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Name: Angelica Lubrano
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Quando ci presentiamo

Quando ci presentiamo normalmente calibriamo il curriculum sul destinatario e sullo scopo che si vuole ottenere: un lavoro, il voto di un elettore… Ma cosa può interessare di me a un distratto e frettoloso navigatore a cui capiti di cliccare su questo sito? Da sempre ho sostenuto che se si vuole conoscere una persona occorre prescindere dai dati anagrafici o sociali o razziali e valutare le cose che dice o meglio che fa. Ho raccolto i miei pensieri e le cose che ho fatto e che intendo fare su questo sito perché nessuno resiste alla tentazione di lasciare traccia di sé.

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DIALOGO SUI MINIMI SISTEMI

postato da blog.lubranoangelica.it [07/07/2015 15:41]

Simplicio- Grecia , Europa, Euro… Lavoro serve, altro che storie!

Salgredo – E come pensi si possa creare lavoro? Serve qualcuno che abbia denaro e che investa in Italia…

Simplicio- Già, invece anche le imprese Italiane se ne vanno, delocalizzano dicono i "colti".

Sal. – E perché delocalizzano? 

Simplicio- Perché vanno in Paesi dove pagano poco gli operai. Dove possono svalutare la propria moneta per essere competitivi, dove le tasse sono basse e dove se sversi i rifiuti nell’ambiente nessun procuratore ti rompe le balle..

Sal.- Quindi tu vorresti far concorrenza a questi Paesi con operai ridotti in schiavitù, un ambiente ridotto a discarica, un’inflazione alle stelle che ci farebbe pagare interessi usurai sul debito pubblico e, senza soldi delle tasse, l’annientamento dello stato sociale?

Simplicio- Ma come facevamo 20 anni fa quando la disoccupazione era attorno al 7%?

Sal.- Agli inizi degli anni’90 l’Italia, con l’1% della popolazione produceva il 5,2% della produzione mondiale, mentre i Paesi del BRIC (Brasile Russia India e Cina), tutte insieme oltre il 50% della popolazione, producevano il 4,8%. La caduta del Muro, il crollo dei blocchi e il neoliberismo, il laissez passer, hanno favorito la libera circolazione delle merci portando 1 miliardo di individui nel mondo fuori dalla fame, e ciò è positivo, ma anche a una riduzione della produzione italiana al 2,8%, mentre i Paesi del BRIC salivano al 25%, sorpassando persino gli USA. Purtroppo anche i capitali e la finanza, favoriti da una tecnologia che permette di spostare in un clic i capitali che gli spalloni spostavano in un mese 50 anni fa, si sono mossi senza più limiti, obbedendo non più ai bisogni produttivi di imprese nazionali, ma inseguendo speculazioni.

Oggi gli Stati-Nazione sono impotenti a contrastare la finanza corsara, che specula e scommette sui loro fallimenti, si è fatta globale e attraverso gli organismi internazionali (FMI, WTO, e la stessa ONU, tutt’altro che democratici, visto che solo i Paesi ricchi ne determinano le decisioni) domina i destini delle persone, in assenza di una governance globale veramente democratica.

Simplicio- E dove possiamo sperare di creare un governo autorevole capace di imporre a tutti gli stati membri, o almeno a quelli che condividono la moneta, un costo del denaro, un fisco, delle tutele ambientali, dei salari, un’età pensionabile, l’acquisto di fonti energetiche e di materie prime, la ricerca, un sistema di giustizia civile, insomma tutti i fattori che fanno vincere la concorrenza, in comune?

Sal.- A questo dovrebbe servire un’EUROPA politica, non il mostro attuale fondato sui diktat di banche e mercati…E che se la Grecia fallisce, la Germania si frega le mani perché i capitali si precipitano tutti al sicuro in Bund tedeschi, anche se gli interessi spuntati sono meno dell’inflazione… Così mentre il debito tedesco cala, un ulteriore vantaggio va alle imprese tedesche che si finanziano a tassi irrisori e non temendo più le svalutazioni dei Paesi fragili, mentre questi ultimi muoiono, la loro debolezza ha un effetto calmieratore sul cambio dell’euro rispetto al dollaro. Se ci fosse il marco, invece, si rivaluterebbe immediatamente rispetto al dollaro, e l’industria tedesca perderebbe competitività…

Simplicio- Allora non ci resta molto spazio d’azione! Quindi questa classe politica italiana non è particolarmente peggiore di quella della prima repubblica, non è tutta colpa loro, ma si è trovata ad affrontare una delle crisi più gravi da quella del ’29? 

 

Sal.- No questa classe politica in campo nazionale ha molte responsabilità e molto da fare. Chiediti se un imprenditore onesto verrebbe mai in un Paese in cui una burocrazia borbonica, con qualche lodevole eccezione, ci mette 10 volte il tempo a svolgere le pratiche di quello che ci mette la vicina Svizzera. In Cina in tre mesi un imprenditore ha la fabbrica finita, chiavi in mano. Poi lo stesso investitore deve pagare per oliare la P.A. mazzette, bustarelle, favori e bonus a politici … Arriva la mafia che pretende il pizzo e i subappalti…. Le fonti energetiche costano mediamente il 30% in più della vicina Francia. Il denaro per gli investimenti le banche italiane te lo danno (se te lo danno...) a interessi due, tre volte più cari che in Germania (alla faccia della concorrenza sleale) Quando devi muovere le tue merci il sistema trasporti è a dir poco allucinante. Malgrado la possibilità di utilizzare vie d’acqua, strade e autostrade fanno viaggiare lungo il Belpaese più merci di quante non siano conservate nei magazzini. Stendo un velo pietoso sulle ferrovie e le polemiche nostrane dei campioni del NIMBY. E che dire degli evasori fiscali e contributivi che fanno concorrenza sleale? Anche la giustizia civile dissuade dall’investire in Italia: se un cliente non ti paga o se un fornitore ti fa il pacco chi potrà mai avere la forza di ricorrere a Tribunali in cui i processi durano anni e a guadagnarci sono solo avvocati senza scrupoli? Ecco invece di cominciare da pensionati e lavoratori, che non sono responsabili della crisi, questa classe politica doveva partire dal risolvere tutti questi problemi.