Sbagliato fare di tutta l'erba un fascio
postato da Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV [06/02/2012 16:37]
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L'anti politica, per significato intrinseco, non guarda in faccia a nessuno. A Taranto, poi, essa si alimenta degli scarsissimi risultati che la classe dirigente della città non è stata capace di portare a casa. Eppure è proprio in questi momenti che una società matura deve saper reagire affinché il cambiamento rappresenti una risorsa e non l'affossamento definitivo di ogni aspettativa. Trovo bizzarro che ad affermare queste cose sia io, commissario cittadino di un movimento che non le ha mai mandate a dire ai partiti tradizionali, alle lobby di interesse ed economiche che governano il Paese. Antonio Di Pietro, prima da Magistrato e poi da parlamentare, è sempre stato in prima linea nell'affermare la necessità di una pulizia profonda all'interno della politica italiana. Sono convinto, però, che non si possa fare di tutta l'erba un fascio. L'Italia dei Valori in questi mesi di profonda difficoltà per il Paese, ha messo in campo tutto il proprio senso di responsabilità. Sarebbe stato molto più semplice, e sicuramente appagante dal punto di vista elettorale, limitarsi a sparare a zero contro chi ha preceduto il governo Monti ed una sinistra incapace di prendere in mano l'iniziativa. Sarebbe stato più facile seguire l'esempio della Lega Nord. Ha scelto invece la via del dialogo col nuovo Esecutivo, avanzando proposte e idee in base alle quali esprime oggi in Parlamento le proprie posizioni. Veniamo ora a Taranto. La città bimare sta pagando in questi anni le conseguenze di una debolezza politica che ha radici antiche. Nel contesto regionale viene considerata una cenerentola al cospetto delle esigenze di Bari, Lecce e Brindisi. Quanto accaduto con il porto, succube degli interessi baresi, e con l'aeroporto, vittima dell'ambizione brindisina, la dicono lunga sul livello di considerazione che nutre il nostro territorio. Le elezioni alle porte, poi, ci dicono che la frammentazione all'interno degli schieramenti è arrivata ad un livello tale da declinare in maniera copiosa le tante fratture sociali presenti nella comunità ionica. Ma è davvero dividendosi che Taranto potrà cambiare? E'proprio buttando via il bambino con l'acqua sporca che si potrà finalmente tornare a scrivere pagine importanti per questo territorio? Io credo di no. Fantomatiche ipotesi di coalizioni tenute insieme solo dalla voglia di alcuni di cimentarsi nelle primarie, credo lascino davvero il tempo che trovano. Appelli, come quelli letti su alcuni giornali, ad una coalizione che metta insieme tutti coloro che voglio partecipare al voto preliminare al di là delle diverse posizioni politiche e programmatiche, ipotizzano uno scenario addirittura peggiore di quello attuale. L'Italia dei Valori, in questi anni, ha agito nella rettitudine anteponendo i problemi della gente a qualsiasi logica di partito. Siamo convinti, infatti, che per stare insieme non basti coalizzarsi contro qualcuno (che sia Stefàno, Cito o chiunque altro) bensì sia necessario fare squadra affinché il ricambio della classe dirigente avvenga restando ben ancorati alla realtà regionale e nazionale. Il civismo, così come dimostrato a Taranto prima e dopo l'esperienza Di Bello, può portare risultati nel breve termine ma alla lunga paga il mancato collegamento col sistema dei partiti, con la politica. E' per questo che l'Italia dei Valori ha posto da subito, sul tavolo del centrosinistra, cinque punti inderogabili sui quali non è disposta a scendere a compromessi nell'ambito di una dialettica di coalizione in ottica comunale. Il centrosinistra deve essere in grado di accogliere le forze sane dell'anti politica, le persone che chiedono un cambiamento reale che parta dai contenuti e che termini con un ricambio di chi è classe dirigente. Fare di tutta l'erba un fascio ignorando gli sforzi di quelle forze politiche, tra cui l'Idv, che in questi anni hanno provato (in parte riuscendoci) a rigenerare il partitismo tarantino e italiano, vorrebbe dire darla vinta a chi vuole una città disunita e succube agli interessi altrui. Se il cittadino vuole davvero far fare il salto di qualità al proprio territorio, non può non partire da una attenta analisi della mappa dei partiti a Taranto, di chi li guida ed a quali logiche risponde. Vada a vedere, ad esempio, chi ha deciso di votare no ai provvedimenti della giunta regionale fino a quando non venga ridata voce alle aspettative di crescita dell'aeroporto Arlotta. Solo così sarà possibile realmente cambiare qualcosa senza affidarsi ad una demagogia che ha sempre lasciato più vittime che altro lungo la propria strada.
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