Che cos'è il prodotto nell'infosfera? L'insieme delle sue informazioni!

postato da Petra Dal Santo - KEA s.r.l. [20/08/2020 10:25]
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Produttori e distributori sono chiamati a creare e distribuire a ogni interlocutore tutte le informazioni necessarie e sufficienti a scoprire, trovare, scegliere, acquistare e usare il prodotto in modo efficiente, efficace, soddisfacente e sicuro.

Per assolvere a questo compito le informazioni devono essere veridiche, ricche, autorizzate, elaborabili da parte di agenti digitali, rilevanti per le persone, tradotte/localizzate: tutti fattori che rendono complessa la gestione di frammenti, moduli e aggregazioni di contenuti.

Cercate un software che vi aiuti, racchiudendo in un’unica soluzione le funzioni di un PIM e di un CCMS? Scoprite Argo, un sistema a portata di piccola-media impresa, pensato per gestire e distribuire in modo multicanale tutto lo spettro delle informazioni tecniche e di prodotto


Anche quando possiamo vedere un oggetto dal vivo e interagire con esso, avere accesso alle informazioni giuste al momento giusto ci aiuta a migliorare l’efficienza, l’efficacia, la soddisfazione e, non da ultimo, la sicurezza dell’interazione.

L’infosfera porta alle estreme conseguenze la funzione delle informazioni, che nel mondo digitale non completano, ma rappresentano l’oggetto. Nell’infosfera, infatti, l’oggetto coincide con l’insieme delle informazioni disponibili su di esso.


Nel settore B2B e B2C, produttori, distributori master e distributori/rivenditori hanno il compito di creare, curare, integrare e distribuire il 100% delle informazioni atte a rappresentare il prodotto in tutti i suoi aspetti e lungo tutto il suo ciclo di vita, e di passare di mano in mano mediante agenti digitali i contenuti necessari e sufficienti a ogni tipo di acquirente per scoprire, trovare, scegliere, acquistare e usare il prodotto.

Totalità e parzialità contestualmente rilevante, focalizzazione sul prodotto e sull’interlocutore, dialogo con persone e agenti digitali, distribuzione mediante canali analogici e digitali sono solo alcuni dei fattori che rendono complessa l’informazione.


Dal punto di vista del prodotto è necessario che l’informazione sia soprattutto:



  • Veridica. Il flusso di creazione, traduzione, curatela e aggiornamento dei contenuti deve essere tale da garantire l’adeguatezza dell’informazione al prodotto cui si riferisce, in ogni fase del suo ciclo di vita. Inoltre, per essere veridiche, le informazioni validate devono essere passate di mano in mano e distribuite in modo coerente dal produttore al distributore master al distributore/rivenditore fino all’acquirente, mediante tutti i canali

  • Ricca. Possono definirsi ricchi i contenuti:

    • Relativi a tutti gli aspetti del prodotto: il “che cosa” (product data, prezzi, sconti, disponibilità, ecc.), il “come” (istruzioni di installazione, uso, manutenzione, dismissione, troubleshooting, ecc.) e il “perché” (campi di applicazione, storie di casi studio, benefici, ecc.)

    • Multimediali, con particolare attenzione a quelli visuali (immagini, video, ecc.) e manipolabili dall’utente (modelli 3D, AR/VR, ecc.)

    • Frutto dell’integrazione tra le fonti dati che detengono i singoli moduli/frammenti di informazione, per esempio: sistemi ERP, PIM (product information management), CCMS (component content management), MAM (media asset management), DAM (document asset management), CRM, ecc. L’integrazione favorisce nel contempo veridicità e ricchezza

    • Creati non solo da produttori e distributori, ma anche dagli utilizzatori (UGC - User Generated Content) e poi curati dalle aziende, per dare voce a tutte le persone che, a vario titolo, hanno a che fare con il prodotto.




Dal punto di vista degli interlocutori è necessario che l’informazione sia soprattutto:



  • Autorizzata. Ogni persona e agente digitale deve poter redigere, tradurre, validare, distribuire, elaborare e consultare solo i contenuti di sua pertinenza.

    I metadati aiutano a proporre il contenuto giusto all’interlocutore giusto

  • Elaborabile da parte dell’agente digitale. Al giorno d’oggi sono i software a mediare l’accesso delle persone alle informazioni: questo vale anche per i media stampati (cataloghi, ecc.), che sono frutto della conversione in formato analogico (la stampa) di un processo realizzativo interamente digitale.

    Ai fini dell’elaborabilità, ogni agente digitale può richiedere una variante distinta dello stesso modulo/frammento di informazione. La distinzione può riguardare la struttura del contenuto, il contenuto in quanto tale e/o i metadati a corredo.

    Per esempio: sul proprio e-shop l’azienda è libera di attribuire al prodotto il “nome” che più ritiene opportuno, mentre se decide di vendere il prodotto su Amazon (Business) il “nome”, ovvero il Titolo deve rispettare determinate regole, pena l’inefficacia (visibilità limitata a 100 caratteri, inclusione di parole chiave a coda corta e lunga effettivamente cercate dagli utenti di Amazon, inclusione di sinonimi, del marchio e di benefici, ecc.); CMS web e applicazioni di e-commerce accettano descrizioni in formato HTML (in cui includere anche immagini, video, elenchi puntati, formattazioni in grassetto, ecc.), ma non tutti i software di desktop publishing sanno elaborare questo formato in fase di impaginazione di pubblicazioni da stampare; sul catalogo cartaceo non è indispensabile che attributi e unità di misura siano normalizzati (l’attributo “lunghezza” e “lungh.” possono condividere, così come le unità di misura in mm e cm, ecc.), mentre la normalizzazione sta alla base del funzionamento di faccette e filtri dell’e-shop, ecc.

    Per gestire informazioni a prova di futuro l’approccio preferibile è normalizzare/standardizzare, in particolare classificazioni, contenuti, attributi e valori, termini e metadati

  • Rilevante per la persona. La rilevanza non è una caratteristica assoluta dell’informazione, ma relativa all’unità di tempo, luogo e azione in cui si trova la persona.

    Medium, dispositivo e canale, profilo e fase del customer journey, intento contribuiscono a definire il contesto che influisce sulla percezione dell’adeguatezza dei contenuti rispetto alle aspettative informative/operative della persona.

    I metadati, oltre all’intelligenza del singolo agente digitale, aiutano a proporre il contenuto giusto alla persona giusta al momento giusto

  • Tradotta e/o localizzata. Leggere un testo nella propria lingua riduce lo sforzo e aumenta l’efficacia in termini di comprensione, elaborazione e memorizzazione delle informazioni.


Quando in KEA abbiamo disegnato Argo (http://www.keanet.it/argo-ccms-per-documentazione-tecnica-e-di-prodotto.html), abbiamo pensato a un software che permettesse alle aziende di gestire frammenti, moduli e aggregazioni di contenuti tipici della comunicazione tecnica e di prodotto, che fosse facilmente integrabile con le altre fonti dati dell’ecosistema aziendale e che consentisse di alimentare, in modo preferibilmente automatico, output multicanale tipici: dai cataloghi ai manuali, dagli e-shop a help online e user assistance, dalle presenze sui marketplace agli e-shop dei partner di canale, dalle knowledge base a blog e social network, ecc.


La versatilità di Argo si traduce nella possibilità di usare lo stesso software sia come PIM (product information management; sistema per la gestione delle informazioni di prodotto; “che cosa”), sia come CCMS (component content management; sistema per la gestione modularizzata delle informazioni tecniche; “come” e “perché”), abbracciando quindi tutto lo spettro dei contenuti redazionali, non transazionali, relativi ai prodotti e, perché no, ai servizi proposti dall’azienda.


Autorizzazioni e supporto al flusso di lavoro regolano in Argo le attività di creazione, traduzione/localizzazione (compreso il dialogo con i CAT tool), curatela, aggiornamento e validazione dei contenuti.


Metadati, plugin e web services di Argo aiutano a distribuire in modo automatizzato le informazioni giuste, attraverso il canale giusto all’agente digitale giusto e alla persona giusta, supportando il passaggio di mano in mano di informazioni validate dal produttore ai distributori fino agli utilizzatori.

Plugin e servizi web facilitano anche l’integrazione fra contenuti provenienti da Argo e da altre fonti dati, nonché l’elaborazione e il mixaggio di informazioni validate da parte dei distributori al fine immetterle nell’ecosistema comunicativo rivolto agli utilizzatori.


La possibilità di normalizzare/standardizzare con Argo (poli)classificazioni, contenuti, attributi e valori, termini e metadati va incontro all’elaborabilità delle informazioni da parte degli agenti digitali: motori di ricerca, sistemi di navigazione per categorie, funzioni di site search, soluzioni di web merchandising, marketplace, aggregatori di contenuti, software a bordo macchina, ecc.


Versioni e varianti di contenuto permettono al livello informativo gestito con Argo di aderire a tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto e di seguire le eventuali regole imposte dai singoli agenti digitali.


Argo non dispone di funzioni di editing di immagini, video e altri contributi multimediali, ma permette di inserire questi elementi all’interno delle informazioni tecniche e di prodotto, distribuendoli opportunamente agli agenti digitali e alle persone di pertinenza.


In sintesi, Argo è un PIM + CCMS alla portata di piccole e medie aziende, facile da usare, versatile, ma così potente da rendere i contenuti aziendali a prova di futuro, con lo sguardo rivolto per esempio all’evoluzione basata sull’intelligenza artificiale di motori di ricerca e funzioni di site search, alle linee guida di marketplace e social network, all’alimentazione di applicazioni di realtà aumentata e virtuale, ecc.


Siete interessati? Contattateci allo 045 6152381 oppure scriveteci a info@keanet.it. Vi aspettiamo!