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3 storie eroiche

postato da Roberto Valentini [19/11/2009 19:14]
   

ROMA  41°53"N 12°28"E

-Non ho tempo!- sbotta al telefono Lisa Colonna. Il responsabile dei Servizi Sociali vuole appiopparle una separazione tra due immigrati marocchini. L'avvocatessa è presa da una causa milionaria, il fallimento di una impresa edile, e non ha spazio per casi in gratuito patrocinio.

-Si tratta di un'immigrata regolare, senza lavoro e con un figlio. Il marito ha iniziato a tradirla appena arrivato in Italia e ora lei vuole separarsi.
Sarà forse per un rigurgito di solidarietà femminile che sospira:
-E va bene, le dica di venire domattina.

Il caso è rognoso. In Marocco la poligamia è legale e Lisa deve districarsi tra normative impervie, ma Karima, la sua assistita, si dimostra determinata forse perché sa che è l'occasione per cambiare vita.

Alla fine ce la fanno: il giudice impone al marito un assegno che significa rinascita. Una settimana dopo Karima suona allo studio legale. Ha qualcosa in mano che emana un buon odore. Le impiegate la guardano curiose e quando l'avvocatessa compare, Karima le porge il vassoio di terracotta decorata. Dentro c'è un meraviglioso cous cous alle verdure, il suo modo di sdebitarsi. Lisa Colonna lo assaggia trattenendo un sorriso.

"E' l'ultima volta che accetto un gratuito patrocinio " pensa, ma sa che non è vero.

Racconto ispirato a fatti realmente accaduti, i nomi sono di fantasia

 

CASTELVETRO  44°30′N 10°56′E                                

Sullo schermo appare la notifica di una nuova mail: l'oggetto recita "Offerta Riservata".  Risvegliata dalla noia di un pomeriggio novembrino, Roberta Rossi, addetta all'ufficio acquisti di un'azienda alimentare, legge il contenuto, proveniente da un fornitore cui ogni tanto l'azienda ricorre: una partita di carni suine a un prezzo senza concorrenti. "Al mio capo piacerà" pensa Roberta. Le festività natalizie sono alle porte e l'azienda dove lavora con contratto a tempo determinato produce cotechini e zamponi di fascia media. Scorre riga dopo riga, scopre che le carni provengono dall'Irlanda, e le si accende un campanello d'allarme: i giornali hanno denunciato una partita di materie prime provenienti da quel paese con un contenuto di diossina superiore ai limiti di legge.

"Magari mi prolungherà in contratto" si dice Roberta, soffermandosi di nuovo sul prezzo. Esegue a mente qualche conto e si accorge di quanto l'azienda guadagnerebbe, utilizzando quella carne per produrre i propri cotechini e quanto il capo sarebbe contento. Medita ancora qualche istante e si sofferma un'ultima volta sul prezzo. Poi clicca l'opzione Reply e risponde: "Spiacenti, proposta non conforme."

Storia ispirata a fatti realmente accaduti, Roberta Rossi è un nome di fantasia

 

PALERMO     38°07´N  013°22´E

"Sequestrarlo e ucciderlo" aveva ordinato il boss. E così doveva essere: Ultimo sarebbe stato torturato in una prigione della mafia e poi assassinato. La sua esecuzione, comunicata a tutta Italia, avrebbe dovuto essere esemplare. Perché lui, Ultimo, è il carabiniere che aveva osato sfidare il boss dei boss.

Dopo quell'arresto leggendario di tanti anni prima, fu messo sotto scorta e trasferito a Roma. Anno dopo anno però, anche a causa delle accuse di "condotte omissive e arbitrarie" rivolte ad alcuni appartenenti all'Arma, è stato lasciato sempre più solo. Fino a quando la scelta di revocare la sua scorta è diventata ufficiale. La mafia non dimentica e i compagni temono ancora per la sua incolumità. E così centoventi carabinieri del nucleo scorte di Palermo si sono fatti avanti per proteggere volontariamente, con le proprie auto e fuori dal servizio, il loro "capitano", disposti a sacrificare il proprio tempo libero. "Gesti che uniscono" ha commentato il sindacato dei carabinieri. Spesso c'è bisogno di eroi, per non lasciar solo un eroe.

Sergio "Ultimo" de Caprio (1961), carabiniere e i suoi compagni d'arma