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E' radicato un antico assunto secondo cui arte visiva e parole non debbano uscire dalla stessa fonte; chi compone un quadro faccia l'artista e chi ha voglia di argomentare faccia il teorico, il filosofo o che altro. Mestieri diversi, ed è meglio che ognuno faccia il suo Queste affermazioni, come mille altre dello stesso spessore logico, sono non solo possibili ma assolutamente normali perché noi, esseri organici, siamo inconsapevolmente sospesi su un vuoto molto problematico : la perdita del senso della complessità,.. Questo lutto non è un accidente ma semplicemente la necessaria conseguenza dell'assioma che fonda la cultura, quella cultura che, fatte le debite varianti, sta gestendo il Mondo da molti millenni. Parlo di quel sistema di relazioni e di pensiero che sul piano antropologico è classificabile come patriarcale, sul piano logico è definibile come dicotomico e sul piano dei sistemi organici e del pensiero sistemico è qualificabile come antisistemico e produttore di paradossi . Parlo della cultura quantitativa che ci sta scoppiando dentro mandandoci in pezzi. Miliardi di ombelichi vanno per la tangente.

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IL POTERE, LE DONNE , L'USO E L'USURA

postato da Maria Micozzi [29/09/2009 18:41]
 

 

"Salire, scendere ...o non esserci mai mossi"

Il tema che Gad Lerner si è proposto ieri sera presentava una particolare difficoltà e devo complimentarmi per il coraggio che questo comporta; il problema voleva affrontare un nodo importante "Il corpo delle donne e il potere".

Dov'è il coraggio rispetto ad un tema che è stato masticato e consumato da mesi ? Il coraggio sta nel proporlo su un piano  che in quanto a frequentazione è quasi deserto.

Praticamente la domanda voleva essere: I fatti che hanno riempito e confuso le cronache per la ridondanza e il potere dei personaggi e per la difficoltà d'incontrarsi sul merito, possono portare ad una riflessione su strutture comportamentali più profonde? Insomma ci si può chiedere qualcosa di serio sulla relazione primaria di  genere? Si può cercare di capire come il rapporto maschio/femmina sia funzionale agli equilibri di potere?

 Si voleva respirare più alto, un po' sopra le teste  dei personaggi che ‘bloccano' ogni tentativo di teorizzazione e scambiano il bisogno di conoscere per spazzatura da bruciare

Non a caso la trasmissione ha preso il via dal film "Il corpo delle donne" di Lorella Zanardo , un film, che se visto nella sua organicità compositiva  e nella sua sola cornice (senza inserti di set televisivo) ha un'efficace valenza ‘d'arte', ha cioè quell'alchimia  che di una semplice cosa fa l'apertura a significati ‘altri'.

E credo proprio che questa dovesse essere la strada della trasmissione anche sotto l'aspetto più propriamente speculativo; e in questo senso ho letto tutti i richiami del conduttore per riportare gli ospiti, che lo accusavano di gossip, fuori dal gossip ‘da difesa'!

Anche il Presidente della  Regione Puglia, Niki Vendola, ha cercato di distinguere i piani della cultura da quelli del  costume e della moda, non a caso ha sottolineato le differenze sostanziali tra la funzione dei modelli e l'influenza  della quotidianità più contingente.

Se ci si deve basare sull'affermazione di Alessandro Sallusti,  che, ricordando gli affreschi di Pompei, chiudeva l'intervento degli ospiti dicendo "Noi non abbiamo inventato niente", non si può non concludere amaramente che:

-1- di fondo, si è assistito ad un confronto gravato addirittura  dall'inconciliabilità di  due diverse visioni del mondo: da una parte, decisamente minoritaria, c'è la sensazione di  un Processo-Mondo che è  parte di un'organicità complessa e programmata per evolvere mediante continui processi di affettività  e pensiero, che costruisce modelli di modelli sia per mantenersi sia per trasformarsi;  da un'altra parte, c'è  l'affollata cultura verticistica che connota  idee umane da millenni e che presuppone  un Mondo fissato una volta per tutte, diviso tra un bene e un male oggettivi e assoluti, un Mondo ‘vero per assioma' quasi  a-temporale, dove l'unico flusso è l'alternarsi dei Capi, il tempo si limita alla segmentazione dei  fatti, che, separati, perdono senso. Caratteristica è la  tendenza alla  ‘reificazione' , la tendenza cioè a disattivare la facoltà di distinguere

-2- il problema del ‘distinguere' ha permesso di trascurare che gli affreschi di Pompei, oltre a possedere doti artistiche e di sublimazione (Aristotele docet ), doti che, per inciso,  non sfiorano neanche il linguaggio d'immagini  in oggetto, sono l'espressione di modi d'intendere la relazione uomo/donna proprie di duemila anni fa.

Omissione difficile da eludere per chi vede il mondo come processo evolutivo, ma assolutamente trascurabile  per chi  invece vede una quinta fissa, da conservare  nei privilegi.. 

La bellissima  battuta di chiusura "Noi non abbiamo inventato niente" esprime, in modo significativo ,  la promozione  dell'immaginario istintuale profondo, condiviso con gli ominidi e piuttosto scarso di elaborazioni psico-intellettuali,  ad istanza mentale della coscienza razionale. Credo che la trasmissione volesse discutere  proprio sull'articolazione di  questi diversi aspetti e livelli, e non certo sul fatto che qualcuno si  possa inventare ‘istinti' nuovi!

Spostandomi su un'amara considerazione di merito , il vero guaio è che ultimamente il menu quotidiano non presenta nessuna invenzione, solo un eccezionale  scadimento di palato, servito su un  vuoto di domande estetico-formali.

Tornando sul tema maschio/femmina-potere,  di  cose ‘nuove' ne sono state inventate parecchie  senza dimenticare i vertiginosi sottosquadra per il posizionamento delle  telecamere,  e le gradevolezze su cui è piacevole, pranzando, posare gli occhi; molti vedono tutto ciò simpatico e  ‘naturale' (hic sunt leones!), magari una battuta, ma per me, che ricordo la non poca letteratura sui ‘motti di spirito' che non sono mai a caso, e che amo solo le piramidi sui libri  di storia e di geometria, questo è un rovello inquietante.

 

Per chiudere, rubo un punto interrogativo alla Zanardo e ci vesto una mia domanda

- A quale Immagine del Mondo, a quale tipo di Potere sono congrue queste invenzioni che sembrano fatte  apposta per soddisfare un vecchio cervello rettiliano,  ripulito da ogni afferenza  evolutiva?

La risposta che io mi do,  mi suggerisce anche  la risposta ad un'altra domanda che in trasmissione è stata fatta più volte.

La domanda era: Perché le donne non si ribellano a questa totale mancanza di rispetto?

La risposta è: La storia è lunghissima e il potere del maschio sulla femmina generante è ‘servito'  al patriarcato dai tempi di Lilith; Lilith era stata creata, guarda caso,  ‘uguale' ad Adamo ma Adamo non ha  accettato la cosa al che  Lilith se n'è andata; era la prima donna, ma da ribelle l'hanno subito relegata al ruolo di demone e strega. Il problema della solitudine dell'uomo abbandonato  è stata risolta dal Signore, impietosito, con il dono di una nuova compagna,  nata, questa volta, non dal progetto di Dio, ma da una costola di Adamo.. ...quindi più ad-atta

Siamo nel 2009 dopo Cristo e Adamo non ha alcuna intenzione di scendere dalla piramide, non vuole trovarsi con Lilith, nell'agorà, non vede il dialogo e la passione per la competizione gli fa temere la sconfitta,   piange e si arrabbia  ancora, ogni volta che l'oggetto-costola si ricorda di Lilith e ambisce a diventare  soggetto-donna..

Le  ‘lezioni' e le bacchettate esplicite, le carote e i bastoni  subliminali sono metodi  potenti e moltissime  donne hanno dovuto  imparare anche troppo bene la summa, tanto che molte ne difendono ancora tutti i codicilli, convinte di esercitare una presa di coscienza.

D'altro canto uno zoccolo multimillenario non si dissoda in qualche decennio, se ce lo aspettiamo o, peggio,  lo pretendiamo allora diamo potere a quella visione del mondo che non è più profonda di una spanna

Buon lavoro! Ce n'è.

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