"Invisibili presenze" Spazio Portfolio Vivo la fotografia come un gioco. La macchina fotografica è il mio giocattolo, capace di "trasformare" la leggerezza e la trasparenza dei colori in veri miscugli ottici, dove ricreo liberamente un nuovo vocabolario di forme. Ritengo che la rappresentazione fotografica, non sia esclusivamente riproduzione fedele di dati evidenti e concreti, ma un particolare mezzo di indagine di ambienti, situazioni e sensazioni, e una ricerca incessante di nuovi stimoli per la mia creatività. Sono nato a Cantiano -PU- nell'aprile del 1972. Il mio primo contatto con la fotografia è avvenuto a 13 anni, grazie ad un professore di educazione artistica, che mi ha messo in mano la prima macchina fotografica insegnandomi le basi tecniche e compositive della fotografia (non finirò mai di ringraziarlo). Autodidatta, ho iniziato sempre per gioco a impressionare pellicole e grazie ad una particolare sensibilità estetica e visiva, maturata durante gli studi artistici, le mie ricerche hanno con il tempo riguardato elementi visivi sempre nuovi e coinvolgenti. Ho affrontato il tema del paesaggio, del reportage, dell'architettura e della figura. Ultimamente il mio interesse si è rivolto alla sperimentazione di mezzi fotografici come Lomo e Holga, mantenendo sempre un certo stile di ricerca. Ho partecipato a numerose mostre sia collettive che personali, ho curato mostre ed eventi ed alcuni miei lavori sono stati pubblicati su riviste specializzate di fotografia. INVISIBILI PRESENZE Invisibili Presenze è un lavoro del 2008 nato per caso e per gioco dopo essere stato ad una fiera di prodotti per bellezza a Bologna. Le enormi istallazioni pubblicitarie dei cosmetici messe in relazione con la gente, è il tema principale del mio lavoro; La realtà, rappresentata dall'uomo, è messa in relazione con la finzione, rappresentata dai manifesti. Non sono considerati come due elementi contrapposti, ma ciò che viene messo in risalto è l'indifferenza dell'uomo nei confronti di ciò che lo circonda. Il mio scopo era quello di creare un gioco di rimandi, associazioni e combinazioni rivelato da un silenzioso dialogo a due; ho pazientemente atteso la giusta combinazione dei due elementi, bloccandola in un'unica soluzione con lo scopo di dare un volto alla bellezza delle cose semplici. Matteo Fiorucci
SASSOFERRATO FACE PHOTO
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