IL BISOGNO DI ASSISTENZA
postato da Dr. Patrizio Mazza, Consigliere Regionale della Puglia per l?Italia dei valori [10/08/2011 23:52]
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In merito a quanto emerso dalla seduta della III commissione sanità, tenutasi in regione nei giorni scorsi, durante la quale si è tenuta l' audizione dei nuovi direttori sanitari generali nominati dalla giunta regionale, il sottoscritto riferisce che costoro nel loro complesso hanno sollevato le problematiche riscontrate nelle rispettive sedi di designazione. C'è stato chi ha addotto che c'è uno scollamento fra ospedale e territorio, chi ha riferito che c'è necessità di riqualificazione degli ospedali in termini sia di mezzi, sia di strumenti per la diagnostica, sia di personale dirigenziale, in quanto secondo qualcuno c'è il problema della mancanza di dirigenti perchè da troppo tempo non sono nominati e non soggetti a concorso, c'è stato chi ha sollevato il problema della cattiva utilizzazione delle risorse esistenti e quindi degli ospedali medesimi, adducendo che in certi punti o posti gli ospedali incidenti nel territorio assolvono a circa il 30 % della utenza e qualcun altro ha sollevato il problema che esiste una discrepanza fra richiesta sanitaria e offerta di servizio. Il sottoscritto in sede di commissione ha riferito che la quantità necessaria di servizi sanitari è un'esigenza dettata dalla popolazione, dalle patologie che incidono in una determinata popolazione, dalle modernità che si devono applicare a ciascuna patologia, in poche parole è qualcosa che può essere diversificata nella maniera in cui viene erogata e pertanto non va confusa con la richiesta di assistenza sanitaria perché la richiesta qualche volta risulta gonfiata da bisogni che non esistono, ragione per cui i nuovi direttori generali devono - a mio parere - fare una ricognizione riguardo quella che è l'effettiva necessità di assistenza. I nuovi direttori generali devono fare una verifica riguardo l'effettiva necessità o potenzialità di assistenza di una struttura, o anche più strutture, con la consapevolezza che la differenza la fa: non la richiesta e l'offerta ma la necessità e l'offerta. Personalmente ritengo che si debba lavorare molto sulla questione di chi siano i professionisti ed i dirigenti idonei ad erogare assistenza, per quanto sia un passaggio difficile e non riscontrabile in breve tempo, ma a cui bisogna arrivarci! I dirigenti, che siano primari o dirigenti di secondo livello, devono essere loro medesimi riqualificati sulle moderne necessità di assistenza, senza che ci si lasci prendere dai bisogni inesistenti di assistenza, perché ritengo che in certi settori della medicina come: l'ostetricia, la ginecologia, l'ortopedia, a volte la dermatologia, forse si può ipotizzare per diverse branche, si cerca di dare soddisfazione a bisogni che non ci sono, così dicasi nella parte diagnostica ed anche delle indagini ad esempio, qui riscontro bisogni che non ci sono o che sono gonfiati ad arte per favorire che ci siano liste di attesa, o che ci sia un maggiore ricorso all'attività professionale, o che ci siano discrepanze in modo che sia giustificata la richiesta di maggiori operatori. Occorre lavorare su tutto questo, realizzando ciò che probabilmente non è mai stato fatto fino ad ora: che la politica, rappresentata dal consiglio regionale, si affianchi agli aspetti tecnici rappresentai dai direttori generali. Questa volta bisogna viaggiare veramente in sintonia e bando a coloro che dicono che la politica deve stare fuori, perché la politica deve stabilire le linee, se si vuole dare prevalenza al territorio o agli ospedali, essa deve stabilire le modalità in cui dare assistenza, mentre gli aspetti tecnici devono provenire da direttori generali affinché si dica che un problema, una modalità di assistenza, possano essere organizzati ed effettuati in una certa maniera, ma le due componenti devono viaggiare insieme, rimanendo sane tutte e due, senza tracimare in interessi personali, interessi di partito, di gruppi, o di lobbies economiche |
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