A chi giova produrre 240MW di energia?
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A chi giova produrre 240MW di energia? ..è la base di partenza per la chiusura di altri stabilimenti Eni con trasferimento a Taranto di quella mancata produzione e conseguente miglioramento ambientale di quei siti a danno del più generale impatto ambientale, non solo per Taranto ? " Una situazione paradossale" è quanto dichiarato dal Presidente Gianni Florido. Sull'aggettivo usato, in merito alla possibilità di ampliare la centrale Eni sita nella locale raffineria, anche noi dell'Italia dei Valori non abbiamo incertezze, ma sulla natura dei paradossi invece sì! Paradossale, oltreché controproducente, appare infatti la spaccatura creatasi tra la linea politica regionale sostenuta, in contrapposizione, non ideologica, a quella del ministro Prestigiacomo, dal Presidente della Regione Puglia e da alcuni suoi Assessori in linea con gli sforzi e i programmi internazionali sottoscritti dalle nazioni impegnate nella lotta all'effetto serra, e la posizione di "incredulità" del presidente della Provincia di Taranto. Appare sin troppo evidente che il Presidente Gianni Florido e lo stesso amministratore delegato di Enipower dr. Milani, abbiano focalizzato la propria valutazione di impatto ambientale limitatamente alla CO2 prodotta in eccesso sul territorio tarantino, trascurando in maniera un po' miope ed egoistica l'effetto additivo e cumulativo in termini di emissioni e cambiamenti climatici non solo locali. In proposito, equivoche e forzate ci sono sembrate le giustificazioni addotte sulla possibilità di operare una compensazione dei gas serra emessi dalla nuova centrale di Taranto, attraverso la contemporanea riduzione di quelli degli impianti di Brindisi, dal momento che proprio quell'artificioso meccanismo di quote e compensazioni cedibili a soggetti produttori terzi è comunemente ritenuto il nocciolo del pericolo di inefficacia e fallimento del piano generale di contenimento. Paradossale è in proposito dimenticare che la vera natura dell'azione di contenimento dei gas serra non è burocratica, bensì fisica, geografica ed ambientale e per questo la politica seria deve far bene la propria parte. Alla luce della ".....situazione paradossale ", noi dell'Italia dei Valori ci apprestiamo a formulare una completa interpellanza parlamentare per chiarire ogni dubbio. Riteniamo fondata e legittima ogni forma di resistenza e di dubbio, proveniente dalla popolazione e dalle associazioni ambientaliste. La politica non può ignorare se non in violazione della convenzione di Aarhus. |
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