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MARIE-MICHELE BERTIN-CARON - INCONTRI

postato da Massimo Mazzoli [29/05/2011 19:50]
foto

L'incontro!

Un tema inesauribile dal quale molto umilmente presento solo alcuni aspetti cosi intitolati:
"Incontri anonimi" - "L'incontro a sorpresa" - "L'incontro pericoloso" - "L'incontro con l'abbandono"- "L'Incontro della disperazione" - "L'incontro giocoso" - " L'incontro Terra-Sole" - "L'incontro alieno ?" - "L'incontro amoroso" - "L'incontro smascherato" - "L'incontro a riflessi" - "L'incontro al mercatino delle pulci" - "In attesa dell'incontro" - "L'incontro della rassegnazione" - "L'incontro con me stessa" - "L'incontro misterioso" - "Incontrandomi con l'ombra" - "L'incontro con Man Ray"

"L'incontro" è la vita stessa
Parlare della vita?
Cosa dire con le parole quando la fotografia suggerisce cosi magicamente particolari e uniche sensazioni a ognuno di noi.

Marie-Michèle Bertin-Caron

 

"L'incontro Terra-Sole" Civitella Casanova, Abruzzo, 2011. 

La serie di incontri di Marie-Michèle Bertin-Caron ci parlano del rapporto vivo che l'autrice ha instaurato col mondo delle cose e dei sentimenti.

La sua opera è a struttura orizzontale in quanto rappresenta una varietà di "Incontri". Le fotografie attraversano il suo mondo interiore toccando corde intime che sono peculiari del suo essere donna.

Sono scatti eseguiti in attimi della vita quando ella ha sentito l'incontro di un valore o di un dramma.

Il suo occhio educato a un'estetica rigorosa sceglie d'intuito la composizione che esprime il suo sentito che spesso è vivace con una punta di humour francese e sempre con la cultura di quel popolo riesce a guardare, con fermezza e lucidità, in faccia il dramma.

Dal respiro metafisico, che sente nel creato e nel mistero dell'alterità umana e animale, il suo occhio compone messaggi per l'anima.

La dolcezza dell'espressione affettiva e dello stupore infantile fanno da quinta al surreale mondo de "l'oggetto trovato" che ci parla di passioni vissute in altri tempi e da altre vite.
La casuale icona umana di un vetro umido introduce alla fragilità dell'essere davanti alle misteriose prove del corpo e l'irreparabile ira dell'altro.

La figura occultata da un telo protettivo blocca l'agire del mondo e accende l'immaginazione riportando a una quiete interiore predisposta all'incontro intimo dell'immortalità dell'arte che accompagna la carezza da lei fatta alla tomba di Man Ray, un uomo a suo modo "incurante ma non indifferente".

L'autoritratto di Marie-Michèle Bertin-Caron a figura piena su un prato fiorito ci parla della sua dolcezza interiore e del suo vigore di donna fotografa.

Silvano Bicocchi

 


"L'incontro per l'Eternità" cimetière du Père Lachaise, Paris, 2010.

 
Biografia

Marie-Michèle BERTIN-CARON

Marie-Michèle BERTIN-CARON nasce il 3 gennaio 1946 in Francia a Saumur nella regione dei castelli della Loira. Comincia la sua formazione di fotografa in uno studio di Tours dove impara a stampare, ritoccare e fare diversi tipi di reportages.
Negli anni 70 s'installa a Parigi dove studia pittura e storia dell'arte ed essendo appassionata di danza si interessa particolarmente di fotografare ballerini nel noto studio Waker di Montmartre di cui frequenta i corsi. Realizza reportages - a titolo privato - sulla vita degli amici studenti di Parigi e durante diverse brevi crociere veliche in mediterraneo.
Negli anni 80 e 90 in cost'azzura e in seguito in Italia si dedica alla pittura e alla decorazione a Trompe-l'Oeil.
Dalla metà degli anni 2000 ritorna con grande fervore alla fotografia.
I suoi soggetti d'interesse sono molteplici e inesauribili come lo è la sua sete di imparare storia e tecniche fotografiche oltre a conoscere l'opera e la vita di grandi fotografi riconosciuti (o non).
Attualmente lavora alla realizzazione del libro "IMAGO ANIMAE" che ha per oggetto 30 fotografie di maschere antropomorfiche.
I "canti" del poeta siciliano Cesare Zarbo ispirati a queste immagini accompagneranno questa raccolta.

 

"Incontrandomi nel prato" Vallauris, 2010