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E' radicato un antico assunto secondo cui arte visiva e parole non debbano uscire dalla stessa fonte; chi compone un quadro faccia l'artista e chi ha voglia di argomentare faccia il teorico, il filosofo o che altro. Mestieri diversi, ed è meglio che ognuno faccia il suo Queste affermazioni, come mille altre dello stesso spessore logico, sono non solo possibili ma assolutamente normali perché noi, esseri organici, siamo inconsapevolmente sospesi su un vuoto molto problematico : la perdita del senso della complessità,.. Questo lutto non è un accidente ma semplicemente la necessaria conseguenza dell'assioma che fonda la cultura, quella cultura che, fatte le debite varianti, sta gestendo il Mondo da molti millenni. Parlo di quel sistema di relazioni e di pensiero che sul piano antropologico è classificabile come patriarcale, sul piano logico è definibile come dicotomico e sul piano dei sistemi organici e del pensiero sistemico è qualificabile come antisistemico e produttore di paradossi . Parlo della cultura quantitativa che ci sta scoppiando dentro mandandoci in pezzi. Miliardi di ombelichi vanno per la tangente.

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MULIER TACEAT IN ECCLESIA

postato da Maria Micozzi [07/05/2009 17:32]
 

...niente in questo campo sembra mai voltare veramente pagina, almeno fino a quando persiste l'assioma patriarcale; cambiare assioma non è come  cambiare qualche mobile nella casa del padre!

"Mulier taceat in Ecclesia" con quattro parole Paolo di Tarso stabilisce l'ordine e le ontologie dell'umanità: nella cultura del 'verbo'  la donna è chiusa nel privato ed esclusa dal simbolico, sta a dire che la donna non ha voce, non esiste nel sociale.

Paolo non inventa niente, traghetta nelle strutture teologiche del neonato cristianesimo, una paura e quindi una legge, molto più antiche.

Dalle tradizioni orali babilonesi alla Genesi I c'era stato un tempo in cui una donna aveva parlato ma sembra che la cosa non fosse finita bene. Chiacchierava troppo ? No, ragionava troppo.

Era Lilith, la prima donna creata da Dio insieme con Adamo.

Al settimo giorno della creazione, dopo gli amplessi, Lilith chiede al suo compagno di poter cambiare la posizione succuba.

Le scritture dicono che Adamo, con un semplice "no, le nega la posizione incuba"; a questo diniego tautologico  Lilith  risponde con un'argomentazione che colpisce ancora per il nitido rigore deduttivo: una congruenza tanto netta da non trovare riscontri nell'ambito della letteratura biblica, talmente necessitata da anticipare l'Organon di Aristotele e balzare senza bisogno di ritocchi  ne "I Tipi Logici" di Russell.

Lilith fa seguito alla povertà argomentativi di quel ‘no' con un ragionamento articolato che da una premessa deriva necessariamente una conclusione e non un'altra: " Perché devo essere sotto di te, eppure sono uguale a te". Una procedura impeccabile: l'uguaglianza sancita dalla Creazione era  la legge e il comportamento di Adamo era incongruo ad essa.

I successivi scambi verbali tra la donna, che fugge via perché non  riconosciuta  come sua ‘pari' dal compagno, e Adamo, che si lamenta e chiede aiuto al Signore, non colmano la differenza di spessore intellettuale, anzi il divario diventa incolmabile,  ma ( o forse proprio per questo) Lilith viene completamente  riscritta, diventa un Demone, la capostipite della strega che inganna ed è ingannata, la Parlante, la 'loica', viene vestita di infero ed estromessa dal contesto sociale.

Contemporaneamente viene anche disegnata un'altra prima donna, totalmente diversa: Eva nasce da una costola di Adamo per desiderio di Adamo, non è più la figura creata come parte integrante del  progetto divino.

Eva è di Adamo. Eva è utile ad Adamo, si fa strumento della sua discendenza e  luogo delle colpe tanto che fin dall'inizio è caricata della colpa della disobbedienza primaria. Anche la pagana Pandora simbolicamente chiude in sé tutte le ragioni del male. Una specie di disegno paranoico dove il re è il re e ciò che non funziona viene da fuori.

Una buona costruzione anche per legittimare la violenza come difesa necessitata.

Millenni di leggende, statuti, modelli per continuare a zittire la complessità logica delle  Lilith  chiuse  dentro le donne; cambiano i modi e si raffinano le grossolanità, ma, anche questo, non sempre.

 

 "Mulier taceat in Ecclesia"...

...niente sembra essere cambiato nella sostanza e in effetti non può esserlo veramente, almeno fino a quando non si riuscirà a sostituisce l'assioma patriarcale, sbilanciato su un unico soggetto, con un assioma paritetico. forte della relazione tra la pluralità dei soggetti..

Purtroppo per cambiare l'assioma a niente serve ristrutturare la casa del padre, se resta il padre la casa è sempre una tautologia dalla quale non si esce, una piramide con un unico vertice!