Piccolo racconto: Il Sogno

postato da Morandi Marco [01/06/2010 12:23]

Nel buio delle grotte più profonde Hug tentò in tutte le maniere di sfuggire al tremendo freddo invernale. La donna e il figlio lo seguivano senza ombra di dubbio ma, a volte, posavano lo sguardo nei suoi occhi per chiedergli cosa avrebbero fatto domani. Siamo alla fine della terza glaciazione e l'immenso mondo che in quel periodo si presenta agli uomini, è un paradiso terrestre senza grandi possibilità per la vita umana. A mettere a dura prova la sopravvivenza, non erano i grandi animali che in precedenza avevano terrorizzato ogni essere vivente, in quel periodo il grande nemico era il freddo . Da molte generazioni gli avi di Hug avevano trasmesso l'insegnamento di molte conoscenze, ma ciò che per quell'uomo, in quel momento era più importante, non erano riusciti a trasmetterlo: Il fuoco! Hug, il preistorico, aveva conosciuto in alcune tribù quel prezioso gioiello, aveva assaggiato le carni cotte da quel dono della natura, ma nessuno era riuscito a carpire da quella gente la maniera di crearlo. Aveva guardato molto attentamente come usavano le mani ed i bastoncini per farlo nascere e, dopo essere tornato nella propria tribù, aveva provato in tutte le maniere a realizzare il sogno del fuoco, ma invano! Poi lentamente i suoi cari morirono e, nel giro di alcuni anni, si era trovato solo con la propria donna e con un figlio da mantenere. Quella sera era freddo, più freddo del solito. Il bambino, sempre in braccio alla mamma aveva smesso di piangere e, Hug, sapeva che non era buon segno. Aveva visto morire molti piccoli uomini, ed il primo sintomo era quello del silenzio. Non che lui e la donna comunicassero molto, ma la situazione del bambino, la percepiva a pelle. Quel giorno, il preistorico decise di andare più in fondo alle grotte. Sapeva che il buio sarebbe diventato più nero, ma aveva anche la coscienza di poter essere accarezzato dal tepore che la terra emanava. Conosceva bene i pericoli a cui andava incontro, ma non aveva scelta. Dopo aver gesticolato con la donna, fuori dalle grotte, e dopo aver emesso rumori che tutto potevano sembrare tranne che parole, strinse le spalle di lei tra le braccia e le intimò di camminare. Era qualche giorno che sentiva questa nuova sensazione dentro di se e, anche se non ne conosceva il motivo, sentì la voglia di appoggiargli una mano sulla guancia e di accarezzarla. Sì, era qualche giorno che lo faceva e la cosa dava piacere sia a lui che a lei. Sentiva le labbra tirarsi quasi a scoprire i denti e vedeva che lei, spesso accompagnava quel gesto alzando la spalla stringendo la nano al viso cercando di non farsela più scappare. Hug, non sapeva che il suo corpo stava imparando il sorriso, non sapeva che con quel gesto stava prendendo le distanze da tutti gli altri animali. Hug non sapeva che un giorno, molto lontano da quello, la sua stirpe avrebbe dominato il mondo! Il suo pensiero principale era quello di portare le persone, a lui care, al riparo da quel freddo penetrante, la sua preoccupazione principale era quella che, nel buio delle grotte, perdesse la cognizione del tempo, il suo sogno, era e sempre era stato il fuoco. Quando entrarono nelle grotte, forti tuoni ruppero il silenzio del cunicolo ed accecanti lampi li fecero rabbrividire. Camminarono nel cunicolo per un tempo di molti respiri e, arrivati in un punto abbastanza caldo, iniziarono a spogliarsi per coprire ancora di più il piccolo poi, si misero seduti a terra. Presenti nello stesso luogo ma isolati dal buio profondo ognuno di loro sentiva una forte voglia di stringersi l'un l'altro e, soltanto dopo alcuni minuti Hug si fece coraggio ed accettò quel nuovo sentimento. Si alzò, andò vicino alla donna e, dopo essersi messo nuovamente seduto, strinse la testa della donna al suo petto. Il giorno prima, avevano mangiato abbondantemente e quindi non sentivano il dolore della fame, potevano godere di quella nuova emozione che si stava manifestando in loro: l'amore. Il tempo trascorse velocemente e, presto, la donna si addormentò sul suo uomo, lui no! Sapeva che lei era tranquillizzata dal suo saper fare, sapeva quale grande era la sua bravura nel cacciare e nel sopperire alle esigenze alimentari che si presentavano e questo, le dava serenità; lui, invece, sapeva che gli mancava una cosa importante, lui doveva coronare il suo sogno, lui doveva riuscire a creare il fuoco. Nessuno di noi sa come potessero materializzarsi i sogni in quelle persone senza cultura e senza credo, ma Hug quella notte percepì che se avesse avuto il fuoco, non avrebbe avuto bisogno di niente altro. Nella sua testa, riusciva a vedere le immagini di una vita piena di benessere e felicità. Riusciva ad immaginare il calore che emanava quel virtuale falò e vedeva donne intorno ad esso tutte indaffarate a cucinare, uomini indurire in esso le lance per la caccia. Vedeva che la sua stirpe non avrebbe mai avuto fine. Quella notte Hug capì che se avesse avuto il fuoco, la sua stirpe avrebbe raggiunto l'apice del benessere; capì che oltre non ci sarebbe potuto essere altro, il massimo per il mondo intero: il Fuoco. Con questo sogno ad occhi aperti sorrise e, sereno, per l'ultima volta si addormentò. Anche il fuoco della vita che era in lui fu spento, per sempre, dal freddo della terza glaciazione.


Marco Morandi