Lego Serious Play: un metodo umanistico per la costruzione di supporti decisionali

postato da Petra Dal Santo - KEA s.r.l. [14/02/2020 07:56]
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In contesti di incertezza, i supporti decisionali hanno l'obiettivo di migliorare la capacità predittiva e di formulazione di giudizi, riducendo quindi i rischi connessi a decisioni e azioni.
Oggi la costruzione dei supporti decisionali è affidata in prevalenza ad attività di data analytics basate sull'oggettività dei dati.
I Lego Serious Play suggeriscono un approccio opposto, ma sinergico: valorizzano la soggettività e l'iteratività del percorso esperienziale, immersivo e contestuale, singolo e di gruppo. I LSP sono la faccia umanistica dell'elaborazione di supporti alla decisione.
Spunti dall'interessante libro di Giorgio Beltrami, Lego® Serious Play® pensare con le mani. Valore per le persone, valore per le organizzazioni, Franco Angeli, Milano, 2017.

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I "padri nobili" del metodo Lego Serious Play (LSP) - puntualizza Giorgio Beltrami - possono essere considerati Maria Montessori, Saymour Papert e le teorie del costruttivismo, secondo cui - in virtù del fortissimo legame neuronale esistente fra mani e cervello - "l'apprendimento avviene particolarmente bene, quando costruiamo attivamente qualcosa di esterno a noi".
Costruire significa dare forma tridimensionale al pensiero, rappresentare in modo visibile ciò che visibile non è. È un "pensare con le mani", che non copia in scala il reale, ma ne rende tangibile la metafora creata dall'immaginazione, descrittiva o prefigurativa.
È significativo che nel costruire anche la rappresentazione di idee negative avvenga mediante un atto positivo, che oggettiva e spersonalizza le criticità, aprendo a un possibile punto di ripartenza.

L'attività di costruzione è uno dei pilastri del metodo LSP. Ma chi ne sono gli attori? E qual è la finalità del gioco?

L'orchestratore del gioco è il facilitatore. Diversamente dal formatore - che si colloca al centro dell'attività, con l'obiettivo di trasmettere sapere ai discenti -, il facilitatore (simile in questo al maieuta di socratica memoria) propone ai membri del gruppo un problema e un metodo, di cui si fa garante lungo tutto l'arco dell'indagine. Sono però i membri, singolarmente e in gruppo, a dovere attivamente esplorare soluzioni, prevedere rischi e mitigazioni, condividere e negoziare linee guida a supporto della formazione di giudizi, decisioni e azioni, compiendo un percorso non predefinito, esperienziale/emozionale e razionale al tempo stesso.

Un workshop basato sul metodo Lego Serious Play è particolarmente adatto per affrontare problemi per i quali non vi è una sola soluzione possibile e/o già data a priori.
Attraverso un percorso individuale e condiviso, i membri del gruppo hanno infatti l'obiettivo di prendere consapevolezza del dominio del problema in tutte le sue sfaccettatura e di distillare linee guida condivise, in grado di fungere da supporto decisionale. Il tutto nel medium della rappresentazione tridimensionale.

Come i data analytics, anche i LSP hanno lo scopo di migliorare la capacità predittiva e quindi di ridurre i rischi connessi al fatto di decidere e agire in contesti di incertezza.
I data analytics danno valore all'oggettività dei dati, mentre i Lego Serious Play valorizzano la soggettività, singola e di gruppo, dei percorsi esperienziali, immersivi e contestuali.
I LSP sono la faccia umanistica del processo di elaborazione di supporti alla decisione.

Come in architettura, anche nei LSP la costruzione è soggetta a vincoli:
• La concretezza
• Gli elementi costruttivi: usare solo mattoncini e connettori già dati permette di focalizzarsi sulla rappresentazione di senso per tramite della costruzione. La possibilità di unire/staccare un numero indefinito di volte mattoncini e connettori è un invito a considerare ogni soluzione come una "costellazione" provvisoria di elementi, conseguita attraverso un processo iterativo per prove ed errori, che mai può considerarsi concluso.
• Il tempo: il facilitatore concede ai membri del gruppo un tempo finito entro cui svolgere una determinata attività. La scarsità di tempo vuole comunicare l'urgenza del problema, ma anche stimolare la concentrazione e l'efficienza dell'azione
• Il gioco: Lego Serious è un Play, un gioco, non un Game, una competizione. Istituisce un ambiente collaborativo protetto, perfetto per correre senza tema il rischio di esplorazioni guidate dall'immaginazione.

Il primo passo del metodo Lego Serious Play è la costruzione individuale, da parte del singola persona, di un modello in risposta al problema posto dal facilitatore.

Il modello, però, non attuerebbe tutto il potenziale rappresentativo intrinseco, se ogni persona non lo mettesse in comune e non ne narrasse agli altri membri del gruppo la storia sottesa, il perché (storymaking e sensemaking). Il racconto, svolto interagendo con l'oggetto (e dunque senza interrompere la connessione mani-cervello), apre a un percorso di presa di consapevolezza in cui la razionalizzazione/verbalizzazione segue l'esperienza, anziché precederla.

Condivisione e narrazione non sono a senso unico, ma si sviluppano attraverso un dialogo in cui la persona - riflettendo sui quesiti posti dagli altri membri del gruppo - può prendere coscienza di aspetti del modello latenti al momento della costruzione, mentre il gruppo può esplorare variabili, possibilità, criticità e soluzioni per giungere alla costruzione di un modello di sintesi o di un modello condiviso in grado di porre in una relazione carica di senso i modelli individuali (cioè di costruire a partire da essi una "costellazione", una mappa delle relazioni), rappresentando in modo tangibile gli stimoli da interiorizzare a supporto della formulazione di giudizi e decisioni.

Condivisione, narrazione, dialogo, riflessione e negoziazione da un lato valorizzano l'individualità (portatrice di ricchezza di dettaglio e di differenze), dall'altro aprono a un percorso olistico iterativo in cui "costruzione e destrutturazione fanno parte della ricerca costante della migliore soluzione possibile. Sono la forma concreta che consente a un team di dire: ora ci siamo". L'iteratività vale non solo per i modelli da costruire, ma anche per le dinamiche relazionali all'interno del gruppo, per le variabili, possibilità, criticità e soluzioni da esplorare, nonché per i supporti decisionali da "distillare" come obiettivo finale.

Senza dimenticare che, grazie alla componente esperienziale ed emozionale del workshop LSP, i membri del gruppo sono facilitati a ricordarne i risultati, a interiorizzarli e a richiamarli alla memoria conservando intatta la potenza della loro rappresentazione tattile e visiva.
Ecco perché i Lego Serious Play risultano particolarmente utili in contesti in cui è necessario innescare nelle persone cambi di mentalità in grado di supportare culturalmente nuove modalità di comportamento auspicate.