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Romina Remigio - I'm albino

postato da Massimo Mazzoli [10/08/2011 21:48]
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Fatti a pezzi, mutilati, scuoiati, ammazzati... solo per un portafortuna. Questo è quello che accade agli albini quotidianamente in Tanzania da anni. Mentre l'informazione nazionale, europea, internazione è impegnata nello sgomitare per proporci ogni giorno un nuovo scoop, in Tanzania degli esseri umani, sono ammazzati brutalmente per riti magici. Non voglio essere certo io a ripetere come l'informazione mondiale non possa chiudere gli occhi davanti a situazioni del genere, né le orecchie di fronte a chi ci chiede aiuto e a giornalisti locali che denunciano questa mattanza di esseri umani. Non posso che vergognarmi da giornalista quando i migliori Editor dei nostri giornali davanti a un reportage il cui scopo è denunciare una situazione aberrante, sensibilizzare l'opinione pubblica su quello che accade ancora nel 2011 in una parte del Mondo, mi rispondono che il reportage è ben fatto fotograficamente ma non fa notizia! L'Africa come mi viene ribadito da anni..non fa notizia. Un massacro di albini grandi e piccoli, la cui pelle e parti del corpo sono utilizzati per realizzare amuleti, i cui introiti economici sono troppo grandi per parlare di casi limitati a riti magici-tribali, non fa notizia!
Era il 2007 quando sentii per la prima volta che in un villaggio due albini erano stati trovati ammazzati dopo essere stati prima scuoiati. Mi sembrava così assurdo, in Tanzania?! Eppure sì! Scuoiati della loro pelle bianca,mutilati di parti del corpo per farne degli amuleti. È un'antica credenza tribale che non solo persisteva, ma era ed è in forte aumento. Negli ultimi due anni, albini uomini e donne, bambini e bambine vengono assaltati, sequestrati e massacrati per essere fatti a pezzi. Il fenomeno è esploso nel nord, la parte notevolmente più povera e arretrata del Tanzania, nelle regioni di Singida, Mwanza, Shinyanga, al confine con il lago Vittoria, dove vivono minatori e pescatori, convinti dagli stregoni locali che avere un amuleto fatto di pelle o parti di albino porti fortuna nel lavoro e nella vita.

Romina Remigio 

 

 

 

La vita scorre quotidianamente ovunque.
Anche qui, in Tanzania, si rivela sotto varie forme e continuamente si rinnova, si rigenera: genera ordinariamente nuova vita.
C'è, in verità, un'incidenza straordinaria, fra le nascite autoctone: quella degli albini.
La loro vicissitudine, purtroppo, è segnata dalla credenza tribale che la pallida pelle, così singolare e rara, possa costituire un amuleto: appropriarsi di un simile reperto - stiamo parlando di scuoiamenti e quindi di uccisioni per sottrarre varie zone epidermiche - preserverebbe dalle sfortune.
Ecco che per loro la vita, comunque già precaria per povertà e per le varie problematiche che l'albinismo in sé comporta - deficienze visive, difficoltà ad esporsi ai raggi solari, frequenti aspetti tumorali, ecc...- non è più vita, ma una fuga continua per la salvezza.
La salvezza per gli albini è rappresentata dall'incontro con chi cerca di contrastare quest'endemica mentalità attraverso l'opera di mediazione, cura e premura, delle nuove generazioni.
Romina Remigio è personalmente coinvolta con questa operazione sociale e fotograficamente porta il suo contributo alla causa: l'informazione mediatica è spesso fondamentale per la presa di coscienza di un bisogno, della necessità di un intervento, della possibilità di interagire positivamente aiutando le comunità locali a farsi portatrici del cambiamento anche culturale circa una credenza assurda da concepire e da accettare.
Un incontro di intenti, quindi, quello che documenta Romina Remigio che si avvale della fotografia per diffondere la conoscenza della problematica unitamente al diritto di esistenza e piena realizzazione di una legittima diversità, vittima stavolta non solo di guerre e carestie, ma anche di una congettura pregiudiziosa che rischia di determinarne il futuro.
Questo finchè non si affermerà con efficacia il modo di attuare una fase di sicura e crescente tutela affinchè si possa contribuire al sovvertimento dell'orrenda pratica tribale.
Nel continente del sole, la pelle di luna è costretta ad eclissarsi per pura sopravvivenza.

Elena Falchi

 

 

 

Note biografiche

Romina Remigio, nata a Ortona (ch) il 26.04.1982, laureata in Scienze della Comunicazione di Massa e fotogiornalista freelance, da anni si occupa di reportage sociale e culturale,realizzando lavori che l'hanno portata a girare tanto e a trovarsi nei posti dove le cose accadono (Madrid, attentato stazione di Atocha 11.3.2004, i funerali del Papa, elezioni in Kenya 2008-2009, immigrazione clandestina e legale...). Ha vinto numerosi concorsi fotografici e giornalistici. Nel 2006 è stata selezionata per il Master in Fotogiornalismo della prestigiosa "Scuola di Comunicazione e Fotografia Integrata" di Roma e i suoi lavori sono stati selezionati e apprezzati da grandi fotografi: Patrick Zachman, Francesco Zizola, Simcha Shirman, Uliano Lucas, Franco Zecchin, Angelo Turetta. Ha collaborato con l'Agenzia fotogiornalistica Associated Press di Roma, il National Geographic Usa e con numerosi giornalisti da Lilli Gruber a Magdi Cristiano Allam. Da due anni pubblica i suoi reportage anche sulla rivista internazionale "Missioni Consolata" e un suo dossier " Inside Tanzania", ha vinto il prestigioso Premio Giornalistico "Portopalo Più a Sud di Tunisi 2009 ". Negli anni si è affermata come osservatrice ed esperta di cooperazione internazionale e di problemi economici, sociali e religiosi del Continente Africa Da tre anni vive per gran parte dell'anno in est Africa, in Tanzania. A febbraio 2010 ha pubblicato un importante libro fotografico: "I CARE TANZANIA, [storie di vita donata]" finanziato dalla Fondazione Carichieti e stampato in 10.000 copie, il cui ricavato è stato devoluto interamente ai progetti delle missionarie della Consolata. Da giugno 2010 è impegnata in un tour di promozione del libro invitata da assessori, gallerie, regioni, associazioni, biblioteche dalla Val d'Aosta alla Sicilia. I CARE TANZANIA ha superato le 6500 copie vendute e sarà successivamente stampato in altri Stati del Mondo. Il suo reportage I'AM ALBINO si è classificato III al 38° Premio Internazionale Aternum (2010). A novembre 2010 è uscito un altro suo libro fotografico: " Una goccia d'acqua [Inside Senegal] che sarà presentato presso gli istituti italiani di cultura in Senegal e in Europa. A dicembre 2010 è stata premiata con il prestigiosissimo premio "28 dicembre" dal Comune di Ortona, (Ch).