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  <title>Italia dei Valori Taranto</title>
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  <dc:creator>Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV</dc:creator>
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    <title>Analisi del voto del primo turno</title>
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    <updated>2012-05-12T13:51:36Z</updated>
    <published>2012-05-12T13:51:36Z</published>
    <content>A breve tutti i partiti faranno l'analisi  del voto ricevuto  dalla propria lista e dalla coalizione tutta  a sostegno del Sindaco Stefano. Oggi, col senno di poi, qualcuno recriminer&amp;agrave; gli errori compiuti  e valuter&amp;agrave; la scelta fatta che, per alcuni, odora di presunzione  e  non  trova giustificazione neanche dal lato del principio ispiratore. Anche noi dell' Italia dei Valori  valuteremo e decideremo sul nostro futuro, ma oggi siamo  confortati dalla scelta fatta,  quella d'aver  sostenuto il Sindaco Stefano affinch&amp;eacute; dal centrosinistra potesse nascere quella proposta seria e progettuale che rilanci le ambizioni del capoluogo ionico. Un obiettivo che non sarebbe stato raggiungibile se non attraverso la politica ed i partiti, con le loro ramificazioni a livello regionale e nazionale, necessarie ad affrontare le gravi criticit&amp;agrave; che la scorsa amministrazione non &amp;egrave; riuscita ad affrontare.  I tarantini l'hanno capito e l'hanno dimostrato dando ai partiti della coalizione pi&amp;ugrave; del 50% dei loro consensi. &amp;Egrave; necessario adesso fare l'ultimo sforzo affinch&amp;eacute; prevalga la politica sugli insulti e sull'assoluta mancanza di una vision della citt&amp;agrave; e del territorio. E' per questo che il 20 maggio &amp;egrave; importante non sottovalutare l'evento elettorale in virt&amp;ugrave; di un risultato schiacciante al primo turno a favore di Stef&amp;agrave;no. E' necessario non abbassare la guardia, l'Italia dei Valori  metter&amp;agrave; in campo tutte le proprie forze nella convinzione che solo una coalizione di centrosinistra, ad oggi, possa garantire governabilit&amp;agrave; tanto a livello locale che nazionale.</content>
    <summary>A breve tutti i partiti faranno l'analisi  del voto ricevuto  dalla propria lista e dalla coalizione tutta  a sostegno del Sindaco Stefano. Oggi, col senno di poi, qualcuno recriminer&amp;agrave; gli errori compiuti  e valuter&amp;agrave; la scelta fatta che, ...</summary>
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    <dc:date>2012-05-12T13:51:36Z</dc:date>
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    <title>La nostra è una scelta coerente e costruttiva</title>
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    <updated>2012-03-19T17:05:22Z</updated>
    <published>2012-03-19T17:05:22Z</published>
    <content>I partiti del centrosinistra hanno dimostrato grande maturit&amp;agrave; durante il percorso che li ha portati a far prevalere l'unit&amp;agrave; alle spinte divisioniste di chi, pur pieno di buona volont&amp;agrave;, ha messo per un attimo da parte il vero interesse della citt&amp;agrave;: quello di proseguire lungo la strada del risanamento. Il ruolo stesso dei partiti oggi ne esce rafforzato avendo dato prova di confronto interno ma, nello stesso tempo, di riuscire a fare sintesi e di andare oltre le divisioni. L'Italia dei Valori ionica &amp;egrave; giunta ad un sostegno alla ricandidatura di Ippazio Stef&amp;agrave;no a sindaco dopo un percorso non tanto dissimile da quello degli altri partiti. Non &amp;egrave; stata una scelta facile, sicuramente ha creato divisioni, ma la considero coraggiosa. I cinque punti sui quali l'Idv aveva da tempo posto una netta pregiudiziale rispetto a qualsiasi alleanza, restano al centro della nostra attenzione, sottoposti alla coalizione e al sindaco, che ne sar&amp;agrave; il garante della loro attuazione.&lt;br /&gt;La delicata fase pre-campagna elettorale, anche per queste comunali, si &amp;egrave; dimostrata vuota di contenuti e ricca, invece, di incontri nei quali pi&amp;ugrave; che parlare dei problemi dei cittadini si &amp;egrave; discusso perlopi&amp;ugrave; sulle ambizioni di singoli personaggi politici.&lt;br /&gt;Sembrava quasi inevitabile dunque, che le nostre richieste di entrare nel merito venissero rigettate pi&amp;ugrave; o meno esplicitamente. Ho motivo di credere, invece, che nella coalizione di questo centrosinistra, finalmente al completo, si possa fare un passo in avanti per tornare a parlare di politica. L'Idv intende svolgere a pieno la propria parte nella redazione completa del programma e nell'incidere nella macchina amministrativa che andr&amp;agrave; a costituirsi dopo il voto. &lt;br /&gt;Siamo convinti che il ruolo che Stef&amp;agrave;no andr&amp;agrave; a svolgere in qualit&amp;agrave; di garante della coalizione e della futura maggioranza sar&amp;agrave; basato sul reciproco rispetto dei ruoli, in un ambiente dove prevarranno dialogo e democrazia. La sua seconda pagina nel governo del Comune di Taranto, nasce con presupposti diversi rispetto a cinque anni fa. Si &amp;egrave; reso conto di quanto i partiti siano necessari per far superare alla citt&amp;agrave; i tanti ostacoli. Ha saputo fare un passo indietro scollandosi dal civismo esasperato e dialogando con Sel, Pd e Idv su tutti. &lt;p&gt;E' da qui che il partito che rappresento vuole ripartire per segnare la nuova rotta che poggi, comunque, su quanto di buono in questi anni &amp;egrave; stato possibile realizzare nonostante le difficolt&amp;agrave;. Noi dell'Italia dei Valori ci proponiamo come tramite affinch&amp;eacute; prevalga il dialogo sia nel centrosinistra che con le forze sociali, le associazioni civiche e ambientaliste, affinch&amp;eacute; le istanze di queste ultime trovino spazio nel dibattito politico in seno al Consiglio Comunale.&lt;br /&gt;Vogliamo contribuire fattivamente a fare rete affinch&amp;eacute; la prossima giunta possa godere dell'unica cosa che consente ad un ente locale di battere i pugni sui tavoli che contano: un ampio sostegno della citt&amp;agrave;. Ci auguriamo, inoltre, che in tutti i partiti della coalizione prevalga la scelta delle competenze e della professionalit&amp;agrave; nell'individuazione dei candidati consiglieri comunali. Uno dei limiti pi&amp;ugrave; grandi che noi dell'Idv abbiamo riscontrato nell'attuale assise cittadina &amp;egrave; proprio legata all'incapacit&amp;agrave; di fare politica &amp;lsquo;alta' per il bene della citt&amp;agrave;. Serve un serio ed attento lavoro nella formulazione delle liste affinch&amp;eacute; dalle prossime elezioni esca fuori un Consiglio qualificato che possa tramutare in fatti i buoni propositi scritti nel programma. La nostra volont&amp;agrave; di sostenere la candidatura di Ippazio Stef&amp;agrave;no, dunque, &amp;egrave; perfettamente coerente con la voglia dell'Idv di costruire con il centrosinistra le nuove ipotesi di governo che nei prossimi anni interesseranno anche la Regione Puglia ed il Governo nazionale.&lt;br /&gt;Non un limite ma una forza &amp;egrave; per noi la scelta di coerenza che abbiamo fatto convinti che dall'interno della prossima maggioranza potremo dare un sensibile contributo per il bene della citt&amp;agrave;. Affinch&amp;eacute; ci&amp;ograve; possa avvenire, infine, guardiamo con apprezzamento anche ad un possibile allargamento della coalizione, con alcuni partiti che hanno dato segno di maturit&amp;agrave; politica e prova di saper ben interagire con amministrazioni locali, governate dal centro sinistra.&lt;/p&gt;</content>
    <summary>I partiti del centrosinistra hanno dimostrato grande maturit&amp;agrave; durante il percorso che li ha portati a far prevalere l'unit&amp;agrave; alle spinte divisioniste di chi, pur pieno di buona volont&amp;agrave;, ha messo per un attimo da parte il vero interesse ...</summary>
    <dc:creator>Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV</dc:creator>
    <dc:date>2012-03-19T17:05:22Z</dc:date>
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    <title>Il civismo non può bastare più</title>
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    <updated>2012-02-27T21:41:25Z</updated>
    <published>2012-02-27T21:41:25Z</published>
    <content>L'attuale scenario politico tarantino verte nell'incertezza. Per quanto riguarda il centrosinistra, per&amp;ograve;, mi sento di dire che presto le titubanze e le incertezze lasceranno spazio a ci&amp;ograve; che realmente serve per cambiare Taranto: un programma innovativo che ridisegni il futuro della citt&amp;agrave;. Il dibattito interno ai principali partiti della coalizione da pi&amp;ugrave; parti &amp;egrave; stato interpretato come un segno di debolezza, di subalternit&amp;agrave; a presunti interessi e volont&amp;agrave; baresi. E' questa, per&amp;ograve;, una visione limitativa della politica e dei partiti cos&amp;igrave; come riconosciuti dalla Costituzione italiana. Le stesse primarie, da pi&amp;ugrave; parti osannate e per certi versi strumento importante per favorire la partecipazione, hanno senso se inserite in un percorso che veda i partiti protagonisti e non tristi spettatori. Solo attraverso essi Taranto pu&amp;ograve; diventare un caso nazionale e portare sui tavoli che contano i propri dolorosissimi problemi. Chiudersi nel localismo e nel civismo non porta da nessuna parte. Nella storia recente della citt&amp;agrave; sono riscontrabili almeno due esempi lampanti a conferma di questa tesi: l'esperienza di At6-Lega d'Azione Meridionale e quella dell'amministrazione di Ippazio Stef&amp;agrave;no. Nel primo caso l'autoreferenzialit&amp;agrave; di Giancarlo Cito ha portato la citt&amp;agrave; ad un isolamento dal contesto regionale e nazionale che ha impedito una armoniosa crescita economica e sociale; l'attuale sindaco, invece, ha avuto bisogno dei partiti una volta presa coscienza che servivano dei tramiti nazionali. Lo ha fatto facendo entrare nella maggioranza il Partito Democratico (anche se non sempre all'altezza del compito), ma anche relazionandosi con leader nazionali come Antonio Di Pietro ed Enrico Letta. E' questo passaggio che mi piacerebbe venisse colto da chi oggi, all'interno dell'Italia dei Valori ionica, preme per una corsa in solitaria del partito. Il riferimento &amp;egrave; soprattutto al consigliere regionale Patrizio Mazza, sempre pi&amp;ugrave; isolato e pronto a correre da solo supportato da una lista civica. I partiti rimangono ancora, costituzionalmente parlando, i protagonisti abilitati a portare le istanze dei cittadini nei luoghi deputati alla prevenzione e soddisfazione dei bisogni della salute, del lavoro, della cultura, del tempo libero ecc. E' al loro interno che bisogna agire ed incidere, perseverando e rimanendoci dentro, combattendo quelle battaglie che si crede di poter vincere costituendo una lista civica e presentandosi alle elezioni. Nulla toglie, per&amp;ograve;, che l'Idv tarantina guardi comunque con interesse al movimento spontaneo che il 4 marzo terr&amp;agrave; le elezioni primarie. L'auspicio &amp;egrave; che alla fine prevalga il buonsenso di tutti e che si possa giungere alla costituzione di un'ampia maggioranza di centrosinistra che si confronti concretamente sui cinque punti cardini del programma proposti dall'Idv. Un passaggio quest'ultimo che non siamo disposti a risparmiare a nessuno a cominciare dal sindaco uscente Ippazio Stef&amp;agrave;no.</content>
    <summary>L'attuale scenario politico tarantino verte nell'incertezza. Per quanto riguarda il centrosinistra, per&amp;ograve;, mi sento di dire che presto le titubanze e le incertezze lasceranno spazio a ci&amp;ograve; che realmente serve per cambiare Taranto: un programma ...</summary>
    <dc:creator>Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV</dc:creator>
    <dc:date>2012-02-27T21:41:25Z</dc:date>
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    <title>Politiche ambientali: basta con i contentini</title>
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    <updated>2012-02-20T15:09:47Z</updated>
    <published>2012-02-20T15:09:47Z</published>
    <content>I danni che Taranto ha subito ci vorranno decenni prima che possano scomparire. Uno dei dati pi&amp;ugrave; allarmanti emersi dall'udienza per disastro ambientale che vede indagata l'Ilva &amp;egrave; proprio la profondit&amp;agrave; dell'inquinamento nel tessuto vitale del territorio. Il presidente della Regione Vendola, affiancato dal sindaco Stef&amp;agrave;no e dal presidente Florido, ha subito voluto sottolineare, a 24 ore dall'udienza, come le attuali norme e controlli messi in atto possano garantire il futuro ma non migliorare l'attuale stato dell'arte. Servono le famose bonifiche. Eppure all'attuale Giunta regionale vanno riconosciute tante ombre quante luci. Se &amp;egrave; vero, infatti, che solo grazie ad essa l'Arpa finalmente ha potuto ottenere strumentazioni e dipendenti adeguati, &amp;egrave; altrettanto vero che la legge sulla diossina si &amp;egrave; dimostrata inefficace in quanto i controlli non sono stati realizzati in continuo. Sono convinto ormai che sia giunto, per TARANTO, il tempo per passare, finalmente, dalle parole e dagli annunci ai fatti. Anche quando parlano di bonifiche, le tre istituzioni del territorio devono affermare con chiarezza che a pagarle non pu&amp;ograve; essere solo lo Stato, bens&amp;igrave; anche il Gruppo Riva e, dove dimostrato, anche chi altri inquina. Gli strumenti giuridici per rivalersi sull'Ilva ci sono, basta solo la volont&amp;agrave; di usarli. Quanto accaduto negli ultimi 20 anni ha inciso eccome sull'inquinamento attuale. La perizia disposta dal gip dott. Todisco, d'altronde, fa riferimento ai fumi emessi oggi dai camini e non cinquant'anni fa. E' arrivato il momento di decidere una volta per tutte da quale parte stare. Il ricatto occupazionale non pu&amp;ograve; spaventare le istituzioni che devono anzitutto garantire la salute dei cittadini. La politica si deve far carico di due cose: una battaglia seria per il risarcimento e creare le condizioni per diversificare l'economia del territorio. Bisogna prendere coscienza che l'Ilva non pu&amp;ograve; essere ecocompatibile e, perci&amp;ograve;, &amp;egrave; necessario che chi ha inquinato paghi e che tali risorse non finiscano disperse nelle casse di qualche ente. E' con esse che Taranto deve saper cogliere l'ultima occasione per il proprio sviluppo. Il risarcimento deve contribuire a creare una nuova e diversificata economia che sappia sganciarci dalla mono cultura dell'acciaio. Si tratta di una presa di coscienza che deve coinvolgere non solo chi rappresenta la citt&amp;agrave; a Bari ma anche il prossimo primo cittadino. Il sostegno ad Ippazio Stef&amp;agrave;no da parte delle forze di centrosinistra, infatti, non pu&amp;ograve; non passare da un serio cambio di rotta su quelle che sono le politiche ambientali. Un impegno che i singoli partiti devono interpretare al meglio individuando al proprio interno le persone migliori da sottoporre al giudizio degli elettori. E' essenziale il valore aggiunto che ogni singolo partito pu&amp;ograve; portare. E' per questo che &amp;egrave; importante candidare persone valide affinch&amp;eacute; il prossimo Consiglio Comunale possa essere il pi&amp;ugrave; possibile qualificato, ricco di professionalit&amp;agrave; disposte ad un confronto sempre costruttivo. Il mio &amp;egrave; un appello a tutti i partiti del centrosinistra in particolare, a che si mobilitino per contribuire al necessario innalzamento del livello del dibattito politico in seno al prossimo consiglio comunale. Le indagini in corso sull'Ilva pongono la politica di fronte alle proprie responsabilit&amp;agrave; degli ultimi sessant'anni. Per rispondere in maniera corretta &amp;egrave; l'intero sistema dei partiti che deve interrogarsi e rinnovarsi al proprio interno smettendola di rincorrere i contentini nelle politiche ambientali e perseguendo i progetti a medio e lungo termine che la citt&amp;agrave; attende da anni.</content>
    <summary>I danni che Taranto ha subito ci vorranno decenni prima che possano scomparire. Uno dei dati pi&amp;ugrave; allarmanti emersi dall'udienza per disastro ambientale che vede indagata l'Ilva &amp;egrave; proprio la profondit&amp;agrave; dell'inquinamento nel tessuto ...</summary>
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    <dc:date>2012-02-20T15:09:47Z</dc:date>
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    <title>Sbagliato fare di tutta l'erba un fascio</title>
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    <updated>2012-02-06T15:38:37Z</updated>
    <published>2012-02-06T15:37:48Z</published>
    <content>L'anti politica, per significato intrinseco, non guarda in faccia a nessuno. A Taranto, poi, essa si alimenta degli scarsissimi risultati che la classe dirigente della citt&amp;agrave; non &amp;egrave; stata capace di portare a casa. Eppure &amp;egrave; proprio in questi momenti che una societ&amp;agrave; matura deve saper reagire affinch&amp;eacute; il cambiamento rappresenti una risorsa e non l'affossamento definitivo di ogni aspettativa. Trovo bizzarro che ad affermare queste cose sia io, commissario cittadino di un movimento che non le ha mai mandate a dire ai partiti tradizionali, alle lobby di interesse ed economiche che governano il Paese. Antonio Di Pietro, prima da Magistrato e poi da parlamentare, &amp;egrave; sempre stato in prima linea nell'affermare la necessit&amp;agrave; di una pulizia profonda all'interno della politica italiana. Sono convinto, per&amp;ograve;, che non si possa fare di tutta l'erba un fascio. L'Italia dei Valori in questi mesi di profonda difficolt&amp;agrave; per il Paese, ha messo in campo tutto il proprio senso di responsabilit&amp;agrave;. Sarebbe stato molto pi&amp;ugrave; semplice, e sicuramente appagante dal punto di vista elettorale, limitarsi a sparare a zero contro chi ha preceduto il governo Monti ed una sinistra incapace di prendere in mano l'iniziativa. Sarebbe stato pi&amp;ugrave; facile seguire l'esempio della Lega Nord. Ha scelto invece la via del dialogo col nuovo Esecutivo, avanzando proposte e idee in base alle quali esprime oggi in Parlamento le proprie posizioni. Veniamo ora a Taranto. La citt&amp;agrave; bimare sta pagando in questi anni le conseguenze di una debolezza politica che ha radici antiche. Nel contesto regionale viene considerata una cenerentola al cospetto delle esigenze di Bari, Lecce e Brindisi. Quanto accaduto con il porto, succube degli interessi baresi, e con l'aeroporto, vittima dell'ambizione brindisina, la dicono lunga sul livello di considerazione che nutre il nostro territorio. Le elezioni alle porte, poi, ci dicono che la frammentazione all'interno degli schieramenti &amp;egrave; arrivata ad un livello tale da declinare in maniera copiosa le tante fratture sociali presenti nella comunit&amp;agrave; ionica. Ma &amp;egrave; davvero dividendosi che Taranto potr&amp;agrave; cambiare? E'proprio buttando via il bambino con l'acqua sporca che si potr&amp;agrave; finalmente tornare a scrivere pagine importanti per questo territorio? Io credo di no. Fantomatiche ipotesi di coalizioni tenute insieme solo dalla voglia di alcuni di cimentarsi nelle primarie, credo lascino davvero il tempo che trovano. Appelli, come quelli letti su alcuni giornali, ad una coalizione che metta insieme tutti coloro che voglio partecipare al voto preliminare al di l&amp;agrave; delle diverse posizioni politiche e programmatiche, ipotizzano uno scenario addirittura peggiore di quello attuale. L'Italia dei Valori, in questi anni, ha agito nella rettitudine anteponendo i problemi della gente a qualsiasi logica di partito. Siamo convinti, infatti, che per stare insieme non basti coalizzarsi contro qualcuno (che sia Stef&amp;agrave;no, Cito o chiunque altro) bens&amp;igrave; sia necessario fare squadra affinch&amp;eacute; il ricambio della classe dirigente avvenga restando ben ancorati alla realt&amp;agrave; regionale e nazionale. Il civismo, cos&amp;igrave; come dimostrato a Taranto prima e dopo l'esperienza Di Bello, pu&amp;ograve; portare risultati nel breve termine ma alla lunga paga il mancato collegamento col sistema dei partiti, con la politica. E' per questo che l'Italia dei Valori ha posto da subito, sul tavolo del centrosinistra, cinque punti inderogabili sui quali non &amp;egrave; disposta a scendere a compromessi nell'ambito di una dialettica di coalizione in ottica comunale. Il centrosinistra deve essere in grado di accogliere le forze sane dell'anti politica, le persone che chiedono un cambiamento reale che parta dai contenuti e che termini con un ricambio di chi &amp;egrave; classe dirigente. Fare di tutta l'erba un fascio ignorando gli sforzi di quelle forze politiche, tra cui l'Idv, che in questi anni hanno provato (in parte riuscendoci) a rigenerare il partitismo tarantino e italiano, vorrebbe dire darla vinta a chi vuole una citt&amp;agrave; disunita e succube agli interessi altrui. Se il cittadino vuole davvero far fare il salto di qualit&amp;agrave; al proprio territorio, non pu&amp;ograve; non partire da una attenta analisi della mappa dei partiti a Taranto, di chi li guida ed a quali logiche risponde. Vada a vedere, ad esempio, chi ha deciso di votare no ai provvedimenti della giunta regionale fino a quando non venga ridata voce alle aspettative di crescita dell'aeroporto Arlotta. Solo cos&amp;igrave; sar&amp;agrave; possibile realmente cambiare qualcosa senza affidarsi ad una demagogia che ha sempre lasciato pi&amp;ugrave; vittime che altro lungo la propria strada.</content>
    <summary>L'anti politica, per significato intrinseco, non guarda in faccia a nessuno. A Taranto, poi, essa si alimenta degli scarsissimi risultati che la classe dirigente della citt&amp;agrave; non &amp;egrave; stata capace di portare a casa. Eppure &amp;egrave; proprio in ...</summary>
    <dc:creator>Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV</dc:creator>
    <dc:date>2012-02-06T15:37:48Z</dc:date>
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    <title>Aeroporto Arlotta: Minervini mantieni le promesse</title>
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    <updated>2012-01-25T15:53:12Z</updated>
    <published>2012-01-25T15:53:12Z</published>
    <content>Oggi &amp;egrave; un giorno importante per Taranto: nello stesso istante tester&amp;agrave; la voglia della giunta regionale di credere in questa provincia e nello stesso tempo potrebbe finalmente rilanciare le proprie ambizioni di crescita. Oggi, infatti, l'assessore regionale ai trasporti Guglielmo Minervini prender&amp;agrave; parte ai lavori della V commissione sui trasporti. All'ordine del giorno c'&amp;egrave; il &amp;quot;Piano di sviluppo dell'aeroporto di Grottaglie&amp;quot; ma, soprattutto, c'&amp;egrave; un bivio per l'assessore e l'intera giunta che in quel momento rappresenter&amp;agrave;. L'idea di redigere tale cronoprogramma in favore delle ambizioni tarantine, infatti, non nasce direttamente dai consiglieri regionali ionici. Questi ultimi si erano resi protagonisti di un ordine del giorno in Consiglio Regionale che prevedeva, tra le altre cose, lo stanziamento di un milione di euro per i voli cargo e l'attivazione di voli Ryanair con scalo a Grottaglie. Una proposta prestigiosa che, qualora fosse stata discussa ed approvata, avrebbe in un solo istante cancellato almeno una parte delle nubi di chi considera Vendola &amp;amp; Co. baricentrici nel governo della Regione. Ci&amp;ograve; non &amp;egrave; avvenuto con grande rammarico per i movimenti e le associazioni, ma anche alcuni partiti (l'Idv ionica &amp;egrave; in prima linea in questa battaglia), che da anni rivendicano il taglio dei lacci e dei lacciuoli che impediscono alla pista grottagliese (fra le pi&amp;ugrave; grandi in Europa) di affermarsi sia a livello cargo che per i voli passeggeri. I consiglieri ionici ritirarono l'emendamento in seguito alla promessa da parte di Minervini di un Piano per lo sviluppo dell'Arlotta. E' giusto ricordare che in quella occasione importanti risorse sono state destinate all'aeroporto di Bari e di Foggia. In virt&amp;ugrave; di tali premesse, l'incontro di oggi si prefigura sia determinate per la valutazione della seriet&amp;agrave; dell'assessore Minervini sia per una analisi pi&amp;ugrave; chiara dell'idea di trasporto in seno alla Regione Puglia. L'auspicio dell'Italia dei Valori di Taranto non pu&amp;ograve; che essere rivolto ad ogni singolo componente della commissione, che tiene a cuore le sorti di Taranto, e soprattutto ai consiglieri tarantini: non accettate alcun compromesso al ribasso. In troppi settori la citt&amp;agrave; dei due mari ha pagato dazio alle ambizioni di altre province pugliesi (l'ultima volta sui treni con l'alta velocit&amp;agrave; Bari-Napoli che passer&amp;agrave; da Foggia e non da Taranto). Senza voler fare retorica o una rivendicazione fine a se stessa, noi dell'Italia dei Valori auspichiamo che dall'incontro di oggi emergano proposte serie di sviluppo che vadano oltre l'iniziale proposta dei consiglieri regionali ionici dello stanziamento di un milione di euro. Basta guardare come Aeroporti di Puglia abbia penalizzato lo scalo ionico per rendersi conto di quanto doveva essere investito qui invece che altrove. Anche i soldi intercettati nelle linee di finanziamento comunitarie per Grottaglie, sono state presto &amp;lsquo;dirottate' su Brindisi in nome di un fantomatico Grande Salento. L'Italia dei Valori di Taranto richiede con forza che vengano vagliate tutte le strade affinch&amp;eacute; l'aeroporto di Grottaglie veda sfruttate al massimo le proprie possibilit&amp;agrave;. Voli civili e cargo, dunque, ma anche attivit&amp;agrave; di manutenzione degli aerei e tutto ci&amp;ograve; che una pista come la nostra (per la quale sono stati spese notevoli risorse pubbliche) pu&amp;ograve; ospitare.</content>
    <summary>Oggi &amp;egrave; un giorno importante per Taranto: nello stesso istante tester&amp;agrave; la voglia della giunta regionale di credere in questa provincia e nello stesso tempo potrebbe finalmente rilanciare le proprie ambizioni di crescita. Oggi, infatti, l'assessore ...</summary>
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    <title>Pirro VS Taranto</title>
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    <updated>2011-12-11T19:20:39Z</updated>
    <published>2011-12-11T19:20:39Z</published>
    <content>Una volta si diceva &amp;lsquo;piove governo ladro'. Dopo l'ultimo irriverente intervento del prof. Federico Pirro, baluardo degli interessi targati Ilva, si potrebbe dire &amp;lsquo;piove, ambientalisti e Mazza, ladri'. Secondo il docente, infatti, per qualsiasi cosa accada in Italia le responsabilit&amp;agrave; sembrano dover cadere sempre su chi, nella piccola Taranto, prova a far rispettare alcuni diritti fondamentali. Ed ecco, dunque, che Pirro se la prende con il consigliere Mazza e con gli ambientalisti addirittura perch&amp;eacute; non si battono a difesa delle pensioni e contro la manovra Monti. E poi gi&amp;ugrave; con il solito clich&amp;eacute; del ricatto occupazionale. Mi domando: cosa ha fatto Taranto per &amp;lsquo;meritare' tutta questa attenzione da un docente che a Taranto neanche vive? Da anni paghiamo l'Universit&amp;agrave; degli Studi di Bari per avviare e mantenere in vita alcuni corsi di laurea e tre facolt&amp;agrave;, sul territorio ionico. Non ci risulta, per&amp;ograve;, che nell'accordo di programma con l'Ateneo barese rientrasse anche questa preziosa &amp;lsquo;consulenza'. Evidentemente a pagare &amp;egrave; qualcun altro ed &amp;egrave; giusto che i cittadini sappiano chi. Federico Pirro guida il Centro Studi Ilva, una &amp;lsquo;macchina da guerra' finalizzata ad influenzare, camuffandosi dietro il paravento della &amp;lsquo;cultura' (non certo quella con la &amp;lsquo;c' maiuscola), il dibattito pubblico cittadino. Una macchina da guerra voluta e creata dal siderurgico e non certo per una esigenza che viene dal basso. E' esattamente questa, invece, la base sulla quale si fonda l'attivit&amp;agrave; delle tante persone di buona volont&amp;agrave; che in questi anni hanno avuto il coraggio di mettere in discussione il futuro dell'industria pesante in questa citt&amp;agrave;. Alcuni lo stanno facendo attraverso l'associazionismo, altri invece in politica cercando di rompere gli schemi e provare a programmare il futuro mettendo al centro l'innovazione e non quei metodi di produzione vetusti che ci hanno portati al punto in cui siamo oggi. Il consigliere regionale Patrizio Mazza, oltre che rappresentare, a differenza sua, i tanti cittadini che hanno votato lui e l'Italia dei Valori, svolge il proprio ruolo con grande seriet&amp;agrave;. Si occupa soprattutto di sviluppo, di sanit&amp;agrave; e di inquinamento e non della manovra Monti, ma questa &amp;egrave; tutt'altro che una colpa. Se i consiglieri regionali ionici degli ultimi vent'anni si fossero interessati di cosa compete all'istituzione di via Capruzzi e non ad altri consessi, probabilmente Taranto sarebbe una citt&amp;agrave; migliore. Se ognuno si fosse occupato del proprio ambito, forse, neanche staremmo a parlare di inquinamento e degrado.&lt;br /&gt;La vicinanza ai pensionati ed a chi pagher&amp;agrave; la manovra salva Italia, la esprime in maniera netta e chiara il partito, quell'Italia dei Valori che sta mettendo in campo tutte le proprie forze per dare una sterzata in Parlamento ad un decreto iniquo. &lt;br /&gt;Tutto questo per&amp;ograve; il professor Pirro lo sa bene. Purtroppo, per&amp;ograve;, ossessionato dal bisogno di ossequiare le grandi industre del territorio, &amp;lsquo;dimentica' i compiti e i ruoli delle diverse istituzioni tentando di spaccare il pi&amp;ugrave; possibile il fronte di chi vuole un futuro diverso per Taranto. E allora, anche la manovra diventa motivo di attacco. Sullo stesso solco si collocano le parole che il docente, nel suo ultimo intervento sulla stampa, dedica all'assessore Idv Lorenzo Nicastro. &amp;lsquo;Dividi et impera', proprio come facevano i romani. Peccato, per&amp;ograve;, che &amp;lsquo;dimentichi' di ricordare la differenza tra un incarico assessorile e quello di un consigliere regionale. Lorenzo Nicastro svolge un ruolo da &amp;lsquo;equilibrista', potremmo dire, nel tentativo di mediare tra un partito determinato a dare una speranza a questa citt&amp;agrave; ed un presidente Vendola che ultimamente, quando parla di Taranto, balbetta. Sia chiara per&amp;ograve; una cosa: chi intravede nel tentativo di mediazione di Nicastro i sintomi di un Idv a due velocit&amp;agrave;, sappia che si sbaglia di grosso. E' partendo da qui che a Taranto gestiremo i rapporti con Pd e Sel in ottica delle elezioni comunali. Senza giochetti strani, abbiamo messo sul tavolo le nostre idee e proposte. Senza un accordo su essi non avremo paura di prendere decisioni, anche drastiche. L'Italia dei Valori di Taranto, caro professor Pirro, non &amp;egrave; sul libro paga di nessuno. Lei che, invece, si diletta nel dare lezioni, perch&amp;eacute; non spiega ai pensionati che pagheranno la manovra, o alle famiglie che torneranno a pagare l'Ici, perch&amp;eacute; l'Ilva non ha mai pagato l'imposta sugli immobili fino a quando l'attuale esponente dell'Idv Rossella Fischetti, in qualit&amp;agrave; di assessore al bilancio al Comune di Taranto, non ha messo fine a questa odiosa iniquit&amp;agrave;? Perch&amp;eacute; non spiega a chi percepisce la pensione minima a cosa servono, o sono servite, le diverse holding della famiglia Riva? Chiss&amp;agrave;, magari qualcuno potrebbe addirittura trovare interessanti i suoi &amp;lsquo;sermoni', altrimenti destinati a non trovare riscontro non solo nella realt&amp;agrave;, ma anche nell'interesse di una Taranto stufa di ascoltare il difensore di turno degli interessi economici che gravano avidamente sul territorio.</content>
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    <dc:creator>Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV</dc:creator>
    <dc:date>2011-12-11T19:20:39Z</dc:date>
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    <title>I problemi dei commercianti sono i problemi dei cittadini</title>
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    <updated>2011-11-22T16:43:48Z</updated>
    <published>2011-11-22T16:43:48Z</published>
    <content>La polemica fra commercianti e Comune rischia di far passare i problemi della citt&amp;agrave; come circoscritti a quelli del popolo delle partite iva. I problemi che i commercianti in questi giorni stanno sollevando, coincidono con le critiche che gran parte delle famiglie tarantine avanzano a chi amministra palazzo di citt&amp;agrave;. O forse l'assenza dei parcheggi &amp;egrave; un problema solo dei commercianti? Lo &amp;egrave;, forse, Il trasporto pubblico? Il decoro urbano, una utopia in ampie zone della citt&amp;agrave;, &amp;egrave; solo un problema dei negozianti? Mi sento di dire di no. Quanto stanno sostenendo le due principali associazioni di categoria, sono delle battaglie che il Comune farebbe bene ad inquadrare nel giusto contesto. L'amministrazione ha il dovere di intervenire perch&amp;eacute;, cos&amp;igrave; facendo, mentre crea i servizi per la collettivit&amp;agrave; cittadina, contemporaneamente crea le condizioni affinch&amp;eacute; ne beneficino anche le attivit&amp;agrave; produttive che sono portatrici di valore aggiunto e di posti di lavoro. Parlare di politicizzazione di Confartigianato e Confindustria, come ha fatto il vicesindaco con deleghe alle attivit&amp;agrave; produttive Gianni Cataldino, non potrebbe essere pi&amp;ugrave; fuori luogo. In una interpretazione alta della politica, infatti, ogni componente della societ&amp;agrave; partecipa alla costruzione del bene comune e, dunque, si interessa alla cosa pubblica. Evidentemente loro hanno un'altra idea della politica e, da quel punto di vista, sono convinto che alcuna critica possa essere avanzata nei confronti di chi guida Confcommercio e Confcommercio. Le mancanze da parte di Palazzo di Citt&amp;agrave;, e soprattutto le promesse disattese, sono tali da rendere inattaccabili le rimostranze dei commercianti. Condivido pienamente, dunque, il pensiero di chi sostiene che non valga pi&amp;ugrave; la pena sedersi ad un tavolo con questa amministrazione. Serve una seria programmazione della citt&amp;agrave; che parta dal recupero del Borgo e della Citt&amp;agrave; Vecchia e che non disperda le energie con allargamenti della citt&amp;agrave; e piani che, oltre, a cementificare ulteriormente il territorio, non sono inseriti in una seria visione del futuro e dello sviluppo futuro sostenibile. &lt;p&gt;Noi dell'Italia dei Valori, siamo convinti che l'amministrazione comunale farebbe bene ad accogliere con maggior rispetto le proposte e le rimostranze di una categoria fortemente penalizzata da una politica depressiva, oppressiva e demagogica promossa in questi anni. Perch&amp;eacute; se Confcommercio e Confesercenti oggi alzano la voce &amp;egrave; solo perch&amp;eacute; la Politica, quella con la &amp;lsquo;P' maiuscola, qualcuno ha smesso di farla&lt;/p&gt;</content>
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    <dc:date>2011-11-22T16:43:48Z</dc:date>
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    <title>Verbale  dell'Assemblea del Circolo IDV Tamburi  "La Zanzara"</title>
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      <name>Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV</name>
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    <updated>2011-11-16T22:40:38Z</updated>
    <published>2011-11-16T22:39:49Z</published>
    <content>Oggi 14 novembre 2011 alle ore 17.00 presso la sede del Circolo IDV Taranto &amp;quot; La zanzara&amp;quot; si &amp;egrave; svolta una riunione programmatica con diversi punti del giorno. &lt;br /&gt;Alla presenza di Dattisi Giovanni e Francesco Bria, Mirian Carfi, Di Stefano Antonio, Carfi Gianni, Bonfrate Leonardo, Braico Bernardino, Zabarino Mario, Vaccaro Giuseppe ed in presenza di alcuni sostenitori simpatizzanti come Cinto Maddalena e Veronica Mazzarrone si &amp;egrave; discusso del primo ordine del giorno: &amp;quot; IDV Taranto deve sostenere Stefano come candidato Sindaco della citt&amp;agrave; di Taranto?&amp;quot;. La base del circolo ha risposto in un detto NO secco motivando come una persona che non si ritiene all'altezza di amministrare le sorti della citt&amp;agrave; visto che:&lt;br /&gt;1) La vicenda ICI tra Comune di Taranto e l'ILVA. Lo sconto che il Sindaco ha attuato a Emilio Riva di 4 milioni di euro crea sospetti di malgoverno e paure nelle relazioni con i potenti della citt&amp;agrave;.&lt;br /&gt;2) Vicenda dei famosi 56 milioni di euro stanziati per la riqualificazione del rione Tamburi. Questa somma &amp;egrave; stata ridotta a 36, dopo qualche tempo sono diventati 10 ed oggi zero. In questo caso il Sindaco di Taranto nulla ha fatto, e tanto meno ha polemizzato contro Vendola, Cervellera, ecc..., in quanto sostenitori dello stesso partito, a discapito dei residenti del rione Tamburi che aspettavano tale somma per rendere il proprio quartiere pi&amp;ugrave; vivibile, soprattutto bonificando i giardini (dove giocano i nostri figli) da lui stesso vietati come da sua delibera comunale a causa dell'inquinamento.&lt;br /&gt;3) No a Stefano come Sindaco di Taranto perch&amp;eacute;, pur in presenza del dissesto, a parte qualche rotatoria e qualche albero piantato qua e l&amp;agrave; in 5 anni non ha realizzato nulla per rendere Taranto turisticamente pi&amp;ugrave; bella ed attrattiva cercando di renderla indipendente dalle grandi industrie presenti sul territorio. Per non parlare poi del valzer degli Assessori, per non parlare poi del disagio dei cittadini sulla questione rinnovo tiket ( in questo caso ci sono voluti Fabio e Mingo di Striscia la Notizia per risolvere la problematica), per non parlare poi del C.d. A dell'AMIU che &amp;egrave; stato quello che poi si doveva cambiare e non &amp;egrave; stato cambiato (con la presenza di CIRACI di AT6 nel CdA che a nostro parere &amp;egrave; stato fatto solo per stabilire una Pace Sociale con Cito?).... &lt;br /&gt;4) Per le bugie sulla fine del dissesto. L'attuale Sindaco ha distorto la verit&amp;agrave; facendo pensare alla citt&amp;agrave; che il dissesto era finito per merito suo... la verit&amp;agrave; &amp;egrave; invece un'altra... ma si sa che il tarantino non approfondisce bene gli argomenti e viaggia per SLOGAN. E questo Stefano lo sa e lo usa spesso e volentieri per ingannare il cittadino e per salvaguardare la sua immagine.&lt;br /&gt;I successivi ordini del giorno sono stati poi sospesi perch&amp;eacute; la discussione del primo ha occupato moltissimo spazio di tempo</content>
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    <title>Per l?Idv è un nuovo inizio</title>
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      <name>Giovanni Palumbo, Commissario cittadino IDV</name>
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    <updated>2011-10-17T17:50:26Z</updated>
    <published>2011-10-17T17:50:26Z</published>
    <content>Sabato scorso, a villa Carducci a Bari, si &amp;egrave; tenuta la prima festa regionale dell'Italia dei Valori. Si &amp;egrave; trattata di una occasione importante per fare il punto sulla crescita del partito e per dettare le linee future con un occhio particolare alle prossime scadenze elettorali. Nei prossimi giorni, in qualit&amp;agrave; di commissario comunale del partito, illustrer&amp;ograve; agli inscritti e simpatizzanti di Taranto i particolari di un documento, quello appunto emerso dall'incontro a Bari, che detta i punti fermi di quello che Di Pietro ha chiamato Idv2. In Puglia, come nel resto del Paese, l'Idv guarda al centrosinistra rivendicando il proprio ruolo da protagonista. Trasparenza, correttezza e lealt&amp;agrave;, saranno i requisiti fondamentali nella selezione della classe dirigente del partito. Su questo punto, chiare ed inequivocabili sono state le prese di posizione del commissario regionale on. Augusto Di Stanislao: il centrosinistra &amp;egrave; una risorsa alla quale guardare nella costruzione di una alternativa di governo tanto nelle istituzioni locali che a Roma. L'Idv, dunque, mira a diventare un vero partito di massa. Il dialogo con Pd e Sel, cos&amp;igrave; come con gli altri amici del centrosinistra, sar&amp;agrave; costante e ci si augura costruttivo. Di certo, costruire alleanze forti nel contesto della coalizione, rappresenta un passaggio obbligato per essere costruttivi e cambiare il modo di fare politica e di governare. Dalla festa promossa a Bari, per&amp;ograve;, &amp;egrave; emerso inequivocabilmente un punto fermo sul quale, tutto il partito, non &amp;egrave; e non sar&amp;agrave; disposto a trattare: qualsiasi dialogo dovr&amp;agrave; prodursi lungo il solco della pari dignit&amp;agrave;. L'Idv ionica, come d'altronde quella pugliese, non accetter&amp;agrave; di sedere a tavoli o a discutere programmi &amp;lsquo;preconfezionati'. Il fatto che il partito, cos&amp;igrave; come ha sottolineato il commissario regionale, guardi al centrosinistra per costruire quelle alleanze forti necessarie per incidere e risolvere i problemi dei cittadini, non vuol dire che accetteremo scelte e decisioni senza esserne protagonisti. Noi abbiamo gi&amp;agrave; delle linee chiare e sulle quali non saremo disposti a trattare. Ad esempio, sull'ambiente e sulla salute, l'Idv non accetter&amp;agrave; alcun negoziato che anteponga gli interessi economici a quelli dei cittadini. La nostra non &amp;egrave; una posizione demagogica ma che sar&amp;agrave; ben illustrata attraverso una mirata campagna di informazione che sar&amp;agrave; rivolta ai cittadini, alle associazioni ed ai nostri alleati del centrosinistra. Una volont&amp;agrave; politica ben chiara che anche l'Italia dei Valori ionica far&amp;agrave; propria.Una sfida che in molti sono pronti a cogliere e che vedr&amp;agrave; l'Idv coinvolta in primo piano e da parigrado sia nei confronti di Sel che del Pd.</content>
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