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IL TEATRO GRECO ALLA RICONQUISTA DEI NUOVI SPAZI

postato da Giuseppe Gravina, candidato consigliere provinciale di I.D.V. [14/05/2009 20:55]
In nome della cultura che fregia la città con l'epiteto di Magna Grecia, le amministrazioni locali devono garantire prestigio al patrimonio artistico e culturale del territorio. Oggi possiamo dire che l'attuale Governo cittadino non è affetto da miopia cronica verso i beni culturali della città: lo dimostra la volontà del Sindaco Stefano di tutelare l'integrità e l'originalità del borgo e di riportare alla luce l'anfiteatro romano, sito nel vecchio mercato coperto di via Anfiteatro. Queste iniziative,daranno lustro ai cittadini e alla città. Il patrimonio artistico, oltre a tracciare il percorso storico di un popolo esprime il concetto di visibile e invisibile, che non può essere decifrato facilmente e purtroppo per alcuni nemmeno capito. Da cittadino partecipe e sensibile vorrei avvalorare l'iniziativa della Giunta Comunale con un'altra: Far rivivere quei monoliti che alla vista dei meno esperti e nostalgici non desterebbero emozioni. Certamente, la parte che verrà restaurata, sia per logistica, sia per posizione, non potrà ospitare rappresentazioni teatrali, ma almeno piccole ricostruzioni del contesto di vita svolta nel passato. Si può pensare ad un percorso tematico per i turisti: visita al Martà, all'anfiteatro romano e in serata subito ad assistere alla tragedia greca nel parco archeologico di saturo, tra i grilli, gli uccelli, il profumo del mare e il tramonto suggestivo della nostra Taranto. Non è un utopia, questa iniziativa già esiste ed è stata intrapresa nell'altra capitale della Magna Grecia Siracusa dove annualmente vengono organizzati festival che richiamano personalità da tutto il mondo. Se si pensa, che ogni nostro monumento potrebbe essere umanizzato dandogli la sua vecchia destinazione d'uso(dove possibile) l'arte avvicinerebbe molti e non solo quei pochi intenditori perché diventerebbe interattiva. In fondo è questo lo spirito dell'arte, poter nascere e morire sempre in forme diverse ciò che non avviene per le tecnologie vetuste destinate a essere dimenticate e sostituite per sempre. Questa è soltanto una delle iniziative che si possono attuare. Riflettendo, Taranto non ha degli spazi destinati a laboratorio teatrale e musicale per le piccole compagnie, attività a mio parere educative per la crescita dei giovani(La musica in particolare ha un grande potere terapeutico). Per non parlare della città vecchia in attesa del giusto riconoscimento del suo valore. In tanto lei resta la indissolubile sia negli aspetti materiali che di significato come se si beffasse dei suoi creatori divenuti spiriti nell'aria dimenticati. Altro aspetto da considerare è tutta la cultura sommersa custodita e poco spesso valorizzata delle associazioni culturali. Il Gruppo Taranto n'è l'esempio. Nata nel dopoguerra per volere del compianto Antonio Rizzo e ora guidata da altre persone che possono vantare l'onore di aver avuto contatti con personaggi illustri del novecento, come Ungaretti, Quasimodo, Brandi, Brignetti ecc... Concludo affermando che, i cittadini hanno il diritto di sapere che la loro città non è solo morti bianche, criminalità e inquinamento che tendono a inaridire l'immagine del territorio ricco di storia, paesaggi, musica, teatro e di tutto ciò che permette a una comunità di conservare la propria dignità.