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Quando ci presentiamo normalmente calibriamo il curriculum sul destinatario e sullo scopo che si vuole ottenere: un lavoro, il voto di un elettore… Ma cosa può interessare di me a un distratto e frettoloso navigatore a cui capiti di cliccare su questo sito? Da sempre ho sostenuto che se si vuole conoscere una persona occorre prescindere dai dati anagrafici o sociali o razziali e valutare le cose che dice o meglio che fa. Ho raccolto i miei pensieri e le cose che ho fatto e che intendo fare su questo sito perché nessuno resiste alla tentazione di lasciare traccia di sé.

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NAPOLITANO E PERTINI: DUE GRANDI UOMINI DELLE ISTITUZIONI

postato da blog.lubranoangelica.it [04/01/2015 15:26]

“Io ho voluto molto bene a Pertini. Grande Presidente e persona straordinaria. Ma non sopporto, se si ragiona seriamente in termini politici, questo suo volerlo mettere a tutti i costi in contrapposizione a Napolitano. Hanno " regnato " in tempi completamente diversi ed entrambi hanno avuto i loro macigni da sopportare. Con caratteri e storie diverse. Pertini era più autenticamente " popolare " e diretto, Napolitano senz'altro più dotato di acume politico e più riservato. Ma entrambi , come tutti i Presidenti che si sono succeduti in questi anni ( tranne l'eversivo e instabile mentalmente Cossiga ) hanno servito con onore il nostro Paese. Pertanto ( e non l'avrebbe sopportato nemmeno lui ) è fastidioso questo ridurre il tutto a un confronto ( improponibile) dove esiste un santino laico ( quasi una macchietta ) e un farabutto amico dei potenti. Non è cosi'.”
 
Grazie Roberto Rocciolo la tua analisi è perfetta. Poche cose da aggiungere. Ho sposato un nipote di Carla Voltolinai. Sono stata per anni, dopo la sua morte, segretaria dell'Associazione a lui intitolata, a Stella sua città natale. Sandro Pertini ha vissuto una fase storica diversa, di crescita, di speranze. Allora nessuno indagava sui costi della politica e a nessuno interessavano i vitalizi degli uomini politici. Ogni generazione convinta che i propri figli avrebbero avuto più occasioni di loro. L'ascensore sociale in piena funzione.
Ora l'ascensore ha solo tasti per la discesa. La globalizzazione, pur permettendo a 1 miliardo di persone di uscire dalla fame, ha reso ogni stato impotente rispetto allo strapotere delle finanza e la finanza gode e lucra  quando in un Paese le Istituzioni sono screditate.
Pertini fu uomo delle Istituzioni e per quelle sacrificò la sua giovinezza e i suoi averi. Sai che quando fu in Francia, durante il fascismo, per acquistare una radio con cui trasmettere discorsi agli italiani da Mentone si fece liquidare la sua eredità?
Pure neanche lui fu in grado di fermare il declino del glorioso PSI, di fermare i mariuoli del suo partito.
Napolitano rappresenta quelle istituzioni oggi in un paese precipitato nella peggiore prostrazione, un degrado morale e una corruzione dei costumi disperante dopo il ventennio berlusconiano.
Ma senza Istituzioni c'è il Far West in cui i primi stracci a volare sono i poveri cristi....
Scusa caro Roberto Rocciolo, ma non sopporto più questo cupio dissolvi, questi attacchi insensati ai rappresentanti delle nostre Istituzioni, almeno quelli ancora credibili agli occhi del mondo.....
 
Qui di seguito un’intervista rilasciata a Rinascita qualche “lustro” fa….  e che mi fa piacere riproporre oggi: per guardare più avanti bisogna salire sulle spalle dei giganti del passato…
 
 
Un “giusto” al Quirinale
 
“Sandro Pertini è stato un grande testimone e protagonista del XX secolo, secolo che, semplificando la storia, ha diviso il mondo in due: da una parte ideologie che hanno perseguito un idea di libertà fino all'arbitrio, creando disuguaglianze e sofferenze, dall'altra un'idea di giustizia sociale che troppo spesso ha mortificato le libertà e i diritti individuali.
A distanza di 15 anni dalla sua morte l'insegnamento da consegnare alle future generazioni consiste proprio nel suo grande sogno utopistico di coniugare insieme i due grandi valori di Giustizia e Libertà».
Angelica Lubrano, segretaria dell'associazione "Sandro Pertini" di Stella (Savona, www.assopertini.it), ricorda così il Presidente di tutti gli italiani, scomparso a Roma quell'ormai lontano 24 febbraio 1990.
Perché questa associazione?
Fondata il 25 luglio 1996 da un gruppo di cittadini con il solo supporto dei propri contributi economici, di tempo e di idee, l'associazione ha l'unico scopo di mantenere vivo e diffondere il patrimonio storico, umano e politico di Sandro Pertini.
Pertini è stato un grande socialista: oggi che il mondo socialista è diviso in due, secondo lei da quale parte starebbe?
Pur non volendo "tirare per la giacca" chi non è in grado di smentirmi, mi rifarò alla risposta che l'allora Presidente della Camera diede nel 1974 a chi gli chiedeva dei suoi rapporti con i socialisti: «Mi accusano di non avere souplesse. Dicono che un partito moderno si deve adeguare. Ma adeguare a cosa? Se adeguarsi vuoi dire rubare, io non mi adeguo. Meglio il nostro partito clandestino senza sedi al neon, senza segretarie dalle gambe lunghe e dalle unghie laccate». D'altra parte Pertini giunse persino a rimproverare la madre per la richiesta di grazia ai fa scisti o a rifiutare la proposta di aumento dell'appannaggio come Presidente della Repubblica. Ritengo pertanto che in un Polo che depenalizza il falso in bilancio, che incentiva l'evasione fiscale, che smantella la scuola pubblica e taglia i servizi sociali per diminuire le tasse ai ricchi.., no, non credo proprio che il Presidente potrebbe trovarsi bene con i De Michelis e le Stefanie Craxi.
Pertini avrebbe condiviso la partecipazione alla guerra in Iraq?
Farò parlare il Nostro con le sue stesse parole: «Si svuotino gli arsenali di guerra, si colmino i granai» (31 dicembre 1979), questo l'auspicio di un uomo che aveva compreso, proprio perché testimone della barbarie di due guerre mondiali, che solo la libertà dal bisogno e la giustizia nel mondo potevano trasformarsi in pace per tutti.
Avrebbe controfirmato la legge 30 sui mercato dei lavoro? 

Sandro ebbe sempre molto a cuore il futuro dei giovani, mentre quella legge va a mortificare proprio le giovani generazioni a cui pare preclusa ogni possibilità di pensare con fiducia al proprio destino.

http://www.assopertini.it/archivio-news/Intervista-rinascita.html