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Massimiliano Pugliese - Banzai Beach

postato da Massimo Mazzoli [20/06/2011 07:13]
foto

Questa serie di fotografie è stata realizzata tra l'aprile del 2008 e l'aprile 2009, nel breve tratto di spiaggia chiamato Banzai, lungo non più di 400/500 metri e situato tra Santa Severa e Santa Marinella (Roma). Vado in vacanza in queste zone da quando sono bambino, ma solo recentemente ho scoperto che uno degli ‘spot' (come vengono abitualmente chiamati questi luoghi) più rinomati per la pratica del surf a livello italiano si trova così vicino alle spiagge che frequento abitualmente. La cosa mi ha  incuriosito e, a dir la verità, lasciato un po' perplesso. Pensavo di trovare quattro ragazzini intenti a emulare i surfisti di altri continenti mentre, invece, ho trovato un bel gruppo eterogeneo di persone, formato da ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani. Alcuni di loro, quando le condizioni meteo sono favorevoli, arrivano il venerdì con i camper o i furgoncini VW anni ‘70, e aspettano...aspettano le onde, piccole onde per quanto ho avuto modo di vedere - o per lo meno inferiori a quanto il mio immaginario si aspettava - ma comunque sufficienti per praticare questo sport. Con queste fotografie, scattate con una Holga e stampate da me in camera oscura,  ho voluto documentare l'attività che si svolge su questa spiaggia, dando enfasi sopratutto alle fasi che precedono e seguono le evoluzioni effettuate in acqua, in particolare all'attesa del momento giusto per surfare.

Massimiliano Pugliese

 

 

"Mentre osservavo quell'indigeno penetrare su una piccola canoa le lunghe onde a largo di Mataval Point, non potevo fare a meno di concludere che quell'uomo provasse la più sublime delle emozioni nel sentirsi trascinare con tale velocità dal mare"
Così James Cook, esploratore, navigatore e cartografo britannico, descrisse la sua prima osservazione di un indigeno tahitiano intento a cavalcare le onde. Era il dicembre del 1777.
L'anno successivo, approdando alle Hawaii, Cook vide i primi uomini scivolare sull'acqua in piedi su lunghissime tavole di Koa lunghe 5 metri e pesanti settanta chilogrammi.
Da allora, attraversando fasi alterne, la disciplina sportiva e culturale del surf si è diffusa in tutto il mondo ed è diventata popolare grazie anche al successo di pubblico riscosso da film cult dedicati all' argomento quali "Un mercoledì da leoni"e "The endless summer".
A pochi passi dalla spiaggia frequentata fin da bambino Massimiliano Pugliese scopre, quasi per caso, uno degli "spot" ( luoghi in cui si infrangono onde adatte alla pratica del surf ) più importanti del nostro paese.
Una frequentazione assidua ed attenta ha permesso all'autore di percepire lo spirito degli appassionati, di infrangere quella naturale barriera che il popolo del surf inconsapevolmente erige al fine di "proteggere il gruppo", di captare l' esigenza del branco di fuggire l' alienazione generata dal vivere quotidiano, di analizzare il rapporto dei surfisti con il mare fatto di attrazione, paura, voglia di libertà, rispetto.
Non è il momento in cui l'uomo solca le onde e le attraversa con la sua tavola ad essere protagonista del racconto, non sono gli accenti connessi al gesto atletico o alla meraviglia generata dall' evoluzione ardita a caratterizzarlo.
L'aura che pervade la narrazione e qualifica l'opera è generata dall' analisi dei risvolti più intimi ed emozionali relativi all' essere surfisti, in primo luogo la consapevolezza dell' attesa.
L'attesa delle condizioni atmosferiche favorevoli, dell' adeguata concentrazione, del momento in cui il delicato equilibrio tra entusiasmo e coscienza consente all' uomo di inseguire il sogno, la magia dell'onda, la sensazione di essere una cosa sola con il mare.
Per realizzare la sua opera l'autore ha utilizzato una "Holga", fotocamera dalle caratteristiche sfocature e vignettature, ma, contrariamente alla diffusa filosofia di utilizzo dello "scatta e non pensare", questa apparecchiatura è stata scelta perché efficace e funzionale alla realizzazione di immagini dall' atmosfera intimista e surreale, ideale nel riflettere l'atteggiamento del fotografo alla scoperta di una realtà tanto inusuale quanto ammaliante.


Massimo Mazzoli

 

 

Note biografiche

Nasce a Roma nel 1970 dove vive e lavora.

Esposizioni
2010 -  "Portfolio 09", Centro Italiano della fotografia d'autore, Bibbiena (AR)
2008 -  "Una foto per Milena" - Officine fotografiche, Roma
2008 -  "Insieme (Together) per Emergency", Roma
2008 -  "Fotoleggendo", Roma
2008 -  "60° Congresso nazionale FIAF", Chiavari
2008 -  "Portfolio 07", Centro Italiano della fotografia d'autore, Bibbiena (AR)
2005 -  "Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata", Roma
2004 -  "Un occhio sul quartiere", Roma

Premi
2010 -  Selezionato per "PhotoEspana 2010 - Descubrimientos"
2009 -  Vincitore del concorso "Sony Twilight Football Iguazu Falls"
2009 -  2° classificato al "Portfolio in Rocca", San Felice sul Panaro
2008 -  Premio Marinella Cassina - Sezione foto artistica e creativa
2007 -  Vincitore  Ex aequo del "7° Spazio Portfolio" inserito nell'ambito del "59°
             congresso FIAF" svoltosi a Civitavecchia

Studi
2007 -  Workshop "Street and portrait photography" con il fotografo Antonin
              Kratochvil fondatore della VII Agency
2006 -  Corso di reportage presso l'associazione FARE di Roma
2005 -  Workshop con il fotografo Patrick Zachmann dell'agenzia Magnum
2005 -  Corso base ed avanzato presso l'Istituto Superiore di
              Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma
2004 -  Workshop con il fotografo Maurizio Galimberti
2003 -  Corso di educazione visiva  con il fotografo Riccardo Guglielmin