Aree demaniali a Taranto
postato da Franco LAMANCUSA (Membro del Coordinamento cittadino I.d.V.) [08/05/2009 10:00]
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Tra i tanti problemi, che attanagliano la comunità spicca quello dell'atavico ingabbiamento cui è sottoposta la città in nome di un oramai svigorito legame storico con la Marina Militare durato circa 125 anni. E' oggi più che mai imperativo riappropriarsi della aree demaniali militari per valorizzarle ai fini comunali, è più che mai indispensabile che la città non venga spogliata di ciò che le appartiene, a distanza di molti anni non v'è più ragione. Molte sono le strutture della Difesa (l'Arsenale, la Stazione Torpediniere, l'ex idroscalo Bologna dell'Aeronautica Militare, Cimino, ecc.) racchiuse nei due muraglioni militari, dislocati per chilometri lungo le coste del Mar Piccolo e del Mar Grande che rendono inaccessibile ai tarantini la discesa al mare specialmente nel 1° e 2° Seno del Mar Piccolo. Vi sono inoltre aree in pieno Centro cittadino ormai fatiscenti o decrepite come i baraccamenti Cattolica o ex Cral Arsenale, aree operative sul Mar Grande e a San Vito, La Città quindi è davvero imprigionata nel suo sviluppo urbano. Molte delle infrastrutture logistiche ed operative, di pertinenza del demanio militare marittimo, seppur sorte per indubitabili finalità di carattere operativo, hanno ormai perduto gran parte della loro importanza strategica a causa della realizzazione della nuova Stazione navale in Mar Grande. La Nuova Stazione Navale, potrebbe da subito consentire la dismissione di molti degli edifici e delle aree oggi occupate da numerose istallazioni militari, attraverso la loro sdemanializzazione e la cessione in uso al Comune di Taranto si favorirebbe la realizzazione di un riassetto funzionale dell'intera area urbana, con considerevoli effetti positivi sulla ottimizzazione del sistema viario dell'intero centro urbano, sulla possibilità di investimenti produttivi di carattere turistico sul Mar Piccolo, sulla stessa riutilizzazione del notevole patrimonio immobiliare del demanio militare lasciato in uso alla collettività. Taranto è la capitale italiana della Marina Militare, quest'ultima ha tutto l'interesse, unitamente alla città, a promuovere sé stessa e la sua memoria storica, tramite i siti che ha saputo comunque preservare nel territorio cittadino. Ma quali sono i reali bisogni della Marina per conservare ancor oggi l'uso in blocco delle decine di ettari di territorio e Km. di costa? Senza voler entrare in discorsi strategici di competenza della Forza Armata, è bene evidenziare come l'attuale congiuntura abbia toccato tutti, è notorio che molte installazioni militari sono da tempo lasciate inutilizzate e che a causa dei continui tagli apportati alla Difesa, gli Enti Militari sono in difficoltà ad eseguire addirittura il minuto mantenimento delle installazioni in uso, figurarsi quelle inutilizzate. Evidenzio, in nome del legame della Marina con la città di Taranto, come l'atteggiamento della Difesa appare poco coerente giacché è restia a cedere gradualmente in uso al Comune le aree arsenalizie (banchina Torpediniera) che a suo dire sono ancora d'utilità operativa, di contro di Arsenali Militari Marittimi attualmente in attività ce ne sono tre: La Spezia, Taranto e Augusta, ne basterebbe uno, logica conseguenza è che la città oltre ad essere privata delle aree occupate anche dall'Arsenale, è costretta a sostenere una guerra fra poveri con La Spezia ed Augusta poiché tutti vogliono per sé il lavoro che è rimasto, ma Taranto è o non è la capitale della Marina Militare? Si guardi per esempio alla valida azione politica della classe dirigente di Venezia, dove alcune aree militari sono andate in disuso fino a quando gli amministratori di Venezia ottenendo il possesso, le hanno date in uso a una società. Dopo aver ottenuto alcuni finanziamenti dalla Comunità Europea dalla Regione Veneto e dal Comune di Venezia, si è curato il recupero funzionale delle aree stesse e la riconversione industriale degli impianti a terra. Queste aree demaniali tra cui L'ex Arsenale Militare da area morta diventerà un punto di riferimento mondiale dell'ingegneria idraulica ed un concentrato di tecnologia. |
commenti : (3)
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trovo che non sia corretto discriminare una categoria, in questo caso "le veline",è un lavoro come qualsiasi altro e non è dimostrato che sia svolto da stupide, magari sono donne, ragazze molto intelligenti e colte e magari laureate. Forse hanno un sogno da realizzare! Forse se entrano in politica hanno un ideale!
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| postato da enza.lezzi il 02/08/2009 12:40 | |
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Gli errori di ortografia del commento e quanche parola tronca da definire sono dovuti alla velocità di scrittura e alla mancanza di controllo finale.
G.P. |
| postato da Giovanni Palumbo il 13/05/2009 15:46 | |
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Taranto è la città tra i due mari è gemellata con Brest ma a cusa del contesto sociale, economico-produttivo e militare in cui si snoda non ha nulla da condividere con la gemmelata.
Il recito militare che ostacola qualsiasi tipo di iniziativa volta a rimodellare la città può essere smantellato solo e soltanto se i cittadini avranno l'intelligenza di modificare definitivamente l'assetto politico locale. Taranto ha bisogno di uomini non sottomessi al sistema politico/industriale che da decenni dominia, a mo di ragnatela, su questa città. L'Italia dei valori può esprimere la necessaria nuova classe politica e dirigenziale!!! Coinvolgiamo i cittadini dell'intera provincia a mobilitarsi e a credere che è possibile cambiare!!! Giovanni Palumbo |
| postato da Giovanni Palumbo il 13/05/2009 12:30 | |
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