Il benzo(a)pirene come tossico... anche del pensiero
|
Credo di impazzire con la girandola di notizie sul benzo(a)pirene con gli sforamenti più o meno continui e con notizie sugli sforamenti del passato che giungono tardive e su tutti i commenti che ne derivano. Mi arrivano qualcosa come 100-150 tag su facebook al giorno dopo che il giornalista, ormai dedito alla materia ambientale, ha immesso nel circuito dei pensanti l'articolo che punta il dito sulla notizia del giorno. ed ecco che si scatena la girandola! Il sindaco che non fa le ordinanze giuste e l'ARPA che non fa il suo mestiere e a quanto pare anche Mazza che 'tradisce' il suo elettorato; e ci si parla addosso senza fare, ritengo, ragionamenti completi e compiuti, fra chi vorrebbe la chiusura immediata e fra chi invece, i più, non sa quel che vuole! Io ribadisco ancor di più che occorre trovare una prospettiva di sviluppo e chiudere nei tempi più rapidi possibili. Venerdì si è svolto in provincia un incontro dal titolo 'nuova vertenza Taranto' dove dopo un'analisi impietosa dello stato di salute economica della provincia Ionica, è stato stilato un documento programmatico che dice tutto, ma di fatto non dice niente perché non c'è un vero progetto di uscita dalla recessione economica, sulla crisi che questa provincia sta attraversando da vari anni e che ora si è acuito con la congiuntura economica internazionale. Non c'è di fatto un'idea nuova di progettazione dello sviluppo e il sottoscritto, forte e chiaro, ha sottolineato che questa idea deve venire da quelle che sono state le volontà dei cittadini tutti. Tutta la recente campagna elettorale è stata improntata alla luce della riscossa ambientale con una rispondenza elettorale su questo argomento. E' da qui che occorre partire, perché tutti coloro che dicono che lo sviluppo di Taranto è basato sull'area industriale dicono un falso clamoroso; da 18 anni a questa parte io sto vedendo un progressivo degrado della città e della provincia e l'industria serve a creare sussistenza occupazionale, ammesso che duri ma non lo sviluppo. Essa serve a creare degrado nei quartieri più prospicienti ai camini e: serve a creare malattie. Non v'è certezza che sia in atto un progettualità di sviluppo; per sviluppo, a mio avviso, si deve avere una potenzialità di nuove attività e prospettive di lavoro, una capacità delle amministrazioni pubbliche di creare infrastrutture che a loro volta creino altre prospettive economiche e di vita. Nulla di tutto questo!! Credo lo dicano tutti gli economisti di fama nazionale ed internazionale che in una simile situazione, per cercare di invertire la tendenza, occorre una rivoluzione copernicana sul piano della progettazione economica e perché ciò trovi gli stimoli giusti occorre darsi dei tempi tecnici che la politica deve rispettare rigorosamente. Ai commentatori di facebook dico di restare in pace, almeno con se stessi ,non solo non andando a spulciare sulla notizia,in quanto non si approda su gran che di concreto bensì solo su, come si dice: chatterie'e forse con questo articolo ne scatenerò qualcuna. Se vogliono veramente essere utili creino opinione non sulla singola notizia ma sulla problematica completa che per essere affrontata richiede un progetto fattibile di alternativa economica. Facciano opera di persuasione sulla politica che un modello di sviluppo per Taranto deve uscire dallo schema dell'industria così com'è e che si smetta di vendere fumo che lo sviluppo avverrà con il raddoppio della centrale Enel o con il rigassificatore o la ricerca del petrolio nello Ionio. Questa regione produce tanta energia, anche pulita, che in buona parte viene sprecata perché non c’è chi la può utilizzare o comprare visto anche la riduzione delle attività per effetto della crisi. Cerchiamo di pensare ad altro a come costruire un progetto ancorato ai prodotti naturali, presenti da millenni e tipici di che questa terra come: i prodotti agricoli, quelli del comparto latto-caseario, gli allevamenti naturali, la mitilicoltura, la cultura del Mediterraneo, le bellezze naturali e del settore turistico, la viabilità strategica, TUTTI QUESTI sono gli argomenti da cui partire. Da ultimo vorrei dire che il benzo(a)pirene e tutti gli idrocarburi aromatici sono il prodotto delle combustioni sia di scarico delle macchine che dagli impianti di riscaldamento che dei camini industriali. C'è un'ampia letteratura mondiale che dice che questi idrocarburi in massima parte sono prodotti dalle industrie metallurgiche pesanti e che purtroppo sono anche dei cancerogeni riconosciuti anche sperimentalmente. Non vi può essere eco compatibilità sul medio e lungo periodo di industrie delle dimensioni come quelle dell'ILVA; semmai vi può essere una regolamentazione delle immissione e una sostenibilità rapportata ai benefici eventuali. Dire che le misurazioni hanno largamente sforato fa meraviglia solo a coloro che non osservano; basta mettersi sulla collina che sovrasta Taranto e osservare quante volte vi sia una nuvola anomala, da cui 'La città delle nuvole'. Che poi tutto ciò avvenga da moltissimi anni e nessuno se ne sia accorto significa che tutto sommato questa città ha dormito. Ora c'è la diaspora, il risveglio; facciamo in modo che il risveglio non venga pilotato, manipolato e riportato all’apparenza. Il momento è fondamentale che la tossicità del benzo(a)pirene non si rifletta anche sul cervello, credo che qualche rischio ci sia. Dr. Patrizio Mazza Consigliere Regionale dell’Italia dei Valori
|
commenti
nuovo commento
pingback