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Giuliana Traverso - L'udienza è tolta

postato da Massimo Mazzoli [25/07/2011 07:04]
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Sono partita da una terminologia giuridica per investire attraverso quella il campo ben più ampio della vita dove circostanze ed eventi culturali voluti mettono la croce su un discorso o per meglio esprimermi su tutti gli accadimenti subiti.
Siamo tutti mortali non solo fisicamente ma anche eticamente. In effetti siamo tutte e tutti vittime di una violenza che non possiamo controllare o controbattere.

L'udienza è tolta è divenuta una frase fatta, un luogo comune come uno slogan al quale non si da più il peso iniziale discorsivo che diceva quello che è e non diceva per dire.

Di conseguenza l'udienza nonostante l'artificio del nostro tempo è brutalmente tolta ogni giorno per ognuno di noi in circostanze differenti. Le mie fotografie hanno tentato di rispecchiare direttamente i momenti più spettacolari della fine di questa udienza dove non ho costruito soltanto attraverso immagini dirette, ho costruito per metafora essendomi resa conto che essa non invalidava il contenuto dell'immagine. Mi è sembrato che tornare alle radici del nostro vissuto e a quanto assumiamo come gratuito, narrato, su cui non concentriamo più l'attenzione fosse (almeno per me) un passo di inserimento nell'attuale della vita che ci sta divorando e di cui generalmente non seguiamo più le mutilazioni sia che esse si esplichino su territorio altrui sia che essa martellino sul nostro stesso territorio.

Il mio è un disperato abbraccio all'umanità

Giuliana Traverso

 

 

 

Quando nel 1993, al "Portfolio in piazza" di Savignano sul Rubicone, vidi per la prima volta la mostra "L'udienza è tolta" di Giuliana Traverso rimasi colpito dal suo linguaggio fotografico che andava oltre la composizione formale, degli elementi visuali della realtà, e con una scossa morale rivelatrice sollecitava la mia coscienza. Oggi questo linguaggio che esprime significati forti ci appare usuale ma allora l'idea di bella fotografia era ancora legata in gran parte al virtuosismo tecnico e compositivo nel realizzare l'immagine.

L'opera "L'udienza è tolta" è stata per me il primo incontro con l'opera concettuale che è quell'opera che giustifica le immagini che la compongono non col valore estetico ma con il concetto che esprime.
In quest'opera Giuliana Traverso basa il suo linguaggio sul "legame indicale", che la fotografia intrattiene con la realtà rappresentata, il quale ci assicura che quel che l'immagine mostra "c'è" nella realtà!

Dalle fotografie comprendiamo che "L'udienza è tolta" ogni volta che è stato raggiunto l'irreversibile, l'irreparabile che limita la profondità dell'orizzonte esistenziale, ogni volta che lo scorrere della vita ha sgarbatamente imposto all'essere una condizione limitante o mortificante, senza possibilità di rimedio.
Le sue immagini non ci mostrano realtà estreme ma ciò che si può incontrare nel quotidiano: l'acchiappa mosche ha silenziosamente operato, l'età anziana mette l'uomo con le spalle al muro, la bimba condannata da una grave malattia saluta dolcemente dietro la finestra, l'automobile distrutta ha ancora calda la vita che ha portato ma è perduta, le statue con parti amputate ci parlano ancora ma tristemente, le siringhe euforicamente piantate nell'albero denunciano scandalosamente vite ormai spente, l'invalido mostra gli arti artificiali nell'indifferenza urtante della passante, ecc...
Nelle immagini troviamo il grido della denuncia, ma anche la riflessione profonda che si compiace nel raffinato gioco degli opposti dell'ossimoro o nel semplice porre in evidenza comportamenti crudeli ma normali.
Giuliana Traverso ci introduce in scenari naturali e artificiali, condizioni umane bloccate nel corpo o nello spirito, con immagini che ci dicono più di quel che mostrano, attraverso il linguaggio sottile della metafora che agita le nostre menti promuovendo in noi nuove domande.

Silvano Bicocchi 

 

 

Note biografiche


Giuliana Traverso ha affrontato tutti i grandi temi della fotografia moderna, il reportage, il ritratto, l'impegno sociale, il nudo, il reale, l'astratto, la ricerca tematica, scoprendo la fragilità, il dramma, la commedia, la scenografia che si compongono e si racchiudono nelle cose, nella vita di tutti i giorni, nei soggetti prescelti.
Con il corso "Donna Fotografa" creato nel 1968 ha dato un sostanziale impulso alla creatività femminile, formando negli anni molte abili fotografe. Il corso ha avuto un successo straordinario: dal 1979 è stato istituito anche a Milano per venticinque anni ed è a tutt'oggi una pietra miliare e un'isola a sé nell'ormai vasto panorama dei tanti percorsi formativi legati alla fotografia.
Nel 2003 ha deciso di offrire i suoi forti stimoli e le sue "dolci provocazioni" anche all'universo maschile: il corso "Il Galateo della Fotografia" è stato un altro successo.
L'interesse costante riscosso dai suoi corsi l'ha portata a tenere seminari e workshops in Italia e all'estero; restano memorabili le sue presenze ad Arles, Bolzano, Cetraro, Genova, Milano, Roma, Savignano, Scanno, Torino, Trento, Venezia e in molte altre città.
Commenti relativi alla sua attività di insegnante e di fotografa sono stati pubblicati su quotidiani di tutto il mondo, sulle più importanti riviste italiane e straniere e su pubblicazioni di settore.
Nel 1976 riceve a Genova il Premio Regionale Ligure, con la motivazione "divulgatrice della tecnica e dell'arte fotografica".
Nel 1980 espone la sua I° Antologica a Milano - Galleria "Il Diaframma".
Nel 1982 le è stato conferito il "Sagittario d'oro" premio internazionale della popolarità.
Nel 1986 il suo libro "Il Diametro del Mito" caratterizzato da una grafica raffinatissima è stato il primo libro fotografico presentato al "Premio Bancarella".
Ha avuto dalla FIAF tutti i riconoscimenti ufficiali AFIAP - EFIAP - EXCELLENT e nel 1988 è nominata "Maestra della Fotografia".
Le sue fotografie sono state inserite a Parigi nella Collezione "Cabinet des Estampes de la Bibliothéque National"; nella Collezione Internazionale Polaroid; a Pechino nella "Galleria Arti Estetiche"; Gala di Barcellona "Epicentro", Centro Culturale Polivalente; nella Fondazione Puebla, in Messico - Universidad Popular e Casa de Cultura; a Bergamo nella "Galleria d'Arte Moderna" a Cinisello Balsamo (Mi) nel Museo della Fotografia contemporanea".
Oltre alle molte pubblicazioni, una traccia del suo pensiero è riscontrabile nelle molte interviste televisive e radiofoniche sul linguaggio della Fotografia che ha rilasciato a partire dalla fine degli anni settanta.
Nel 1990 e nel 1993 ha ricevuto la Medaglia d'Argento dai Presidenti della Repubblica Italiana: Cossiga (1990) e Scalfaro (1993) per le due scuole "Donna Fotografa" di Genova e Milano.
Il 5 luglio 1993 nella St. Paul's Chapel della Columbia University (New York) è stata insignita della Laurea Honoris Causa in Lettere e Filosofia.
Nel 2000 è stata nominata Autore dell'anno dalla Federazione Italiana Arti Fotografiche che le ha dedicato un volume monografico che ripercorre alcune tappe salienti della sua attività.
Nel 2003 Genova, la sua città, le ha dedicato una importante mostra Antologica a Palazzo Ducale, il cuore della vita culturale del capoluogo ligure.
Nel 2004 dal Lions Club - Genova, Capo S. Chiara ha ricevuto il premio "Genovese Illustre".
Nel 2005 Il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona dedica per la prima volta una mostra ad una donna: "Giuliana Traverso. Percorrendo il mondo".
Nel 2006 le viene assegnato il premio "Fotografo dell'anno" dalla città di Firenze.
Nel 2007 riceve il "Premio Regionale Ligure 2007 per la fotografia".
Nel 2008 riceve dalla Fondazione Novaro il "Premio Mario Novaro per la Cultura Ligure".
Nel 2010 nell'ambito di "Grafincontro 2010" organizzato dall'Istituto Fassicomo - Scuola Grafica Genovese è stato presentato il suo "Saggio Didattico".
Nel 2010 riceve dall'Associazione Amici di Peagna nell'ambito della Rassegna "Libri di Liguria" il Premio "Anthia" 2010.
Nel 2011 è tra i fotografi scelti ad esporre alla Biennale di Venezia.

Ha tenuto mostre personali e collettive in tutte le principali città italiane tra le quali citiamo: Apricale, Bergamo, Bologna, Cagliari, Fabriano, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Orvieto, Paola, Pavia, Roma, Sorrento, Sondrio, Torino, Termoli, Trieste, Venezia, Verona.
All'estero ha esposto ad Arles, Buenos Ayres, Charleroi, Chiasso, Chicago, Colonia, Düsseldorf, Keukenof, Grignan, Locarno, Monaco di Baviera, Montreal, New York, Parigi, Toronto. Dal 1981 è presente in ogni edizione del Sicof, nella sezione culturale.
Sono centinaia le sue partecipazioni a mostre collettive, molte delle quali hanno itinerato nelle principali città d'Europa e i vari continenti: America del Nord, America centrale e del Sud, Medio ed Estremo Oriente.