Atom Feed RSS Feed

Il mio profilo

My Photo
Name: Maria Micozzi
Location:

Orologio

ciao internauti

E' radicato un antico assunto secondo cui arte visiva e parole non debbano uscire dalla stessa fonte; chi compone un quadro faccia l'artista e chi ha voglia di argomentare faccia il teorico, il filosofo o che altro. Mestieri diversi, ed è meglio che ognuno faccia il suo Queste affermazioni, come mille altre dello stesso spessore logico, sono non solo possibili ma assolutamente normali perché noi, esseri organici, siamo inconsapevolmente sospesi su un vuoto molto problematico : la perdita del senso della complessità,.. Questo lutto non è un accidente ma semplicemente la necessaria conseguenza dell'assioma che fonda la cultura, quella cultura che, fatte le debite varianti, sta gestendo il Mondo da molti millenni. Parlo di quel sistema di relazioni e di pensiero che sul piano antropologico è classificabile come patriarcale, sul piano logico è definibile come dicotomico e sul piano dei sistemi organici e del pensiero sistemico è qualificabile come antisistemico e produttore di paradossi . Parlo della cultura quantitativa che ci sta scoppiando dentro mandandoci in pezzi. Miliardi di ombelichi vanno per la tangente.

Archivio

Collegamenti...

Sito Ufficiale di Maria Micozzi
con-fine - Trimestrale d'Arte&Cultura
Il Blog dell'Arte di con-fine

Ultimi Commenti

Calendario

Conta visite

POPULISMO DI DIRITTO E POPULISMO DEMAGOGICO

postato da Maria Micozzi [31/03/2009 18:10]
 

 

-la reificazione come strategia del potere verticistico-

(commento ad una puntata de ‘L'Infedele')

 

Troppo spesso assistere ai dibattiti televisivi,  per non parlare di quelli d' intrattenimento che pescano gli esperti nell'ultimo format commerciale, è come assistere ad una vera e propria sassaiola in assenza di elaborazione: lancio di concrezioni, scambio di concetti reificati.

Durante l'ultima sua  trasmissione ho sofferto dell'imbarazzo, con cui il rappresentante del MIB cercava di gestire, insieme,  l'uso e le accuse di populismo.

In tempi di patriarcato (millenni), le vecchie  dittature si dichiaravano tali anche con vanto, e usavano espliciti metodi drastici contro il dissenso.

Il potere dell'alto sul basso cambia d'abito, ma  non di  sintassi e l'attuale vertice economico-finanziario, ovviamente  verticistico e sedicente  democratico (per strani paradossi logici sembra esista il Democratico Padre Assoluto), non può ricorrere al capestro,  per tacitare le divergenze è costretto a metodi meno appariscenti, psicologicamente  più sotterranei; ne sanno molto i vari suggeritori d'immagine, non richiesti debitori di  Palo Alto.

La reificazione, così congrua alla cultura dicotomica, oggi  è un apporto considerevole al depotenziamento del dissenso, se poi si considera il suo rapporto con gli slogan, la chiusura  diventa  più tenace del legame all'idrogeno e la polverizzazione del senso decolla nella massima confusione possibile.

Ogni concetto, per sua natura logica,  dovrebbe coprire un insieme vasto di articolazioni,  ma  il processo reficante annulla in toto l'intero ventaglio di differenze appiattendo il termine su un unico significato, quello strumentalmente più utile al potere: il dissenso che non può più essere decapitato deve comunque  essere distrutto, ci pensano la banalizzazione, la confusione e la messa in ridicolo.

Ricordo l'uso del termine ‘pacifismo' che faceva il paio con quello dei ‘girotondini'', cose piccole che fanno ridere i grandi.

Peccato che  per i grandi  non ci sia mai  un  ‘bellicismo' da mettere nelle barzellette.

Così succede per il termine populismo, reificato sull'accezione negativa di sfruttamento delle aspettative del popolo, spogliato del significato primario che lo definisce  atteggiamento legittimo volto a sottolineare i  valori  e i problemi di classi sociali svantaggiate.

La distanza valoriale che esiste tra  un uso demagogico e una legittima rivendicazione è quello che fa la differenza tra un dialogo e un monologo, in democrazia.

Omeya Seddik ha ben diritto di portare all'evidenza i problemi del suo contesto di riferimento  ed evviva il populismo di denuncia, abbasso il populismo demagogico , quello che sa di caramella  per il consenso.

Ovviamente ad accusare di populismo demagogico  è sempre  chi sta sul gradino più alto, dunque  strategia riuscita, infatti nella reificazione confusiva viene disattivato il populismo di diritto e chi se ne fa portatore.