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Name: Marco Nundini
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Vite Corsive

Il blog prende il nome dal primo romanzo dell'autore pubblicato a novembre del 2008. Non solo un giallo dai riflessi noir, ma il presagio di un mondo il cui passato presto svanirà nell'effimera vita di uno stile di comunicare senza più carta, senza più inchiostro. La rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle passate generazioni in geroglifici incomprensibili. Per questo motivo il giovane ispettore Loreta Assensi, poco più che trentenne, è costretta a chiedere aiuto per risolvere un insolito caso d'omicidio. Insolito a partire dall'arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l'unico indizio è un'ingiallita lettera vergata a mano che l'antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla è un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Sarà proprio lui a farle intraprendere un viaggio che la porterà dalle rive scaligere dell'Adige sino alle sponde del Riò Paranà.

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Elogio della parola scritta

postato da marconundini [03/01/2009 16:46]
foto Il tema della filografia in un romanzo giallo: spunti per un approfondimento

Esistono nella storia della civiltà fondamentalmente due tipi di lettere: quello che si potrebbe chiamare della "lettera di comunicazione", con cui l'uomo esprime a un altro uomo le esigenze pratiche più diverse, e quello della "lettera d'espressione", volta invece a comunicare affetti, sentimenti, ideali, illusioni, progetti di vita, speranze. Ogni tipo di lettera è quindi di per se stessa estremamente significativo.

Non ci stupisce dunque che nel romanzo Vite Corsive sia proprio una lettera, una vecchia missiva vergata in corsivo, a diventare il fulcro di un'intricata indagine da una sponda all'altra dell'oceano. La sensuale ispettrice Loreta Assensi ed il Filografo, in un mondo digitale dove carta ed inchiostro stanno per essere abbandonati definitivamente, troveranno nella filografia la chiave di volta per risolvere un misterioso caso d'omicidio.
Tra le varie mail che mi sono pervenute circa Vite Corsive, e di questo ringrazio i lettori, molte hanno posto quesiti sulla filografia, neologismo inventato pochi anni or sono da Casa Bolaffi, simbolo del collezionismo per antonomasia e prestigiosa casa d'aste italiana. Proprio sul magazine Il Collezionista ha trovato spazio anche Vite Corsive definito come "giallo filografico".
http://www.marconundini.it/marcoviterecensioni.htm

Ma che cos'è veramente la filografia?
E' la ricerca e la raccolta di ogni traccia che documenti la storia della scrittura e della comunicazione umana, dalla tavoletta assiro babilonese alla corrispondenza passata nello spazio, passando da papiri egizi, pergamene medievali e dalle stesse missivi che i nostri emigranti si scambiavano tra Italia ed Argentina, come accade in Vite Corsive.
Una buona fonte di approfondimento sulla filografia è il bellissimo volume Elogio della Parola scritta pubblicato dalla Umberto Allemandi & C in collaborazione con Giulio Bolaffi Editore:
http://www.ibs.it/code/9788842213970/elogio-della-parola
Nel libro il collezionista Alberto Bolaffi raccoglie ventotto lettere, dall'antichità ad oggi, accompagnate da diverse fotografie a colori di opere d'arte: dai pittogrammi mesopotamici su tavolette d'argilla ai papiri egizi, dalle tavolette romane ai codici papali, dalle pergamene dei dogi veneziani alle prime lettere commerciali su carta, dall'apparizione delle buste da lettera ai primi francobolli (ineguagliabili cronisti della storia), fino ai telegrammi, ai messaggi ai cosmonauti, alle odierne e-mail. Ventotto lettere di sovrani, comandanti militari, papi, vescovi, poeti, filosofi, letterati, scrittori, politici e scienziati raccontano storie diverse. Come un piccolo mercante fiorentino del Trecento poteva scrivere dalla Via della Seta ad uno dei suoi famigliari in Orsanmichele che gli stava spedendo in una piccola busta chiusa dalla ceralacca alcuni semi di una pianticella esotica ritrovata in Medio Oriente, così un anonimo innamorato di uno sperduto villaggio di montagna dell'Europa orientale può scrivere all'amata lontana una lettera poetica.

Pensate che oggi paradossalmente possiamo sapere cosa scriveva un principe babilonese alla sua amata, ma ben poco rimane di una schermaglia di innamorati del terzo millennio a colpi di sms. Ed ecco allora che la filografia può diventare protagonista di un giallo quale è Vite Corsive.
http://www.ibs.it/code/9788854604483/nundini-marco/vite-corsive.html


Maggiori approfondimenti: http://www.marconundini.it