Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name:
Location:

INVIA UNA MAIL

Invia una mail a IDV di Taranto
link ad AMBIENTOPOLIS

Ultimi Commenti

RICERCA

Orologio

Calendario

Conta visite

A CHI SERVE L'OSPEDALOCENTRISMO?

postato da Dr. Patrizio Mazza, Consigliere Regionale della Puglia per l'Italia dei Valori [08/02/2011 14:42]

Il bisogno di salute, o meglio di assistenza sanitaria, della gente dovrebbe essere quantizzato nelle effettive necessità di atti diagnostici e terapeutici necessari al ripristino o al tentativo di recupero delle condizione di salute. La modernità colloca fra i bisogni sanitari non solo la cura, ma anche ciò che ruota attorno alla prevenzione di alcune malattie, ad esempio: alcuni tumori o infezioni. Tutto ciò, stabilito in protocolli abbastanza standardizzati rappresenta una necessità per una data popolazione; che varia, seppur di poco, a seconda dell'area geografica presa in considerazione.
L'esigenza sanitaria del Sud Italia, della Puglia in particolare, potrebbe essere un po' diversa rispetto al Nord sulla scorta della valutazione di alcuni elementi, es: abitudini di vita diverse potrebbero comportare una maggiore incidenza di alcune malattie, come l'obesità, oppure la maggior presenza di Talassemia che nel territorio comporta certamente maggiori spese per terapia e prevenzione. Nei maggiori costi sanitari potrebbero incidere i fattori ambientali che provocano più malattie; tuttavia, diciamo che i costi del bisogno di assistenza vengono più o meno standardizzati e su questi si basa ciò che lo stato eroga in base al numero di cittadini insistenti in una data regione. Ma allora che succede se vengono ridotti gli ospedali?

Quando riferisco che bisogna dare un corretto significato al " bisogno di assistenza sanitaria" reputo che spesso ciò che sembra una esigenza sanitaria corretta non lo è, potendo costituire nella realtà dei fatti uno spreco sanitario e nella peggiore delle ipotesi persino un danno; ad esempio: una radiografia, o un intervento terapeutico non necessario potrebbero essere spreco e danno al tempo stesso. Una prestazione sanitaria erogabile in regime ambulatoriale ed invece erogata in regime di ricovero comporta esagerazione dei costi. Di tutto ciò se ne annovera tanto in giro per le Puglie! Lo spreco e i maggiori costi che ne derivano comportano quello che io definisco "un danno per il bisogno reale di assistenza", specie in un momento come questo in cui l'economia sanitaria richiede restrizioni e vengono imposti piani di rientro, che non significano altro che riduzione dei costi della sanità.
I cittadini, come il sottoscritto, da almeno 30 anni vengono a conoscere di impegni presunti o veri, da parte alcuni politici, riguardo gli ospedali; assistendo alla nascita e in alcuni casi anche all'ammodernamento di questi ultimi. Sempre i politici hanno favorito l'inserimento di macchine più moderne all'interno degli ospedali, sbandierando l'istituzione della TAC o RNM, fino alla recente PET. Poi è arrivata la volta della istituzione di reparti nuovi e di alto profilo come cardiochirurgia o neurochirurgia; anche questi sponsorizzati dalla politica. In pratica in tutto il bailamme politico-sanitario nessuno ha mai raccontato che si voleva creare una cultura "ospedalocentrica" dell'assistenza, che, nonostante gli indiscutibili benefici per l'utenza, ha fatto molto più comodo alla politica generando quella forma di spreco, nonché danno sanitario di cui alla mia introduzione.
La centralità dell'ospedale come erogatore dell'assistenza ha fatto si che attorno ad esso crescessero interessi economici di non piccolo conto, ovviamente dipendenti dalle dimensioni dell'ospedale, riguardanti: gli appalti sui materiali di consumo, sui farmaci, riguardo le gare delle ditte che provvedono all'alimentazione per i pazienti, sulle protesi e strumentazioni varie, sulla manutenzione delle macchine e non da ultimo, appalti per i servizi. Tutto ciò a chi è servito se non alla gestione con forte condizionamento della politica e con i benefici per essa, in termine di voto quando andava bene, o in termini di soldi quando si inseriva l'interesse personale? Del resto non solo io ma le cronache lo dicono. La politica, insediata negli ospedali ha creato una regia occulta che ha determinato l'assunzione di un infermiere, oggi più difficile, ha influenzato chi gerente dei servizi poteva accendere assunzioni con relative raccomandazioni.
Una cosa altrettanto risaputa è che la politica ha fatto si che nascessero reparti con forte orientamento sul primario e tutto lo staff dirigenziale. Per carità, non si parla di illeciti, ma non mi si racconti ciò che si vuole invece inculcare nell'opinione pubblica: che il ruolo ospedalocentrico sia da considerare sempre a favore di un miglioramento dell'assistenza sanitaria!
E allora che cosa fare? Non posso pienamente accettare ciò che l'Assessore Fiore ha detto sulla economia ancorata alla sanità, per cui occorre in qualche modo salvaguardarla. Una economia va sempre ottimizzata per liberare risorse che servano a creare altra economia. Magari in settori diversi. Oggi da più parti si dice che va cambiato il modello assistenziale ed io ne sono fermamente convinto. Ribadisco che bisogna passare da una cultura dell'ospedale come erogatore di assistenza sanitaria a quella del territorio; con un piglio rivoluzionario ma dai benefici sicuri.
Nei tempi più rapidi possibili bisogna travasare le professionalità migliori dall'ospedale nel territorio, che tecnicamente ancora non è pronto. Nella fase di transizione bisogna dare un adeguato peso alla professione e a chi sa fare il mestiere, con ovvie incentivazioni. Il paziente deve ritrovare fiducia nei veri professionisti capaci della sanità. Non c'è dubbio che se esiste migrazione sanitaria da una certa zona per una data patologia significa che li non c'è chi esercita adeguatamente il mestiere.
Che cosa mi aspetto dalla politica in questa fase? Che faccia un passo indietro e lavori su principi sani, corretti e virtuosi, ragione per cui se il miglioramento avverrà allora potrà bearsi di aver realizzato la sua più elevata funzione . Posso immaginare che se la gente capirà quanto sia fondamentale la transizione e la delocalizzazione sanitaria sul territorio sarà propensa a scegliere la propria classe politica sulla base di ciò che fa e non sulla base di ciò che "serve alla politica medesima".
Dr. Patrizio Mazza
Consigliere Regionale della Puglia per l'Italia dei Valori