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PERCHÈ ANDARE A VOTARE, E VOTARE SI, AI REFERENDUM SULL'ACQUA

postato da Corrado Ravera [12/05/2011 22:46]

Nella tradizione ellenica gli elementi sono quattro: il fuoco , la terra, l'aria, e l'acqua.

Tali elementi sono stati alla base di tutte le religioni e le scienze per millenni, rappresentando ciò di cui il mondo era composto e che ne alimentavano la vita e la sopravvivenza, immortalati in varia guisa da piccoli e grandi artisti nelle loro opere.

Il concetto era primitivo, ma non lontano dalla realtà: infatti la terra ci garantisce la produzione agricola e zootecnica, il fuoco serve a tante cose, l'aria e l'acqua ci sono necessarie, per quanto inquinate.

Per il fuoco (calore per combustione) e la terra (occupazione suoli per agricoltura, residenza, attività di ogni tipo) paghiamo già svariate tasse.

Per l'aria ancora no, probabilmente solo per la difficoltà di applicare tassametri alle nostre vie respiratorie, e poi, inquinata com'è, ci mancherebbe pure che si dovesse pagare!.

Infine l'acqua: questa, complemento ineludibile in tutte le attività citate, è per di più direttamente responsabile della sopravvivenza degli organismi viventi. La beviamo, la ingeriamo nei cibi, è nei nostri corpi, nelle nostre cellule, e non se ne può fare a meno.

Orbene, questi quattro elementi, in quanto indispensabili, sono stati sempre nella disponibilità di tutti, per quanto possibile. Ma ora, nello spasmodica ricerca di quattrini per mantenere a galla lo Stato, anzi lo Status Quo, tenere cioè a galla questa Nazione che sta annaspando con l'acqua alla gola senza voler per questo toccare gli enormi privilegi esistenti di Caste che tanto ricordano il Medio Evo, è venuta a qualcuno l'idea di privatizzare la gestione delle acque.

La motivazione è, in sintesi, che gestione attuale, prevalentemente pubblica, fa acqua da tutte le parti, i conti sono in rosso, le casse sono all'asciutto, insomma la nave è in secca.

Quindi: PRIVATIZZARE!

Il Privato è bello, il Privato è efficiente, il Privato è insomma quanto di meglio per ottimizzare la gestione di acquedotti in costante deficit finanziario per malagestione e carenti dal punto di vista strutturale, con tubazioni ridotte a un colabrodo e affetti da perdite di acqua, mi pare di aver sentito dire, del 63%!!!!.

Allora, vediamo un po'.

La gestione pubblica non è bella o brutta. Tutto dipende dall'assetto che a questa viene dato.

Uno dei problemi che affligge le strutture per la gestione pubblica di servizi, come quello dell'acqua, è la continua, pressante, asfissiante ingerenza della politica (=degli uomini politici) nelle politiche aziendali, che quindi sono orientate all'acquisizione di consensi elettorali più che al bilancio. Questo si risana di anno in anno accumulando perdite in maniera fisiologica e senza rimedio, oltre che senza colpa di chi in quegli enti lavora, avendo come scopo principale quello di accondiscendere alle richieste degli utenti votanti.

In conseguenza di ciò si ha una certa riluttanza a promuovere sanzioni i comportamenti scorretti nella gestione e nella erogazione del servizio, in quanto in fondo il vero motivo di questo è l'acquisizione di consenso popolare per le successivi turni elettorali. E il servizio va in gloria.

Le perdite sulle tubazioni: le condotte di adduzione e distribuzione di acqua sono affette da perdite fisiologiche dovute ai manicotti di giunzione tra gli spezzoni di tubo che le compongono (stiamo parlando di migliaia di Km di condotte) , dal naturale trasudamento attraverso le stesse pareti dei tubi, in caso di tubi in calcestruzzo, che sono i più usati per le grandi condotte e grandi diametri. Poi vi sono i tratti  "a canaletta, in cui l'acqua scorre a pelo libero, a contatto con l'aria, subendo una parziale evaporazione, come avviene anche a quella che transita nelle enormi vasche di accumulo (si tratta di 10.000-100.000 metri cubi di capienza, ed anche più).

Infine sono ragionevolmente ipotizzabili "perdite atipiche", dovute a "prelievi riservati sotterranei non autorizzati", pratica di difficile da rilevare e sulla quale i gestori avrebbero qualcosa da dire.

E ancora i veri e propri trattamenti di favore verso alcuni "cui non si può dire di no", sempre ritornando al discorso iniziale delle ingerenze indebite nella gestione.

E non è tutto...

IL PRIVATO INVECE porterebbe ad una gestione efficiente, innovativa, redditizia! Ma per chi? Il Privato ha come proprio fine quello di trarre profitto dalle proprie attività, e non si pone certo un limite al 7%  ipotizzato nel decreto del Governo. Il Privato, tra una cosa e l'altra, finirebbe per trarre profitti ben superiori, maneggiando un bene che è, per sua natura, una cosa pubblica, cioè nella libera disponibilità di tutti i cittadini. L'esperienza di altre gestioni private (assicurazioni, banche, carburanti, ecc.) ci insegna che questa condizione di monopolio del Privato in una gestione porta ad accordi effettivi o taciti, che comunque producono un innalzamento dei prezzi senza fine. ALTRO CHE EFFICIENZA DELLA GESTIONE PRIVATA ! ! ! !

Basta quindi, infine, istituire ENTI PUBBLICI DI GESTIONE di ogni servizio in cui le regole siano chiare e la responsabilità di chi li gestisce sia pari alle aziende Private, adottando criteri di amministrazione che non consentano ad alcun Politico di poterci ficcare il naso.

I Politici si occuperanno della Politica, i Responsabili di questi Enti di Servizio Pubblico si occuperanno dei loro Enti con piena responsabilità e senza altro vincolo che quello di una gestione corretta, finalizzata al bene pubblico, e senza alcuna ingerenza deviante.

Quindi datemi ascolto:  teniamoci la gestione pubblica, con tutti i suoi difetti, che starà a noi di migliorare e di rendere efficiente con una costante diretta vigilanza, e ...

...ANDIAMO QUINDI A VOTARE  "SI" AI 2 REFERENDUM  PER L'ACQUA.