Commento di Ing. Coluzzi su "A Milano serve una svolta. Creiamo l'Expo dei cittadini"
postato da Ing. Giuseppe Pasquali Coluzzi [29/06/2009 16:53]
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Caro Vitale, Terno che quanto Le scrivo non riuscirà ad emergere dall'alluvione di lettere che riceverà oggi e nei prossimi giorni ma non importa, la cosa più importante per me è di chiarire le idee a me stesso, se ci riesco. A mio parere Milano non si è più ripresa dal trauma della amputazione del suo tessuto industriale. Sta cercando di vivere e di progredire con il terziario, più o meno avanzato, ma finisce per ripiegarsi sempre più su se stessa. Se negli anni sessanta qualcuno mi avesse detto che l'area metropolitana di Milano avrebbe potuto vivere senza la Falck, la Magneti Marelli, il Tecnomasio, l'Ansaldo, la Breda, l'Alfa Rorneo, ecc ... ecc ... , e che avrebbe potuto vivere solo di finanza, di moda, di università, di sanità e di turismo, gli avrei dato del pazzo. Oggi abbiamo quasi metabolizzato la deindustrializzazione ma rimane nel sottofondo un malessere diffuso di cui non sappiamo individuare la causa che, invece, a mio parere, va ricercata nella "sindrome della futilità" . E' chiaro che tentare di ricostruire un tessuto industriale per Milano sarebbe una follia né, d'altra parte, si può trovare sfogo alla "voglia di fare" soltanto nell'involuto miglioramento di quanto già fatto. In genere si identifica l'industria con sua componente "manifatturiera" dimenticando che essa è fatta anche di organizzazione, di economia, di finanza, di ricerca, di formazione, di logistica, tutte attività che possono essere svolte lontano dalle fasi operative. In questo senso Milano può tornare ad essere una città più industriale di quanto non lo sia stata nel passato. Ma dove trovare le cose da fare? Nel pozzo senza fine delle cose, non fatte o mal fatte, che ci siamo lasciati indietro, in Italia, nell'ultimo secolo. Occorre il lavoro di intere generazioni per metterei, strutturalmente, al passo con l'Europa del nord e queste generazioni non avranno da annoiarsi così come non si annoiarono coloro che progettarono costruirono la Ferdinandea. Vengo subito al concreto. Tutti conoscono la gravità e la complessità del problema della distribuzione idrica in Sicilia e tutti siamo convinti, anche se non abbiamo il coraggio di dircelo, che la fabbrica di automobili di Termini Imerese ha ormai le ore contate, vittima di errori colossali compiuti non "secondo la logica del mercato" ma solamente per J' "ignoranza del mercato". E' così stravagante oggi, con i progressi compiuti nella tecnologia, riconvertire una fabbrica di automobili in un centro di rinnovameno, completamento e manutenzione impiantistica di vasto raggio? O è più "naturale" macerarsi chissà per quanto tempo nella umiliazione di una CIO senza sbocchi così come è avvenuto per Arese? Questo e tanti altri "cantieri" potrebbe essere affrontati dalla imprenditoria milanese sul piano del "software" almeno fino a quando rimarrà il ricordo di gente come Ernesto Breda e Giovanni Falck. Il risanamento e la semplice "messa a norma" di sterminati centri storici come quelli di Napoli, Bari, Palermo, le stesse Genova e Venezia, la bonifica delle aree agricole campane, la messa a norma degli edifici nelle zone sismiche, la messa a norma degli edifici pubblici a cominciare dalle scuole, il rinnovo e l'estensione della rete ferroviaria interna ed esterna alle città. E' mai possibile che quando si parla di "occupazione" il primo, e spesso unico pensiero, corre alla linea di montaggio di auto che poi non si sa più dove mettere? Tra l'altro, siamo tanto sciocchi da punire i ladri.. . Proviamo a pensare che da Milano venga uno studio di fattibilità per Termini Imerese nel senso sopra indicato e proviamo ad immaginare che il seguito di questo studio venga utopicamente, molto utopicamente, sviluppato stando alla larga dai politici e dai sindacalisti. Sarei onorato di un commento. Grazie Giuseppe Pasquali Coluzzi |
commenti : (1)
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Caro Ingegnere,
La ringrazio per il Suo apprezzamento e per le sue importanti riflessioni. Penso che esse meritino un sicuro approfondimento e quindi cercherò di fissare un appuntamento con Lei. Con vive cordialità. Marco Vitale |
| postato da Prof. Marco Vitale il 29/06/2009 16:54 | |

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