Commento di Massimo de Rigo su "A Milano serve una svolta. Creiamo l'Expo dei cittadini"
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Alla c.a. di Carlo Montalbetti Consiglio Comunale di Milano Caro Carlo, ho letto con attenzione il tuo messaggio e l'articolo di Marco Vitale. Penso sia impossibile non condividerli. La nostra famiglia, da quando eravamo bambini, aveva la tradizione, che prosegue tutt'ora, di rendere omaggio alla cripta di Sant'Ambrogio nel giorno a Lui dedicato e ognuno di noi formulava un pensiero di amore per la Sua, la nostra cara Milano. Milano ha avuto, nel corso della sua storia quasi trimillenaria, momenti di altissima grandezza. Quando l'impero romano giunse al massimo della sua espansione, Diocleziano non solo divise in due l'impero per meglio controllarlo, ma, nel terzo secolo d.C., nomina Milano capitale dell'Impero Romano d'Occidente, affidandolo al collega, l'imperatore Massimiano. Nell'epoca comunale era il suo stesso nome a garantirle la centralità europea: gli autori medievali, che si divertono a giocare con le etimologie, sottolineavano la posizione mediana di Milano nella pianura del Po, circondata da due fiumi, il Ticino e l'Adda. Milano metropoli di prima grandezza nel Sacro Romano Impero, al punto di costringere l'imperatore a scendere ben sei volte per domarne la voglia di autonomia: fu Dante Alighieri a definire l'imperatore Federico I von Hohenstaufen, il Buon Barbarossa, per aver perdonato i Milanesi mille volte, risparmiando loro ogni rappresaglia, anche di fronte alla loro tracotanza di radere a suolo altri comuni liberamente fedeli all'imperatori. Equilibrio e simmetria dominavano la situazione della capitale lombarda, situazione atipica dal momento che Milano priva sia di un accesso al mare sia di un corso d'acqua naturale che ne strutturi lo sviluppo. Eppure, nel XV secolo, la città dei Visconti si trova al centro di una delle pi potenti reti navigabili d'Europa e controlla attraverso il dominio delle acque l'economia regionale nel suo insieme. La città deve tutto ci a tre secoli di sforzi: in questo periodo, il potere comunale, ma anche le iniziative dei privati, hanno scavato canali, deviato il corso dei fiumi, collegato le linee d'acqua, integrato una vasta rete idrografica. La circolazione regolare ed equa delle risorse idriche era, come afferma con forza Bonvesin de la Riva, la manifestazione pi evidente del buongoverno. Milano sempre in auge nei secoli, in epoca asburgica addirittura esempio di tecnologia agricola. Milano ora in oggettiva decadenza, anzi in crollo verticale. Eppure si era rialzata dalle devastazioni della guerra e dai bombardamenti 'alleati' che in nessun altro luogo italiano si erano accaniti con tanta violenza ... Un saluto cordiale! |
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Caro Dott. De Rigo,
molto bello ed efficace il Suo messaggio a Carlo Montalbetti relativo al mio articolo. Ho trovato stupenda la Vostra abitudine familiare di rendere omaggio alla cripta di Sant'Ambrogio riflettendo sulla città. lo quando ero al Liceo talvolta venivo apposta da Brescia per dedicare un'ora di riflessione in Sant'Ambrogio. Molto importante il passaggio relativo a Milano al centro di una delle più importanti reti navigabili d'Europa. Oggi le reti che contano sono diverse ma il Concetto rapporto di reti resta fondamentale. Spero che dal mio appello nasca qualche cosa, nel qual caso mi farò sicuramente vivo. Con vive cordialità. Marco Vitale |
| postato da Prof. Marco Vitale il 29/06/2009 12:04 | |

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