Commenti ricevuti su: I Proverbi di Calatafimi (Ed. Inaz).
postato da Prof. Marco Vitale [25/06/2009 18:31]
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Commenti ricevuti su: I Proverbi di Calatafimi (Ed. Inaz). Poiché l'edizione Inaz è esaurita, è in corso di emissione una nuova edizione, dal titolo: Antichi e modernissimi
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commenti : (23)
commenti
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Gentilissima Signora Patrizia,
La prego di far giungere al Prof. Marco Vitale i miei complimenti più fervidi per la importante, stimolante lettera di Capodanno 2009 che ho molto apprezzato nelle sue analisi e nelle sue linee strategiche indubbiamente da rimeditare in profondità e possibilmente attuare! Complimenti anche per il delizioso libro su "I proverbi di Calatafimi" che ho letto con grande diletto dello spirito e con vero piacere intellettuale. Spero di incontrare il Prof. Vitale per esprimergli meglio a voce questo mio entusiasmo nei confronti dei suoi lavori e della sua eccezionale personalità! Con tantissima amicale cordialità Gianfranco Dioguardi |
| postato da Gianfranco Dioguardi il 26/06/2009 17:24 | |
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Buongiorno Signora,
le giro una delle lettere di ringraziamento ricevute dalla dr.Gilli da far leggere al Prof. Vitale. Cordiali saluti, Cinzia Agostini Tutta la mia ammirazione e la mia stima per il contenuto di queste Tue significative pubblicazioni e per il richiamo etico e morale che esse contengono. Un grazie particolare al professor Vitale per il suo robusto monito ad affrontare con i nostri valori atavici e con equilibrata lucidità la enigmatica e incomprensibilmente caotica situazione nazionale e internazionale che si è venuta a creare e dalla quale assolutamente dobbiamo trovarne i modi per uscirne. Con molti auguri Marco Fantoni |
| postato da Cinzia Agostini il 26/06/2009 17:21 | |
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Caro professor Vitale,
Le devo un grazie particolare per avermi fatto riscoprire la Spedizione dei Mille prima a bordo dei vapori Rubattino e poi sulle palpitanti balze dei vigneti del Pianto dei Romani. E ancora più Le sono debitore per lo straordinario concentrato di saggezza popolare scritto sulle piastrelle del Vicolo dei Proverbi di Calatafimi. Improvvisamente ho riascoltato la voce di mio nonno Clemente che sorridendo pazientemente mi ripeteva:"Laga ir al fum j sù e l'aqu a j o!" (Lascia andare il fumo verso l'alto e l'acqua in basso - L'umiltà di rispettare le leggi della natura). Aggiungo che un sorcio chiamato Associazione Teregua sta terminando la perforazione della noce. Di nuovo grazie e cordiali saluti Elio Bertolina |
| postato da Elio Bertolina il 26/06/2009 17:13 | |
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Gentile prof. Vitale,
La ringrazio per essersi ricordato del nostro incontro, e di avermi inviato non solo "i proverbi di Calatafimi", ma anche l'altrettanto prezioso "Marettimo": entrambi coniugano gramscianamente il pessimismo della ragione con l'ottimismo della volontà; entrambi sono coordinati all'obiettivo del "dar spazio al durevole" (ma anche all'azzurro dell'Eterno, che fa capolino dalla cima del monte di Marettimo, oltre la linea di confine in cui si spezza il sogno d'agave del fiore). Il libro sui proverbi riequilibra il pessimismo sui giovani contenuto in quello di Marettimo: indicando la lezione da trarre per le imprese familiari odierne, dall'armonia tra i talenti dei giovani e quelli dei vecchi affidato al Vicolo di Calatafimi (pp. 111¬114), Lei lascia intendere che la partita è ancora aperta. I giovani della Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, cui dedico la maggior parte delle mie energie, fanno bene sperare: sì, i vecchi di Marettimo lasciano la scena di questo mondo, ma dietro la gioventù scioccamente rumorosa si muovono ragazze e ragazzi non molto diverse/i da noi, anzi più promettenti: questo è, almeno, quanto io osservo dal mio ristretto angolo visuale. Ernst Bloch definisce la speranza come la possibilità della buona riuscita, e il mondo come “laboratorium possibilis salutis” mi è tornato in mente a contatto con le sue belle pagine. Grazie e complimenti, Sandra Mancini |
| postato da Sandra Mancini il 26/06/2009 17:09 | |
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Preg.mo Ing. Cavalli,
Ho appena terminato la lettura del testo, bellissimo e stimolante, del Prof. M. Vitale che Ella ha trasmesso. Penso che, a casa, lo riprenderò con calma perché ... vien quasi il desiderio di mandarlo a memoria. Ma, in realtà, ciò che conta è riflettere sui temi proposti. Grazie per l'attenzione. Con viva cordialità Mauro Pampana |
| postato da Mauro Pampana il 26/06/2009 17:05 | |
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Caro Professore,
grazie per il bel libro ricevuto qualche giorno fa e che, avvantaggiato dal rallentamento dovuto alle festività, ho potuto divorare con curiosità, incanto e piacere. Mi ritengo molto fortunato ad essere uno di quelli che ogni tanto hanno la possibilità di leggere le bellissime cose che Lei da tantissimi anni, con assoluta chiarezza e determinazione, scrive sull'etica delle imprese e sulla loro grande responsabilità nel favorire o meno la crescita di un mondo più pulito ed umano. Ho letto con altrettanta commozione anche le 10 pagine della Sua lettera augurale per il nuovo anno. Mi piacerebbe sognare che le Sue riflessioni e raccomandazioni fossero, almeno in parte ascoltate e condivise da chi ha responsabilità di guida ed amministrazione delle risorse del nostro Paese. Ho spesso voglia di venirLa a salutare, ma la paura di rubarLe anche un poco del Suo utile e prezioso tempo mi trattiene. Con ancora molti auguri di buon lavoro, buoni viaggi e tantissima salute nel nuovo anno. Carlo Addis |
| postato da Carlo Addis il 26/06/2009 17:02 | |
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Caro Marco,
grazie della tua lettera di inizio d'anno. Mi ha ricordato le lezioni del mio grande Maestro Francesco Vito. L'economia al servizio dell'uomo. Con tutte le precisazioni che le singole situazioni propongono, come tu giustamente ricordi. Grazie anche del singolare libretto sui proverbi di Calatafimi. La tua capacità di passare dalla economia alla storia e all'etica, sempre mantenendo un giusto equilibrio e rigore mi suscita ogni volta ammirazione. La ricostruzione della spedizione di Garibaldi ho trovato assolutamente avvincente! Grazie e auguri cari anche a te Giacomo Corna Pellegrini |
| postato da Giacomo Corna Pellegrini il 26/06/2009 16:57 | |
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Caro Marco,
sono riuscito finalmente a leggere il tuo "i Proverbi di Calatafimi". Come sempre riflessione bellissima, profonda e piena di suggestioni, con quel tocco di personalizzazione che rende il tutto particolarmente affascinante. complimenti Andrea Granelli |
| postato da Andrea Granelli il 26/06/2009 16:25 | |
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Caro Professar Vitale,
ho appena finito di leggere il Suo "1 proverbi di Calatafimi" e non posso che farLe miei più sentiti complimenti. È un libro delizioso, veloce, leggero, pieno di spunti che fanno riflettere e, soprattutto, molto innovativo nel suo combinare insieme efficacemente tradizione contadina con reale innovazione manageriale. Grazie di cuore e .. aspetto con ansia il prossimo. Suo Claudio Ceper |
| postato da Claudio Ceper il 26/06/2009 16:22 | |
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sira s’addumano i Tv s’astùtano i stiddi (Quando a sera si accende la Tv, si spengono le stelle) è uno dei proverbi siciliani recenti, fra i tanti più antichi, scritti su piastrelle di ceramica in un vicolo di Calatafimi, dove scorre e ci soccorre la saggezza popolare di ieri. Marco Vitale li ha selezionati in un piacevolissimo volumetto, sotto l'egida di Garibaldi e dei Mille, simboli di libertà e d'impegno sociale e politico, per offrirli come riflessione al mondo imprenditoriale che voglia recuperare un volto umano e all'Italia dissipata dei nostri giorni, perché raddrizzi la schiena e tenti di rinascere (Marco Vitale I proverbi di Calatafimi, Inazl €10)
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| postato da Prof. Marco Vitale il 26/06/2009 16:18 | |
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Caro Marco,
ti ringrazio del divertente e intelligente libro sui proverbi di Calatafimi, che, grazie al buon servizio delle Poste, mi è arrivato solo ora. Meju tardi che mai! Ciao Alberto |
| postato da Alberto Azario il 26/06/2009 15:51 | |
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Caro illustre Presidente,
i proverbi di Calatafimi, il documento che li accompagna sono un bellissimo dono. Consola sapere che, come il rovescio dell'anno prima, il passato è vivo nel presente, nei suoi racconti. Basta che chi lavora il territorio dell'oggi e del domani lo ravvivi con lo spirito del ricordo e l'occhio del profeta. Un profeta piccolo piccolo, forse, ma di fede grande. "Giorno verrà" può essere anche l'annuncio di un tempo migliore. Grazie del dono. Anna Carpi |
| postato da Anna Carpi il 26/06/2009 15:49 | |
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Illustre prof. Vitale,
Ho letto con estremo interesse il libro, e desidero ringraziarLa per avermene inviata copia. Innanzitutto è tornata alla mente mia nonna, che spesso citava - come del resto fanno ancora ora mia madre e mia moglie - proverbi siciliani. Solo dopo aver letto il suo libro ho capito il valore dei proverbi nella cultura siciliana. In secondo luogo ho svolto attività di insegnamento per alcuni anni presso la Scuola Superiore della PP.AA (ed anche in occasione di sporadici corsi di formazione del PDS) sul tema della" leadership nell'era digitale". Come vede avevo sufficienti ragioni - che si aggiungono alla stima che provo nei Suoi riguardi - per leggere il libro. Inutile dire che è un bel lavoro. Innanzitutto il saggio su Garibaldi mi ha consentito di conoscere meglio una pagina, e gli uomini che l'hanno scritta, così importante della storia del nostro Paese. In secondo luogo la trattazione ci invita a riflettere sui temi che ritengo essere determinanti della società di oggi: in particolare il ruolo della leadership. Il libro è anche molto dotto e ha stimolato il desiderio di andare a ristudiare Shakespeare. Interessanti - tra le altre - le note sul tema del comando e della necessità di rimuovere le persone inadatte al ruolo che svolgono: a me capita spesso di citare il Principio di Peter. Mi ha molto colpito la frase di Gustav Rasch: la libertà e l'unità dell'Italia non sono contrarie agli interessi della Germania. Da anni vivo con il dubbio che vi sia stato un interesse, soprattutto di carattere internazionale, all'indebolimento dell'Italia (e quindi dell'Europa). Penso che il titolo del libro di Lorenzo Necci, L'Italia Svenduta, contenga una verità di fondo. Il giorno della morte di Umberto Agnelli, Le Monde scrisse un editoriale in cui si leggeva: "l'Europa ha bisogno di un'Italia forte ed autorevole". Ed ancora: come non pensare alla politica dissennata dell'ultima amministrazione statunitense che ha perseguito l'obiettivo di dividere l'Europa, senza rendersi conto invece che il vecchio continente dovrebbe svolgere un ruolo determinante negli equilibri del mondo. Lei scrive nel libro: e' rimasto poco da inventare, occorre semmai saper calare sulle diverse realtà principi noti da secoli. Penso sia proprio così. In fondo i principi da Lei illustrati fanno parte del bagaglio dell'umanità, anche se troppo spesso sono dimenticati, o peggio volutamente ignorati. Aggiungo una ulteriore considerazione: la rivoluzione degli ultimi decenni e' il digitale: ebbene siamo riusciti a capire fino in fondo il nesso tra tecnologia e conoscenza? La cultura umanistica - da Lei ricordata - e' stata in grado di riappropriarsi della tecnologia e indirizzarla verso fini più giusti? Ed inoltre: la crisi - anche etica - di questi anni, anch'essa da Lei ricordata nel libro, non è anche - se non soprattutto - il frutto di questa sconfitta? Negli studi compiuti soprattutto per preparare le mie lezioni ho trovato un importante fonte di ispirazione in Don Tapscott, forse la persona che per prima ha capito a fondo il ruolo delle reti nelle società contemporanea. Per ultimo non le nascondo una perplessità circa il suo giudizio sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. L'8 agosto, alle tre del pomeriggio, ho saputo che avrei potuto assistere alla cerimonia. Lo spettacolo mi ha emozionato: ho avuto la sensazione che la rievocazione, in chiave creativa delle tradizioni, anche attraverso l'uso delle tecnologie, abbia saputo trasmettere un messaggio di grande modernità e, perché no, di grande impatto visivo e quindi sensoriale. Se capisco bene Lei chiede un ritorno a dimensioni più umane: ma forse, ripeto forse, ciò non è più possibile - in occasione dei grandi spettacoli - e certamente l'Olimpiade è il importante di tutti - che oramai identificano il mondo globale. Concludo con il rammarico che - temo - il Suo lavoro non avrà la diffusione che merita. Un cordialissimo saluto Giuseppe Rao |
| postato da Giuseppe Rao il 26/06/2009 15:44 | |
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Caro Professore,
avendo cambiato indirizzo di residenza, solo ieri ho ricevuto i suoi auguri di Natale con il libro sui proverbi di Calatafimi. Ho iniziato a leggerlo immediatamente. Lei riesce sempre a rapirmi con i suoi scritti. Ci sentiamo poco, ci vediamo poco, ma volevo dirle che per me resta sempre un grande punto di riferimento umano e professionale. Quello che trovo, quello che sento, quello che vivo nel leggerla è una conferma che tutto quello che frulla nella mia mente è la strada giusta, anche se oggi poco apprezzata a tutti i livelli, volutamente. Purtroppo trascorrendo alcuni giorni a Roma, sono costretto a vivere la realtà dello sport sempre più politicizzato, non onesto, omertoso e clientelare. Mi creda, professionalmente devastante. Nel mentre del lavoro con la società tedesca che mi permette di respirare aria europea, sto trascorrendo un lungo periodo di studio e di aggiornamento in attesa della giusta occasione. Cerco di far crescere il mio pensiero, di affinare la mia arte e di evadere mentalmente da una realtà che non mi appartiene. Ho poche speranze sul mio futuro professionale in Italia, dettate dall'imbarazzante andamento morale ed etico di questa nazione. Nonostante le poche speranze, cerco di guardare sempre avanti, convinto sognatore che il sistema che lei ha creato nella mia mente, possa un giorno realizzarsi nell'impresa, nel management e nella società civile. Il 19 sarò a Milano per tenere una lezione in lingua inglese alla SDA per il master della FIFA. Spero di poterla salutare di persona. Nel frattempo un caro abbraccio, Michele Uva |
| postato da Michele Uva il 26/06/2009 15:35 | |
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Cher Marco Vitale,
Il est trop tard pour des voeux de Noel et de nouvelle année, mais je dois vous remercier de vòtres et du petit Iivre que vous avez eu la gentillesse de m'envoyer. Mémé si tard, je vous souhaite le plus grand succès dans vos remarquables actions et projets de valorisation et d'animation du patrimoine. Votre approche global, aussi bien culturel que sociale et économique, est une source d'inspiration dans un milieu où l'amour du passé fait souvent oublier le présent et l'avenir. J'espère avoir l'occasion de vous rencontrer a nouveau, puisque l'ltalie m'appelle encore de temps en temps (cette semaine Cremona, la semaine prochaine Udine). Croyez à ma fidele amitié. Hugues de Varine |
| postato da Hugues de Varine il 26/06/2009 15:30 | |
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Caro Marco Vitale
Siamo tutti italiani che conoscono l'Italia, poco. Quantomeno non tutta ed, in ogni caso, non abbastanza. Ti sono molto grato per questo, dei proverbi, che pare un librino mentre è, nella realtà, un Vademecum di 176 pagine. Complimenti. Anche perché, ad una celta età: fa piacere leggere che "a latu di picciutteddu è sempri bonu lu vicchiareddu". Rinnovo gli auguri di buon anno e mi scuso se ti affliggo: qualche volta, con i nostri problemi di essere designer a Milano. Mica facile. A presto Giancalo Iliprandi |
| postato da Giancalo Iliprandi il 26/06/2009 15:23 | |
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Caro Professore,
Ancora una volta le rivolgo i più sentiti ringraziamenti per il preziosissimo omaggio che mi è pervenuto. Ho letto il suo libro "i proverbi di calatafimi" l'ho trovato estremamente interessante e stimolante; devo riconoscere sempre più, che la sua incessante attività e profonda ricerca è quantomeno sorprendente e fortemente esemplare oltre che dimostrazione di grandissimo impegno culturale. Sono estremamente soddisfatto di averla conosciuta e di poter collaborare con lei nella associazione "le capele". Sono anche sicuro, che con Lei, potremo raggiungere i traguardi che ci siamo prefissi. Colgo l'occasione per ricambiare cordiali Auguri di Serenità per l'anno appena iniziato. Parolini Mario. Cerveno lì 19/01/2009 P.S. L'aspettavo a Cerveno con il Sovrintendente di Mantova Mercoledì scorso, ma ho saputo solo la mattina dello stesso giorno che l'incontro era slittato a Mercoledì 21/01. Sono spiacente comunicarle che purtroppo io non potrò essere presente per impegni già presi a Roma. |
| postato da Parolini Mario il 26/06/2009 15:17 | |
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All'attenzione del prof. Marco Vitale
Ringraziando per il bellissimo libretto sui proverbi di Calatafimi, rinnovo i migliori auguri per l’anno appena iniziato. Molto cordialmente Andrea Belvedere |
| postato da Andrea Belvedere il 26/06/2009 11:21 | |
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Caro Marco,
dopo aver letto nel giorno di Natale I proverbi d Calatafimi, non riesco più a rivolgermi a te con il vocativo "professore" e con il "Lei", tanta è l'affinità che sento con le cose che hai scritto. Alla battaglia di Pianto Romano anch'io ho dedicato qualche pagina nel libro di ricordi che ti inviato quando è uscito (cfr. pag.58 e seguenti). Mi riconosco completamente nel tuo modo di considerare la spedizione, "una storia vera, e la più bella forse per un ragazzo italiano" (Bianciardi). Più in generale, mi riconosco nel tuo modo di valutare il Risorgimento. Sono soltanto meno convintamente federalista; ma questo sarebbe un discorso troppo lungo da sviluppare per lettera. Una trentina d'anni fa, con i miei familiari, i miei bambini, pochi amici con i loro bambini (in tutto una ventina di persone) marciammo da Marsala a Rampigallo, lungo la strada che avevano percorso i Mille verso Salemi. Ci accompagnava La Bella Gigogin, l'inno "ufficiale" della spedizione, suonato in continuazione grazie ad un mangiadischi portatile. Nella fattoria, il padrone, che avevo preavvertito, ci fece trovare issata una immensa bandiera tricolore. E ci offrì buona frutta, con pane fresco e vino. I miei figli, ora adulti, ricordano sempre la partenza all'alba da Marsala e l'arrivo alla fattoria. Nel secondo capitolo del tuo libro affiora una sterminata erudizione, che, rielaborata alla luce dell'esperienza, diventa Cultura. Grazie per avermi offerto un bel giorno di Natale. Rosario Amodeo |
| postato da Rosario Amodeo il 26/06/2009 11:19 | |
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Caro Marco,
ti ringrazio per il prezioso volumetto "I proverbi di Calatafimi" che hai voluto inviarmi. Prezioso per la scelta colta e gradevole e per la presenza, qui al Museo, di una folta "colonia" siciliana, la cui antica saggezza di tradizone traspare con efficacia dalle pieghe di un'indiscussa professionalità. Segno di contemporaneità nelle radici, cui le persone sagge fanno sempre riferimento. Ti auguro un 2009 sereno e ricco di meritate soddisfazioni. Saluti, Fiorenzo |
| postato da Fiorenzo il 26/06/2009 11:13 | |
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Caro Marco,
è il 6 gennaio pomeriggio Ho iniziato questa mattina la lettura del Tuo libro "I proverbi di Calatafimi", che interrompo solo per conservarmi il piacere più a lungo (anche se - purtroppo - sono già oltre la metà!); è stupefacente scoprire come da un'occasione apparentemente "leggera" Tu abbia tratto lo spunto per uno scritto di grande sostanza, in cui, oltre alle innumerevoli erudite citazioni di cui sarebbe colpevole stupirsi - conoscendoTi - sto ritrovando tutta la Tua dottrina economico-sociale che un po' ho appreso leggendo i Tuoi scritti e tutto il Tuo appassionato impegno democratico e civile. In un momento della Storia del nostro Paese in cui - ahimé - sembra proprio che nessuno dei proverbi di Calatafimi vi abbia cittadinanza, fa consolazione sapere che esistono ancora persone (quante?) che non si stancano di ripetere e ribadire quali sono e dovrebbero essere i principi sui quali si regge non solo l'etica di impresa ma anche e soprattutto il vivere civile di un Paese. Quali speranze abbiamo che le giovani generazioni vogliano impararli e seguirli, o almeno solo a conoscerli? Grazie di questo regalo: dimmi per cortesia presso quale libreria posso acquistarne alcune copie che vorrei donare a qualche amico, giovane e meno giovane. Un caloroso saluto Franco Delfino |
| postato da Franco Delfino il 25/06/2009 18:47 | |
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Gent.mo Prof. Vitale,
è con immenso piacere che ho ricevuto il Suo scritto. Ed è con grande interesse che l'ho letto. Ed è con sempre rinnovata meraviglia che ho osservato il dispiegarsi della sincronicità. Proprio in questa settimana, infatti, mi capitava, pungolato dalle tragedie finanziarie in atto, di riflettere, nei momenti di attesa nel traffico, sul significato di impresa e sulla responsabilità dell'impreditore. E mi figuravo un grafico ove si raggiunge l'optimum quando la risultante fra i vettori che indicano il guadagno personale e quello sociale segna l'equilibrio. Per non parlare di un libro che un amico ( guarda un po’ : siciliano, amante del mare e della vela, oltreché delle tradizioni) mi regalò quest'estate. "Garibaldi Corsaro", di Plinio Marotta, ed. Panorama. Questo libro mi ha svelato l'immagine sfolgorante e semplice dell'eroe che riconosco nel Suo scritto. Le confesso, poi, che anch'io amo fotografare scritte e simboli che incontro sui muri sui palazzi etc.. Infine, spronato dal Suo esempio mi riprometto di realizzare un progetto che da tempo ho nel cassetto: trarre spunto da una serie di disegni, appenderli e fare una conferenza sull'educazione dedicata ai genitori dei bimbi (sono medico pediatra). In seguito mi piacerebbe stampare i disegni con la spiegazione di ognuno sul retro. Il Suo scritto mi ha ispirato anche in tal senso. Trovo che il nostro Paese abbia bisogno di persone come Lei che in momenti così difficili indichino, in modo così chiaro e semplice, i criteri e i valori cui appellarsi per mantenere e fare dell'etica e della virtù ( senza che questo abbia un altisonante ma vuoto significato) il motore dell'operato di tutti noi. La ringrazio di cuore per il pensiero che ha avuto nei miei riguardi e spero avremo occasione di incontro e scambio di idee. I migliori saluti e buon lavoro Roberto Zappa |
| postato da Roberto Zappa il 25/06/2009 18:41 | |
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Carissimo Prof.re Marco Vitale
ieri, nella pausa domenicale, ho letto la sua "Lettera di Capodanno 2009" e prima "I proverbi di Calatafimi". Grazie di averli scritti. In questo momento storico di disarmo e d'indifferenza collettiva, di resa che diventa solitudine esistenziale e sociale, pena profonda dell'anima nella sua perdita di identità, i suoi scritti pulsano d'emozioni e di passione per l'esistere, ma offrono anche una consistenza delle realtà raccontate che deriva dalla pienezza della sua vita, dall'avere camminato nel mondo a piedi e in bicicletta. Sono due modi di andare per le strade che anch'io amo tanto. Cammino, o meglio camminavo, nel mio Parco del Gran Paradiso che è la mia culla naturale, vado in bicicletta ogni giorno al giornale. Permettono di guardare le persone negli occhi. Il fallimento del nostro secolo appena concluso e quello che abbiamo iniziato, è dovuto all'incapacità sempre più diffusa di guardarsi negli occhi. Con umile sincerità, con amore gratuito, con accoglienza spoglia da pregiudizi, con autenticità. Si sono così interrotti i rapporti personali all'interno delle famiglie, nelle comunità, sul lavoro, nella società. Le sue passeggiate siciliane, ma anche la sua Lettera di auguri ristabiliscono dei rapporti personali perchè sono nate dall'avere guardato negli occhi le persone. I proverbi sono un importante ricupero della saggezza popolare che diventa intelligenza del cuore e della mente, (mi hanno ricordato lo splendido libro "Il pane di ieri" di Enzo Bianchi al quale sono legata da una intensa amicizia giovanile), ma anche un' opportunità per il mondo dell'impresa di riscoprire quell'anima senza la quale la professionalità devia verso strade pericolose. Sulla Lettera ho iniziato a meditare, a cominciare dal nuovo modello di sviluppo che mette al centro l'uomo, unica via di salvezza per trasformare la crisi che stiamo vivendo da drammatico problema a risorsa. Sono quarant'anni che inseguo questo modello che abbiamo visto tragicamente affossare dalle due grandi ideologie dominanti il '900, adesso siamo a fine corsa e soltanto una rivoluzione copernicana può salvarci, ma chi è in grado di avviarla? Sono saltati tutti i riferimenti, compresi quelli religiosi, perchè anche le enunciazioni teologiche non s'incarnano più nella vita quotidiana. Da dove allora ricominciare? Le parlo di un libro che mi sta aiutando molto, se già non lo conosce, e di cui mi occuperò a Napoli, nell'ultimo appuntamento di Villa San Luigi, "Le Beatitudini" (ed. Cittadella)di Arturo Paoli, piccolo Fratello di Charles de Foucauld, forse uno degli ultimi profeti. Anche ieri sera ho sentito con commozione l'amico Ermanno, durante lo speciale su De André, citare gli "ultimi" come momento di verità e di autenticità. Di libertà. Queste sono le prime e spontanee considerazioni che i suoi libri hanno suscitato in me. Intanto le invio due miei libri che hanno provocato un dialogo e un confronto, dove troverà uomini e donne che ho guardato negli occhi. In questi giorni la cercherò per continuare il dialogo che è iniziato fra di noi in modo così casuale, ma niente, veramente niente, accade per caso. Glielo dico dal versante della mia attuale esperienza personale di cui le invio la testimonianza, uscita su Famiglia Cristiana. E lei capirà. Un caro saluto in attesa di conoscerla personalmente. Mariapia Bonanate |
| postato da Mariapia Bonanate il 25/06/2009 18:34 | |

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