Antonella Monzoni - Madame
Madame era Henriette Niépce, prima moglie del regista Gillo Pontecorvo e sorella della famosa Janine, una delle prime donne photoreporter, scomparsa nel 2007, era pronipote di Nicephore Niépce, riconosciuto inventore della fotografia. Antonella Monzoni
La morte interrompendo le relazioni tra le persone avvia l'elaborazione del lutto dal quale emerge l'intima natura del legame umano che è esistito tra la persona scomparsa e chi, a vario titolo, l'ha conosciuta. Colpisce il rapporto confidenziale, tra Henriette Niépce e Antonella Monzoni, che con evidenza si nota nell'opera "Madame". Madame sa che cos'è una fotografia! Sa che è un messaggio pubblico che andrà sotto gli occhi di chiunque, ma non nasconde nulla, neppure il suo volto di novantenne. Per la Monzoni fotografare Madame Niépce è stato un incontro eccellente, tra le centinaia di incontri con persone semplici. Ma come in tutti gli incontri fotografici con le donne, l'autrice ha messo in atto quel suo spontaneo rapporto d'empatia che riesce a smontare ogni alterità tra fotografa e soggetto. Nei suoi ritratti femminili si vede sempre questa forte coalizione formatasi tra donne. Non è facile per una signora come Henriette Niépce, che era stata bellissima in giovinezza, darsi in questo modo così sincero e disarmato. Ma tutto ciò si può spiegare nella scelta trasgressiva e coraggiosa di Henriette Niépce, nell'infrangere i miti della bellezza ed esprimere la sofferta consapevolezza del proprio ciclo esistenziale. La Monzoni diventa sua compagna in questa ultima apparizione pubblica, mediata dalla fotografia. Ma l'intensità e la verità dei messaggi, comunicati dalle immagini, è tale che viene naturale pensare che per Madame Niépce l'incontro fotografico con l'autrice sia stata una bella chance offertale dal destino per scrivere le sue ultime pagine pubbliche. Se la Monzoni ha fatto con amore il suo lavoro, Madame nel lasciare scattare queste immagini su ciò che aveva di più intimo e caro ci ha affidato una sua eredità morale facendoci conoscere il proprio mondo domestico, denso di affetti e ricco di segni dei molteplici aspetti della sua complessa personalità. Silvano Bicocchi
Note biografiche Antonella Monzoni vive a Modena. Pratica una fotografia di reportage profondamente umanista, concentrata sulla assimilazione culturale del ricordo, sui simboli e sui luoghi della memoria come tracce di appartenenza, Tra i recenti premi e riconoscimenti si segnala quelli ottenuti dai seguenti reportage:
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commenti
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mi ricordo ancora la prima volta che lo vidi, l'anno scorso a carrara.
ho respirato il mondo attraverso le tue foto. avere il tuo libro quest'anno è stata una gioia perchè mi ha dato la possibilità di portarne un pezzo con me non solo nel ricordo. grazie antonella :-) ps. sei bravissima e di più |
| postato da raffaella il 28/08/2011 20:24 | |
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Ciao Antonella.
Un opera straordinaria impreziosita da un nuovo finale che ci mostra come il cuore nei tuoi lavori sia sempre l'elemento principale delle tue ricerche. Un incontro straordinario che solo l'autore conosce fino in fondo e grazie di averci reso partecipe di questa tua straordinaria avventura. Ci vediamo a Sassoferrato. Mi ero ripromesso e mi sarebbe piaciuto dare un piccolo contributo al dibattito di tutti i lavori inseriti in modo magistrale da Massimo e dall'instalcabile Silvano ma il lavoro e le ferie non me l'hanno reso possibile. Mi dispiace ma sarà una felice sorpresa conoscere i Vs lavori e, spero, molti di Voi a Sassoferrato. Grazie mille ancora del lavoro eccezzionale che state realizzando. A domani. Andrea Angelini |
| postato da Andrea Tank il 26/08/2011 09:48 | |
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Quando ho visto le ultime foto di "Madame" ho pensato che pochi fotografi riescono ad unirsi alle storie che raccontano in modo delicato e profondo. Due parole apparentemente in contraddizione ma che ritrovo nel modo di lavorare di Antonella. Silvano ha usato magistralmente le parole per sottolineare il valore di questo lavoro.
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| postato da PaolaFiorini il 13/08/2011 14:05 | |
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Con “Madame” Antonella Monzoni ci narra dell’Incontro fotografico con Henriette Niépce, la novantenne pronipote del famoso inventore della fotografia. Dopo l’Incontro del 2006, nel 2010 l’anziana signora muore. La sua scomparsa scuote l’autrice fino a spingerla ad un ritorno in Francia al cospetto della tomba e scattare l’ultima fotografia. Una fotografia che suggella il legame umano e completa un rapporto molto confidenziale tra fotografa e soggetto. Come evidenzia l’opera, la Monzoni è stata compagna di Henriette Niépce nell’ultimo messaggio che ella ha voluto lasciare al mondo: il suo volto anziano e giovanile, l’intimità domestica, i ricordi, la sua pittura. Tutto ora ci appare come un’eredità morale lasciata a chiunque voglia raccoglierla.
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| postato da Silvano Bicocchi il 10/08/2011 23:11 | |
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Bravissima la fotografa e il testo altrettanto importante.Un lavoro che scuote le radici più profonde e fa vibrare le corde dell'anima. Complimenti, Roberto Montanari.
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| postato da roberto montanari il 09/08/2011 23:53 | |
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Bravissima Antonella, ho già avuto il piacere di apprezzare "Madame" nel tuo bellissimo e "delicato" libro.
A presto, spero un nuovo "incontro" con te a sassoferrato. Marie-Michèle B.Caron |
| postato da Marie-Michèle il 09/08/2011 13:37 | |
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Complimenti sinceri a Silvano, un testo bellissimo che sa raccontare un incontro speciale, che lo sa valutare nel modo piu' profondo... Grazie, a tutti, propongo questo testo come introduzione alla mostra di Sassoferrato... Ciao!
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| postato da amonzoni il 08/08/2011 16:43 | |
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DAVVERO UN GRAN BEL LAVORO: originale e con un taglio notevole. Complimenti Antonella!
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| postato da rominaremigio il 08/08/2011 08:09 | |



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