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E' radicato un antico assunto secondo cui arte visiva e parole non debbano uscire dalla stessa fonte; chi compone un quadro faccia l'artista e chi ha voglia di argomentare faccia il teorico, il filosofo o che altro. Mestieri diversi, ed è meglio che ognuno faccia il suo Queste affermazioni, come mille altre dello stesso spessore logico, sono non solo possibili ma assolutamente normali perché noi, esseri organici, siamo inconsapevolmente sospesi su un vuoto molto problematico : la perdita del senso della complessità,.. Questo lutto non è un accidente ma semplicemente la necessaria conseguenza dell'assioma che fonda la cultura, quella cultura che, fatte le debite varianti, sta gestendo il Mondo da molti millenni. Parlo di quel sistema di relazioni e di pensiero che sul piano antropologico è classificabile come patriarcale, sul piano logico è definibile come dicotomico e sul piano dei sistemi organici e del pensiero sistemico è qualificabile come antisistemico e produttore di paradossi . Parlo della cultura quantitativa che ci sta scoppiando dentro mandandoci in pezzi. Miliardi di ombelichi vanno per la tangente.

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CATTIVI ODORI, UMORI E PERCOLATI: UN'ALTRA FACCIA MERCEOLOGICA DEL CORPO DELLE DONNE

postato da Maria Micozzi [04/06/2009 20:08]
 

L'igiene intima è un'attenzione molto sentita e praticata dalle donne, mentre lo è pochissimo dagli uomini. Non è cosa nuova.

Eppure, vivendo giornalmente in mezzo ai messaggi pubblicitari, sia in video che in carta, solo  le donne sono costrette a reggere, tra gli altri, continui allarmi per  odori sgradevoli da controllare, perdite  varie da assorbire, agilità da raggiungere grazie a  tamponamenti accorti.

Per questo, sul piano della logica è legittima una domanda sul perché tanta attenzione del mercato nel moltiplicare preoccupazioni e prodotti per la sfera femminile, già educata di suo, ignorando completamente l'utilità di sollecitare almeno un'attenzione elementare nell'altra metà della relazione.

Una risposta viene spontanea, fin troppo facile: il mercato punta sul campione più sensibile, capace di massimizzare le vendite.

E' una risposta ovviamente banale, ma buona per un pensiero semplicistico, cioè per un ragionamento corto che segni la fine dell'indagine.

Eppure ad evitare un tale blocco mentale potrebbe soccorrere tutta la vastissima letteratura teorica e clinica su i moti di spirito,e i lapsus, infatti, come per le battute, l'intelligenza, dovrebbe fare obbligo di un'ulteriore domanda:-  Tra tutte le infinite risposte possibili perché proprio questa?-

La prima richiesta  lascia l'interrogante davanti ad un muro cieco, questa seconda apre una porta che dà su altre porte, rendendo possibili ragionamenti articolati. Un approccio mentale per accedere alla complessità e alle strutture del  profondo.

Non a caso pubblicità e mercato cavalcano modelli per lo più mediocri che hanno radici in buona parte subliminali se non addirittura inconsce.

 

I comportamenti non sono mai a caso, ognuno articola le proprie varianti su strutture storiche e sociali ben definite e queste a loro volta attraversano tempi e mode obbedendo a visioni del mondo vecchie quanto la storia.

Il tipo di linguaggio, il merito e la sottolineatura vischiosa degli aspetti negativi evidenziati dai messaggi pubblicitari accennati sopra, pur dicendo molto dello stile delle case produttrici e di chi si occupa della comunicazione, non stupiscono certo per voli geniali, nella sostanza ricalcano pedissequamente paradigmi già da tempo masticati, pseudo-comandamenti che vantano avi  cavernicoli.

Le vicende delle donne nella cultura patriarcale, le differenze tra le varie forme culturali non sono risolutive ai fini del merito, denunciano chiaramente nei fatti mille legami con la discriminazione; in Italia siamo in posizioni di coda nel quadro europeo, abbiamo aspettato secoli per avere l'anima, e l'anima è arrivata da poco, l'altro ieri abbiamo avuto la patente di cittadine col voto, stamattina siamo diventate, per la legge, persone da non violentare e non un aspetto della morale collettiva .

E tutto questo non per scrupoli del patriarca, ma per le fatiche immani di poche donne ribelli, prese in giro, ostacolate, disattese, sminuite con la banalità e l'irrisione.

Ma da quel che si vede c'è ancora molto da sfruttare, modi, anfratti, umori; chissà quali impulsi si potranno avere dall'applicazione della pornografia alle cellule ovariche.

Certi atteggiamenti ossessivi che la pubblicità trasmette alle donne mi ricordano letture tanto spiacevoli quanto illuminanti. Eccone una:

 

"La bellezza fisica non va al di là della pelle. Se gli uomini vedessero che c'è sotto la pelle, la vista delle donne gli farebbe mancare il cuore. Quando noi non possiamo toccare con la punta del dito uno sputo o dello sterco, come possiamo desiderare di abbracciare questo sacco di escrementi?"

 

Gli intestini come dato esclusivamente femminile è uno dei tanti elementi letterari che legano l'iniquità alla donna e legittimano all'uomo l'aura disincarnata e mentale del comando.

Nel caso delle parole riportate sopra, l'autore convinto di queste differenze di genere è Ottone, l'abate di Cluny vissuto nel X secolo, la citazione è tratta da "Histoire mondiale de la famme" (Y. Lefebvre, Parigi 1966).

L'affermazione non è un caso raro cercato con il lanternino, purtroppo la difficoltà sta nel trovare valutazioni che non siano fortemente negative.

La letteratura monacense, medica, giuridica, scientifica, filosofica, teologica, che ha percorso almeno gli ultimi duemila anni della nostra storia, ne è ricchissima. E' una semina accurata, instancabile e capillare che si perde nella notte dei tempi e che oggi, soprattutto per l'aumentata paura che l'evoluzione della donna incute all'uomo, si affina/si esaspera e insieme si banalizza nei codici dei nuovi linguaggi. Il processo di banalizzazione è funzionale al mantenimento del modello in quanto rende difficile l'allerta del senso critico, e l'attuale anchilosi delle strutture cognitive è di ulteriore garanzia.

Lo storico  francese Jean  Delumeau nel saggio "La paura in Occidente-secoli XIV-XVII" (Sei, Torino 1987)  parlando di opere dotte contro la donna, ricorda:

 

-"Consideriamo il' De Planctu ecclesiae' redatto verso il 1330 su richiesta di Giovanni XXII dal francese Alvaro Pelayo, allora grande penitente alla corte di Avignone. Quest'opera, dimenticata ai nostri giorni, merita di essere esumata dalle biblioteche. Essa fu stampata ad Ulm fin dal 1474, ristampata a Lione nel 1517 e a Veneia nel 1560 - tutti questi dati costituiscono indicazioni cronologiche e geografiche che lasciano indovinare un auditorio relativamente importante, almeno nel mondo dei chierici incaricati di redigere le coscienze. Ora, si può leggere nella sua seconda parte un lungo catalogo dei centodue ‘ vizi e misfatti' della donna".

 

Curiosamente, leggendo i centodue ‘vizi e malfatti' si fa fatica a non sentirsi nel bel centro dei luoghi comuni, dei modi di dire, in poche parole delle ‘battute' che punteggiano i discorsi di oggi.

Sempre Delumeau, più avanti riporta un'affermazione di Pierre de Lancre, il boia di Bordeaux, che volendo spiegare il perché la stregoneria sia molto più presente tra le donne che tra gli uomini.  

 

-"Si tratta di un sesso fragile, che reputa e ritiene spesso divine le suggestioni demoniache...Per di più, esse abbondano in passioni aspre e veementi, oltre al fatto che sono ordinariamente di natura umida e vischiosa. Ora, poiché l'umido si muove facilmente e riceve diverse impressioni e immagini, esse non smettono i loro movimenti che a fatica e molto tardi, mentre gli uomini si soffermano meno ostinatamente sulle proprie fantasie"

 

Ancora due righe dallo storico francese, che trovo ottime per chiudere il cerchio:

 

-"Vi è una concezione polivalente e nefasta dell'umido che l'uomo di un tempo rivolge senza tregua contro la donna: un eccesso di umidità nella matrice conduce a generare figlie che, troppo vischiose per natura, lasciano libero corso a una fantasia di cui Satana ha fatto presto a impadronirsi".

 

A proposito di questa umidità vischiosa  sarei tentata di tirare in ballo Aristotele e il suo modello del mondo, ma mi fermo qui, apro una rivista femminile, faccio zapping col telecomando  e aspetto di vedere quale altro prodotto impermeabilizzante mi hanno preparato..

 

P.S.

Intanto l'uomo così mentale, asettico, astratto continua a braccare quell'odore vischioso, sicuro che nessuno avrà mai l'ardire di puntare il faro sui suoi intestini e zone limitrofe, profanando il grande tabù della sua sessualità.