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Politiche ambientali: basta con i contentini

postato da Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV [20/02/2012 16:09]
I danni che Taranto ha subito ci vorranno decenni prima che possano scomparire. Uno dei dati più allarmanti emersi dall'udienza per disastro ambientale che vede indagata l'Ilva è proprio la profondità dell'inquinamento nel tessuto vitale del territorio. Il presidente della Regione Vendola, affiancato dal sindaco Stefàno e dal presidente Florido, ha subito voluto sottolineare, a 24 ore dall'udienza, come le attuali norme e controlli messi in atto possano garantire il futuro ma non migliorare l'attuale stato dell'arte. Servono le famose bonifiche. Eppure all'attuale Giunta regionale vanno riconosciute tante ombre quante luci. Se è vero, infatti, che solo grazie ad essa l'Arpa finalmente ha potuto ottenere strumentazioni e dipendenti adeguati, è altrettanto vero che la legge sulla diossina si è dimostrata inefficace in quanto i controlli non sono stati realizzati in continuo. Sono convinto ormai che sia giunto, per TARANTO, il tempo per passare, finalmente, dalle parole e dagli annunci ai fatti. Anche quando parlano di bonifiche, le tre istituzioni del territorio devono affermare con chiarezza che a pagarle non può essere solo lo Stato, bensì anche il Gruppo Riva e, dove dimostrato, anche chi altri inquina. Gli strumenti giuridici per rivalersi sull'Ilva ci sono, basta solo la volontà di usarli. Quanto accaduto negli ultimi 20 anni ha inciso eccome sull'inquinamento attuale. La perizia disposta dal gip dott. Todisco, d'altronde, fa riferimento ai fumi emessi oggi dai camini e non cinquant'anni fa. E' arrivato il momento di decidere una volta per tutte da quale parte stare. Il ricatto occupazionale non può spaventare le istituzioni che devono anzitutto garantire la salute dei cittadini. La politica si deve far carico di due cose: una battaglia seria per il risarcimento e creare le condizioni per diversificare l'economia del territorio. Bisogna prendere coscienza che l'Ilva non può essere ecocompatibile e, perciò, è necessario che chi ha inquinato paghi e che tali risorse non finiscano disperse nelle casse di qualche ente. E' con esse che Taranto deve saper cogliere l'ultima occasione per il proprio sviluppo. Il risarcimento deve contribuire a creare una nuova e diversificata economia che sappia sganciarci dalla mono cultura dell'acciaio. Si tratta di una presa di coscienza che deve coinvolgere non solo chi rappresenta la città a Bari ma anche il prossimo primo cittadino. Il sostegno ad Ippazio Stefàno da parte delle forze di centrosinistra, infatti, non può non passare da un serio cambio di rotta su quelle che sono le politiche ambientali. Un impegno che i singoli partiti devono interpretare al meglio individuando al proprio interno le persone migliori da sottoporre al giudizio degli elettori. E' essenziale il valore aggiunto che ogni singolo partito può portare. E' per questo che è importante candidare persone valide affinché il prossimo Consiglio Comunale possa essere il più possibile qualificato, ricco di professionalità disposte ad un confronto sempre costruttivo. Il mio è un appello a tutti i partiti del centrosinistra in particolare, a che si mobilitino per contribuire al necessario innalzamento del livello del dibattito politico in seno al prossimo consiglio comunale. Le indagini in corso sull'Ilva pongono la politica di fronte alle proprie responsabilità degli ultimi sessant'anni. Per rispondere in maniera corretta è l'intero sistema dei partiti che deve interrogarsi e rinnovarsi al proprio interno smettendola di rincorrere i contentini nelle politiche ambientali e perseguendo i progetti a medio e lungo termine che la città attende da anni.