Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: Maria Micozzi
Location:

Orologio

ciao internauti

E' radicato un antico assunto secondo cui arte visiva e parole non debbano uscire dalla stessa fonte; chi compone un quadro faccia l'artista e chi ha voglia di argomentare faccia il teorico, il filosofo o che altro. Mestieri diversi, ed è meglio che ognuno faccia il suo Queste affermazioni, come mille altre dello stesso spessore logico, sono non solo possibili ma assolutamente normali perché noi, esseri organici, siamo inconsapevolmente sospesi su un vuoto molto problematico : la perdita del senso della complessità,.. Questo lutto non è un accidente ma semplicemente la necessaria conseguenza dell'assioma che fonda la cultura, quella cultura che, fatte le debite varianti, sta gestendo il Mondo da molti millenni. Parlo di quel sistema di relazioni e di pensiero che sul piano antropologico è classificabile come patriarcale, sul piano logico è definibile come dicotomico e sul piano dei sistemi organici e del pensiero sistemico è qualificabile come antisistemico e produttore di paradossi . Parlo della cultura quantitativa che ci sta scoppiando dentro mandandoci in pezzi. Miliardi di ombelichi vanno per la tangente.

Archivio

Collegamenti...

Sito Ufficiale di Maria Micozzi
con-fine - Trimestrale d'Arte&Cultura
Il Blog dell'Arte di con-fine

Ultimi Commenti

Calendario

Conta visite

LA PANDEMIA DEI CERVELLI OMOGENEI- CERCASI VACCINO

postato da Maria Micozzi [30/07/2009 07:52]
 

-cercasi vaccino-

 

Ho aperto il blog per non implodere, per difendermi dalla massa di polvere senza forma che fa sostanzialmente da contesto, cerco di scappare dal rischio di  trovarmi catatonica e bloccata dal chiasso degli stimoli  confusivi, assolutamente e appositamente  privi di informazioni: ansiogeni

Il titolo " I paradossi che vengono al pettine" si riferisce alle continue assurdità che si fanno veleno quotidiano

Se qualcuna/o   non ne può più di concetti ridotti ad una  pellicola di plastica, con il senso finito a luogo comune, dell'induzione a vedere, con l'accetta, solo gli estremi di ogni cosa, azzerando qualsiasi altra distinzione mentale, se non ne può più di pseudo-teorie chiuse in uno slogan o ritagliate in una figura retorica, della logica ridotta a cortigiana di deliri di onnipotenza, se, in poche parole, si rifiuta di riempire il cervello di ovatta ed è disposta/o a pagarne il prezzo, insomma se non può fare a meno di sentirsi urlo, allora sarebbe necessario trovarsi, insieme, per contarci e darsi una mano.

Vedo il rischio di una pandemia, la malattia della sindrome della rana. Quest'animale  non sopporta l'acqua appena calda tanto che se ci casca dentro se ne scappa subito, se  invece viene  messo in una pentola di acqua fredda, a fornello spento, resta dentro anche dopo che viene acceso il fuoco, ci resta fino a morire  lessata;  non  salta fuori perché distingue solo i grossi sbalzi di calore ed  non riesce a cogliere le differenze più piccole e graduali; nella pentola, con l'acqua che via via  si scalda succede l'incredibile: si abitua!

E allora? Allora certe abitudini cuociono il cervello, basta guardarsi attorno.

Bisognerebbe tornare a ‘percepire' le variazioni, cioè bisogna tornare a pensare.

Pensare le strutture che conformano i comportamenti, sentire, farsi domande sui costi dell'egoismo e della paura usata, sul perché diventa sempre più allettante, normale e legittimo fare agli altri quello che non piacerebbe affatto fosse fatto a noi.   

Ma bisogna anche essere in tanti per cercare, nel mucchio dei cloni, qualcosa che sappia ancora di differenze articolate e pensiero critico, auto-critico, di ironia divertente anche per l'anima, di  intelligenza curiosa, di humour e non  di ‘buttate'; da qualche parte, tra una flebo di paura e una di seduzione, tra una pubblicità e l'altra, deve pur esserne rimasta qualche traccia.

Non molto tempo fa parlavano della nostra  bella Italia come di una terra famosa per la sua alta cultura (escluso il perdurante macismo misogino che, al negativo,  è da sempre un suo piatto forte, radicato e pesantemente ‘grasso').

Per altri aspetti, i nostri prodotti dell'intelletto e dell'arte sono un patrimonio unico che nell'attuale stato di crisi conclamata dovrebbe essere il più valido salvagente di cui possiamo disporre

Perché ne facciamo stracci?

Forse siamo proprio fuori strada, la pentola è  troppo terrorizzata dalle differenze per  evitare di lessare la cultura e, insieme,  troppo innamorata dell'omogeneità.

Aspetto  interventi per dare un'alterità ai miei pensieri e  indirizzi  per fare incontri.

Ma se per caso c'è qualcuno sicuro che le cose per la mente e per l'anima vadano benissimo, o almeno benino,  allora la sua conoscenza sarebbe ancora più importante: io infatti, per quanti sforzi faccia,  non riesco a pensare quali possano essere i ragionamenti in grado di raggiungere conclusioni tanto felici.