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Passaggio al Futuro - Commento di F.M. Sottrici

postato da Prof. Marco Vitale [10/06/2010 12:25]
Caro Marco,

ho letto d'un fiato Passaggio al futuro e l'ho poi riletto lentamente. Non per seguire il precetto di Schopenhauer (un libro va sempre letto due volte), ma perchè è un testo affascinante e coinvolgente.

Ti ringrazio molto di avermelo inviato.

La rilettura è anche dovuta al fatto che non si può dissentire dalla forte tensione etica del libro e non si possono ignorare le verità che emergono. Come negare che banche e istituzioni finanziarie troppo grandi siano un grave pericolo per l'economia e per la democrazia? Tu richiami l'insegnamento di Roepke, che è stato la mia passione giovanile. I suoi libri (Civitas Humana, Spiegazione economica del mondo moderno, Il problema della Germania), sono comparsi in Italia tra il 1946 e il 1949. Io non avevo ancora vent'anni e fui subito sedotto dalla grande cultura dell'Autore, dalle sue idee e dalla sua scrittura, scorrevole, piacevole e pure così precisa.

Le idee di Roepke sui pericoli del gigantismo si sono rivelate esatte. Ma il mondo ha seguito strade diverse da quelle suggerite da Roepke e oggi mi sembra difficile che si possano abbandonare. Cosa fare? Si può ripristinare il Glass-Steagall Act ma come si fa a ridurre la dimensione bancaria? Una merchant bank di duecentomila dipendenti è, per sua natura, incontrollabile e ha mezzi persuasivi per convincere i politici, che sono uomini che devono essere rieletti (in USA ogni due anni). Non per nulla alcuni autori sono preoccupati dal fatto che le politiche finanziarie degli Stati dipendano da assemblee elettive, più sensibili alla spesa che ai risparmi.

Giuseppe Maranini non nascondeva le sue simpatie per il Senato di nomina regia, con senatori nominati a vita. Ma oggi, quando si sostiene l'assoluta supremazia del voto popolare, come si potrebbe avere un Senato non elettivo al quale demandare le decisioni sulla politica economica? Impossibile.

Le incredibili remunerazioni dei CEO delle banche gridano vendetta al Cielo, se non fosse che l'Ecclesiaste ci insegna che il giusto perisce e il malvagio trionfa. Poe, ottimo scrittore anche se dimenticato, si piccava di essere filosofo e in un racconto sullo Spirito di Perversità racconta come un'azione malvagia si auto-alimenta. Bisogna non cominciare. Ho imparato da te che sino al 1960 all'Arthur Andersen vigeva la regola di 1 a 10 (mutuata da John Pierpont Morgan che l'aveva enunciata alla fine dell'800) sulle retribuzioni minime e massime nella Compagnia. Platone, nel decimo libro della Repubblica, aveva posto questo rapporto a 1 a 4. Ora siamo a 1 a 3.000 e, in qualche caso, ancora di più, molto di più.

Se non si interviene ci sarà un'altra crisi, ma gli interventi sono, a mio parere, impossibili.

Sì, qualcosa si potrebbe fare, impedire che i CDS vengano proposti da chi è giocatore e arbitro nello stesso tempo, mettere regole più restrittive sul leverage (ma chi controlla poi quegli enormi organismi che possono creare gestioni separate e non trasparenti, o parentele occulte?).

Una cosa importante è che i nuovi strumenti creati negli ultimi venti, venticinque anni hanno creato circolazione monetaria (come tu ben dici) fuori dai Governi, per la prima volta dall'introduzione della carta-moneta nella Francia della Reggenza (c'era stato un precedente, l'invenzione della cambiale, però con effetti molto più limitati).

In un organismo sazio, pigro e satollo i nuovi istrumenti sono serviti a dare un fittizio appetito, e a creare crescita. Che ora mancherà anche per la necessaria riduzione di questi strumenti.

Ho letto Sud di Brunetta, da te citato. Bene, non c'è nulla di sbagliato, ma ci sono troppe cose.

Napoleone diceva che bisogna concentrarsi per vincere. Per affrontare il terribile problema del Sud occorre puntare su poche cose ma in profondità e in un ambito ristretto.

Non si può affrontare il problema tutto insieme. Il Sud ha venti milioni di abitanti, quanti ne aveva la Francia di Napoleone. Non è possibile pensare di modificare i costumi di venti milioni di abitanti.

In una conversazione che ho tenuto al Rotary ho parlato della Calabria, perchè rappresenta solo il 10% della popolazione meridionale e perchè il popolo ha caratteristiche di dignità di orgoglio e di auto-rispetto che si trovano in poche altre regioni meridionali (non in Campania, per esempio).

Mi permetto di allegarti questa conversazione. Non dirmi che è rozza, so che lo è, ma un discorso di quindici minuti tenuto dopo una colazione non può essere una lezione accademica.

Leggo sempre e conservo tutti i tuoi scritti. Vedo che il guerriero non sente stanchezza e di questo provo gioia. Grazie di tutto e spero di rivederti presto.

Flavio

 

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