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Dibattito sul nuovo ospedale S. Raffaele.

postato da Il commissario IDV città di Taranto [27/10/2009 12:41]

DIBATTITO SUL NUOVO OSPEDALE "S. Raffaele"

Il dibattito odierno è certamente valido, perché espressione di una cittadinanza non più disposta a delegare in toto, ma rischia di scivolare nella polemica ovvero in contrasti istituzionali che non arricchiscono la crescita di una popolazione.
La vicenda, invero, è ricca di carenze sia in ordine all'opportunità della scelta, non derivante da valutazioni economiche preventive di costi-benefici, che in ordine alle necessarie analisi epidemiologiche e funzionali (e non numeriche) della domanda sanitaria attualmente insoddisfatta.
Appurato che la decisione risulta "ormai adottata", noi dell'IDV a Taranto riteniamo opportuno compiere ogni sforzo per stigmatizzare al meglio la novità, indubbiamente importante, di una sinergia pubblico privato di questa portata.
Sosteniamo fermamente coloro che richiedono spiegazioni per l'attuale scelta invece del potenziamento delle strutture e della qualità dell'assistenza pubbliche, come Obama propone in America.
Sosteniamo fermamente coloro che giudicano il percorso osservato dalla Regione viziato da scarsa trasparenza anche in assenza del preventivo e necessario coinvolgimento degli operatori (i medici in primis, come rivendicato anche dall'Ordine dei medici) e delle istituzioni ( i Comuni, la Provincia e la ASL non possono essere relegati a semplici esecutori di decisioni assunte ex imperio dalla Regione ).
E' pur vero comunque che il problema della funzionalità delle strutture sanitarie in Taranto e Provincia esiste da anni e non ha trovato mai soluzione.
I ritardi inevitabilmente si pagano!
E' vero che un Ospedale come il "SS. Annunziata", al centro della città avvinghiata dal traffico caotico, per i suoi annosi ed irrisolti problemi merita una soluzione radicale, (e questa è tale) ma è altrettanto vero che l'allocazione periferica del nuovo Ospedale in Paolo VI, e la chiusura del "SS. Annunziata", dovrebbe essere preceduta da opere necessarie per assicurare una maggiore facilità di accesso sopratutto per i cittadini lontani da Paolo VI, e sono i più.
Tutto ciò però non è compito della Fondazione "S. Raffaele" ma del Comune, il quale in questa materia non è stato coinvolto pur avendone titolo a norma dell'art.3, comma 14 del D.Lgs. 229/99.
Sosteniamo fermamente chi richiede al Comune e alla ASL di definire preventivamente ed in armonia con gli enti preposti, una più utile destinazione dei complessi edilizi dimessi.
Sosteniamo fermamente chi richiede di assicurare che la presenza del privato, con ovvie finalità di profitto o di pareggio dei costi, essendo il S. Raffaele ente non profit, non si traduca in svantaggio economico per le fasce deboli, appurato che circa il 4% delle famiglie non è in grado di sostenere la maggiore spesa.
Così come occorre preliminarmente definire il futuro occupazionale delle professionalità già operanti nella sanità pubblica, che rischia una seria contrazione.
Per contribuire a portare Taranto nella sfera delle comunità virtuose, noi di IDV osserviamo che non risulta ad oggi l'elaborazione da parte della ASL di un piano di riorganizzazione strutturale dell'offerta sanitaria in vista del probabile insediamento del "S.Raffaele".
E indispensabile evitare l'errore compiuto prima dell'insediamento del'ITALSIDER che prima fu costruita e poi ne furono affrontate le conseguenze.
A Taranto ci aspettiamo che, a questo punto, si apra un altro fronte di modernità inerente la ricerca, in quanto l'assistenza sanitaria può migliorare solo se si fa ricerca e per il sud sarebbe una formidabile occasione di riscatto a condizione di esserne coinvolti. Ma alla luce di quanto è noto per Taranto ci pare prevalga, sull'eccellenza riconosciuta al "S. Raffaele" di Milano (Immunologia e Genetica), che costituisce la prevenzione secondaria, l'attività prettamente chirurgica e quindi orientata agli interventi di terzo livello, una sorta di isolato "opificio".
Fare ricerca è per Taranto e per il sud in generale una formidabile occasione di riscatto a condizione di esserne coinvolti.
Solo per citare un esempio: a pochi passi da Taranto, a Mesagne , opera l'ISBEM (Istituto Biomedico Mediterraneo), considerato Centro di Eccellenza dallo studio del Corriere della Sera, pubblicato il 03.09.09.
Questo ente ci risulta presente nella delibera regionale che ha approvato la proposta "S.Raffaele", realtà a cui guardare e seguire con molta attenzione.
Consideriamo in fine che il possibile derivante argine alla riduzione delle migrazioni passive ed il conseguente minor onere per la Regione Puglia non costituiscono condizione sufficiente per accettare tale pianificazione in quanto questa soddisfa solo una necessità economica-finanziaria (profitto/pareggio per il privato - risparmio per il pubblico) e non la primaria, quella del bisogno reale di ricerca ed innovazione che, alla luce di quanto noto, rimane nebulosa.
Questo nostro intervento sfiora superficialmente solo alcuni aspetti scientifico/ pratici di cui tener conto prima dell'avvio della auspicata soluzione dei problemi dalla sanità a Taranto, ma prima ancora occorrerà verificare la "bontà" amministrativa e giuridica degli atti pre-delibera regionale e l'effettiva futura disponibilità dei reclamizzati 70 milioni di euro del Programma Attuativo Regionale "FAS" 2007-2013 di cui alla D:G.R n. 423/2009.
Concludiamo queste nostre note sottolineando che il buon ospedale rende anche il medico più capace ed il buon ospedale potrebbe nascere proprio se tutti gli attori, pubblici e privati (stakeholders in termini internazionali) si impegnano a raggiungere qualità nel pianeta salute, lasciando fuori la "politica malata di protagonismo" e ponendo l'uomo al centro del sistema.