Content Marketing: i tend principali del 2016

postato da Petra Dal Santo - KEA s.r.l. [25/07/2016 14:55]
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Report sul libro di Simon Geisler, Dominik Grau e Christine Gerber, Content Marketing 2016: influencer, topics and the most important trends

Sulla scorta dell’analisi dei post di maggiore successo dedicati al content marketing, Geisler, Grau e Gerber hanno raccolto in un libriccino i principali trend che prevedono per il content marketing nel 2016. Gli autori suggeriscono in particolare di:

  • Creare contenuti basati sull’ascolto delle esigenze dell’audience di riferimento
  • Tenere presente che, rispetto alla pubblicità, il content marketing una maggiore costanza e competenza settoriale, che produce risultati tendenzialmente a medio-lungo termine e che è realizzabile ugualmente da piccole e grandi realtà
  • Basare le attività di SEO anzitutto sulla rilevanza e l’utilità dei contenuti per l’audience
  • Considerare il mobile (smartphone e tablet) come dispositivi di riferimento principali
  • Tenere presente che liste, guide, narrazioni, infografiche e quesiti sono tipi di contenuto particolarmente adatti a stimolare le attività di interazione e condivisione della audience
  • Mirare alla social media amplification. Benché si tratti di una strada sempre più difficile da percorrere a causa dell’aumento della concorrenza, coinvolgere gli influenzatori di settore, affinché condividano i contenuti con la propria audience, è un ottimo modo per ampliarne la visibilità. Per ottenere un buon risultato è strategica la messa a punto del giusto mix fra contenuti, formati e influenzatori e audience
  • Mirare alla marketing automation. sulla base di attività di analisi, automatizzare la selezione, l’aggregazione e la distribuzione alla singola persona di contenuti predittivi secondo la logica della rilevanza in tempo reale (real-time relevancy). L’analisi, svolta anche in tempo reale, ha l’obiettivo di raccordare piattaforme, prestazione dei contenuti, dati socio-demografici e comportamentali della singola persona e big data
  • Disponendo di una audience sufficientemente coinvolta e motivata, affiancare ai contenuti prodotti dall’azienda anche del “crowdsourced content”, realizzato proprio dalle persone a cui è indirizzato
  • Misurare le prestazioni dei contenuti - prodotti dall’azienda e crowdsourced - in base alla loro efficacia nel produrre conversioni, cioè nell’accompagnare la persona lungo il ciclo di vita del cliente, da connessione a contatto, a lead, a cliente, a cliente fidelizzato e a promotore dei prodotti / servizi dell’azienda.