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Name: Marco Nundini
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Vite Corsive

Il blog prende il nome dal primo romanzo dell'autore pubblicato a novembre del 2008. Non solo un giallo dai riflessi noir, ma il presagio di un mondo il cui passato presto svanirà nell'effimera vita di uno stile di comunicare senza più carta, senza più inchiostro. La rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle passate generazioni in geroglifici incomprensibili. Per questo motivo il giovane ispettore Loreta Assensi, poco più che trentenne, è costretta a chiedere aiuto per risolvere un insolito caso d'omicidio. Insolito a partire dall'arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l'unico indizio è un'ingiallita lettera vergata a mano che l'antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla è un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Sarà proprio lui a farle intraprendere un viaggio che la porterà dalle rive scaligere dell'Adige sino alle sponde del Riò Paranà.

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Treviso, storie d'emigrazione e delitti con Vite Corsive

postato da loretta [25/02/2009 19:56]
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4 aprile 2009 alla libreria Marton (Ubik) di Treviso per la presentazione del romanzo Vite Corsive
Marco Nundini e la tabacchiera di Lalande

post aggiornato il 07.04.2009

C'è una libreria straordinaria in Corso del Popolo 40 a Treviso. E' la Ubik Marton, qualcosa di più di un semplice contenitore, uno spazio letterario fatto di suggestioni, di colori, di parole. Colpiscono quelle del suo direttore, il professor Mariano Beltrame, che ha presentato in modo davvero originale il romanzo Vite Corsive.

Sono centottanta pagine di vite corsive quelle dell'universo umano che popola il romanzo di Marco Nundini: investigatori balbuzienti con le parole così come con i sentimenti, assassini insospettabili, emigranti d'altri tempi che s'abbracciano, gioiscono, piangono. Sono proprio questi ultimi, che dalla provincia di Treviso partiranno alla volta del Sudamerica, i veri protagonisti di Vite Corsive.

Nella loro grafia antica, quella che oggi abbiamo perduto, si trova l'unico indizio che porterà la giovane e sensuale ispettrice Loreta Assensi a scivolare dalle rive venete dell'Adige sino a quelle del Rio Paranà, in coppia con un ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo.

Insomma "il giallo", come ha affermato l'autore, "altro non è che lo splendido pretesto per parlare del corsivo che sta scomparendo, di un modo di comunicare che via via stiamo perdendo". Un po' come la tabacchiera di Jerome Laland.

Joseph-Jérôme Lefrançais de Lalande (Bourg-en-Bresse, 11 luglio 1732 - Parigi, 4 aprile 1807) è stato un astronomo francese. Fu direttore dell'Osservatorio di Parigi dal 1795 e nel 1801 compilò il catalogo più completo (rispetto al suo tempo) con le indicazioni della posizione di 47.390 stelle.

La sua attività di divulgatore però non ebbe vita semplice. Lalande era convinto che della visione del cielo dovesse godere l'intero popolo francese, usufruendo anche dei nuovi telescopi portatili disponibili in quell'epoca. Siccome però, nelle sue serate lungo la Senna, pochi erano coloro che si soffermavano all'invito ad osservare il cielo, egli aveva escogitato un sistema eccellente.

Scendeva negli umidi scantinati dell'Osservatorio di Parigi che i ragni avevano eletto a loro dimora e deponeva alcuni di questi ragnetti in una tabacchiera d'argento.

Quando i parigini transitavano sul ponte che stava in fronte all'Osservatorio, Lalande apriva la tabacchier e sventolando i ragni al vento li mangiava in fronte agli stupiti osservatori. Solo a quel punto, quando una nutrita e curiosa folla si era raccolta intorno a lui, egli passava al telescopio riuscendo in tal modo ad interessare agli astri i parigini.

Maggiori info su Vite Corsive: www.marconundini.it