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Noi dell'Italia dei Valori crediamo che l'apporto alla sanità tarantina, come quella della Fondazione S. Raffaele, può essere condivisibile, vuoi perché è necessario fare qualcosa in tal senso, vuoi perché nell'immaginario dei cittadini il San Raffaele, ma potrebbe trattarsi anche di un altro Santo, apre le porte alla speranza per una sanità ionica sana ed efficiente. Il Problema non è sì o no, senza cognizione di causa, al San Raffaele ma le mancate risposte a domande che traguardano il profilo democratico, il profilo giuridico ed il profilo della trasparenza della pubblica amministrazione, alle quali la nostra stessa amministrazione comunale dovrebbe chiedere risposta e, per sua parte, dare convincenti e documentate rassicurazioni circa il percorso effettuato. Premesso che chi ha governato la sanità a Taranto è il prodotto di scelte politiche fatte a "Bari" e consolidate a Taranto ora, per essere concreti, noi dell'Italia dei Valori, le domande le riformuliamo in questa sede: 1) Perché, piuttosto che potenziare le strutture sanitarie esistenti nella provincia di Taranto, la regione ha dirottato i finanziamenti pubblici verso una nuova struttura pubblica - privata ? 2) Perché la regione ha accolto la proposta della Fondazione S. Raffaele di costruire un nuovo Ospedale senza aver accertato preventivamente quale era la scelta più conveniente per la popolazione di Taranto e Provincia tra l'ipotesi di migliorare la funzionalità delle strutture pubbliche esistenti con il potenziamento della sanità territoriale, magari cambiando radicalmente il management, com'è nel PIANO SANITARIO NAZIONALE E REGIONALE, e l'ipotesi della costruzione di un nuovo ospedale come voluto da Don Verzè che prescinde da ogni collegamento con la sanità territoriale ? 3) Come concilia la regione, alias il presidente, le promesse di migliorare la gestione della sanità pubblica a Taranto con la scelta di affidarla ai privati ? 4) Perché la regione non ha dichiarato apertamente e onestamente di essere stata incapace a Taranto di gestire la sanità pubblica come aveva a suo tempo dichiarato? 5) Perché non ha disciplinato con chiarezza i rapporti tra il Direttore Generale del nuovo Ospedale S. Raffaele ed il Direttore Generale della ASL onde evitare incertezze e conflitti ? 6) In base a quali criteri e con quali calcoli ha valutato che l'esperienza della Fondazione S. Raffaele fosse pari al 49% del patrimonio? 7) Ha chiesto il parere alla Corte dei Conti prima di concludere un'intesa nella quale la parte pubblica sostiene gli oneri e la parte privata non versa alcuna somma ? 8) Perché non è intervenuta per risolvere le criticità quotidiane della funzione sanitaria a Taranto e Provincia piuttosto che gettare fumo negli occhi con la costruzione di un nuovo Ospedale di eccellenza ? Perché non ha soddisfatto compiutamente le esigenze di terapia oncologica a Taranto, com'è previsto per Bari e Brindisi ? 9) Quale sarà la composizione strutturale della nuova ASL di Taranto con la presenza del S. Raffaele? Quali saranno i benefici per le esigenze sanitarie ordinarie della popolazione ? 10) Perché è stata individuata la costruzione del nuovo ospedale al quartiere Paolo VI accanto all'altra struttura del S. Raffaele, cioè accanto alla "Cittadella della Carità" senza tener conto delle difficoltà per la popolazione di raggiungerlo agevolmente ed in breve tempo ? Ci sarebbero molte altre domande che il sottomesso popolo tarantino potrebbe formulare, ma chi dà le risposte? Il Sindaco, dotto in "sanità", dovrebbe avere la forza e il coraggio di chiedere ed ottenere le risposte a queste domande, piuttosto che nascondersi dietro la non competenza politico/amministrativa circa la sanità . Invece, si affretta a far approvare una variante urbanistica, a cui seguiranno conseguenze di grande portata, quale in primis la creazione di una nuova ulteriore periferia abbandonata! Il Signor Sindaco ci dia quelle risposte che fanno la differenza tra un Sindaco "dotto" e un Sindaco politico. Peccato che non sediamo ancora in Consiglio Comunale.........
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