Fronte unito dell'IDV in tema di ambiente
postato da Dr. Patrizio Mazza, Consigliere Regionale dell'Italia dei Valori [29/09/2010 15:17]
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Il partito IDV compatto esprime il proprio no all'industria inquinante, si al referendum per la chiusura, e soprattutto si alla creazione di un'alternativa economica per chi lavora nel contesto ambientale del polo siderurgico tarantino. Ciò è stato sancito e suggellato in un patto unitario tra il sottoscritto e tutte le componenti politiche e dirigenziali del partito, nell'occasione della "Prima manifestazione IDV della città di Grottaglie", lo scorso 25 settembre. Nicastro, Assessore IDV all'Ambiente per la Regione Puglia, ha illustrato l'iter in atto per il monitoraggio diagnostico di benzo-a-pirene e quant'altro. L'On. Zazzera, parlamentare e coordinatore regionale IDV, si è espresso sulla necessità del partito di far quadrato attorno alla proposta di alternativa di sviluppo che non preveda il mantenimento dell'attuale situazione industriale. Il vicepresidente della provincia Fisicaro si è autocandidato a coinvolgere la Provincia di Taranto, con l'appoggio del partito in toto, per promuovere un'azione di giunta che esprima chiaramente la contrarietà all'attuale modello economico. Per farla breve "tutto il gruppo politico e dirigenziale": dal segretario Provinciale al Coordinatore cittadino, dal consigliere Provinciale dell'IDV al Circolo Grottagliese dell'IDV, che ha promosso l'incontro delle componenti del partito durante la manifestazione, nell'insieme ha espresso l'assoluta condivisione della proposta di alternativa economica alla grande industria formulata come soluzione, già da tempo, proprio dal sottoscritto consigliere regionale. Il partito si è dimostrato unitario e concorde, schietto e deciso, in palese antitesi a quanto espresso dagli altri partiti, nella idea che è ora di pensare ad altre soluzioni economiche ecocompatibili piuttosto che all'economia basata sul petrolio e sulla siderurgia. Una vera e presa d'atto che sostiene che nella situazione attuale nel territorio tarantino e della provincia non c'è sviluppo ma semmai assistiamo ad un progressivo declino economico. Io, infatti, continuo a sostenere che in questa parte delle Puglia si è stretto un accordo scellerato di alto livello secondo il quale la provincia jonica deve essere considerata come una pattumiera, come un luogo dove è possibile inquinare in modo indiscriminato ed indisturbato. L'ultimo atto di questo disegno è quello del decreto legislativo n. 155 del 13 Agosto scorso che eleva i livelli di benzo-a-pirene accettabili al di sopra di 1ng/mc, il che significa liberalizzazione dell'inquinamento. Proprio il benzo(a)pirene, riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come il più potente cancerogeno per l'uomo, viene, nell'arco di un week-end di ferragosto, di colpo liberalizzato; con tutte le conseguenze immaginabili in una realtà già difficile dal punto di vista ambientale come quella di Taranto. Quando parlo di alternativa economica, io e il partito, pensiamo ad un grande progetto che coinvolga le componenti ideative politiche di tutti gli altri partiti; penso alla creazione di un tavolo politico, istituzionale che discuta in merito alle proposte possibili e crei insieme il percorso di sviluppo e riscatto sanitario, economico, sociale. Attualmente constato che c'è un inspiegabile e miope rifiuto, anche solo a parlarne, dell'alternativa, espresso in conferenze stampa, media o giornali addirittura mediante l'ausilio di vari professori universitari secondo i quali alle condizioni attuali ci si deve rassegnare perché sono immodificabili, addirittura c'è chi ha asserito che Taranto ha la vocazione industriale, e quindi che Taranto è ormai destinata all'inquinamento eterno con tutto quello che ne deriva sul piano sanitario ed economico?? Mi chiedo. Nessuno ad oggi ha ragionato insieme al sottoscritto in merito alle possibili alternative, convenendo che si può creare una maggiore economia con una ottimizzazione di quelli che sono i prodotti naturali di questa terra. E sarò noioso ma più mi addentro nella materia e sempre più sono persuaso dal fatto che le Puglie sono state bistrattate per decenni per ciò che attiene alla propria ricchezza naturale, rappresentata da agricoltura, zootecnia, settore caseario, maricoltura, portualità, turismo. Proprio in questi giorni ne ho appresa una che mi ha fatto riflettere: la Puglia non può esportare in Giappone mozzarelle mentre le regioni del Nord si e ciò sembra in virtù di una norma di rischio infettivo attribuito alla mozzarella pugliese e non a quella lombarda. Avviene allora che le mozzarelle pugliesi vanno in Lombardia e da li possono andare in Giappone in virtù di certificazioni che vengono emesse. Noi non possiamo curare meglio i nostri interessi della Regione con tutela dei nostri produttori? Non possiamo creare le conoscenze e tutto ciò che compete per una commercializzazione dei nostri prodotti? Non possiamo creare cooperazioni internazionali che ruotino fra i paesi del Mediterraneo per la tutela dei prodotti, per la creazione di un marketing adeguato, per far si che cresca la cultura su tutto ciò e affinchè l'industria, quella basata su tali prodotti e la loro trasformazione, sia interessata a lavorare in loco e non altrove? In definitiva è possibile che 10 politici regionali non trovino la possibilità di creare un progetto comune per Taranto e portarlo avanti a spada tratta? Se ciò non è possibile, lo dico come Consigliere Regionale fortemente coinvolto in questa idea, è perché non si vuole farlo e le motivazioni possono essere le più varie, ideologicamente parlando, ma per alcuni sicuramente c'è interesse a mantenere le cose così come stanno e che Taranto sia la pattumiera d'Italia. |
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