Caro Nichi ti scrivo...
postato da Dr. Patrizio Mazza, Consigliere regionale di IdV [20/10/2010 13:41]
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C'è un'assenza che tutti avvertiamo: quella del nostro Presidente Nichi, che dopo l'affettività suscitata un po' in tutti coloro che lo hanno appoggiato, mostra ora tutto lo stacco essendo per lo più affaccendato con la sua campagna politica nazionale, e così corriamo il rischio di disaffezionarci restando orfani del nostro Presidente. Proprio a questo punto, siccome gli vogliamo bene, auspichiamo per lui un grande successo con la conquista del consenso degli italiani da Sud a Nord ; è il caso di dirlo! Ma al tempo stesso ci sorgono pensieri e preoccupazioni; i pensieri sono relativi al nostro esser orfani e alle conseguenze che ciò comporta: perdita di forza locale, perdita di carisma, perdita di consenso; le preoccupazioni sono relative al possibile risultato non consono alle aspettative che egli nutre a livello nazionale. Se di fatto le "fabbriche di Nichi" e "Bollenti Spiriti" hanno dato un impulso propositivo ai giovani pugliesi, non sappiamo quanto ciò avvenga analogamente al Nord della nazione, che interessi ulteriori si manifestano considerato che al Nord non si accontentano di tutto ciò che può dare un anelito di speranza al Sud . A Milano, Torino, Genova, Bologna non interessa più di tanto il futuribile, vogliono fatti concreti nel presente, garanzie di proiettarsi economicamente in una nuova fase di sviluppo. La preoccupazione nasce dal fatto che non vi sono economie che Nichi può proporre a quelli del nord e il messaggio non può nemmeno essere quello del precariato stabilizzato. La ferma convinzione che il Presidente ha sulle modalità di far politica, che si avvicini alla gente e che stia con la gente, perde di valore nel momento in cui alla popolazione non arriva il progetto concreto di vita che preveda come migliorarne la qualità. Occorre, affinchè tutti noi possiamo gioire della sua ascesa nazionale, un messaggio forte alla nazione e questo non può essere quello di proporre le fabbriche di Nichi, che in definitiva sono solo fabbriche di speranza. Occorre un progetto forte che unisca e non divida, mentre il divario fra Nord e sud è sempre più evidente. Occorre un progetto che serva ad entrambi. E per elaborarlo occorrono alcune premesse essenziali; il Sud deve ammettere che la produttività vera, quella che si estrinseca nelle fabbriche, o quella che avviene anche come ricerca del nuovo, è una prevalente prerogativa del Nord. Il Nord deve ammettere che la maggior parte dei prodotti agricoli di qualità arrivano da Sud e che la maggior parte dei posti che meritano di essere visitati o vissuti anche fosse per un periodo di vacanza sono al Sud e ancora che la generosità e l'ospitalità sono una prerogativa della cultura meridionale. E' proprio in queste differenze fra nord e sud, complementari tra loro, che si deve plasmare il progetto "dell'alternativa alla grande industria inquinante" e dargli forza; occorre che il Presidente Nichi valorizzi l'uomo del Sud, lo sponsorizzi adeguatamente e gli dia quella forza che deriva dalla garanzia di realizzazione, di completo impegno. In tale dualismo ci sta un messaggio; ognuno deve fare nella vita ciò per cui è portato. Se noi immaginassimo un grande Sud capace di elaborare il maggior progetto agroalimentare e di benessere che sia mai stato effettuato; comprendente lo studio delle tipologie di prodotto consono alle esigenze di chi lo consuma, promozione della filiera corta con prezzi adatti ai lavoratori del nord, trasformazione di alimenti in preconfezioni da fast-food ma in maniera da uscire dalla cultura di Mac-Donald, elaborazione di piani di sviluppo turistico che diano sfogo alle aspettative di ogni tipologia di turista (giovane o anziano) con l'adozione di prezzi abbordabili per le tasche di chicchessia; tutto con garanzia di Nichi. Un megapiano di spostamenti agevolati sud-nord e vice-versa in maniera che la gente possa spostarsi anche con la sola formula week-end. Una grande valorizzazione di arte e cultura del Sud a servizio del Nord. Un modello di "regione come centro benessere" . Bisogna costantemente comunicare a coloro che vivono al nord che anche l'alimentazione fa parte del benessere e della salute e il Presidente deve dare la garanzia che da questo punto di vista non scada il livello qualitativo dei prodotti del Sud già oltremodo minati dalla globalizzazione e contraffazione alimentare . Vorremmo che il Presidente chiaramente dicesse basta ai veleni che inquinano da nord a sud e che si esca da una economia imperniata sulle: discariche, petrolchimico, acciaieria pesante che influisce negativamente sull'indotto manifatturiero. Vorremmo che si iniziasse veramente una fase nuova in cui i giovani si possano ritrovare idealmente e fattivamente, sul piano delle loro prospettive di vita. Mettere in campo un progetto del genere per il Sud darebbe impulso ad un nuovo entusiasmo voglia di essere costruttivi che proprio i giovani non ravvisano più nel loro futuro e che ci chiedono a gran voce. Questo è il messaggio che Nichi dovrebbe portare: un impegno a realizzare il miglior progetto di benessere per chi scommette ancora su questo nostro mezzogiorno e che lavora al Nord grazie al preponderante apporto del Sud. |
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Ho letto quello che definisco un Tuo appello,("Caro Niki ti scrivo..."), consigliere dott. Mazza. In esso è evidente il tuo rammarico per l'assenza di un legame tra la speranza infusa e la realtà vissuta.
Spero che le nostre "prediche", non poesie, siano di stimolo, non solo al nostro presidente NIKI, ma anche s tutti coloro che gli gravitano attorno e che possono realmete dimostrare qual'è la differenza tra essere governati dalla sinistro o governati da altri....Gianni Palumbo |
| postato da palumbo.g@libero.it il 20/10/2010 16:33 | |
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