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Nota di commento di Maurizio Vaccaro allo scritto base 'Superbia, crisi economica ed economia Usa'

postato da Prof. Marco Vitale [05/06/2009 17:54]
Definire assolutamente originale l'interpretazione che Marco Vitale offre delle cause della crisi economica americana, rischia di apparire fortemente riduttivo: ciò che, a mio avviso, la rende unica e tale da funzionare come propulsore e attivatore di ulteriori e forse ancora più avanzate chiavi di lettura sta nel doppio livello di analisi che essa può offrire.
Infatti, pur attingendo largamente a concetti, valori e comandamenti di evidente matrice cristiana, offre una seconda linea, un sottostante e, per certi versi sorprendente approdo a una forte cultura laica.
Infatti, cosa è la "superbia" se non la devastante pratica dell'assenza di regole, il solitario e arrogante disprezzo di esse, la teorizzazione dell'inesistenza degli altri?
E l"accidia" cosa è se non l'irresponsabile autosottrazione dalle responsabilità?
La stessa invocata doverosa mancanza di tristezza e disperazione, come strumento forte di contrasto alla superbia da una parte e all'accidia dall'altra, non indica forse la necessità di coltivare virtù civili che siano il contrario della sterile rassegnazione e della supina accettazione?
È in questa doppia lettura che si realizza il passaggio da un cristianesimo flebile e piagnucoloso alla "Libertà" che non è superba licenza, all'Uguaglianza, che non è piatto egualitarismo alla "Fraternità", che non è solidarismo d'accatto, all'Umiltà che non è poca considerazione di sé ma consapevolezza dell'esistenza degli altri.
Dunque da fonti decisamente cristiane si perviene attraverso un impervio percorso, al possesso e all'acquisizione dei più alti insegnamenti laici, di cui " DIO - PATRIA - FAMIGLIA" non è un vuoto slogan autoritario, una dogmatica e fideistica premessa, ma la meditata, convinta e sofferta personale conquista virile.
Marco Vitale indica un modo "laico" (non laicista) di essere cristiani, un modo avanzato e moderno di essere democratici e portatori di libertà, compresa ovviamente la libertà di intrapresa economica e di adesione non acritica ai valori delle liberal-democrazie, capaci di governare i mercati e non di esserne ciecamente dominati.
In tal modo la religione cristiana si fa componente decisiva di quella più complessa religione universale e civile, fondata sull'osservanza o, meglio, sul bisogno di regole, sul naturale rispetto degli altri, sull'etica delle responsabilità.
Il progressivo allontanamento da quella religione civile appare dunque la principale ragione politico-culturale della crisi economica americana.

Maurizio Vaccaro

11.5.2009

*L'articolo di riferimento è scaricabile QUI.