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Andrea Angelini - " Ricerca n° 3 sul concetto di tempo e memoria ....."

postato da Massimo Mazzoli [23/06/2011 06:41]
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Ricerca n. 3 sul concetto di tempo e memoria. Porto Recanati 26/12/2009, ore 11:40 - 15:05.

Un luogo che, pur non essendo marchigiano, mi appartiene e che stimola la meditazione: un tratto di spiaggia a Porto Recanati diventa un luogo di incontro e di memoria in cui, in uno spazio temporale definito di circa 3 ore e mezzo, alcune vite si intrecciano con la mia.
Persone sconosciute attraversano il mio ipotetico ed immaginario palcoscenico condizionando la mia memoria. Incontri casuali che non resteranno per sempre nella memoria ma che il trascorrere del tempo li cancellerà alla stessa stregua di come avviene sulla pellicola Polaroid: Fade to Black utilizzata per solennizzarli.
Incontri che riaffiorano attraverso una fotografia nel suo immediato futuro ma che sono già segnati a scomparire in poche ore lasciando un labile ricordo di sé. Una traccia oscura quasi irriconoscibile.
La fotografia digitale ci aiuta ha registrare nel suo inconscio meccanico questi attimi che sappiamo già non essere infiniti registrandoli in un gesto tautologico prima che scompaiano per sempre con lo stesso criterio di un album di famiglia in cui cataloghiamo quegli attimi ritenuti essenziali per la nostra memoria futura.
Cosa resterà di quell'incontro, di quell'istante labile ... forse il solo ricordo di una fotografia.

S.Agostino ci ha lasciato detto che se il tempo è qualcosa che varia, l'elemento fisso che permette la comparazione tra i tempi che cambiano è la nostra anima è il nostro Spirito. Quindi noi misuriamo il futuro a partire da un atteggiamento del nostro animo, l'atteggiamento dell'attesa: il futuro è più lungo o più corto in base all'attesa. E misuriamo il passato in base ad un altro atteggiamento del nostro animo che è la memoria; anche il rapporto col passato varia secondo la memoria (cfr. S.Agostino, Confessioni, XI, 20 e 28).

Andrea Angelini

 

 


Com'è possibile dare un senso poetico ad una tecnica fotografica?
Eppure è questo che Andrea Angelini ha fatto nell'opera "Ricerca n°3 sul concetto di tempo e memoria. Porto Recanati, 26/12/2009, 11,40 - 15,05".
Incredibilmente Polaroid inventa una pellicola che vive a tempo limitato, cioè appena scattata l'immagine è perfetta ma poi, dopo qualche ora, essa irrimediabilmente si annerisce fino ad oscurare completamente l'icona.
Per la mentalità utilitaristica un processo tecnico di questo genere non serve a nulla e probabilmente si conclude con rimostranze al negoziante che ha venduto il materiale sensibile.
Nella mente creativa di Andrea Angelini invece questa sparizione a tempo, eseguita freddamente dal processo chimico, affine all'Incoscio Tecnologico teorizzato da Franco Vaccari, è una metafora straordinaria che può accendere tante riflessioni.
La più immediata conduce al legame che intrattiene la rappresentazione fotografica col reale, infatti la fotografia non ci dice solo com'è l'aspetto del soggetto, ma ci assicura che c'è!
Questo legame con l'esistenza che viene lentamente e inesorabilmente spento dall'oscuramento della Polaroid, inevitabilmente ci rimanda al dramma dell'impermanenza della vita umana.
Se poi il soggetto, della speciale Polaroid, è l'autore stesso, allora la riflessione si fa più complessa perché viene riferita dall'autore alla propria vita. L'ambiente in cui questa meditazione viene compiuta è la spiaggia deserta, del mare d'inverno di Porto Recanati, il 26/12/2009.
Ecco che la Polaroid scattata appare nella fotografia digitale recante scritto: il luogo, la data e l'ora dello scatto. In questo modo, col proprio autoscatto, l'autore ci appare come un'icona facente parte di un angolo vuoto di mondo e nel contempo sufficientemente completo, grazie ai segni naturali e ambientali che vengono posti in relazione.
Ma più che lo spazio di questo paesaggio scarno, ad Angelini interessa il tempo, inteso come istante e sequenza di istanti, nel quale si spende inesorabilmente l'esistenza propria e di coloro che sono lì con lui.
La Polaroid appena scattata ci appare già appartenente al passato, non importa se da un minuto o 10 anni. Il tempo è inafferrabile e scivola via tra le nostre dita lasciandoci increduli, la fotografia è segno di questo processo.
E' proprio questa vertigine della sospensione delle certezze l'idea centrale della sua opera concettuale, la quale non scalda d'emozioni il nostro sguardo ma chiede l'azione della nostra mente per essere compresa.

Silvano Bicocchi

 

 

 

 

 Note biografiche

Angelini Andrea, nato il 16/10/68 a Forlì, vive a Fratta Terme di Bertinoro. Premio Fotoconfronti Bibbiena nel 2006 con "I sommersi e salvati. Nel 2007 Premio Portfolio San Felice sul Panaro con "Le opere ei giorni". Nel 2007 Almanacco di Forlì come testimone fotografico. Nel 2007 è invitato dalla Provincia di FC al progetto "Itinerari fotografici - Artisti e luoghi della creatività". Nel 2008 partecipa ad "Obiettivo Trentino Fototrekking". Segnalazione della giuria a Rovereto Immagini 2010. Negli ultimi anni si è occupato di ricerche fotografiche sul concetto di tempo e memoria, collabora con artisti romagnoli e come presidente dell'associazione TANK Sviluppo Immagine (Forlì) ha iniziato la raccolta di un archivio fotografico romagnolo.