurro con taglio militare e maglia nera trasparente attillatissima. Lo so, alcune lettrici hanno già sbavato sulla tastiera...potrebbe essere un'idea per la festa dell'otto marzo!

Ore 22,30 - Acquisto la T - shirt del club nel rispetto del mio consueto vizio, i cosiddetti "fuckin' souvenirs". Dopodiché la serata comincia ad animarsi. Arriva qualche gruppo misto di ragazzi e ragazze, per la verità parecchio giovani visto che è un giorno infrasettimanale.

Ore 23,00 - È ora di scaldarsi...e ci si butta nel "mucchio ballereccio", soprattutto quando scattano gli Agonoize, con il mio personale tormentone natalizio "Koprolalie".

Ore 23,30 - Incuriosito dal movimento verso l'altra sala, voglio scoprire l'intero locale ed abbandono per qualche minuto il "Tunz Tunz del Tanzen (ballare in tedesco)"... Tunzen?? Potrebbe essere un neologismo, i tedeschi li adorano! Comunque vi ricordate "Scatman John"? E il "filmazzo natalizio" "Selvaggi"? Beh, appena entro parte esattamente quella canzone...Mi ammazzo di risate!!! Altro che cinepanettone, qui stiamo girando un capolavoro cult italo - tedesco!

30 dicembre 2009, ore 00,30 - Nuovi "mostri" popolano la sala EBM: arrivano anche alcuni "cybers"...tra questi ne spicca uno straordinario che sembra uscito per sbaglio dall'Area 51. A parte la solita maschera anti - gas (che non reggerebbe confronto alcuno con la mia originale acquistata a Helsinki nel 2008), ma il "pezzo forte" è il contatore numerico digitale che porta sul petto! Il simpatico cliente sfoggia una sorta di timer con i numeri verdi che scandisce continui conti alla rovescia.

Cosa succede alla fine? Scoppia un "peto nucleare"? Te la fai addosso e scateni una guerra batteriologica? Oppure tiri fuori il "missile" dagli slip e lo lanci nello spazio? La prossima settimana vai a ballare a Cape Canaveral, magari trovi anche lavoro alla Nasa!

Ore 1,30 - Stanco ma estremamente soddisfatto! Posso tornare in hotel, dove mi attende il "focolare digitale"...Domattina torno a Berlino, ormai Silvester (capodanno) è imminente! Cosa avrebbe scritto Goethe riguardo al Cyber?

Ore 11,07 - Dopo aver acquistato un bel panino farcito con formaggio, prosciutto, maionese, insalata, pomodori e cipolle (perché in Germania i panini sono capienti come i bagagliai delle Volkswagen), sono pronto per rientrare a casa (cioè a Berlino).

Sono contento, Lipsia non ha tradito le mie aspettative, soprattutto quelle musicali. Non a caso qui esiste il leggendario Gewandhaus Orchester di Lipsia, nato ufficialmente nel 1743 (allora si chiamava ancora Collegium Musicum) ma dalle origini che affondano nel diciassettesimo secolo.

Inoltre nel 1843 Felix Mendelssohn - Bartholdy vi fonda il Conservatorio. Ci tengo a precisarlo perché nella cultura musicale tedesca esiste una linea di continuità artistico - creativa che non tende a classificare il passato come perfetto ed inarrivabile ed il presente come semplice nostalgia dei fasti antecedenti.

Anzi, grandi compositori come Wagner, ad esempio, non sono stati capiti pienamente per il loro genio dai contemporanei, ma hanno avuto il coraggio di osare e dare innovazione alla musica. Non a caso, anche in questo campo la Germania ancora oggi dimostra di essere un paese all'avanguardia ed aperto a nuovi progetti.

Ore 14,00 - Back to Berlin, raggiungo i miei in albergo...

Ore 16,00 - Compere all'Out Of Line, il mio negozio di fiducia specializzato in ebm - dark - folk - electro, wave e molto altro. Come al solito passo un'ora ad ascoltare dischi e cercare le occasioni più ghiotte. Ne approfitto anche per fare una chiacchierata con Marty, che lavora qui e che ormai mi conosce. Credo di essere uno dei suoi incubi più ricorrenti perché due volte all'anno prendo d'assalto il suo negozio ed ascolto almeno una decina di albums rima di decidere quali (e quanti) acquistare.

Ore 18,00 - Prenoto alla Pizzeria "I Due Forni" perché è sempre stracolma di gente. Nel frattempo ne approfitto per fare una chiacchierata con alcuni ragazzi del personale, aspetto i miei per le sette, così per "ammazzare il tempo" vado verso Alexanderplatz. Prima mi imbatto in un vicolo che conosco bene, poiché quest'estate, proprio di ritorno dal Last Cathedral avevo fotografato il murales di un clown molto "ganzo". Beh, sono contento di averlo consegnato alla memoria dei posteri, perché qualche disgraziato ha pensato bene di coprirlo quasi interamente con un orribile numero, 66 se non ricordo male...

Inoltre noto un sidecar tedesco parcheggiato fuori da un negozio. Vende sicuramente articoli militari...infatti! Ma è chiuso...un ragazzo sopraggiunge e mi chiede informazioni riguardo all'orario di chiusura. Mi spiega che lo ha già trovato chiuso altre volte. Parla inglese, ma quando gli domando da dove proviene, scopro che è sloveno! Chiacchieriamo per una decina di minuti, vive a Lubiana ed è nato a Capodistria (Koper)...Credo abbia
ragione un mio caro amico belgradese, Slavko: per me l'Europa è davvero troppo piccola!

Ore 22,00 - Trascorro la serata in compagnia dei goriziani. Alcuni si ostinano nel "vizioso" gioco delle carte, come i "vecciazzi", mentre altri preferiscono scolare birra tra una chiacchiera e l'altra. Si racconta qualcosa l'uno dell'altro, si scambiano gli accounts di Facebook e si tira tardi fra "urla e schiamazzi" ai quali nessuno, tuttavia, presta attenzione.

31 dicembre 2009, ore 9,00 - Ma quanto russano questi australiani...per addormentarmi ho dovuto ascoltare musica folk russa! (a proposito: sentitevi i Krynitza)

Ore 10,30 - Oggi ho appuntamento con un mio ex - allievo, il caro Simone. Oltre alle doverose ripetizioni di inglese impartite a suo tempo, credo ricorderà con piacere le avvincenti parti monografiche dedicate al "rimorchio internazionale" e ai "modi più semplici per litigare all'estero senza l'uso della violenza". In pratica tutto ciò che serve ad un viaggiatore per farsi rispettare (e divertirsi) lontano da casa, da soli o in compagnia!

Insomma, siccome il mondo è molto piccolo, anche Simone con la sua "cumpa" ha deciso di trascorrere capodanno a Berlino. Camminiamo fino al Nikolaiviertel, il quartiere medievale di Berlino e intanto suggerisco loro qualche percorso interessante. Ovviamente non basterebbero sei mesi per scoprire tutte le meraviglie berlinesi, ma almeno qualche "pezzo forte" merita di essere segnalato!

Ore 14,00 - Pranzo con i miei e dopo un'ora sono già sulla S - Bahn, i goriziani mi attendono a Potsdam!

Ore 15,30 - I goriziani desiderano (giustamente) visitare il castello di Sanssouci, la residenza di Federico il Grande di Prussia. Così, proprio come dice la parola stessa "senza preoccupazioni" ci dirigiamo in autobus verso l'altura sulla quale svetta il castello.

 

Stasera Potsdam si presenta così...da favola!
 

Fa davvero molto freddo e nevica abbastanza copiosamente, ma la tentazione di "combattere" a palle di neve non trattiene nessuno (tranne il sottoscritto). I bambini scendono dal castello verso il parco con gli slittini e noi li invidiamo moltissimo! Ci saremmo anche accontentati dei sacchi neri della spazzatura pur di goderci qualche goliardica discesa! Sbuff!!! Poteva forse mancare una bella foto di squadra?

Ore 17,00 - Conviene tornare in ostello...anche perché stasera è Silvester!!

Ore 18,30 - Polizia già schierata da ore, vigili del fuoco ed ambulanza pronti ad intervenire...si prepara la lunga (e folle) notte di capodanno berlinese, durante la quale la metropoli viene letteralmente presa d'assalto da turisti ed esagitati che fanno dei fuochi d'artificio un pretesto per concedersi qualsiasi libertà, talvolta senza nemmeno rispettare l'incolumità altrui.

Non è un caso se molti berlinesi preferiscono trascorrere il capodanno tra amici, in qualche abitazione oppure nei locali della periferia. Ne ho già fatto esperienza lo scorso anno, infatti, stasera il mio "piano di sbarco" è già pronto.

Ore 20,30 - Ceno all'Oscar Wilde con i miei, poi mi lancerò nella notte berlinese. Ancora una volta mi attende il K17. Gli amici goriziani preferiscono trascorrere il capodanno alle Porte di Brandeburgo, per me è iniziato il conto alla rovescia: segna 150 battute al secondo, come il cuore, come la vita, come il sangue che pulsa nelle vene. Finalmente quest'anno indigesto, soprattutto negli ultimi sei mesi, sta per finire nel modo migliore: a Berlino, la città che per me significa "eterno ritorno", come se l'anima e la passione (almeno quelle) fossero destinate a non invecchiare mai.

Ore 23,59 - Il secondo count - down tedesco della mia vita...mi auguro che ce ne saranno molti altri in futuro, al momento mi godo questo: zehn, neun, acht, sieben, sechs, fünf, vier, drei, zwei, eins...Aus! Berlin über alles!! E si ricomincia a Ballare, Culture Kultur, Grendel, Suicide Commando...non ci si ferma più!

1 gennaio 2010, ore 00,30 - Chiedo ad un gruppo in tedesco se posso lasciare la giacca vicino a loro, scopro che sono di Milano, così si fa compagnia anche per stasera...ed oltre al "tormentone Agonoize", si aggiunge un remix pazzesco di "Ti sento" di Antonella Ruggero...quella canzone non smetterà mai (e dico mai) di farmi venire la pelle d'oca, nonostante la musica italiana sia lontanissima dai miei gusti.

Riesco persino a godermi i fuochi d'artificio da una delle finestra al secondo piano della palazzina: mentre la S - Bahn sfreccia nella notte sui binari antistanti al locale, i fuochi d'artificio illuminano la notte berlinese. Perché dobbiamo accontentarci di una sola vita?

Ore 2,30 - Nonostante continui ad arrivare gente, penso che la mia serata abbia bisogno di una nuova scossa. In fondo preferisco un qualsiasi venerdì o sabato sera in questo locale, anche se qui (fortunatamente) non c'è l'ombra di un turista in quanto siamo molto lontani dai luoghi più battuti.

Risalgo sulla U - Bahn con l'intenzione di proseguire la festa in ostello con i goriziani. Ma prima della fermata di Alexanderplatz la U - Bahn si ferma. Resta immobile per parecchi minuti, tanto che decido di scendere per percorrere l'ultimo tratto a piedi e raggiungere la S - Bahn in Alexanderplatz. Mi vengono incontro due uomini che mi chiedono dove si trova il Caffè Mosca...ricordo il nome ma onestamente mi sfugge la sua ubicazione. 

Sono francesi ed uno dei due è talmente pieno (di alcol) che mi ricorda molto l'australiano mattiniero. Proseguo verso la piazza e parecchi cretini sono ancora intenti a lanciare mortaretti sulle vetrate e sotto le scale della U - Bahn...queste cose onestamente non le sopporto!

Ore 3,00 - Ritrovo la compagnia dei goriziani e prosegue la festa...fino all'alba!

Ore 12,00 - Non so per quale assurdo motivo, ma stamattina il personale dell'ostello ha deciso di "premiare" la nostra italianità con una serie sbalorditiva di canzoni italiane...Ma chi gliele ha chieste? E soprattutto, si rendono conto che siamo nordestini? Volemo le canzoni de Renzo Pilat!!!!!

Ore 15,00 - Pomeriggio insieme alla compagnia goriziana, con una bella passeggiata al Nikoliaiviertel. A cena, invece, vado a mangiare i cevapcici a Spandau con i miei, nel mio ristorante croato preferito.

Ore 21,00 - Viva la birra e la slivovica!! Durante il viaggio di ritorno sembriamo tre buffoni, mio padre indossa il cappello con il pelo di mia madre, tanto che sembra un allevatore della steppa. Un signore tedesco di fianco a noi si diverte, sorride e talvolta persino si trattiene...bella figura! Io, invece, concedo scatti "accattivanti", mentre mia mamma si sente ripetere da me e mio padre, per l'ennesima volta, che assomiglia ad una badante ucraina! Come si dice nelle Marche; Oh mattiiii!!!!!

Ore 22,00 - Non avrei potuto chiedere di meglio! Al nostro fracasso nordestino in ostello, si unisce anche una compagnia di russi!!!! Aaaaaaaaaaaaaahhhhhhh!!! Poi, come se non bastasse, per dare "credibilità" al nostro cinepanettone, Eleonora, Martina e Sara si esibiscono sulle note "folli" di Lady Gaga...

Ma nella mia camera incombe un tremendo sortilegio mefitico. Nella mia stanza ci sono due australiani ed una coppia di americani. Sembrano tipi tranquilli (e in effetti lo sono), ma stasera pare che abbiano decisamente esagerato con l'alcol. Per essere precisi, mentre la coppia americana fa petting sotto le coperte, uno dei due australiani osserva inebetito tracannando birra, mentre il suo amico giace a terra inerme colto da un profondo sonno etilico.

Ora, fin qui si potrebbe tranquillamente fare finta di nulla...Ma se poteste almeno lontanamente immaginare l'ammorbante puzza di piedi che scaturisce da quella camera, avreste un'idea chiara e netta di quello che potrebbe essere l'inferno. Il tanfo si espande perfino nel corridoio, soprattutto perché uno dei due dorme sul letto a castello superiore con i piedi rivolti verso l'esterno, lasciando la porta aperta sul corridoio. Non resistiamo e facciamo una foto a quel terribile "piede verde"!

2 gennaio 2010, ore 3,00 - La puzza e, soprattutto i due australiani che russano come locomotive stravolgono la mia nottata. I goriziani mi offrono persino un letto libero nella loro stanza, ma preferisco affrontare con coraggio, come Rambo, il mio destino. "- Questa è la mia guerra!"... "- Quello che lei chiama inferno, lui lo chiama casa" ... ma questa stanza è peggio dell'inferno, peggio dei vietcong. Questi hanno i piedi di napalm e bocche all'idrogeno!

Ore 3,30 - Sento un tonfo sordo, nel buio della stanza. Ho un terribile presentimento. Cosa può essere caduto dall'alto del letto di fianco a me dove dorme l'australiano più ubriaco? Ci sono solo due ipotesi plausibili: un qualsiasi oggetto o un fiotto di vomito. Devo verificare. Accendo la torcia del cellulare (che efficienza la Nokia!) e tiro un sospiro (ma non troppo profondo per evitare che la puzza mi uccida) di sollievo. Il "cangurone" non ha vomitato, è caduta solo una ciabatta (fosse poco!).

Ore 9,00 - Non chiedetemi come, ma sono riuscito a sopravvivere. Tuttavia ho la "vaghissima" impressione che stasera trasloco nella stanza dei goriziani (per la precisione in una delle due).

Ore 10,00 - Mentre i goriziani sono a spasso per musei, nella mia mente malsana inizia a balzare una strana idea...una follia delle mie. Nel frattempo in ostello gira Rebel yell di Idol...Mi sa che combino qualcosa con il botto! Teoricamente dovrei partire il 4 mattina, con cambio a Basilea.

I goriziani, invece, partono il 6 gennaio. Ma in fondo perché tornare a casa prima visto che, almeno per quest'anno, non mi attendono gli impegni lavorativi? La libertà è forse il bene più costoso che si possa trovare in circolazione, perché non sfruttarlo quando si possiede? Scatta l'operazione "Francoforte sul Meno".

Innanzitutto mi informo se c'è posto in ostello per trascorrere altre due notti a Berlino. Dopodiché, ottenuta la conferma, posso recarmi in stazione per programmare la mia prossima tappa. Il nuovo programma prevede: partenza da Berlino per Francoforte sul Meno il 6 gennaio, notte a Francoforte e ritorno a Milano il giorno 7 gennaio. Semplice no?

Ore 15,00 - Detto, fatto! Stasera si cena con i goriziani! Purtroppo nel frattempo Davide, un ragazzo della compagnia, si è ammalato: febbre e mal di gola non gli consentono nemmeno di uscire dall'ostello. Che sfiga...Chissà quanti, prima di partire, gli avranno detto il classico "Beato te che vai a Berlino..."

Ore 19,00 - Dopo aver rimediato una cena take - away al ristorante cinese vicino all'ostello, buona
parte della compagnia (tranne chi resta in compagnia di Davide), si sposta allegramente verso Prenzlauerberg. La cena è ottima come al solito, ma la serata (almeno la mia come quella di Martina e Jessica) prosegue.

Un altro esempio di straordinaria "democrazia berlinese": siccome molti a capodanno hanno lavorato, stasera il K17 replica la festa di Silvester con cinque sale (e rispettivi DJ) con tanto di drink card a 10 euro (quattro consumazioni circa, come a capodanno). Non posso certo immaginarlo in Italia...Hai lavorato a capodanno? Mi dispiace...che sfiga! Dai, sarà per l'anno prossimo...Ma vai a c....e!!!

Ore 23,30 - Ultima serata al K17 per queste vacanze natalizie...si balla EBM e, per chiudere in bellezza, poteva forse mancare "Koprolalie"? Nel frattempo scattiamo fotografie "un popporno" gigioneggiando un tormentone musicale di qualche mese fa (chi non vorrebbe una "ragazza un popporno"?).

3 gennaio 2010, ore 1,30 - Benché molta gente continui ancora ad arrivare, noi siamo ormai in procinto di rientrare. La serata è stata molto divertente, ma difficilmente si spegnerà quando ritorneremo in ostello...anzi!
Pensate forse che sia possibile in un'atmosfera da "gita di classe" dormire subito in una stanza da sei persone?

Nascono nuovi miti: il letto di Jessica che sembra un negozio di kebab, il solito (ormai consolidato) "popporno", il mio "maggiordomo immaginario" che cura gli affari personali del "signorino" (ossia il sottoscritto) e gli...alieni! Martina non sopporta gli alieni, così da perfetto fetente ne approfitto per inventare al momento storie di rapimenti, lobotomie, "unioni carnali" tra alieni ed umani...insomma, una puntata di "Mistero".

Ore 11,30 - Mi dedico alle "faccende domestiche", poiché per rimanere qualche altro giorno a spasso devo lavare calzini e mutande.

Ore 13,30 - Bevo un caffè con i miei, che domattina torneranno a Milano, poi ci diamo appuntamentoalle cinque per una passeggiata. Dopodiché ritorno in ostello.

Ore 15,00 - Trascorro un paio d'ore con il "degente", il caro Davide. Si parla di musica, delle mie "avventure" giovanili in capo al nordest e, come per magia, non manca un mio ricordo personale del Vice. Il motivo? Davide conosce bene Norby, un mio caro amico nonché exchitarrista del Vice. Vice, ma è possibile che riesci sempre ad affiancarmi ovunque vada? Forse non si cammina mai soli...

Ore 17,00 - Lunga passeggiata lungo il Kurfürstendamm, il corso più elegante di Berlino. L'anima commerciale di Berlino ovest (ormai solo in senso geografico, ovviamente e non geopolitico) è qui, tra grandi marche, negozi di lusso ed acquirenti "trendy". La differenza è palpabile e non è affatto un caso se prediligo la romantica decadenza della Berlino orientale...

La strada sembra una pista di pattinaggio, così proseguiamo fino ad Adenauer Platz. A questo punto scendiamo nella U - Bahn e facciamo ritorno a Friedrichstrasse. Ci salutiamo e ci diamo appuntamento in Brianza.

Ore 19,00 - Rientro in ostello ed insieme ai goriziani decidiamo di cenare all'Oscar Wilde. Bella l'atmosfera, bello il locale, bella la compagnia. Non manca davvero nulla, ma siamo tutti parecchio stanchi. Ma nonostante ciò abbiamo sempre la forza di "tirare tardi", con i nostri tormentoni "un popporno" e i nostri "strepiti dialettali".

4 gennaio 2009, ore 1,00 - Si sghignazza, prima che Mono inizi a russare...Jessica si alza e lo "colpisce" per farlo smettere. Poi ricominciamo a ridere e Mono a russare. Che mona che semo, ciò!!!

Ore 11,00 - Vi sembrerà impossibile, ma oggi persino il sottoscritto vedrà Berlino come non è mairiuscito a vederla...in un giorno assolutamente NORMALE. È il 4 gennaio, sono finite le feste (perché qui la befana non ha il coraggio di presentarsi), perciò la città è completamente popolata di pendolari. Ora posso avere una reale percezione della vita quotidiana di questa metropoli, tastarne il polso, confrontare l'atmosfera settimanale berlinese con quella meneghina.

Così, dopo aver pranzato presso il mio "ristorante tedesco preferito" mi tuffo nella folla berlinese senza una meta precisa. Girovagando tra le varie linee della U - Bahn, dal centro alla periferia, per poi ritornare indietro, tra volti odori e...topi! Topi?? Direte voi...ma che c'entrano i topi?? E moh, ve lo spiego!!!!

Ore 16,00 - Non sono riuscito a capire se si tratti di una "moda", un delirio, o qualsiasi altra forma di anticonformismo berlinese. Resta il fatto che la scena alla quale assisto è singolare: sulla U - Bahn salgono tre punk ubriachi marci, due tipe ed un tipo. Sono arrivati alla "fase di fracasso" ossia quella in cui non si controlla più il volume della voce, si sbatte una bottiglia sul collo dell'altra per far esplodere la schiuma e ci si attira le antipatie delle persone meno pazienti.

Infatti due signore si rivolgono loro con tono severo di rimprovero: "- Perché anziché ubriacarvi tutto il pomeriggio non vi trovate un lavoro?" "- Perché non c'è, vecchiacce!!". E ruttano loro in faccia. Le due signore, comprensibilmente indignate, abbandonano la diatriba, ma una dei tre punk estrae dalla borsa un bel ratto, grigio, con una lunga coda e lo bacia sul muso! Le dimensioni credo si aggirino sui venti centimetri.

Ovviamente tutto ciò suscita il disgusto delle signore e di quattro ragazzine griffate che gridano per il ribrezzo. L'intera carrozza sembra turbata da quella scena, grazie alla quale i tre punk creano il vuoto intorno a sé. Io me ne resto seduto al mio posto, nella speranza che quel "Topo Gigio tedesco" non mi scambi per il Mago Zurlì e non voglia intrattenere rapporti di amicizia con me. Per evitare ulteriori incontri (visto che topi così in genere li vedo alla Martesana), preferisco scendere e prendere un altro treno. Sarà forse colpa del film "Ratatouille"? Mah...Naturalmente sono animali "domestici", non si dovrebbe trattare di semplicissime pantegane!

Ore 19,00 - Cena tedesca in Friedrichstrasse con gli amici goriziani e serata al Last Cathedral...il locale dove quasi tre anni fa trascorsi la mia prima serata (folle) berlinese. Luogo molto "ameno", arredato con lapidi, ragnatele, scheletri e spettri sinistri, particolarmente indicato per matrimoni, comunioni, battesimi e nozze d'oro.

Sarebbe tutto perfetto, se non accadesse che, a metà serata, sparisce il portafoglio di Sara. Qualsiasi ricerca risulta vana, a nulla serve chiedere informazioni al barista, al buttafuori e persino a "perlustrare" la zona circostante al locale.

Occorre un "piano d'azione immediato", poiché all'interno del portafoglio c'erano i documenti d'identità necessari a Sara per ritornare in Italia il 6 gennaio. Scatta l'operazione "burocrazia clemente": domattina farò un "blitz" all'ambasciata italiana in Hiroshima Strasse per ottenere il documento di via provvisorio.

5 gennaio, ore 11,00 - Ormai da tempo mi ero ripromesso di visitare con calma il "quartiere delle ambasciate" di Berlino, interessante soprattutto se si pensa che è come vedere molti frammenti di mondo nello stesso luogo. In particolare perché ogni ambasciata ha una struttura tipica, consona alle tradizioni artistiche ed architettoniche del paese che rappresenta. Certo, avrei preferito visitarla in una situazione meno problematica, tuttavia nell'arco di circa un'ora, sistemiamo la "pratica" e Sara ottiene il foglio di via per rientrare in Italia.

Ore 14,00 - Benché creda di aver visitato la East Side Gallery (i resti del Muro decorati da decine e decine di murales) almeno cinque volte, non rinuncio a trascorrere il pomeriggio insieme ai goriziani. Anche perché quella zona di Berlino est è una delle mie preferite e non mi dispiace affatto ripercorrere longitudinalmente quella "spanna di muro" che ha diviso il mondo per lungo tempo.

Ore 16,00 - Il gruppo si separa, a seconda delle esigenze (e della comprensibile stanchezza abbinata al gelo), così io e Jessica ci concediamo una merenda a Prenzlauerberg, presso il mio adorato "Manolo"...ossia il nome della pasticceria! Dal momento che dobbiamo prendere la linea U2, passiamo casualmente di fianco ad un gruppetto di punkabbestia...

E cosa potrà mai tenere una di loro sulla spalla? Un bel "topolone", stavolta nero, con una lunga coda che cade lungo la schiena della "fanciulla". A Jessica viene il dubbio che magari non si tratti di un animale domestico, ma nessuno dei due si sente di escludere che quella "bestiola" non provenga da qualche scantinato berlinese...
Dopo la merenda, qualche compera ad Alexanderplatz. Quell'atmosfera invernale e quell'accento goriziano, mi hanno riportato indietro di parecchi anni, a quei giorni felici e spensierati in terra nordestina che mi videro appena ventenne: i tramonti e l'eterno ritorno...

Ore 19,30 - Dire "ultima cena" risulta persino macabro...direi piuttosto "ultima cena berlinese" di queste vacanze incredibili. Ma il "giubilo" (per non dire casino allo stato puro) prosegue in ostello.

Ore 23,00 - Sembriamo il circo di Praga, ognuno ha il suo "numero", in quell'indefinibile e triste eccitazione da nostalgia che caratterizza la vigilia del rientro in Italia. Il tormentone più premiato, senza ombra di dubbio, risulta essere quello di Davide: "- Muli, GENTILMENTE...gavè finì de romper i cojoni!!!!!!!??????" Non si smette più di ridere, al punto che un'altra italiana, acida (ma che dico acida, "acida solforica") si spazientisce al punto che spalanca la porta infuriata. Ha un pesante accento calabrese ed un terribile pigiama giallo...Direte voi: ah, come la tuta gialla di Uma Thurman in "Kill Bill". Macché!

Quella al massimo può fare Titti nella gabbia con Nonna Abelarda e il gatto Silvestro! Comunque dimostra subito di essere una persona cordiale e pacata: "- Piantatela di rompere i coglioni!!!! È la terza volta che mi sveglio! Cazzo!" Ora, io posso capire che effettivamente dodici persone in atteggiamento da gita scolastica possano essere estremamente rumorose, ma avrei qualche obiezione: 1) se vuoi riposare vai sulle Alpi
svizzere, non nell'ostello più centrale e alternativo di Berlino; 2) secondo me sei invidiosa perché nessuno ti si fila; 3) alla reception ci sono inglesi, americani e tedeschi che stanno bevendo e schiamazzando da almeno due ore e a loro non dici nulla?

Forse ti sai esprimere così educatamente solo con i tuoi connazionali? 4) "Muli, GENTILMENTE, gavè finì de romper i cojoni!!!????" E poi scusate, "ma siete anche un popporno!!!!" XD

6 gennaio 2010, ore 8,00 - Qui in Germania, come indicato in precedenza, la Befana non arriva...In compenso fa talmente freddo che il carbone servirebbe davvero! La Sprea è ghiacciata per ampi tratti, così ne approfitto per scattare qualche foto, poiché è la prima volta che mi capita di vederla così.

Per contenere enormemente i costi di trasporto, viaggerò a bordo di ben quattro "Regio"! Il percorso è il seguente: Berlino - Magdeburgo, cambio, Magdeburgo - Sangerhausen, cambio, Sangerhausen - Kassel (Wilhelmshohe), cambio, Kassel (Wilhelmshohe) - Frankfurt am Main.

Ore 18,37 - Sono partito alle 10,10 e sono arrivato ora. Viaggio tranquillo, senza sussulti, nemmeno un personaggio degno di essere menzionato...tranne una barista a bordo del Magdeburgo - Sangerhausen che è identica a Benny Hill!! Ma è la sorella?? Stesso sorriso!!

Ore 18,50 - Non ho la minima intenzione di dannarmi per trovare un alloggio, voglio trovare una sistemazione economica nelle immediate vicinanze della stazione, per poter cenare con calma, visitare la città e riposare fino a domattina. Imbocco Kaiserstrasse, poi viro in una delle vie traverse e mi imbatto subito in una pensione a due stelle. Non faccio in tempo a "valutare" l'immobile (il quale già mi pare scadente) che il portiere esce e mi invita ad entrare. Ha un modo di fare cordiale ma viscido, mi propone una singola con colazione inclusa a 38 euro. Accetto, ormai siamo alla fine della vacanza, fa freddo, ho fame e sono abbastanza stanco.

Ore 19,00 - Nella mia vita ho visto molti alberghi, ostelli, pensioni ed alloggi di vario genere: ma onestamente questo albergo è scadente. Pulito (e questo lo ESIGO), ma la televisione si vede malissimo (il cavo dell'antenna forse non funziona), la luce è fioca, il bagno minuscolo e l'arredamento più che austero è misero. Ma il "fiore all'occhiello" è la posizione della stanza.

La finestra dà sul retro, così con fantozziana sorpresa scopro che la mia finestra si affaccia sopra agli scantinati: di fianco scorre l'aria calda imprigionata in un grosso tubo, mentre i muri scrostati adiacenti mi convincono che è meglio lasciare le tende chiuse (tendacce rosse che sembrano tagliate con le forbici da un ippopotamo con il Parkinson).

Ore 20,00 - Ottima cena in un'osteria del centro, non molto economica ma con personale educato e pietanze gustose. A seguire un giro panoramico, immerso nel gelo di Francoforte per scattare foto e fare un primo bilancio di questa vacanza. Lungo il fiume, simpatici e "guasconi" atleti, corrono facendo footing, chi da solo, chi in compagnia. Vorrei correre anche io, ma con chiodo e anfibi non mi sembra proprio il caso. Alle nove e mezza circa ritorno nella mia "umile dimora", ho solo bisogno di dormire.

 

Uno dei quartieri storici completamente ricostruiti dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale

 

Ore 21,30 - Un ronzio fastidioso fa vibrare la camera. Non riesco a capire da dove provenga...mi sembra di essere in un ufficio delle poste! Per fortuna dopo una decina di minuti il rumore scompare e con esso le mie ultime energie. Buonanotte!

7 gennaio 2010, ore 9,00 - Colazione...a giudicare dall'albergo mi sarei aspettato un servizio pessimo, invece, risulta dignitoso. Non lontano da me siede un'anziana che canta una nenia suscitando sguardi sorpresi fra i pochi presenti (compresa la cameriera).

Tra le tattiche di sopravvivenza contro gli scocciatori annovero una delle mie qualità più spiccate: la capacità di far credere che per me ogni cosa sia totalmente normale. Così per me una "babuska" (che in lingua slava potrebbe indicare sia un'anziana che una strega, in ogni caso un'anziana signora svitata e trasandata) che canta con un filo di voce (catarrale) non è un'attrattiva.

A differenza di una coppia di toscani che siedono dalla parte opposta della sala. Sala, peraltro, molto curiosa, poiché è arredata come quella di un ristorante cinese, o meglio...è un ristorante cinese! Per raggiungerlo occorre uscire dalla reception e percorrere un breve tratto lungo il cortile. Così, alla coppia di toscani, se ne aggiunge un'altra, sempre di toscani, ma stavolta sono poco propenso alle pubbliche relazioni. Anzi, preferisco finire la colazione e godermi le ultime due ore a spasso per Francoforte.

Ore 11,00 - Ormai ho recuperato anche il pranzo, uno dei miei amati panini tedeschi ripieni di "tritolo". Sono pronto per tornare in Italia, fra tre quarti d'ora partirò in direzione di Zurigo, poi l'ultimo cambio per Milano.

Epilogo - Ormai da anni, amo dedicare i miei viaggi a qualcuno, anche se spesso la dedica è di carattere generale, per ovvie ragioni di spazio e praticità. Ma in tale circostanza credo sia giusto attribuire una menzione speciale a mia zia Lidia, scomparsa pochi giorni dopo il mio ritorno, più precisamente il 14 gennaio 2010.

La considero come una "medaglia al valore" nei confronti di una persona discreta e signorile, che ha sempre assecondato con stima ed entusiasmo le mie aspirazioni e i miei sogni, senza mai illudermi, o farmi credere, che la vita fosse facile (o difficile) come l'apparenza ci fa talvolta ritenere.

La nostra intesa è sempre stata basata su un irripetibile gioco di sguardi, un incrocio tra i miei occhi spesso pieni di entusiasmo e passione giovanile e i suoi occhi vispi, dal taglio così "etruscamente" orientale che, fino al nostro ultimo incontro, non hanno smesso di trasmettere simpatia ed amore per la vita. In molte altre occasioni ho dichiarato di portare con me molte persone in capo al mondo, racchiudendole nel cuore, dove lo spazio non mancherà mai: ora c'è un posto d'onore anche per te, zia...Non ti dimenticherò mai!

Fabio

 

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