Piccolo Racconto: L'INVIDIA

postato da Morandi Marco [26/07/2009 18:13]
Qualsiasi cosa si riesca a portare a termine, per ognuno di noi, ha un senso di benessere inspiegabile, ma... basta guardarsi intorno per vedere che qualcuno ha già fatto meglio di noi.
In una giornata piena di sole, lungo un torrente di montagna tre signori anziani stavano pescando. Sin dalla mattina presto, tre macchine si erano trovate sulla via sterrata che conduceva al "tonfo delle trote" e tutti e tre i guidatori avevano imprecato sperando che gli altri avessero mete diverse dalle proprie. Le polveri che le auto alzarono quando si fermarono si mescolarono oscurando la visione di tutti. Il torrente era lì davanti ad ognuno di loro e, prima che quella polvere si diradasse, una inspiegabile corsa spinse i tre a muoversi frettolosamente per prendere il posto che per ognuno di loro, sarebbe stato il migliore. Il fresco mattutino aveva poi lasciato il posto al sole rovente del mezzogiorno. Nessuno di loro aveva visto muovere il proprio galleggiante, ma nessuno azzardò a cambiare posto. Spesso i loro occhi, coperti dall'ombra dei cappelli, si portavano velocemente a guardare gli atteggiamenti degli altri per tornare repentini alla calma apparente dell'attesa. I loro cuori battevano forte sperando di poter vedere un'avvisaglia di cerchi ondulatori intorno al proprio galleggiante, ma l'apparenza non tradiva nessuno di loro. Il silenzio aveva riempito i loro orecchi e, sensibili ad ogni più piccolo rumore, erano come elastici in tensione. D'un tratto un semplice movimento d'acqua fece sparire completamente il galleggiante verde dell'uomo che deteneva il centro della schiera. Mentre un grande sorriso si disegnava sul fortunato pescatore, l'attenzione degli altri si distolse dalle proprie canne per portarsi su quella del vicino, su quella dell'avversario. La punta della canna da pesca si piegò e con maestria il suo padrone dette un piccolo colpetto per allamare il pesce iniziando a recuperare lentamente. Imbambolati dal gran movimento i due sui lati incrociarono il proprio sguardo e, mentre il fortunato si gustava la premiata raccolta loro si precipitarono a lanciare le loro esche nel punto in cui si era verificata la pesca. Quando il pescatore centrale finì l'operazione del ripristino di una nuova esca sull'amo, mesti riportarono lentamente le proprie canne nella precedente posizione. Non passarono due minuti che... "Flop". Ancora una volta lo stesso galleggiante affondò, la canna si piego ed una sonora risata del pescatore centrale, sottolineò la propria superiorità. Questa volta il pesce era veramente grosso! Questa volta lo sguardo dei due pescatori si incrociò per un tempo più lungo. Un piccolo luccichio negli occhi ed una piccola stretta dei denti sulle loro labbra indicò il manifestarsi di una piccola invidia. Quando fu rifatto il lancio della nuova esca, il silenzio durò un po' più a lungo di quello precedente, ma dopo quindici minuti il pescatore centrale era nuovamente alle prese con il proprio mulinello per recuperare un nuovo pesce. Quando pieno di orgoglio, ripose la terza preda nel retino nell'acqua si voltò verso il pescatore alla sua destra e con aria superba strinse le labbra in un sorriso ironico. Poi, ebbe modo di ripetere l'affronto con quello di sinistra. I due pescatori laterali questa volta si guardarono per un tempo interminabile. Nei loro occhi si leggeva l'invidia crescente che avevano verso il pescatore centrale. Nelle loro menti non esisteva spiegazione logica di quello che stava succedendo. Perché a lui tre pesci ed a loro niente? Un piccolo cenno di intesa li fece stringere di tre passi verso il centro. Adesso tra di loro c'erano appena cinque metri. Adesso ognuno di loro poteva sentire l'odore dell'altro. Se l'acqua avesse smesso di scorrere, avrebbero sentito i loro cuori battere. Il lancio delle loro esche portò i loro galleggianti ad una distanza misera gli uni dagli altri, ma dopo appena due minuti, fu ancora quello verde ad inabissarsi. L'invidia dei due era talmente grande che veniva tradita dalla loro sudorazione. Ognuno di essi iniziò ad imprecare nella propria mente augurando sventure di ogni genere al fortunato pescatore e quando i loro sguardi si incrociarono di nuovo, senza che una parola invadesse quell'ansa del torrente, arrivarono ad un'intesa preoccupante. Posarono le canne in terra e si avvicinarono al pescatore che di spalle stava slamando il pesce. I loro sguardi si incrociavano quasi a sostenersi per il mal torto che stavano per compiere, poi tornavano a guardare le inermi spalle dell'ignaro pescatore.
Sempre più vicini sentivano l'invidia accrescere la propria rabbia, poi, il loro avversario fece qualcosa che nessuno dei due capì bene e, dopo aver messo il pesce nel retino, si alzò e senza voltarsi se ne andò. I due, sbigottiti, si divisero in silenzio i quattro pesci lasciati, accorgendosi solo per caso di un biglietto di carta caduto in terra. Uno lo raccolse, lo lesse e sorrise. Lo passò all'altro. A sua volta lo lesse e sorrise.
Il biglietto diceva: Sono troppo invidioso della vostra calma, non la sopporto! Il mio divertimento è fare invidia agli altri, invece voi mi avete sopportato.
...A volte, le cose bisogna saperle guardare!