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Paola Camiciottoli - Il giardino di Anna

postato da Massimo Mazzoli [14/07/2011 06:42]
foto

Un incontro con gli dei che non siamo

Indagare il lato notturno della malattia del corpo e dell'anima chinandoci su noi stesse per acquisire la consapevolezza di una trasformazione che è nuovo inizio.
Riuscire a risalire, lentamente, imparare a guardarci ancora, desiderare di esprimere la donna che sopravvive ad ogni mutilazione, ad ogni vuoto, al desolante sentire della propria interiorità.
Un corpo-carne-anima che ha bisogno di nutrirsi rifugiandosi nel conforto degli echi immaginari del sogno e della poesia.
Un cammino di crescita alla ricerca della fertilità generatrice che trae forza da ciò che sfugge all'oscurità. Cercare di abbandonare la sensazione di un peso che sembra voler spento un corpo vivo. Abbandonarsi. Perdersi. Ritornare a sé. Prendere coscienza dell'esistenza di una fragilità e di una vulnerabilità che cerca espressione, contatto, circoscrizione.
Identificare un dolore, riuscire a farlo proprio per potersene poi liberare. Sì, un percorso di libertà.
E la fotografia come necessità di una testimonianza. Come l'andare oltre la superficie della sensibilità per poterla penetrare nella sua viva tenerezza e nella sua sgraziata verità, nella sua scarna sincerità e nella sua irriverente offesa.
Un Incontro con noi stesse, per non lasciar cadere nel silenzio il profumo delle continue rifioriture nel nostro giardino di donne ferite.

Paola Camiciottoli

Accade, a seguito di un evento inaspettato, di un dolore fumineo, che il nostro mondo interiore acquisisca un ritmo proprio, che cominci a seguire una partitura autonoma, dissonante da quella consueta e l'armonia ritenuta fino a pochi istanti prima inattaccabile risulti improvvisamente perduta.
Un niente e all'improvviso immagini, sensazioni, battiti cominciano ad alternarsi vorticosamente nella propria mente fino a generare un dissesto tale da dare origine ad una vertigine incessante, ossessiva.
Tutto d'un tratto l'equilibrio è perduto, la frattura generata appare insanabile,una incontrollabile sensazione di panico ci allontana dal nostro stesso essere, il contatto con se stessi come dissolto.
Ripartire è una scelta obbligata, ricostruire un miraggio da rendere reale. Ed è proprio attraverso la faticosa raccolta dei frammenti perduti, la dolorosa accettazione delle proprie ferite che è possibile affrontare la coraggiosa opera di riedificazione del proprio essere.

L' autrice utilizza il mezzo fotografico come testimonianza inequivocabile di una condizione, come presa di coscienza della realtà, quale accettazione delle proprie ferite, come terapia.
Il dramma di una malattia si trasforma, nello svolgersi dell'opera, in una prodigiosa occasione di conoscenza, un incontro decisivo con la propria esistenza dal quale ripartire con rinnovata consapevolezza, un occasione per essere di nuovo e diversamente se stessi.

Massimo Mazzoli

 

 

 

Note Biografiche

Nasce il 23 aprile 1960, vive e lavora a Firenze.
Cura da sempre, come insegnante e formatrice, laboratori di interesse artistico.
Da oltre quindici anni si occupa di fotografia spaziando tra generi diversi, scrivendo le biografie fotografiche di alcuni autori-fotoamatori, mirando successivamente il suo interesse nella narrazione fotografica dell'universo femminile e approfondendo la ricerca su "L'autoritratto come espressione della poetica del Sé": è spesso fotografa di se stessa nel tentativo di raccontare la Donna attraverso il proprio Essere.
"Il Giardino di Anna" è stato esposto a Firenze presso il Fotoclub Firenze nel febbraio 2010, successivamente a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne nel mese di giugno e presso il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia nell'ottobre dello stesso anno, quindi espone sempre a Brescia presso la Galleria San Zenone all'Arco sponsorizzata dal Comune, Commissione Pari Opportunità, nel marzo del 2011.
E' attualmente autrice di 28 Audiovisivi Fotografici Artistici realizzati con l'utilizzazione delle proprie immagini.
Attualmente è stata fotografa di scena durante le riprese del cortometraggio realizzato dal regista Andrea Tani "La Donna del Sogno", ancora in fase di elaborazione e lo sarà durante lo spettacolo teatrale "La danzatrice dal ventaglio nero", presso il Teatro Rifredi di Firenze il 14 giugno 2011.
Ha collaborato, con una ricca documentazione fotografica, alla realizzazione dell'ultimo libro del Prof. Andrea Mannucci dal titolo "Bastano due ali per volare. Strategie didattiche nei centri diurni per diversabili", prossimamente edito da ECIG.
E' collaboratrice DAC (Dipartimento Attività Culturali) della Fiaf dall'ottobre 2010.