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Commento di Francesco Liguori su "A Milano serve una svolta. Creiamo l'Expo dei cittadini"

postato da Francesco Liguori [29/06/2009 16:40]
Egregio Dottor Vitale,
ho letto con attenzione questa mattina il Suo articolo sul futuro di Milano apparso sul Corriere della Sera; e mi sento di sottoscriverlo pienamente. Nell'ultimo anno il dibattito sul futuro di Milano e sulla vicenda Expo viene costantemente affrontato sugli organi di informazione e da più parti le considerazioni che vengono espresse sono sostanzialmente di amarezza per ciò che non si riesce a fare.
Alle molteplici cause che emergono come fondanti del conseguente senso di impotenza creatosi vengono date soluzioni e ricette per la maggior parte condivisibili, seppur spesso generiche.
La domanda che tutti si fanno in questi giorni è cosa resterà dopo l'Expo del 2815. Domanda corretta. Ma sarebbe meglio chiedersi cosa sarà Milano fra trent'anni. Quale sarà la sua funzione, proiettata in un contesto sociale, economico e culturale molto più competitivo e difficile di quello attuale. Quale sarà il capitale umano da cui sarà formata, in cui dovrà investire e da cui dovrà ricevere lo stimolo fondante per il suo sviluppo.
L'Expo così come è stato formulato non credo contribuirà a risolvere le questioni sopra esposte. Forse sarebbe l'ora di formulare delle proposte concrete. Per questo motivo Le scrivo. Per questa ragione Le sottopongo ciò che stiamo facendo. Perché desideriamo fortemente dare il nostro contributo.
La invito quindi a leggere con attenzione la breve descrizione del "Progetto Internazionale Museo Leonardo3" che troverà qui di seguito. Le invio inoltre alcuni allegati che, tra i tantissimi, testimoniano l'attenzione che gli organi di informazione, anche internazionali, stanno riservando a questa iniziativa.
E' un progetto per Milano, che immagina la città come sarà nei prossimi decenni, che ne delinea almeno alcune delle funzioni di cui dovrà farsi promotrice, e che vuole contribuire seriamente e concretamente ad una sua ricrescita.
Per fare ciò abbiamo bisogno di consenso e dell'aiuto di tutti. Soprattutto di persone serie. Ed è l'invito che faccio anche a Lei.
Mi metto quindi a Sua disposizione per ogni eventuale approfondimento. E la ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicarmi.
Con i migliori saluti,

Francesco Liguori



Di seguito l'allegato:

Progetto Internazionale Leonardo3 - Il Museo del futuro.

sorgerà a Milano un centro di eccellenza mondiale delle nuove tecnologie applicate alla ricerca e alla divulgazione del patrimonio culturale. Dedicato a Leonardo da Vinci, sarà anche il più grande Museo al mondo in cui verrà studiata e divulgata l'intera sua opera.

Iniziando proprio dall'opera di Leonardo da Vinci e prendendo lo stesso come paradigma, l'attività sarà estesa, attraverso anche l'alta formazione, al patrimonio culturale italiano, e successivamente a quello di qualsiasi Paese e di qualsiasi epoca con la creazione degli altri due Musei gemelli previsti.

Un centro produttivo delle nuove tecnologie e metodologie per la valorizzazione e divulgazione dei beni culturali nella sempre più complessa diversità, e competizione, culturale a livello internazionale avendo anche l'obiettivo di trasformare Milano nel centro di eccellenza in Italia delle nuove tecnologie e metodologie per la valorizzazione e divulgazione dei beni culturali.

Uno degli elementi portanti dei Musei sarà quindi Il " Centro studi, ricerca e formazione" in continua evoluzione sia nella ricerca che nella "produzione" di nuovi contenuti. Un Museo caratterizzato da un approccio scientifico in cui in cui i visitatori saranno sempre più sollecitati a partecipare e ad interagire in modo più profondo e attivo, non più solamente come spettatori, seppur privilegiati, delle opere viste nella loro staticità "naturale".

E' qui che sta la nuova frontiera del contemporaneo.
Questa complessa iniziativa risponde principalmente al bisogno di valorizzare sempre più il patrimonio artistico, storico, scientifico e culturale italiano, proponendosi come un nuovo esempio di diffondere la cultura e la ricerca tecnologia, con importanti benefici anche di crescita economica nel nostro Paese e nei Paesi che si stanno coinvolgendo.

Infatti non vi è alcun dubbio che il concetto stesso di attività culturale nel nostro Paese debba essere necessariamente inquadrato in una forza motrice economica e non più in un capitolo di sostanziale perdita. Non è più sufficiente essere consapevoli che in Italia esiste il più vasto concentramento del patrimonio culturale del mondo ma che lo stesso non crei come indotto una crescita economica più aggregata e strutturata di quella attuale.

Ciò che proprio questa importante iniziativa vuol contribuirà a fare, dando un importante slancio al "sistema Paese". Ecco perché il progetto Internazionale Leonard03 è anche un progetto per l'Italia e per il ruolo che potrebbe assumere nel contesto internazionale nei prossimi trent'anni. In cui molti dei Paesi emergenti, e non solo, sono già in grado di dimostrare di essere altamente innovativi. Mentre il nostro è ancora fra quelli scarsamente innovativi. L'Italia potrebbe essere un faro non solo in Europa ma nei contesti geografici più allargati.

Per ciò che riguarda Milano il Progetto guarda ben oltre l'Expo di Milano del 2015, ma si candida ad divenirne "naturalmente" uno dei simboli più significativi.

In tal senso ritengo che L'Expo del 2015 non debba nascere solamente sotto il simbolo di Leonardo, ma anche essere una occasione per lasciare a Milano qualcosa di importante e significativo, in una visione di quello che sarà la città nei prossimi decenni.
Il progetto prevede la realizzazione di altri due Musei gemelli, uno in America - forse Chicago e uno in Asia in località ancora da definire.

Si creerà in questo modo un circuito virtuoso di scambio culturale tecnologico e sociale che abbraccerà, non solo idealmente, i differenti e grandi bacini di utenza: Europa meno sviluppata, Americhe, bacino del Mediterraneo. Asia e Medio Oriente: questi saranno i bacini di utenza coinvolti dalle tre sedi che nasceranno: si innescherà un circolo virtuoso di ricerca tecnologica, scambio culturale e sviluppo economico: la "diplomazia culturale" godrà di un circuito privilegiato tra più continenti.

In questo senso si segnala che il 22 di novembre 2008, a Doha in Qatar si è inaugurato il più grande Museo islamico alla presenza di molti Capi di Stato e con Leonardo3, per la prima volta, il nostro Paese ha portato l'alta tecnologia applicata, questa volta al patrimonio culturale islamico. Una metodologia innovativa che farà da stimolo ad altre iniziative nei Paesi arabi. E non solo di carattere culturale. Questo è il paradigma di ciò che si vuole fare: non esaltare la "globalizzazione" ma difendere le diverse identità, facendole conoscere universalmente.
Ricerca, alta tecnologia, divulga
zione al grande pubblico e formazione . Ma anche un forte investimento nel capitale umano, senza il quale nessun sviluppo, di una città o di un Paese che sia, può essere considerato veramente compiuto .
In questo senso ci saranno corsi e Master universitari.

E, anche tramite borse di studio previste dalla presenza di fondazioni italiane e internazionali che stiamo cercando di coinvolgere, si guarderà soprattutto ai giovani di tutto il mondo, provenienti anche dai paesi meno sviluppati che apprenderanno quanto di meglio possibile nella ricerca tecnologica, nella divulgazione scientifica e dell'arte.

Quei giovani che in prospettiva diventeranno una risorsa anche per il loro paese di origine, consapevoli che il patrimonio dell'umanità risiede anche nella loro intelligenza e conoscenza. Per questo inizieremo l'iter di presentazione del Progetto anche all'Unesco.
Struttura giuridica.

Nel mese di aprile si è insediato un tavolo di lavoro, ospitato temporaneamente presso la Provincia di Milano, al quale partecipano la stessa Provincia, che ha offerto l'area dell'Idroscalo per il Museo di Milano, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, il Ministero degli Affari Esteri ( nelle due Direzioni Generali Affari Economici e Cultura), il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero della Ricerca e Università. In questi giorni stiamo delineando anche un protocollo di intesa con il Comune di Milano. Il progetto è stato già presentato al Quirinale, da cui è seguito con attenzione.

Credo che idee di questa portata debbano comunque necessariamente essere condivise tra iniziativa privata, sistema bancario e soggetti istituzionali, in una forma forse più innovativa di quella usualmente adoperata. Per questo stiamo cercando di coinvolgere alcuni soggetti privati prestigiosi che siano , soprattutto, "coerenti" con gli obbiettivi da noi tutti auspicati e che credano nell'importanza di un progetto "industriale" e innovativo per il nostro Paese.

Non è stata quindi ancora definita la struttura giuridica migliore da adottare, che sarà in orni caso coerente con quella finanziaria. Ritengo però che la costituzione di una fondazione, internazionale, se la giurisprudenza lo consentirà in questo specifico caso, mista pubblico/privato, ma agile e operativa, sia la soluzione tra le più auspicabili.

Francesco Liguori