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Relazione programmatica all'insediamento del nuovo Consiglio Provinciale del 18 luglio 2009

postato da Il Presidente Florido [24/07/2009 08:57]
Signor Presidente, signori consiglieri, assessori

mi appresto ad esporre in questa relazione i punti salienti del programma che ispirerà l'attività politico-amministrativa della nuova
consigliatura che oggi qui solennemente inauguriamo.
Porgo innanzitutto il mio deferente saluto al presidente del Consiglio
e a tutti i consiglieri.
Rivolgo inoltre un saluto a tutti coloro che hanno condiviso con me
l'esperienza amministrativa del quinquennio 2004-2009. Il mio
pensiero va ai consiglieri provinciali che non ritrovo in questa aula,
agli assessori che hanno fatto parte della mia squadra di governo, a
tutti i collaboratori.
A tutti, indistintamente, va la mia sincera gratitudine per la leale
collaborazione ed il contributo di idee che hanno saputo offrire alla
comunità di Terra Ionica.

Vorrei poi rivolgere un pensiero particolare al professor Domenico
Rana, al quale riconfermo i sentimenti di stima e di amicizia.
Pur nella distinzione e nel rispetto dei ruoli, sono convinto che
sapremo inaugurare, tutti insieme, una nuova stagione politica
caratterizzata dal comune desiderio di contribuire al bene della nostra
terra. I toni aspri e a tratti infuocati della competizione elettorale sono
ormai alle nostre spalle.
L'auspicio - credo condiviso - è che la dialettica politica, d'ora in
avanti, si attesti solo ed esclusivamente sul merito dei problemi da
discutere e mai su questioni di carattere personale.
Esprimo un sentito ringraziamento agli elettori di Terra Ionica che
con il loro consenso mi hanno permesso di continuare a guidare la
Provincia di Taranto.
Un ringraziamento che estendo ovviamente a tutti gli elettori che con
la loro partecipazione hanno comunque espresso un giudizio,
esercitando così il diritto-dovere di concorrere alla scelta degli
amministratori pubblici.
Le elezioni ci consegnano un altro dato che deve diventare oggetto
della nostra comune riflessione: l'astensionismo. Un numero non
irrilevante di persone non si è recato alle urne.
È un sintomo di disaffezione verso le istituzioni ed in particolare,
credo, verso la classe politica.
È un segnale che abbiamo il dovere di non sottovalutare, è un
fenomeno che merita di essere analizzato sotto diversi profili.
Concretamente, la migliore risposta possibile che ognuno di noi e
tutti insieme possiamo dare è un esempio di buona politica.
E la buona politica è quella, a mio modesto avviso, che sa
riconoscere i limiti della propria azione, sforzandosi, nel contempo, di
offrire soluzioni chiare ai problemi comuni.
È la fatica di costruire, giorno dopo giorno, condizioni di vita
migliori, è la politica che sa rinunciare all'applausometro, quindi alla
popolarità, parlando invece il linguaggio della verità.
È la politica che sa progettare senza per questo ignorare le questioni
dell'oggi, è la politica che guarda soprattutto alle nuove generazioni,
dunque al futuro.
Su questo terreno - ne sono assolutamente persuaso - non sono le
differenti opinioni politiche a fare la differenza, ma l'onestà
intellettuale e l'ambizione di operare nell'esclusivo interesse della
comunità.
Iniziamo questa avventura amministrativa fissando nuovi importanti
obiettivi. Il percorso è stato tracciato, in molti casi si tratta di portare a
compimento i numerosi progetti già messi in cantiere.
In questi cinque anni, come ho ripetuto più volte, abbiamo governato
in un mare di detriti istituzionali. Ciò ha determinato, per la Provincia
di Taranto, una condizione di sostanziale solitudine istituzionale,
appena attenuata dalla stretta e feconda collaborazione con la
Prefettura di Taranto, i cui rappresentanti, a partire dai prefetti Alecci
prima e Pironti dopo, non hanno mai fatto mancare la loro sincera
vicinanza e qualificata mediazione quando si è trattato di affrontare
vertenze sociali particolarmente delicate che, in un modo o nell'altro,
hanno finito per coinvolgere l'Amministrazione provinciale.
La situazione, fortunatamente, è ora ben diversa: la stagione dei
commissariamenti è finita ed una nuova classe dirigente è già al lavoro
per cercare di recuperare il terreno perduto.
Questo scenario, che potremmo definire di ritrovata
normalizzazione, sollecita e per certi versi facilita scelte importanti per
il futuro del nostro territorio. Ciò vale innanzitutto per il Comune
capoluogo.
Taranto ha oggi una classe politica fortemente legittimata che sta
operando in un mare di oggettive difficoltà. Noi vogliamo aiutare
questo percorso di rinascita della città, lavorando in comunità di
intenti con il sindaco Stefano e la sua Amministrazione.
Rilancio produttivo e sviluppo del territorio, porto, logistica e
trasporti, università e innovazione tecnologica, sport e cultura: sono
questi i principali temi su cui, ne sono certo, avvieremo un lavoro
comune.
Nell'immediato, siamo pronti a favorire una stretta collaborazione,
anche e soprattutto dal punto di vista operativo, dei due corpi di
Polizia provinciale e comunale in materia di igiene urbana e lotta al
triste fenomeno del randagismo.
La Polizia provinciale, come già avvenuto in passato, nel periodo
estivo, quindi in queste settimane, controllerà il traffico nelle isole
amministrative del comune di Taranto.
I due enti locali si impegneranno, d'altro canto, ad avviare tutte le
iniziative utili al recupero e alla ristrutturazione degli edifici pubblici
di comune interesse, come ad esempio gli immobili che ospitavano il
liceo Ferraris e la scuola Nitti al quartiere Tamburi.
Insieme al mondo dell'associazionismo, ai comuni, all'università,
alla scuola, ai sindacati e al sistema delle imprese, dovremo costruire
un nuovo modello di rappresentanza.
La Provincia di Taranto diventerà il sindacato del territorio, insieme
a quanti, evidentemente, vorranno condividere questa nuova
impostazione.
La territorialità, dunque, come discrimine principale per valutare
scelte ed opportunità di sviluppo, la difesa degli interessi della
comunità ionica come valore fondante di un nuovo modello di
relazioni istituzionali, da sperimentare soprattutto nella interlocuzione
con la Regione Puglia ed il governo nazionale.
L'ultimo Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno - come
sapete, è notizia di questi giorni - "fotografa un Meridione in
recessione, colpito particolarmente dalla crisi nel settore industriale,
che da sette anni consecutivi cresce meno del centro-nord, cosa mai
avvenuta dal dopoguerra ad oggi". Questi sono dati a dir poco
allarmanti che non possono lasciarci indifferenti, interrogano le nostre
coscienze di donne e di uomini impegnati nella vita pubblica.
Il Sud, nei Palazzi dove si decide il futuro di questo Paese, è ormai
considerato un problema, quasi un fastidio.
Credetemi, non voglio fare polemica, ma questo argomento merita
davvero una riflessione approfondita.
È giusto dividersi su altri temi, ma non possiamo più consentire che
un pezzo d'Italia continui ad essere penalizzato da scelte che umiliano
i cittadini meridionali e da decisioni che fanno aumentare le
disuguaglianze sociali ed economiche anziché combatterle. Un nord
sempre più ricco, un sud sempre più povero ed emarginato. No, noi
non ci stiamo più. E che il problema sia serio lo dimostra il fatto che in
tutti i partiti - e dunque in maniera trasversale - si discute con sempre
maggiore preoccupazione della mai risolta questione meridionale.
Non rinunceremo - e come potrei farlo proprio io - ad azioni di
moral suasion, nel tentativo, a tutti i livelli, di far valere le nostre
ragioni. Ma quando giudicheremo insufficienti le risposte che ci
verranno fomite, dovremo essere pronti a battere i pugni sul tavolo e a
mobilitare la popolazione. Sul tema dello sviluppo, appunto, non
faremo sconti a nessuno.
Il porto di Taranto è la vera priorità per il sistema-Paese. Per
effettuare le opere necessario al reale potenziamento dello scalo ionico
un ruolo di primo piano lo gioca proprio il governo nazionale,
considerata l'entità degli investimenti necessari. Questa ovvia quanto
incontrovertibile affermazione non ci sottrae, ovviamente, alle nostre
precise responsabilità.
Dovremo perciò nei prossimi mesi, d'intesa proprio con il comune
capoluogo, approntare la sottoscrizione di un protocollo con i governi
nazionale e regionale che indichi con chiarezza i fondi, le procedure e
i tempi per effettuare i dragaggi e provvedere al raddoppio del quarto
sporgente e alla costruzione del quinto. E lo stesso ragionamento vale
per la piattaforma logistica Agromed ed il Distripark.
Questo complesso di opere, infatti, darà un impulso straordinario a
comparti produttivi di primaria importanza per la nostra economia
come l'agricoltura, la pesca ed il commercio.
Un'altra opportunità di assoluto rilievo è offerta dalla
programmazione di Area Vasta. Com'è noto, abbiamo proposto
diversi progetti, tra i quali vorrei ricordare la realizzazione del Polo
Scientifìco-Tecnologico che dovrà occuparsi principalmente di ricerca
avanzata in campo ambientale.
Dovremo inoltre sfruttare al meglio i fondi comunitari per aiutare i
giovani e per finanziare progetti a beneficio del sistema delle piccole e
medie imprese locali.
La Provincia di Taranto è un ente finanziariamente sano. La corretta
gestione dei bilanci, pure messa a dura prova dal continuo e
progressivo taglio dei trasferimenti agli enti locali, è condizione
indispensabile per assicurare certezza degli investimenti a favore del
territorio.
La nostra azione sarà tesa ad eliminare gli sprechi e a valorizzare le
risorse umane di cui dispone questa Amministrazione. Renderemo
ancora più efficiente la macchina amministrativa per migliorare i
servizi e le prestazioni resi alla cittadinanza e al mondo delle imprese.
Il primo passo di questo percorso lo abbiamo già compiuto,
ridefìnendo le deleghe assessorili sulla base del criterio di coerenza tra
aree tematiche, tracciando così le linee-guida per la riorganizzazione
degli uffici.
Abbiamo modernizzato l'ente, innovando in molti settori tra cui la
comunicazione. Rendere conto ai cittadini dell'attività svolta è un
dovere per chi amministra la cosa pubblica. Noi abbiamo dimostrato
che è possibile farlo quando la volontà politica si muove in questa
direzione.
La trasparenza ed il cambiamento - per mutuare una bella
espressione di don Tonino Bello - non si predicano, si praticano.
Alla Provincia di Tarante sono affidati compiti importantissimi in
campo ambientale. I cittadini hanno il diritto di vedere migliorata la
qualità della vita.
Continueremo a batterci per difendere l'occupazione e tutelare la
salute dei lavoratori e della popolazione ionica. Non rinunceremo
insomma all'idea di uno sviluppo ecocompatibile, anche perché in
questa senso incoraggianti passi avanti sono stati compiuti.
L'emblema di questo processo virtuoso è stata l'inaugurazione, lo
scorso 1° luglio, dell'impianto di urea dello stabilimento siderurgico
per il drastico abbattimento delle emissioni di diossina.
La compattezza delle istituzioni e l'applicazione delle nuove
tecnologie dimostrano come sia possibile ottenere risultati concreti
nella lotta all'inquinamento.
Va rafforzata la rete dei controlli, come pure occorre verifìcare
periodicamente il rispetto degli accordi sottoscritti. Indietro non si
torna, perché su questo versante abbiamo voltato pagina, grazie anche
al prezioso contributo delle associazioni ambientaliste e di
un'opinione pubblica attenta.
Primi in Puglia, qualche mese fa abbiamo approvato il piano
provinciale dei rifiuti. Ora spetta alla Regione Puglia, dopo la fase di
consultazione pubblica, approvare il documento, la cui redazione,
come si ricorderà, è stata affidata all'Arpa e agli esperti del
Politecnico di Bari, sede di Taranto.
Non ci sarà bisogno di costruire nuovi impianti, ma sarà senz'altro
indispensabile procedere ad una migliore attuazione del piano dei
rifiuti.
In stretta collaborazione con gli ATO, gli Ambiti Territoriali
Ottimali, continueremo a spingere la raccolta differenziata nei comuni,
sollecitando anche un diverso comportamento e un cambio di
mentalità da parte dei cittadini. Si potranno in quest'ottica attivare
specifiche campagne di sensibilizzazione.
Mi piace ricordare alcune scelte compiute dalla nostra
Amministrazione per rendere effettivamente praticabile la politica a
difesa dell'ambiente e a tutela del nostro patrimonio paesaggistico.
Mi riferisco al potenziamento del Corpo di Polizia provinciale grazie
alle nuove assunzioni, ad un parco, mezzi all'altezza dei compiti
affidati ai nostri agenti e un sistema informatizzato per gestire
efficacemente le varie attività d'istituto.
Sarà compito della nuova amministrazione - ed è per questa ragione
che ho trattenuto la relativa delega - riorganizzare il Corpo di Polizia
Provinciale che, dotato di un suo comandante, sarà materialmente
allocato nel Palazzo del governo.
Abbiamo fatto molto nel settore dell'edilizia scolastica, ma siamo
ben consapevoli che sono ancora tantissime le cose da fare.
Scrissi, nella relazione, di insediamento che presentai in quest'aula
nel 2004, che avremmo costruito i licei di Mottola e Massafra. Stiamo
mantenendo fede agli impegni assunti, si tratta di completare il De
Ruggeri.
E nostro compito dare una risposta definitiva alle legittime
aspettative della comunità grottagliese e della popolazione studentesca
del versante orientale della nostra provincia. Costruiremo la nuova
sede del liceo Moscati e porteremo a completamento gli istituti Sforza
di Palagiano e Del Prete di Sava.
Anche in questo caso, il senso di responsabilità ci impone di parlare
il linguaggio della verità. La gran parte degli edifìci che ospitano le
scuole di nostra competenza versa in condizioni alquanto precarie.
Si rendono perciò necessari ulteriori massicci investimenti per la
manutenzione ordinaria e straordinaria degli istituti scolastici, in
continuità, appunto, con l'azione svolta in questi anni.
Chiederemo un'accelerazione delle procedure per avviare quanto
prima la ristrutturazione di Palazzo degli Uffici che ospita il liceo
Archita, progetto per il quale l'Amministrazione provinciale ha già
stanziato, com'è noto, 8 milioni e mezzo di euro.
L'attenzione verso il mondo dell'istruzione dovrà esplicitarsi anche
attraverso un confronto costante e qualificato con le varie articolazioni
del mondo della scuola, a partire dagli insegnanti, dai dirigenti
scolastici e dalle organizzazioni studentesche.
Lo sviluppo ed il consolidamento del polo universitario ionico è un
altro degli obiettivi che abbiamo perseguito con passione in questi
anni. L'attivazione di tré facoltà autonome - Scienze, Giurisprudenza
ed Economia - rappresenta il segno tangibile di un mutato e positivo
rapporto tra istituzioni locali e università di Bari.
Altre due facoltà, secondo quanto prevede l'ultima convenzione
stipulata con l'ateneo del capoluogo pugliese, dovranno essere
attivate: Scienze della salute e Scienze Umane.
La presenza sul territorio di un corpo docente di alto profilo e la
massa critica costituita da migliaia di studenti fanno ormai del polo
universitario ionico una realtà consolidata, viatico migliore per
l'istituzione dell'università degli studi di Taranto. A tale scopo
occorrerà procedere alla trasformazione del Cuj, il Consorzio
universitario ionico, in fondazione.
Il mondo della conoscenza - scuola e università su tutti - diventerà
l'alleato principale della Provincia di Taranto.
Non si può progettare il futuro senza puntare innanzitutto sulla più
importante delle risorse a nostra disposizione: il capitale umano.
In questi anni, abbiamo sperimentato numerose forme di
coinvolgimento del mondo giovanile. Dalle mostre dedicate ai nostri
artisti emergenti ai progetti del servizio civile, con i nostri giovani
impegnati nel campo dei beni culturali. Sappiamo che possiamo e dobbiamo fare di più.

Ma lo sviluppo passa anche attraverso un sistema viario e
infrastrutturale efficiente. La Regionale 8, la Talsano-Avetrana,
cambierà volto alla viabilità provinciale e favorirà nuovi insediamenti
turistici.
Una strada che correrà parallela all'attuale litoranea salentina,
ricongiungendo simbolicamente, e non solo, i due versanti della Terra
Ionica.
Siamo pronti per la consegna dei lavori, si parla di quest'opera da
oltre trent'anni. È forse il maggiore investimento - ben 60 milioni di
euro - prodotto dall'Amministrazione provinciale ionica.
Numerosi sono stati gli interventi che hanno interessato la rete
stradale provinciale, lunga complessivamente 1300 chilometri. Anche
in questo caso, bisogna procedere sulla base di un'attenta
programmazione delle opere e dei lavori da avviare e portare a
termine.
Occorre dare continuità al settore delle politiche sociali,
dall'annuale rassegna del volontariato ai numerosi progetti avviati
grazie anche al supporto delle associazioni.
Il sostegno alla ricerca medica, le specifiche campagne di
comunicazione sul tema della sicurezza stradale ed il telegiornale per
non udenti, solo per fare qualche esempio, hanno di fatto qualificato la
presenza e le attività della Provincia in questo campo.
Moltissime le iniziative realizzate all'insegna della solidarietà e
nell'interesse delle fasce sociali più deboli.
La Provincia di Taranto ha iniziato anche un percorso di riscoperta e
valorizzazione della nostra memoria collettiva.
'Terra Ionica" è il brand territoriale che abbiamo scelto per rilanciare
le ambizioni della nostra provincia, sia dal punto di vista turistico sia
sotto il profilo economico e commerciale.
A tale scopo, come non ricordare che sono tantissimi gli eventi -
dalle fiere alla sagre, dai riti della Settimana Santa alle rassegne
musicali - che meritano di essere presi in seria considerazione
nell'ambito di un progetto organico di promozione territoriale.
Noi crediamo infatti che la costruzione di un'identità collettiva sia
fattore propedeutico al progresso di una comunità.
Non intendiamo mortificare le tradizioni comunali e
municipalistiche, anche alla luce delle diverse tradizioni culturali
presenti in Terra Ionica, ma semmai esaltare la comune appartenenza
ad una provincia comunque ricca di potenzialità.
In tal senso, valuteremo attentamente l'ipotesi di sponsorizzare le
società sportive - e non solo quelle di eccellenza - con il logo "Terra
Ionica". Lo sport, come sappiamo, è uno straordinario veicolo di
promozione territoriale.
Ci sono decine di migliala di cittadini - giovani e meno giovani -
che reclamano più attenzione da parte delle istituzioni.
Ai disoccupati e ai precari, ai cassintegrati e a tutti coloro che il
lavoro temono di perderlo, dobbiamo offrire un sostegno vero,
tangibile. In quest'ottica, un ruolo fondamentale continuerà a
svolgerlo il settore della formazione; i fondi ora a nostra disposizione
sono sufficienti per mettere in atto una vera e propria terapia d'urto
per facilitare, tra l'altro, la rioccupabilità di quelle persone espulse dal
mercato del lavoro. Vorrei qui annunciare che siamo già pronti con i
primi bandi.
In questi anni, tuttavia, non siamo stati a guardare. Abbiamo
finanziato progetti per contrastare il caporalato, abbiamo garantito
stabilità occupazionale a centinaia di ex lavoratori socialmente utili,
abbiamo favorito rincontro tra domanda e offerta di lavoro
migliorando i servizi dei centri per l'impiego e attivando il portale
Sintesi che ha ottenuto lusinghieri riconoscimenti in campo nazionale.
Abbiamo fatto il possibile per offrire il nostro contributo, anche se
sappiamo che i problemi sono tantissimi, a partire appunto dalla
disoccupazione.
Una persona senza lavoro è una persona privata del più importante
dei diritti sociali, di quella sacrosanta aspirazione che il giurista
Gustavo Zagrebeisky ha definito un diritto di giustizia. Ritengo perciò
doveroso richiamare qui il concetto di sindacato del territorio. Siamo
tutti chiamati ad uno scatto di orgoglio.
I valori cui ognuno di noi si ispira possono anche essere diversi,
com'è giusto che sia, ma comune deve essere l'obiettivo: operare
insieme per promuovere nuove occasioni di lavoro, contrastare il
fenomeno della precarietà che sta mettendo in ginocchio un'intera
generazione.
Per me, che sono credente, si tratta di testimoniare, giorno dopo
giorno, quell'idea di "amore operoso", per dirla con le parole di
Giorgio La Pira, che mette al primo posto la Persona e i suoi bisogni.
Più in generale vanno sostenute tutte quelle azioni tese a creare
benessere sociale. L'individuo si realizza nella comunità, dunque nel
rapporto con gli altri.
Il secondo libro del "De Rerum Natura" di Lucrezio si apre con
un'immagine forte; uno spettatore contempla dalla riva un lontano
naufragio; egli gode non tanto delle altrui tribolazioni quanto del
confronto tra la propria sicurezza e il pericolo degli altri.
Questa metafora è stata scelta da alcuni studiosi, tra cui il filosofo
Hans Blumenberg, per illustrare i rischi dell'esistenza umana nella
«navigazione della vita».
Essa rinvia agli atteggiamenti fondamentali che si assumono nei
confronti del mondo: in favore della sicurezza o del rischio,
dell'estraneità o del coinvolgimento negli eventi.
Ecco, l'auspicio che mi sento di formulare in questa giornata così
solenne è che nessuno di noi rimanga spettatore di fronte alle scelte
che insieme saremo chiamati a compiere per il bene della Terra Ionica.
Bisogna scegliere la partecipazione e assumere qualche rischio se
davvero, come credo, vogliamo essere testimoni della buona politica.
Sono sicuro che il mio appello non rimarrà inascoltato.