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Name: Marco Nundini
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Vite Corsive

Il blog prende il nome dal primo romanzo dell'autore pubblicato a novembre del 2008. Non solo un giallo dai riflessi noir, ma il presagio di un mondo il cui passato presto svanirà nell'effimera vita di uno stile di comunicare senza più carta, senza più inchiostro. La rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle passate generazioni in geroglifici incomprensibili. Per questo motivo il giovane ispettore Loreta Assensi, poco più che trentenne, è costretta a chiedere aiuto per risolvere un insolito caso d'omicidio. Insolito a partire dall'arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l'unico indizio è un'ingiallita lettera vergata a mano che l'antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla è un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Sarà proprio lui a farle intraprendere un viaggio che la porterà dalle rive scaligere dell'Adige sino alle sponde del Riò Paranà.

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Vite Corsive: indagini sul corsivo dalla libreria al forum

postato da massimo [24/05/2009 15:51]
foto Il romanzo giallo Vite Corsive dalla fiction all'analisi di un mutamento della parola scritta

La presentazione di Vite Corsive tenutasi sabato 23 giugno al Centro Libri Larizza di Solaro, nella Brianza assolata e a pochi passi dal Parco delle Groane, ha acceso la discussione sulla scomparsa della scrittura corsiva.

Il presagio che l'autore, Marco Nundini, inserisce tra le righe del suo giallo appassiona e coinvolge, quasi ancor più dell'indagine fuori dalle righe che una giovane ispettrice di polizia dell'epoca digitale conduce accanto ad un più maturo ricercatore ed esperto di filografia. Lo studio della parola scritta, infatti, è reinterpretato dall'autore, al suo romanzo d'esordio, come l'unico indizio per scoprire il movente e l'assassino che inizia il suo percorso omicida con un antiquario che, stretta tra le mani nel suo letto di morte, trattiene una vecchia missiva.
[nella foto dibattito in corso al Centro Libri Larizza]

Se qualcuno pensa ancora che la visione di un futuro non troppo lontano, in cui le nuove generazioni abbiano perduto il proprio corsivo, sia una fantasia estrema da romanziere, si sbaglia. Da alcune discussioni che il romanzo ha contribuito a riscaldare sulla rete emergono infatti studi ed opinioni che danno forza all'ordito su cui la storia di Vite Corsive si snoda.

In primo piano sono gli insegnanti che dal forum del portale www.tuttodocenti.it discutono del problema, con accenti e coloriture didattiche, ma anche con un occhio attento alle ricerche che pedagosti ed esperti del settore hanno condotto sul campo. Eccovi l'indirizzo 3w per seguire il dibattito:
http://www.tuttodocenti.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=1148

[nella foto l'autore Marco Nundini al Centro Libri Larizza]
Citata, ad esempio un'indagine a stelle e striscie, dei cui risultati espone Enrico Franceschini che, sulle pagine di Repubblica, racconta: "scrivere attaccando una lettera all'altra, nello stile chiamato corsivo, è stato per secoli parte dell'istruzione scolastica di ogni paese in cui si usa l'alfabeto latino. Ma oggi il corsivo è in spaventoso declino ed entro pochi anni potrebbe essere addirittura scomparso dai banchi di scuola: con conseguenze nefaste, secondo alcuni educatori, per la capacità di apprendimento, di studio e di sviluppo delle future generazioni" per continuare con i risultati della ricerca che " ha analizzato la scrittura di un milione e mezzo di studenti di 16-17 anni attraverso temi, test e altri esami scolastici: soltanto il 15 per cento sono scritti in corsivo"

Commentando i risultati, Suzanne Tiburtius, portavoce della 'National Handwriting Association' in Gran Bretagna, afferma che anche in questo paese soltanto una esigua minoranza di studenti scrive ancora attaccando una lettera all'altra. "Sfortunatamente", dice Tiburtius al 'Telegraph', "alcuni insegnanti sostengono che il corsivo non è più necessario perché fra non molto tutti scriveranno di tutto al computer. Il risultato è che molti bambini, quando sono costretti a prendere in mano una penna, sanno scrivere soltanto in stampatello e continuano a scrivere così quando vanno all'università e poi per tutta la vita".
[nella foto l'autore Marco Nundini al Centro Libri Larizza]

L'intero articolo, citato anche nel forum di tuttodocenti.it è consultabile all'indirizzo:
http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/scuola_e_universita/servizi/analfabetismo/crisi-corsivo/crisi-corsivo.html

La discussione si è spostata anche su un post dal titolo "Sparisce il corsivo colpa del computer" che anima il blog di Alessandro Longo dove idee ed opinioni sulla scomparsa del corsivo vanno dalla tranquilla e provocatoria considerazione dell'animatore: "credo che ci siano mille e più modi per esprimere la propria personalità oltre alla scrittura corsiva" sino alla esternazione preoccupata di un genitore il cui figlio " a 9 e sta passando un brutto momento alla elementare perché non vuole scrivere corsivo", passando da una riflessione di più ampia portata che arriva a ritenere "questo cambiamento di portata molto superiore a quanto non venga dipinta nei sondaggi e nei dibattiti odierni. Si parla di insicurezza, ma a me pare una vera e propria spinta culturale".

L'indirizzo del forum e del post sul corsivo è: http://www.alongo.it/?p=287

Il dibattito sul corsivo è quindi aperto ed interessato e fa piacere che proprio la storia, o meglio le storie corsive, dei personaggi del romanzo di Nundini abbiano contribuito a soffiare sulle braci mai spente della parola scritta.

Sull'autore di Vite Corsive: http://www.marconundini.it