Piccolo racconto: IL CORPO

postato da Morandi Marco [25/04/2010 17:15]
Nella nostra ripetitiva vita, il tempo ripassa ogni giorno gli stessi gesti, le stesse situazioni. Sicuri di un futuro ormai segnato, non immaginiamo che l'inverosimile potrebbe, per sempre, cambiarla.
Ecco, sento i suoi passi avvicinarsi. Quando la sera torna tardi da lavoro, cerca sempre di non fare rumore. Sa che io lo aspetto sul divano a guardare qualche stupido programma televisivo. Ha la certezza che io non dormo, ma è sempre molto attento a non farsi sentire. Si è fermato! Il suo classico respiro profondo anticipa il suo piccolo bacio sul collo, ma questa sera si lascia attendere, forse è più stanco del solito. Un alto sospiro! L'immensa stanza in cui mi trovo, è illuminata soltanto dal bagliore della pubblicità che la televisione proietta e, questa penombra, abbraccia il mio corpo facendolo sentire sereno e tranquillo. Se avessimo avuto figli, forse tutto sarebbe stato diverso. Tutto più frenetico, tutto più caotico. Con le ginocchia cinte al petto e le braccia attorno ad esse, aspetto il suo saluto, ma stasera tarda ad arrivare. Sospiro anch'io, e proprio nel momento in cui cerco di voltarmi sento uno schianto che mi assordisce le orecchie. Quello che ho davanti si spegne all'improvviso, come se fossi diventata immediatamente cieca. Ascolto immobile ciò che avviene intorno a me. Provo a muovermi ma è tutto inutile. Lentamente la grande confusione che ho in testa si affievolisce lasciando il posto alla razionalità. Provo a capire lo stato in cui mi trovo, provo a muovere i piedi, le gambe, le mani, ma è come se tutto non funzionasse più. Il mio corpo è al di fuori della mia ragione. Percepisco il molle che dalla testa scende giù fino alle spalle, ed il suo odore di lezzo mi da la certezza che è sangue. Capisco che lo schianto sentito, non è stato un rumore, ma un dolore intenso. Ho la certezza di essere guardata dal mio aggressore, come un cacciatore guarda la sua preda colpita prima di dargli il colpo di grazia, ma come è possibile? Perché sono stata aggredita? Un ladro? Un farabutto? Perché mi è capitato questo dramma? Chissà dove sarà il mio adorato Mario. Mentre sento i respiri aumentare di ritmo dietro di me, cerco di farmi coraggio, cerco di reagire, ma è tutto inutile. Speriamo che Mario stia per tornare a casa; spero vivamente di vedere Mario accorrere in mio soccorso. Ma i respiri dietro di me, squarciano le mie speranze. Provo ad aprire gli occhi e, quasi per incanto, essi obbediscono. Il divano è completamente rosso del mio sangue, la testa pulsa quasi fosse il mio cuore, le gambe e le braccia, fuori da ogni mia sensazione vengono viste dai miei occhi, piene di tremiti convulsivi. La razionalità fa fatica a comprendere la situazione; stenta a riconoscere il mio corpo come tale. Mi chiedo quanto mi rimane ancora da vivere. Con l'udito seguo il respiro del mio aggressore che adesso passando dalla mia sinistra, mi si pone davanti: Mario! Non è un estraneo, è Mario, il mio dolce marito! Cerco una spiegazione plausibile, ma non la trovo. Il ghigno del suo viso, fredda tutti i miei pensieri. Inizia freneticamente a spogliarmi fino a lasciare il mio corpo completamente nudo e privo di anima. Le sue mani percorrono il mio ventre fino a trovarsi nel posto più ambito dagli uomini e, dopo una piccolissima pausa, mi penetra con tutta la mano. La violenza e l'abuso che subisco non fanno male al mio corpo ormai privo di ogni possibilità di reazione, ma alla mia ragione. Devo reagire! Devo riuscire a fare qualcosa. Non ce la faccio a continuare a guardare il mio corpo così martoriato. Chiudo gli occhi e mi concentro su ogni singola parte di esso. Cerco di sentire la bocca , le mani, le gambe... mi devo concentrare, devo riprendere il controllo del mio corpo devo... uno schianto! Sobbalzo! Apro gli occhi: la televisione accesa davanti a me continua a dire le sue stupidaggini. Mi guardo intorno e vedo che è tutto tranquillo! Forse ho sognato? Ho ripreso il pieno controllo del mio corpo e perso quello sulla mente? La testa mi fa un gran male, il basso ventre sembra essere stato lacerato, il divano è pulito. Forse sono riuscita a tornare indietro di alcuni minuti? Forse... La porta delle scale si apre. Le gambe iniziano a tremare, il terrore si impadronisce di me. Corro in cucina a prendere un coltello e torno sul divano. I miei occhi sono sulla televisione. Ecco, sento i suoi passi avvicinarsi. Si è fermato! Il suo classico respiro profondo anticipa il suo piccolo bacio sul collo. Quando le sue labbra toccano la mia pelle il mio coltello tocca il suo cuore!
" Tenente, cosa pensa sia successo? "
" Non lo so, appuntato, la porta era chiusa dall'interno, la donna è stata uccisa da un colpo in testa e stuprata post-mortem sul divano, ma per quanto riguarda l'uomo, le cose sono più complesse. Il suo corpo è stato trovato chiuso a chiave in un baule nella camera da letto, anch'essa chiusa dall'interno, completamente scarnificato e con entrambi le chiavi strette in ciò che era rimasto dalle sue mani."
" Allora?"
" Allora penso che questo sia un caso privato, un caso che... che presto verrà archiviato"

Marco Morandi